Le catene del debito - Piero Ricca intervista Francesco Gesualdi

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"In nome del debito vengono distrutti i nostri diritti. Ma davvero non abbiamo altra scelta che pagare impoverendoci? La soluzione è cominciare a occuparci tutti di debito pubblico. Esigere di aprire un grande dibattito su cause, soluzioni, prospettive. Con occhi nuovi. Con il coraggio di rimettere tutto in discussione, a partire dalla legittimità del debito". Così pensa Francesco Gesualdi, attivista e saggista, promotore di campagne su beni comuni, consumo critico, sviluppo sostenibile, fondatore del Centro nuovo modello di sviluppo e insieme ad Alex Zanotelli della Rete Lilliput. Negli ultimi anni ha incentrato la sua attività sulla questione del debito, cui ha dedicato il recente saggio "Le catene del debito - e come possiamo spezzarle" (Feltrinelli)." Piero Ricca

Piero Ricca: Francesco Gesualdi, governi nazionali, istituzioni europee e media mainstream ci dicono che non c'è alternativa all'austerità. Secondo lei?

Francesco Gesualdi: Già l'obbligo di mantenere il deficit al di sotto del 3% del Pil ci ha sottoposto a continui aumenti di tasse e tagli alle spese con gravi ripercussioni sociali. I numeri confermano un tasso di disoccupazione reale al 24% mentre il rischio povertà coinvolge una persona su tre. Ma col fiscal compact sarà la catastrofe perchè tasse e tagli dovranno crescere fino ad ottenere il pareggio di bilancio. Per di più il debito andrà dimezzato nel giro di 20 anni. Un salasso mortale che porterà al collasso socio-economico e alla totale demolizione della nostra casa comune. Con somma soddisfazione del capitale internazionale e delle multinazionali dei servizi, che finalmente potranno comprarsi le proprietà pubbliche a prezzi stracciati e potranno mettere definitivamente le mani su servizi appetitosi come l’acqua, i rifiuti, la sanità, la scuola.

PR: Per individuare un'alternativa, lei sostiene che il passo preliminare è un'analisi demistificatoria del debito. Che cosa intende?

FG: Dobbiamo mettere a fuoco che non ci siamo indebitati perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma per i tassi di interesse che dal 1980 ci sono costati 2.230 miliardi di euro, per i privilegi fiscali che abbiamo accordato alle classi più ricche, per l’evasione che ammonta a 180 miliardi l’anno, per la corruzione che ci costa ogni anno 50 miliardi, per le spese inutili e dannose come l’alta velocità e l’acquisto degli F35. Perciò il primo passo da compiere è una grande indagine popolare per capire quale parte di debito è doveroso pagare perché creato a vantaggio del popolo e quale parte è nostro diritto ripudiare perché creato per arricchire banche, imprenditori d’assalto e politici assetati di potere. L’indagine non può essere affidata alla classe politica che ha prodotto il disastro. Può solo essere svolta dai cittadini organizzati in gruppi di lavoro. Esperienze in tal senso sono già in atto in Francia, Spagna, Belgio ed anche in Italia. A Parma un gruppo di cittadini ha ricostruito la genesi dei 900 milioni di debito che pesa sulla città. Chi volesse avviare un’esperienza analoga nel proprio territorio invii un messaggio a coord@cnms.it.

PR: Il dibattito sul debito, secondo lei, dovrebbe dunque uscire dalle stanze degli economisti. Ma davvero è possibile farsi un'opinione e proporre soluzioni su temi così complessi senza una cultura specialistica?

FG: Al di là dei linguaggi oscuri e dei tecnicismi che ci intimidiscono, i nodi politici del debito sono riconducibili a poche domande chiave. Dobbiamo tenere in maggiore considerazione l’interesse dei creditori o i diritti di tutti? Se uno stato è in difficoltà debbono pagare solo i cittadini o anche i creditori? La moneta deve essere gestita dal sistema bancario per il proprio arricchimento, o dai governi per il perseguimento della piena occupazione e altri obiettivi sociali? Non siamo deficienti: a queste domande, tutti dobbiamo e possiamo rispondere. L’avessimo fatto prima, invece di delegarle a economisti e politici, non ci troveremmo al punto in cui siamo. Avremmo evitato il disastro economico e salvato la democrazia.

PR: Vediamo in sintesi le possibili strategie alternative che lei propone. Quali sono le linee essenziali?

FG: Uno dei problemi del debito pubblico è che i creditori non sono gentiluomini che si accontentano del tasso di interesse pattuito. Agiscono attraverso la speculazione per strappare rese sempre più alte. Un vero gesto di pirateria dalla quale dobbiamo difenderci mettendo al bando la speculazione. Finalmente liberi dallo spread, dovremmo concentrarci sul capitale per mettere a punto un piano di abbattimento che non si basi sulle privatizzazioni, ma sull’annullamento del debito. Con due strategie. La prima: il ripudio del debito odioso accumulato per arricchire profittatori e banditi. La seconda: la ristrutturazione, che significa riduzione concordata del capitale da restituire, come ha già fatto la Grecia su consiglio della stessa Troika. Dunque non un’umiliazione di cui vergognarsi, ma una scelta di cui andare fieri di chi pone l’interesse comune al primo posto.

PR: Quali sono le principali misure d'emergenza a livello nazionale?

FG: La prima emergenza è ridurre gli interessi ricordandoci che sono una forma di redistribuzione alla rovescia: prendono a tutti per dare ai più ricchi. Le vie sono l’autoriduzione dei tassi di interesse e la lotta alla speculazione.

PR: Ma in concreto com'è possibile condurre questa lotta?

FG: Il problema non è tecnico, ma politico. Bisogna semplicemente avere il coraggio di dire che sui titoli del debito pubblico certe operazioni non sono possibili. Ossia sono proibite. Sui titoli di stato bisogna proibire tutte quelle operazioni che gli investitori compiono per arricchirsi sulle variazioni di prezzo, ma che hanno come effetto secondario l'aumento dei tassi di interesse. Più in particolare mi riferisco ai CDS (Credit Default Swap) che sono scommesse di tipo assicurativo, ai futures che sono vendite future di titoli che non si posseggono, alle vendite allo scoperto che consistono nella vendita di titoli avuti in prestito. Alchimie partorite da menti depravate, studiate per permettere agli speculatori di spillarsi soldi reciprocamente, come fanno i giocatori di carte. Ma se tutto questo deve compromettere il bene di un'intera nazione, allora a essere malati non sono solo loro, ma anche i politici che lo permettono.

PR: Quali riforme strutturali ritiene necessarie?

FG: Le principali sono la riforma fiscale per garantire allo stato entrate adeguate tassando i più ricchi e la riqualificazione della spesa per garantire alle spese sociali tutti i soldi che servono annullando ruberie, privilegi e spese inutili.

PR: E a livello europeo?

FG: La riforma più importante riguarda la Banca Centrale Europea. Da struttura privata che gestisce l’euro per assicurare profitti alle banche, deve trasformarsi in struttura pubblica che governa la moneta in un’ottica di promozione economica e sociale. Che significa essenzialmente due cose. La prima: immettere gratuitamente nel sistema tutta la liquidità necessaria per il buon funzionamento dell’economia. La seconda: fornire ai governi tutta la moneta che serve per raggiungere la piena occupazione e promuovere i servizi fondamentali.

PR: Lei parla anche di "recupero di sovranità monetaria per risolvere i problemi del debito", sicuro che arrivati a questo punto si possa reggere la fuoriuscita dalla zona Euro?

FG: Il mio orizzonte è quello europeo perché il debito è un problema comune che abbiamo interesse ad affrontare insieme, purché decidiamo che il nostro obiettivo non è la difesa dei creditori, ma dei cittadini. Del resto credo che i nazionalismi giovino solo al potere che spadroneggia meglio quando gli oppressi si considerano parti avverse solo perché appartengono a bandiere diverse. Credo in un progetto di unione europea basato sulla solidarietà e la cooperazione al servizio dei deboli. Per questo mi batto, sempre pronto a raccorciare il tiro se mi rendo conto di essere strumentalizzato da chi vuole solo rafforzare un’Europa al servizio dei forti. Al momento la sovranità monetaria a cui aspiro non è quella del ritorno alla lira, ma di permanenza nell’euro, magari non dei 17, ma dei soli paesi del Mediterraneo come propone il prof. Bruno Amoroso. Penso che il doppio euro potrebbe essere la via giusta per avviare un processo di riequilibro fra paesi forti e paesi deboli d’Europa e permettere ai paesi più indebitati di attuare politiche congiunte di riduzione del debito in sfida aperta col potere finanziario internazionale.

PR: Economisti ortodossi ed esponenti dell'establishment bollano come demagogia, populismo, ideologismo velleitario queste sue opinioni, che secondo loro porterebbero le nostre economie all'isolamento e al disastro. Lei come risponde?

FG: Al disastro ci siamo già e non per responsabilità dei no global, ma degli economisti di stretta fede mercantilista. Accecati dai loro dogmi si stanno rivelando un pericolo per tutti quanti. Ma per me e molti altri, questo sistema è fallito prima ancora che per i suoi intrinseci difetti di funzionamento, per i disastri umani, sociali e ambientali che ha provocato. Per questo, mentre avanziamo proposte per la riduzione immediata del danno, ricerchiamo formule per uscire definitivamente da questo sistema ed entrare in un altro ispirato a stabilità, sostenibilità, piena soddisfazione umana e sociale.

PR: Pensa che la prossima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento europeo possa essere l'occasione per iniziare a "spezzare le catene del debito"?

FG: Assolutamente sì. Purché si capisca che i nostri nemici non sono gli operai tedeschi ma le banche e chiunque vuole lucrare sul debito pubblico.

PR: Ma con questa classe politica, questi partiti e questi rapporti di forza fra finanza, media e politica vede realistici spiragli di cambiamento?

FG: Questa classe politica fa schifo, ma non è inamovibile. Possiamo mandarla a casa, ma serve uno scatto di partecipazione. Lo stato di apatia, passività, obnubilamento in cui si trova gran parte della cittadinanza è l’aspetto che più mi preoccupa. Ma con l’impegno di chi ha conservato il pensiero critico possiamo dare una scossa non solo rifondando la politica, ma anche trasformandoci ognuno di noi in promotori di controinformazione. Per questo invito tutti ad aderire alla campagna “Debito pubblico decido anch’io”.

Il libro di Francesco Gesualdi: "Le catene del debito. E come possiamo spezzarle"

Commenti

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  • Morgana Filangieri Utente certificato 4 anni fa mostra
    Urla, lacrime e scambi di accuse: assemblea infuocata dei grillini sul caso «parentopoli» Vilma Moronese e Barbara Lezzi hanno assunto come assistenti, rispettivamente, partner e figlia del compagno ma ste due carciofe dove le avete prese ? SERVIVA GENTE DI FIDUCIA la risposta senza diretta streaming in quanto i panni sporchi si lavano in famiglia Lo streaming lo fanno solo quando devono insultare gli altri. Ma i loro panni sporchi li lavano in segreto. VERGOGNATEVI!!!! ambedue sudiste e quindi con formamentis del nordafrica Urla, lacrime, lanci (reciproci) di accuse: è un’assemblea decisamente agitata quella tra i senatori del Movimento 5 Stelle in merito alla cosiddetta «parentopoli grillina». Una vera e propria polveriera lunga tre ore (e ancora in corso). A lanciare la scintilla l’agguerrita Laura Bignami nell’incontro, la scorsa settimana, con Beppe Grillo e poi rimbalzata nei meetup di tutta Italia. Lunedì Bignami ha disertato la riunione, ma sul tavolo è finita comunque l’assunzione di collaboratori da parte di alcuni parlamentari: in alcuni casi - è l’accusa avanzata - non sarebbero mancate corsie preferenziali per parenti, partner e «amici di». Due delle senatrici finite sul banco degli imputati -Vilma Moronese e Barbara Lezzi, accusate di aver assunto rispettivamente partner e figlia del compagno - hanno rigettato gli attacchi, assicurando di avere la coscienza pulita: «Abbiamo rispettato le regole -hanno sostenuto- perché i partner in questione non sono conviventi». Ma su questo punto molte le repliche piccate di chi è sposato: «Allora devo divorziare per poter assumere anch’io la mia compagna?», ha chiesto sarcastico un senatore 5 stelle.
  • Morgana Filangieri Utente certificato 4 anni fa mostra
    grulli cittadini Un profumatore d’ambiente da 9 euro, comprato perché «la stanza dell’ufficio in Comune aveva un cattivo odore». Dopo mail violate ed espulsioni, l’ultimo gradino dell’eterna faida tra consiglieri ed ex del Movimento 5 Stelle ha assunto la forma del liquido fosforescente che si mette nelle stanze per profumarle. «Anche io ne avevo comprato uno per gli uffici di viale Aldo Moro — rivendica l’ex grillino Giovanni Favia — ma l’ho pagato di tasca mia. Chissà Bugani cosa avrebbe fatto, se avesse avuto in mano il budget della Regione». Favia replica così al capogruppo in Comune, che ieri, nel commentare l’inchiesta della Finanza, aveva parlato di “leggerezze” compiute dai suoi colleghi in Regione (Andrea Defranceschi e, ai tempi, anche Giovanni Favia) citando l’esempio di un divano letto da 245 euro. «Rivendico quel divano come esempio oculato di gestione dei soldi pubblici — si infuria Favia — se lo avessi preso dalla centrale acquisti regionale nessuno lo avrebbe visto, invece chiesi alla mia segretaria di cercarne uno a basso costo. Ci ho provato una volta a dormirci, ma era così scomodo che mi sono messo sulla scrivania. Senza contare che gli altri gruppi nei loro uffici hanno poltrone auto-massaggianti». Nell’elenco delle spese dei 5 Stelle in Regione, oltre al divano, ci sono anche: un kit per banchetti fatto da 30 megafoni, un tavolo e 120 sedie e 30 cavalletti, quattro pc, hard disk, mouse, tastiere, chiavette, altro “materiale per pc”, luci al led, materiale video. Un lungo elenco di materiale tecnologico, che fa schizzare la voce “spese per acquisto di attrezzature” dei 5 Stelle in testa rispetto a tutti gli altri. «Ma è evidente, noi in Regione eravamo nuovi — replica Favia — ci serviva l’attrezzatura ». Materiale che, sottolinea l’ex m5S, serviva solo per attività politica entro i confini regionali. Tutto il resto veniva finanziato sì, ma con l’extra-stipendio. Solo nel 2011, il Movimento emiliano ha finanziato altri movimenti sparsi per l’
  • Luca M. Utente certificato 4 anni fa
    arrestato il sindaco leghista di adro!!!!!!!!!!!avanto così!!!
    • giannino F. Utente certificato 4 anni fa
      Altro giro altro legaiolo preso con le mani nella marmellata. Un'altra figura di merda mondiale. Che tristezza vedere questi loschi figuri che ci hanno governato per 20 anni finire della cella. Ma anche una granda soddifazzionen!!!!! Affankul!
    • Lalla M. Utente certificato 4 anni fa
      no, per appalti, carissimo!!! L’accusa: turbativa d’asta e falso in atto pubblico per favorito aziende amiche nella realizzazione dell’area feste in paese
    • Luca M. Utente certificato 4 anni fa
      p.s. scemo:arrestato per reati attuali che riguardano i danè!!!
    • Luca M. Utente certificato 4 anni fa
      eheheeh ti rode vero????schifosi razzistti omofobi !!torna a cercar diamanti dai!!
    • Morgana Filangieri Utente certificato 4 anni fa mostra
      per quella facenda di anni fa dei simboli leghisti : allora i vostri amici pm sudisti ed antiitaliani non hanno proprio un cazzo che fare!! d'altronde son statali!!!
  • alessandro gabrielli 4 anni fa mostra
    Cazzo parlate solo di soldi siete delle merde anche voi.Moriteeeeee.Alessandro.
  • tupacamaru 4 anni fa mostra
    X Path Walker “hai proprio ragione" si scrive con l'acca!!” È proprio così si scrive con l'acca caro IGNORANTE. Pensa piuttosto a come tu hai scritto ignorante “ignorarte”.
  • tupacamaru 4 anni fa mostra
    X Path Walker “e cmq sei un ignorarte fatto e finito, non sono del sud e ho una compagna e un figlio di colore... ti basta?......dove è lidiozia ora?” Visto che mi hai intimato di ritornare in Perù: poveri loro, li avrai già mandati a quel paese!
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      poi,ignoranza dicevamo mi dai del razzista perchè ti mando in perù? sai chi era tùpac amaru o scegli il nick name con l'aiuto del partito? poi, "hai proprio ragione" si scrive con l'acca!! poi, mi dici, "e magari sei anche del sud".....chi era il razzista? sei un uomo (o donna o transex) di poco valore....dalle mie parti si dice un jilipollas
  • tupacamaru 4 anni fa mostra
    Path Walker ora ti sei qualificato anche come razzista e magari sei anche del sud! Ecco cosa intendo quando parlo di italioti.
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      tùpac amaru......pardon
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      poi,ignoranza dicevamo mi dai del razzista perchè ti mando in perù? sai chi era topac amaru o scegli il nick name con l'aiuto del partito? poi, "hai proprio ragione" si scrive con l'acca!! poi, mi dici, "e magari sei anche del sud".....chi era il razzista? sei un uomo (o donna o transex) di poco valore....dalle mie parti si dice un jilipollas
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      e cmq sei un ignorarte fatto e finito, non sono del sud e ho una compagna e un figlio di colore... ti basta?......dove è lidiozia ora? sfigato......non parlavo neanche con te......
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      se non ti sono simpatico,ignorami, è meglio per tutti specialmente per il blog ......
    • Path Walker Utente certificato 4 anni fa mostra
      Sei ridicolo....e ignorante...e mi fermo.....
  • tupacamaru 4 anni fa mostra
    X Path Walker Finalmente la voce dell'idiozia si fa sentire per confondere il cazzeggiare col ragionare. Ma che dico? Questo è lo sport preferito degli italioti!
  • : )))) SPLAT SPLAT SPLAT Utente certificato 4 anni fa mostra
    le balle molli di Grillo? A 65 anni saranno un frappè
  • claudio casalini 4 anni fa mostra
    E adesso arriva la Signora Deflazione. (spiegato a Lollo dopo i suoi 3 Pinot bianchi) Vi dico alcune cose poco comprensibili, ma poi vi spiego: i prezzi dei prodotti fabbricati in Eurozona sono crollati al tasso annuo più rapido degli ultimi tre anni e mezzo. I mercati ora temono che l’inflazione stia precipitando a livelli troppo bassi. Infatti Eurostat (l’ISTAT europeo) ci dice che nell’Eurozona l’inflazione è oggi allo 0,7%, mentre la Banca Centrale Europea lo voleva al 2%. Ma l’inflazione non dà segni di alzarsi e quindi siamo diretti, dritti dritti, verso la DEFLAZIONE. Traduco: siccome le Austerità imposte dai tecnocrati tedeschi hanno impoverito ¾ d’Europa e hanno impedito ai governi di spendere a deficit per salvare le rispettive economie, la gente impoverita non spende quasi più, i prodotti rimangono invenduti, e quindi il loro prezzo crolla (DEFLAZIONE). Questo crea crisi aziendali, quindi disoccupazione, quindi ancora meno consumi, quindi ancor più crollo di prezzi e crisi e disoccupazione, ecc., il solito circolo vizioso di cui noi della ME-MMT parliamo da anni. Ma meno denaro circola (viene speso), più prodotti rimangono invenduti, più crolla l’inflazione (che è invece causata dal processo contrario, cioè molto denaro circola e pochi prodotti disponibili). L’inflazione crolla finché diventa DEFLAZIONE. Cioè, ripeto, le Austerità imposte dai tecnocrati tedeschi hanno impoverito ¾ d’Europa e hanno impedito ai governi di spendere a deficit per salvare le rispettive economie, la gente impoverita non spende quasi più, i prodotti rimangono invenduti, e quindi il loro prezzo crolla (DEFLAZIONE). Questo crea crisi aziendali, quindi disoccupazione, quindi ancora meno consumi, quindi ancor più crollo di prezzi e crisi e disoccupazione. E tutto ciò, oggi in Eurozona, sta causando deflazione. Il peggio del peggio. Mario Draghi della BCE lo sa benissimo e tenta di tenere un contegno. Ma gira col pannolone, non scherzo, perché la deflazione porta dritta alla D
    • claudio casalini 4 anni fa mostra
      , non scherzo, perché la deflazione porta dritta alla DEPRESSIONE economica. Eurostat ci sta dicendo che ci stiamo cadendo in pieno. Draghi sta tentando di riversare vagonate di euro sui mercati per alzare l’inflazione ed evitare deflazione, ma non capisce che se gli euro stanno nei mercati (banche) e non nelle tasche di noi gente (stipendi da SPENDERE), non si risolve un piffero. Ma no, NO! La Merkel dice che dobbiamo lavorare di più e guadagnare DI MENO! E tutti dietro a sta criminale, soprattutto l’ologramma col pannolino, Mr Letta, il presidente del Consiglio più inesistente della storia dell’umanità. Io mi chiedo: ma cosa ci vuole per far svegliare i popoli dell’Eurozona? Ah! Mi si è accesa la lampadina! Ci vuole Paolo Barnard con la ME-MMT. Qualcuno gli dica di muoversi a sto latitante! PAOLO BARNARD
  • censuradura 4 anni fa mostra
    censurato: ---------------- Il solo censurato dal sacroblogghe 2 ore fa Questa tornata elettorale europea è la nostra chiave di volta, non nostra italiana, ma nostra europea! Nando Meliconi +++++ PERCHE' NON E' STATO ANCORA RESO PUBBLICO IN QUALE GRUPPO EUROPEO ADERIRA' IL MOVIMENTO 5 STELLE? E' UNA DOMANDINA FACILE FACILE, DEL RESTO SEIE VOI A SCEGLIERE DOVE STARE! ----------------
  • spuseta 4 anni fa
    Vi ricordate PRODI? diceva: "sarà una tragedia se perdiamo il treno dell'euro" E' stata una tragedia averlo preso quel treno. I NOSTRI "STATISTI" SONO PROPRIO CAPACI E COMPETENTI
    • brus bruscate Utente certificato 4 anni fa mostra
      ma il problema non e l euro e l italia corrotta , piena di sperperi e sprechi , dove attraverso lo stato si prelevano soldi per darli alle lobby. se si passa alla lira e la stessa cosa ? ma ci vuole tanto a capirla ?
    • ugo m. Utente certificato 4 anni fa
      Si come no. Se fossimo stati fuori dall'euro il vantaggio competitivo col resto d'europa sarebbe stato insignificante rispetto ai BRICS, ora la disoccupazione sarebbe uguale ma tutti i beni di importazione (benzina, gas metano, ed elettricità tanto per dirne qualcuno) costerebbero il triplo. La tragedia è stata COME è stato gestito il passaggio all'euro.
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    Questa tornata elettorale europea è la nostra chiave di volta, non nostra italiana, ma nostra europea! Nando Meliconi +++++ PERCHE' NON E' STATO ANCORA RESO PUBBLICO IN QUALE GRUPPO EUROPEO ADERIRA' IL MOVIMENTO 5 STELLE? E' UNA DOMANDINA FACILE FACILE, DEL RESTO SEIE VOI A SCEGLIERE DOVE STARE!
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    GRILLO HA SOLO UNA GRAN FORTUNA: QUEI 3 MORTI NELLA SUA MACCHINA CHE GLI HANNO EVITATO DI SEDERE IN PARLAMENTO A GUIDARE L'INUTILITA' DELLA SUA COMPAGINE STELLATA AL 25%!
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    La moglie di Renzi ha preso la corsia preferenziale Grillo ha preso in pieno un burrone. AH AH AH IL NUOVO CHE AVANZA!
    • Rita L. Utente certificato 4 anni fa mostra
      Non ho parole! L'incidente di Beppe è stato una terribile tragedia e tu ci ridi sopra. Prega non ti debba mai succedere niente di simile, carogna.
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    Claudio Messora, un "portavoce" a 5 Stelle 2.0, e la parentopoli da accattoni dei parlamentari grillini ..."quelli che lo streaming", su ordine del capo-comunicatore a 5 Stalle Claudio Messora, ci sono cascati ancora. Vietato lo streaming, perchè "daremmo un'immagine negativa"... Già... Infatti si trattava di mettere in piazza una piccola parentopoli da accattoni. Insomma, una storiaccia da portaborse assunti in famiglia. Tanto per arrotondare i 14.000 euri. Senza vergogna, e peggio dei leghisti che alla UE assumevano i figlioli l'uno dell'altro... Insomma, è qui il "nuovo che avanza"? Quelli che l'apriscatole? Ci hanno messo un attimo, a farsi infettare da quelli che il Pdl=Pd-L... Tafanus
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    Piero Ricca, da aspirante giornalista d'assalto all'americana, a Capezzone del Mov. di Beppo caducità del destino umano
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    Le catene del debito Piero Ricca intervista Francesco Gesualdi. Lamentele e critiche a iosa. Soluzioni ? Booohhhhh !
  • Il solo censurato dal sacroblogghe 4 anni fa mostra
    Questa tornata elettorale europea è la nostra chiave di volta, non nostra italiana, ma nostra europea! Nando Meliconi +++++ PERCHE' NON E' STATO ANCORA RESO PUBBLICO IN QUALE GRUPPO EUROPEO ADERIRA' IL MOVIMENTO 5 STELLE?
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