Due indizi fanno una prova

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.
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Venerdì 21 marzo ore 20.30 circa. Nell'anteprima dell'intervista a Mentana rivelo i dettagli di un incontro all'ambasciata inglese a Roma, durante il quale l'ambasciatore mi invitò a pranzare con Letta.
Dopo la messa in onda dell'intervista integrale Mentana legge le versioni dell'ambasciata e di Letta.
Versione dell'ambasciata: "[...] la presenza concomitante di Enrico Letta e del sig. Grillo [è stata] dovuta ad un’improvvisa sovrapposizione di agende [...] e non ha portato ad alcun incontro tra i due, incontro che l’ambasciata non aveva peraltro alcun interesse a promuovere [...] la colazione dell’ambasciatore Prentice con Enrico Letta, alla quale Grillo non è mai stato invitato ad unirsi, era da lungo tempo programmata"
Versione di Letta: "l’ambasciatore mi disse: "Oggi viene Grillo con Casaleggio per un pranzo, se vuoi gli dico che sei qui, se volete potete incontrarvi". Richiesta che Letta declinò."
Dunque. L'ambasciatore smentisce di avermi chiesto di pranzare con Letta, ma viene smentito dallo stesso Letta che rivela che l'ambasciatore gli propose di incontrarmi, ma che lui rifiutò. L'ambasciatore però mi disse che Letta ci aspettava di sopra. Voleva fargli una "sorpresa" contro la sua volontà? Se Letta rifiutò perché insistere con me per un incontro che "l’ambasciata non aveva alcun interesse a promuovere"? Ma soprattutto: perché non telefonarsi prima di fare due smentite ufficiali che si smentiscono a vicenda?

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