La Revue de Politique Internationale intervista Luigi Di Maio

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.



Di seguito la traduzione di un estratto dell'intervista pubblicata sulla prestigiosa rivista francese Revue de Politique Internationale a Luigi Di Maio

Luigi Di Maio aveva solo 27 anni quando è stato eletto vicepresidente della camera dei Deputati, sull’onda del successo elettorale del M5S, una formazione populista antisistema che ha aperto un varco spettacolare alle elezioni del febbraio 2013, superando il 25% dei voti. In due anni e mezzo, Luigi Di Maio ha saputo tracciare il suo percorso con diplomazia ed efficacia e costruire l’immagine di un uomo politico serio e competente, regolarmente invitato nelle capitali europee a parlare delle vicissitudini della politica italiana. Il 23 marzo scorso, ha incontrato gli ambasciatori di 28 Paesi dell’Unione Europea a Roma per esporre loro nel dettaglio il programma del suo Movimento. Incalzato dalle domande, ha risposto con aplomb su tutti i temi, dalla lotta al terrorismo, alle politiche sull’immigrazione, passando dalla corruzione e il reddito di cittadinanza, che il M5S promette di introdurre in Italia.

Revue de Politique Internationale: Chi l’ha scelta come candidato del M5S?

Luigi Di Maio: Tutto avviene tramite Internet. La rete sceglie i candidati. Condizione essenziale:essere incensurati. Chiunque abbia un precedente, anche se non è stato condannato, è scartato a priori. L’Italia è il secondo Paese più corrotto d’Europa, appena dietro la Bulgaria. Il M5S chiede norme più severe e si oppone ai partiti che hanno governato il Paese favorendo corruzione ed evasione fiscale. Ci danno l’etichetta di essere populisti. Se essere populisti significa darsi regole inflessibili contro la corruzione, allora io rivendico questa qualifica.

Revue de Politique Internationale: Parliamo del programma. Il reddito di cittadinanza vi occupa un posto centrale. Di cosa si tratta?

Luigi Di Maio: L’Italia è l’unico Paese europeo a non disporre di un meccanismo di sostegno sistematico alle fasce più svantaggiate. Su 60 milioni di abitanti, il nostro Paese conta 10 milioni di poveri, di cui 3 in povertà assoluta e 7 milioni in condizioni precarie. I due terzi di questi 10 milioni lavorano e tuttavia non guadagnano abbastanza per uscire dalla povertà. Come intendiamo finanziare il reddito? Abbiamo intenzione di tagliare 25 capitoli di spesa, tassare le lobby, le società d’autostrade, il gioco d’azzardo, e altro. Questo ci permetterà di dare 780 € a ogni cittadino delle fasce più deboli.

VIDEO: L'appello di Di Maio: SOSTIENI ROUSSEAU!

Revue de Politique Internationale: Questo genere di misura redistributiva è tipica di un programma di sinistra

Luigi Di Maio: Lei ha ragione, ma, oltre alla misura del reddito, abbiamo anche un progetto di sostegno per le Piccole e medie imprese - una politica che, in Italia, è sempre stata appannaggio della destra. Di fatto, non l’hanno mai realizzato né la destra né la sinistra. E questo prova che noi siamo assolutamente trasversali. L’aiuto alle PMI costituisce uno dei pilastri del nostro programma. Il tessuto industriale italiano è composto per il 99% da PMI, di cui l’80% è a conduzione famigliare ed impiega meno di 10 persone. Bisognerà anche riformare le autorità di sorveglianza del sistema bancario, che sono interessate da gravi conflitti d’interesse. La Banca d’Italia, che dovrebbe controllare le banche, è di fatto al servizio dei suoi azionisti, cioè i grandi istituti di credito. Quanto alla Consob, il poliziotto della Borsa, è troppo permeabile alle pressioni politiche. Noi proponiamo di separare nettamente le banche commerciali, che finanziano imprese e privati, dalle banche d’affari. Quando un risparmiatore mette i suoi risparmi in banca, ha il diritto di sapere se questa presta i soldi alle imprese e alle famiglie o se li gioca in Borsa. Noi abbiamo anche un progetto di una Banca Pubblica d’Investimenti sul modello della KfW tedesca, che permetterebbe allo Stato di realizzare investimenti produttivi mirati.

Revue de Politique Internationale: Lei ritiene che l’Italia possa derogare alla regola del 3% di deficit pubblico fissata da Maastricht?

Luigi Di Maio: Sì, se si tratta di fare investimenti in tre grandi settori:
1) L’energia. L’Italia possiede le risorse geotermiche più importanti d’Europa, racchiuse nell’87% del sottosuolo. Non vengono sfruttate come dovrebbero. I nostri fiori all’occhiello industriali – Eni, ENEL, dispongono di un know-how riconosciuto nel campo delle energie rinnovabili, ma non lo sfruttano per mancanza di volontà politica. Il Paese non ha ancora cominciato la sua rivoluzione energetica.
2) La sicurezza del territorio. Un milione di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico. Ogni volta che piove, ci sono morti.
3) Le infrastrutture, soprattutto al Sud. La Basilicata non ha un’autostrada. La Sicilia ne ha solo una, dopo che un ponte autostradale è crollato dopo essere stato inaugurato. Bisognerebbe anche costruire strade, metropolitane, attrezzare adeguatamente le scuole.

Revue de Politique Internationale: Cosa fareste se foste al governo?

Luigi Di Maio: Se dovessimo formare un governo, il nostro obiettivo non sarebbe abbattere le istituzioni europee. Ci siederemmo attorno a un tavolo e diremmo: "Guardate. Il tempo della resistenza al cambiamento è finito. Bisogna mettere in moto un processo che metta al centro le funzioni elettive e i diritti dei cittadini, e non solo l’economia." Al momento le istituzioni europee sono influenzate dai trattati economici a svantaggio degli interessi nazionali. Un esempio: gli accordi che facilitano le importazioni di olio tunisino e arance marocchine in Europa distruggono il nostro sistema produttivo in Sicilia e Puglia. E tuttavia, l’UE è stata concepita per favorire il suo mercato interno, non per aprire tutte le sue porte all’esterno. Se, per aiutare la Tunisia e il Marocco bisogna sacrificare i nostri prodotti, quella è la prova che l’UE funziona male. Non c’è altro modo per aiutare quei Paesi? Non si possono, piuttosto, fondare università, centri di formazione, centri culturali?

Commenti

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  • lostaffdichi 1 anno fa mostra
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/t31.0-8/s960x960/13161913_904273399681680_4789561081119756389_o.jpg
  • lostaffdichi 1 anno fa mostra
    bruno p., napoli DOVE LA VEDI LA MERITOCRAZIA NEL MOVIMENTO 5 STELLE? NELL'ASSUMERSI I COLLABORATORI? NEL FORMARE LA SQUADRA ALLE COMUNALI, ALLE REGIONALI ECC......? NEL DECIDERE UN LEADER? C'E' QUALCOSA DI MERITOCRATICO NELL'AVER SCELTO DI MAIO? SCAPOLO, 30 ANNI E CON GIURISPRUDENZA NON FINITA, ZERO FIGLI, ZERO FIATO SUL COLLO DA PARTE DEL MUTUO CASA, LAVORO CONOSCIUTO O MAI INCONTRATO ECC.......... E' UNO CHE NON SA COSA COSTA 1 KG. DI PANE TANTO PER INTENDERCI.
  • lostaffdichi 1 anno fa mostra
    GAZEBO IERI SERA. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-07902f5c-893f-4bbe-a054-0ee76df847fd.html POTETE VEDERE ANCHE IL DIBBA IN PARLAMENTO CHE SI GUARDA LA PRESTAZIONE DEL GIGGINO DI MAIO IN TV, SU "LA COSA"! O MAGARI SI LEGGE I MIEI COMMENTI ALLE LORO PRESTAZIONI IN TV!
  • lostaffdichi 1 anno fa mostra
    Pizzarotti sospeso dal MoVimento 5 Stelle: la trasparenza è il primo dovere ++++++++++++++++++++++++++++++++ LA SOLIDARIETA' A FARAGE PER I BULLONI SVITATI ALLA SUA AUTO E' STATA FIRMATA. http://www.beppegrillo.it/2015/12/auguri_di_buon_natale_onesto.html GLI AUGURI DI UN BUON NATALE ONESTO SONO STATI FIRMATI. http://www.beppegrillo.it/2016/01/solidarieta_a_farage.html PIZZAROTTI DA CHI SAREBBE STATO SOSPESO? https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13165881_1074841142589368_3526988370351138139_n.jpg?oh=0f7439ecb496aad0519f4f811c8b6d80&oe=57D6A126 P.S. NON AVETE MAI AVUTO L'ONORE DI VEDERCI UNA FIRMA SOTTO AD OGNI COMUNICATO POLITICO!
    • bruno p. Utente certificato 1 anno fa mostra
      Ma va a cagare.
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