Famiglie e imprese pagano in bolletta il conto dei big dell’energia

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Gianni Girotto, Portavoce MoVimento 5 Stelle Senato

Non si ferma la deriva speculativa che ha colpito il mercato elettrico italiano e in particolare il meccanismo del dispacciamento. Per il terzo mese consecutivo, infatti, i costi del servizio sono impazziti, portando un aggravio di 300 milioni di euro al mese sulla bolletta di famiglie e imprese.

Non c’è trasparenza nel meccanismo di remunerazione del servizio di dispacciamento elettrico che vede protagonisti solo poche grandi aziende del settore. Dobbiamo fare chiarezza e fermare chi continua ad approfittare della debolezza dei consumatori. Ecco perché come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato un’interrogazione urgente al governo, chiedendo di rivedere i sistemi di calcolo ed eventualmente intervenire per recuperare eventuali indebiti maggiori costi, evitando così il conseguente aggravio sulle bollette.

E’ necessario effettuare controlli e cambiare le regole, permettendo maggiore accesso alle informazioni e alla trasparenza. E coinvolgendo anche i piccoli operatori del settore delle fonti rinnovabili.

Ma chi c’è dietro questa speculazione? Come vengono pagati i produttori, secondo quali calcoli? E perché improvvisamente i costi sono schizzati in alto? I big dell’energia affilando le unghie sulla pelle dei cittadini, scambiandoli per bancomat dai quali prelevare a piacimento. Terna e governo fanno finta di non vedere quello che accade. Gli extra profitti generati dalle grandi imprese – vere padrone del mercato – sono ingiustificabili se paragonati a quelli di prima di aprile.

Mentre le Piccole medie imprese manifestano la propria preoccupazione segnalando come questi accadimenti persistano anche nei mesi di maggio e giugno 2016, con il rischio quindi che in questi tre mesi si accumulino costi per quasi 1 miliardo di euro che comporterebbero un fortissimo aggravio in bolletta.

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