Il Miur precetta docenti e studenti per la campagna di Renzi

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di Gianluca Vacca, M5s Camera

Ormai sono alla canna del gas. Il governo cerca disperatamente, in ogni modo, di raggranellare qualche voto, in vista del 4 dicembre, per la sua indegna riforma, anche a costo di utilizzare strutture pubbliche.

Nei giorni scorsi, infatti, da un ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo è stata inviata una lettera ai responsabili degli istituti della provincia di Pescara, per invitare gli studenti e il corpo docente a partecipare ad un evento che il Presidente del Consiglio terrà oggi pomeriggio a Pescara, nell’ambito del festival delle letterature. Non solo: si sono anche preoccupati di chiedere massima diffusione della lettera d’invito. Il tutto, nonostante siamo in piena campagna referendaria, usando strutture pubbliche e coinvolgendo indebitamente alunni e professori. Per fortuna il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e noi siamo venuti a conoscenza di questo abuso.

La cosa grave, inoltre, è che, più che un invito, sembra una vera e propria precettazione, tesi avvalorata dal fatto che, nella suddetta missiva, si scrive anche che, ai partecipanti, verrà rilasciato un attestato di presenza. A che titolo è stato fatto tutto ciò? Secondo quale criterio gli uffici scolastici regionali decidono di invitare le scuole ad una manifestazione rispetto ad una altra? Da chi è pervenuto l'ordine di servizio di invitare la missiva ai dirigenti scolastici? Quale valore formale ha l'attestato di presenza che verrà rilasciato e quale soggetto giuridico rilascerà tale attestato? Sono le domande contenute nel testo di un’interrogazione che abbiamo indirizzato al ministro dell’Istruzione e che abbiamo presentato oggi. Non sappiamo se sia più grave l’ipotesi in cui il ministro e i suoi collaboratori non fossero a conoscenza della missiva o se, informati, abbiano lasciato correre.

Attendiamo urgentemente spiegazioni perché è indegno anche solo pensare che si possa utilizzare il sistema scolastico per fare una campagna pro governativa sul ddl Boschi e per cercare di cooptare persone per gli eventi organizzati da Renzi, che altrimenti rischierebbero un colossale fiasco. Non è un caso, infatti, che nelle ultime settimane le province di Chieti e di Pescara siano state tappezzate, lungo le strade, da manifesti e raffigurazioni anche affisse su cartelloni, probabilmente in violazione delle norme sulla campagna elettorale, che sponsorizzano la visita di Renzi, che è raffigurato nei manifesti con accanto la dicitura “Basta un Si”. Più la campagna referendaria si avvia ad entrare nelle fasi finali e più vediamo che aumentano episodi di sciacallaggio politico.

Prima abbiamo visto il presidente della Regione Friuli-Venezia-Giulia, Debora Serracchiani, utilizzare fondi pubblici per sponsorizzare un convegno in cui c’erano solo relatori per il sì alla riforma ed ora, addirittura, sembra che sia stato attivato, tramite gli uffici periferici del Miur, il braccio esecutivo del governo sul territorio del comparto scolastico, al servizio degli interessi del Presidente del Consiglio. Non permetteremo che si usi la scuola pubblica e che si strumentalizzino gli studenti e i professori per fare campagna elettorale all’obbrobrio di Renzi-Boschi-Verdini. Anche per questo motivo il 4 dicembre andiamo a votare No. #Iodicono

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