#ProgrammaLavoro: La partecipazione dei lavoratori all’impresa

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

Oggi discutiamo il primo punto del #ProgrammaLavoro del MoVimento 5 Stelle. Il quesito che troverai nella votazione della settimana prossima sarà: Quali strumenti di partecipazione dei lavoratori sui luoghi di lavoro devono essere promossi in via prioritaria?

di Giuseppe Della Rocca - Sociologo del lavoro

La partecipazione del lavoratore sui luoghi di lavoro per conoscere, per decidere, è una questione molto sentita. Molto sentita dai datori di lavoro e dal management, che desidera un coinvolgimento del lavoratore sulle cose che fa; poi ci sono i sindacati che auspicano una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni; e poi regole istituzionali e leggi, non molto frequenti in Italia ma diffuse in Germania o in altri Paesi, che stimolano la partecipazione da parte dei lavoratori.

Mi soffermerò solo su alcuni di questi aspetti, come ad esempio, poter dire la propria su come è organizzato il lavoro, anche attraverso proposte e suggerimenti. Questo è abbastanza diffuso in grandi industrie come a Pomigliano nello stabilimento Fiat: l'azienda ha ricevuto circa diecimila proposte su come organizzare meglio il lavoro, come migliorare la qualità del lavoro, eccetera. Non si tratta di proposte di carattere tipicamente sindacale e rivendicativo, sia chiaro. Un altra modalità è partecipare a gruppi di miglioramento che vengono istituiti nelle aziende, per individuare gli sprechi, le cose che non funzionano, insomma per migliorare la stessa qualità del lavoro.

Un'altra modalità di partecipazione è avere spazio di scelta del proprio orario di lavoro: ci sono aziende che hanno abolito la timbratura -il cosiddetto "tempo scelto”-, oppure tempo scelto in entrata o in uscita dal luogo di lavoro, non seguendo più l'orario standard del luogo di lavoro.

Altri aspetti sono invece legati alla rappresentanza del lavoratore in azienda. Una delle domande chiede se avere dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori per la gestione quotidiana dei problemi organizzativi in azienda. Questo non vuol dire avere rappresentanza solo sindacale, ma avere una rappresentanza dei lavoratori in quanto tali, eletti dai lavoratori stessi. In modo molto più istituzionale, già realizzato in nord Europa, è possibile avere rappresentanti dei lavoratori nei consigli di Amministrazione, per discutere la strategia e le risorse aziendali.
Ulteriori opzioni, più contrattuali e meno organizzative, prevedono il partecipare agli utili aziendali, come già si riscontra ad esempio in alcuni contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali.

L’insieme di queste domande si muove quindi su più livelli, il primo dei quali è la partecipazione diretta: esprimere la propria opinione, dare dei suggerimenti, partecipare a gruppi di miglioramento per l'innovazione organizzativa e la qualità del lavoro, scegliere il proprio orario di lavoro compatibilmente sempre con le disponibilità aziendali. Questa è quella che in generale si chiama partecipazione diretta. Poi da qui si giunge alla partecipazione indiretta, ovvero i rappresentanti eletti direttamente da tutti i lavoratori o rappresentanti nei Consigli di Amministrazione: due cose ancora diverse, perché il primo caso è in funzione di tutela del lavoro qualsiasi esso sia, eletti da tutti; invece i rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione è più istituzionale, più “alto”. Saranno pochi, discuteranno dei bilanci, dei nuovi prodotti, e purtroppo al giorno d'oggi anche di dismissioni aziendali e possibilità di ricorso alla cassa integrazione in caso di crisi. E poi potranno partecipare agli utili dell'azienda, questo è un istituto quasi contrattuale, per cui invece di dare un premio di produzione o un incentivo, sarà possibile essere pagati con gli utili dell'azienda.

Commenti

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  • Francesco Caracciolo 3 mesi fa
    Avere dei rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione per discutere la strategia e le risorse aziendali (Es. Consigli di Sorveglianza come in Germania). Una cosa di questo genere da noi in Italia ce l'ho sogniamo, mentre in altre parti è realtà. Speriamo che si faccia. Avere spazio di scelta sul proprio orario di lavoro (Orario scelto). Qui invece non so quanto possa serv ire, nel senso che leggendo ciò che dice anche sul fatto di non timbrare chi garantisce che poi viene a lavoro? Si potrebbe sperimentare in molte aziende e vedere. Nell'azienda dove lavoro io è capitato che ci son state persone che si dimenticavano il badge a casa, però, venivano a lavoro lo stesso. E' capitato anche al sottoscritto di dimenticare il badge non tutti i giorni, ma qualche volta forse 5 volte l'ho dimenticato. Che poi alla fine è capitato più o meno a tutti. Ma poi quando si viene ripresi è li son mazzate. C'è chi addirittura timbra all'entrata e non timbra quando esce per pranzo e neanche quando rientra dalla pausa pranzo e timbra a fine giornata. Cosa che dove lavoro io si deve fare. Ma si potrebbe sperimentare per vedere cosa esce fuori. Invece vorrei aggiungere, perché non mettere una norma o legge per chi vuole intraprendere nel diventare responsabile amministrativo/commerciale/personale e marketing visto che sono ruoli importanti per un'azienda e con quelli si può far carriera e far girare in altre aziende e far esperienza. Come fanno nelle FF.OO e FF.AA girare e far esperienza da altre parti. Magari stare un periodo minimo e poi si cambia azienda, senza che uno/a stia a vita nella stessa azienda. Che poi a mio avviso per questi ruoli serve una laurea, stessa identica cosa per la categoria dei quadri e direttori amministrativi/commerciali/personale e marketing. Per ora non serve una laurea per diventare responsabile amministrativo/commerciale/personale, avendo una laurea si sa che ha dietro uno studio più approfondito a dispetto di un diplomato.
  • Cristiano De Andrè 4 mesi fa
    Sono d'accordo su tutto! Cristiano
  • tommaso marvulli 4 mesi fa
    Per fare chiarezza, se devo votare per la partecipazione sui luoghi di lavoro che interessa alla “FIAT di Pomigliano”, o che interessa ad altri “datori di lavoro e management” non mi interessa. Per quanto riguarda le “regole istituzionali e leggi non molto frequenti in Italia ecc.” si tratta di una precisa normativa Europea non utilizzata in italia perchè a noi Italiani, tocca sempre la parte negativa delle norme Europee perchè siamo incapaci di approfittare della parte positiva delle stesse e questo è tutto merito della nostra classe dirigente. Mi sembra di capire che la questione sfugga completamente alla comprensione del nostro “ SOCIOLOGO DEL LAVORO”. Problemi sulla Rappresentanza dei lavoratori ce ne sono tanti, a cominciare dalla mancanza di una legge che la regoli (nel lavoro Privato). NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO, dice Beppe. Indietro purtroppo continuano a rimanere i lavoratori vittime del Jobs Act di Renzi e non solo di Renzi. Indietro rimarranno i giovani senza pensione e senza articolo 18, a differenza dei loro colleghi più anziani che SULLO STESSO POSTO DI LAVORO hanno tutele e DIRITTI MAGGIORI. Di questi nostri figli ci dobbiamo occupare BEPPE!!! Abolire il jobs act, “aprire le scatolette” degli Enti Bilaterali , degli stessi Sindacati così detti “Maggiormente Rappresentativi”, le loro sanità integrative , i loro fondi pensione, i loro bilanci, i loro patrimoni, gli stipendi esagerati dei loro boss e di tutta la loro corte dei miracoli...... questo è il #ProgrammaLavoro del MoVimento 5 Stelle. Che mi pacerebbe votare Tommaso
  • Roberto Cosentino 4 mesi fa
    Oggetto: cambio led Comune di Roma. Caro Beppe, ti prego voler prendere in seria considerazione la questione relativa al cambio dei led nel comune di Roma. La scelta cromatica non è solo una questione di estetica. La luce bianca dalla temperatura di colore troppo alta aumenta parecchio il livello di inquinamento luminoso perchè tali tonalità si propagano per più distanza e creano fastidio anche all'interno delle abitazioni disturbando il sonno. Inoltre dalle ricerche che troverai in rete sembra che una tale temperatura di colore, essendo riconosciuta dall'organismo come luce mattutina anzichè serale, porti squilibri a livello di sistema endocrino. Il programma Report sull'argomento ha già sviluppato una interessante puntata che ti consiglio di vedere. Grazie, Roberto Cosentino
  • ruggero lazzari 4 mesi fa
    provate a digitare su google, per esempio: "la partecipazione dei dipendenti alle idee innovative per l'azienda" e sempre poi incrociate con i vostri valori e con quanto successo in questa prima nostra applicazione... http://www.pietroichino.it/?p=29580 http://www.teammee.com/blog/come-i-dipendenti-possono-aumentare-il-fatturato-aziendale/ http://www.asl4.liguria.it/ovinternet/resource/doc/cug/scatola_idee.pdf
  • Tarcisio Bonotto 4 mesi fa
    Abbiamo proposto ai parlamentari della Camera la MODIFICA DELLO STATUTO DELLE COOPERATIVE italiane. Spero possa avere un seguito. la proposta della PARTECIPAZIONE dei LAVORATORI, all'impresa è un po' vecchia e vista nell'ottica dell'economia capitalistica. Il Capitalismo ha fallito e se ne deve andare a favore di una economia + democratica. In questo modo si può iniziare una trasformazione non solo della partecipazione ma anche proprietà diretta delle aziende da parte di chi vi lavora. Questa si chiama DEMOCRAZIA ECONOMICA. La DEMOCRAZIA POLITICA, non ci interessa più. In questa vi è concentrazione del POTERE POLITICO ed ECONOMICO nelle mani di pochi. E da qui nasce la CORRUZIONE. Ciao.
  • jugfhr ddfzgehr Utente certificato 4 mesi fa
    Buongiorno Questo messaggio è per gli individui, i poveri, o coloro che hanno bisogno di un particolare prestito per ricostruire le loro vite. si è pronti a promuovere la ricerca le vostre attività, sia per un progetto, o per comprare un appartamento, ma si sono vietati in banca o il file è stato respinto in banca. Ho ottenuto un prestito: 284.000 euro con quella persona .... si tratta di una persona seria. e-mail di contatto ...... beatriceballey@hotmail.com
  • Luciano D'Antonio Delegato RSU Publiacqua FI 4 mesi fa
    Nel vostro percorso su Lavoro e rappresentanza, vi suggerisco di aprire una riflessione a mio modesto avviso sempre attuale: - coflitto capitale/lavoro - la lotta di classe esiste e la stanno vincendo i padroni - attenzione alla stagione neo-liberista che con l'ideologia della centralità dell'impresa ha e continuerà a produrre i disastri che sia lavoratori e cittadini, in tanti conoscono. Attenzione inoltre suggerisco su RIDISTRIBUZIONE RICCHEZZA (nel ns caso in Publiacqua sarebbe emblematico che incrementando utili e profitti (magari a discapito ambiente, sicurezza, ect), come Lavoratori si potrebbe guadagnare di piu', ma come stesso lavoratore lo potrei pagare caramente come Cittadino-Utente. Un saluto cordiale e buon lavoro Luciano D'antonio delegato RSU Publiacqua Firenze Aderente a Unione Sindcale di Base www.usbpubliacqua.it
  • Angelo hot Utente certificato 4 mesi fa
    Salve, signor Delbario. Solo Dio vi ringrazio per tutto quello che fatto per me. Dio vi benedica per il prestito che io faccia. Grazie mille. Ho già parlare si ha molti dei miei amici e uno di loro ha già detto che lei era soddisfatta con il vostro servizio. Congratulazione. Chi vuole lui a confidare il suo indirizzo email è: E_mail: delbarioalexio@gmail.com
  • osvaldo chiarelli Utente certificato 4 mesi fa
    Condivido quanto propososto dal sig. Mauro Fernando e cioè: Esempio di concreto coinvolgimento dei lavoratori: Ogni volta che un’azienda ottiene un CONTRIBUTO pubblico, deve cedere allo Stato una quota proporzionale (rispetto al Valore Netto Aziendale) di proprietà: la gestione e gli utili annui di competenza di questa quota vengono affidati ai lavoratori, organizzati DEMOCRATICAMENTE su base aziendale. Si otterrebbe un maggior interesse collettivo al successo dell’impresa, un parziale freno alla delocalizzazione all’estero, una forma di garanzia di disponibilità di risorse per lo smantellamento finale eco-compatibile in caso di chiusura. Osvaldo Chiarelli M5S Firenze
  • Mario Migliarese Utente certificato 4 mesi fa
    Può essere utile fare riferimento al seguente dossier su questo tema: https://moodle.adaptland.it/pluginfile.php/5411/mod_resource/content/0/6657DOSSIER_10_6.pdf
  • severino cassone 4 mesi fa
    .... in questo spazio si individua un ambito di fabbrica industriale, la cui organizzazione oggi dipende da robotica oltre che da manodopera finalizzata .... in questo contesto i processi sono già gestite da dipendenti " tecnici ingegneri ".... la partecipazione può essere a livelli aziendali, nel complesso ..... per la mia esperienza serve ritornare per le grandi produzioni a "tecnologia rinnovabile" con processi di produzione standard ... in questo contesto può avere senso la partecipazione dei lavoratori ai processi produttivi ....
  • Gianfranco B. Utente certificato 4 mesi fa
    Già nel 1943/4 nei 18 punti del manifesto di Verona, al punto 12, si prevedeva la partecipazione dei lavoratori in tutti i tipi di soc. pubbliche e private. Con tutta franchezza già, all’epoca, la cosa sarebbe stata d’estrema difficoltà. Oggi, che certi poteri si sono enormemente irrobustiti, quale sarebbero i passi concreti per raggiungere l’obiettivo di: lavorare meno, lavorare tutti, slogan di 40 anni fa. Ne abbiamo fatta di strada, a ritroso, da quell’epoca: 1970> statuto dei lavoratori -2014/2015 Jobs Act (non hanno avuto nemmeno il coraggio di definirla in italiano) Non penso sia sufficiente una enunciazione d’intenti ideali per poter raggiungere un simile grado di civiltà. Non credo nemmeno che la controparte, stia lì, buona e serena, ad permettere che quanto conquistato, in decine d’anni, utilizzando tutti i mezzi possibili e immaginabili, leciti, ma prevalentemente illeciti, li venga sfilato di mano. Una reazione dovrà essere prevista, delle contromisure anche. La controparte userà tutta la sua forza per impedirlo. Ribadisco, quali sono, concretamente, i passi per poter raggiungere tale obiettivo di civiltà? Da dove si parte? Con quali provvedimenti? In quale ordine? Ovviamente l’obiettivo, oltre a essere necessario, non ha alternative se non vogliamo arrivare ad un imbarbarimento umano senza eguali. Talelbano
    • Gianfranco B. Utente certificato 4 mesi fa
      Per quanto la cosa sia complessa, per le ricadute nazionali e internazionali, io suggerirei: 1) O riformare profondamente la UE, inserendo nella sua legislazione, sia la partecipazione dei lavoratori nelle soc. pubbliche private. Inserire nuovi concetti sulla proprietà intellettuale dei mezzi di produzione, che andranno ad incidere sulle unità lavorative, rendendoli di pubblica proprietà. Riformare il sistema bancario. Ecc. ecc. Oppure uscirne. 2) Dotarsi di due banche centrali con almeno 2/3 di proprietà pubblica: con con funzione di emissione e prestatrice di ultima istanza. L’altra destinata al finanziamento e controllo di tutte le attività produttive. 3) Rivedere in tal senso tutta la legislazione civile e penale in mo che non vada ad ostacolare o inibire il uovo corso. 4) Stabilire che qualsiasi finanziamento pubblico, pur non entrando sulla gestione corrente, non potrà mai essere a fondo perduto ma darà allo stato quote della società pari al valore del finanziamento. La restituzione del finanziamento sarà regolata da interessi variabili, sulla base dell’inflazione, a costo 0. 5) Le quote azionarie dei lavoratori di qualsiasi azienda, non potranno essere alienabili ma solo trasferibili ad altri lavoratori di quella soc. esempio: un lavoratore lascia l’azienda X per andare all’azienda Y, la quote da lui gestite, essendo pubbliche, rimarranno all’interno dell’azienda X, mente il lavoratore acquisirà automaticamente la gestione di quote dell’azienda Y. 6) Lo stato, dovrà definire, sulla base delle competenze e della capacità consolidate nel paese, un piano industriale e identificare quali settori sono strategici nell’industria, agricoltura, commercio, trasporti e turismo. In tutti i settori strategici lo stato e le commissioni dei lavoratori partecipanti dovranno dare il null’osta ad eventuali vendite o delocalizzazioni. >SEGUE
    • Gianfranco B. Utente certificato 4 mesi fa
      > conclusioni dal precedente 7) Lo stato dovrà, necessariamente, ripristinare un sistema di dazi sull’importazioni dai paesi dove le regole e i costi del lavoro fanno si che si produca, nella sostanza, una concorrenza sleale. Questi dovrebbero essere i primo passi, e poi rimarrebbe molto da fare. Talelbano
    • Mario Migliarese Utente certificato 4 mesi fa
      Lei quali passi suggerisce? ha qualche esperienza in merito?
  • Nina cool Utente certificato 4 mesi fa
    Buongiorno signor Delbario. Grazie per tutto il vostro sostegno nella vita della mia famiglia. Il prestito di 50.000 euro che mi hai fatto cambiare la mia vita. Grazie. Lo ha reso fiducia. la sua e-mail è E_mail: delbarioalexio@gmail.com
  • Michele P. Utente certificato 4 mesi fa
    Io sostengo che le due parti, lavoratori e impresa/datore di lavoro sono soggetti separati che hanno interessi opposti. Non concepisco quindi nessuna forma di collaborazione che alla fine si traduce solo in un tornaconto dell'azienda. Il lavoratore è prestatore d'opera e deve venire retribuito. L'impresa è il soggetto che rischia e si assume tutte le responsabilità. Aiutare l'azienda non è compito del lavoratore. Aiutare il lavoratore è compito della collettività ovvero dello Stato.
    • Gianfranco B. Utente certificato 4 mesi fa
      La tua è una visione retrò, frontista. Negli anni 1970/80 in Germania gli operai entrarono nei CDA, in Italia i sindacati, pur avendone l’opportunità, data la situazione, sostennero la tua opinione: i padroni sono i padroni-i lavoratori sono la controparte. Oggi la Germania ha un'industria fiorente e d’avanguardia, tra le primissime nel mondo ed una classe operaia che sta molto meglio della nostra. Da noi c'è stata la graduale dismissione industriale, con relativa perdita di know-how sostituita dall’industria del precariato, e una classe operaia in pessime condizioni. Vedi tu. Talelbano
    • Gianfranco B. Utente certificato 4 mesi fa
      Nel 1943/4 nei 18 punti del manifesto di Verona, al punto 12, si prevedeva la partecipazione dei lavoratori in tutti i tipi di soc. pubbliche e private. Con tutta franchezza già, all’epoca, la cosa sarebbe stata d’estrema difficoltà. Oggi, che certi poteri si sono enormemente irrobustiti, quale sarebbero i passi concreti per raggiungere l’obiettivo di: lavorare meno, lavorare tutti, slogan di 40 anni fa. Ne abbiamo fatta di strada, a ritroso, da quell’epoca: 1970> statuto dei lavoratori -2014/2015 Jobs Act (non hanno avuto nemmeno il coraggio di definirla in italiano) Non penso sia sufficiente una enunciazione d’intenti ideali per poter raggiungere un simile grado di civiltà. Non credo nemmeno che la controparte, stia lì, buona e serena, a permettere che quanto conquistato, in decine d’anni, utilizzando tutti i mezzi possibili e immaginabili, leciti, ma prevalentemente illeciti, gli venga sfilato di mano. Una reazione dovrà essere prevista, delle contromisure anche. La controparte userà tutta la sua forza per impedirlo. Ribadisco, quali sono, concretamente, i passi per poter raggiungere tale obiettivo di civiltà? Da dove si parte? Con quali provvedimenti? In quale ordine? Ovviamente l’obiettivo, oltre a essere necessario, non ha alternative se non vogliamo arrivare ad un imbarbarimento umano senza eguali. Talelbano
  • giuliana lisi 4 mesi fa
    Ritengo valide molte cose che qui sono state dette: Il sindacato deve essere sganciato dai partiti; i mandati devono essere limitati nel tempo e rinnovabili solo una volta (altrimenti l' inciucio con il padronato è inevitabile); per quanto riguarda la P.A. alcuni settori sono stati per anni intesi come una fonte di posti in cambio di voti, per qualcuno una forma di redistribuzione reddituale ma non è stato e non è cosi interamente e non bisogna criminalizzare questi lavoratori ma riconoscere che ci sono persone valide e preparate anche a livello accademico e che soprattutto ogni giorno si dedicano a far si che i pubblici servizi siano effettivamente erogati con modalità trasparenti a tutti i cittadini (impedendo anche l' assegnazione di compiti e fondi pubblici a società private amiche dei soliti amici). I lavoratori della P.A. possono sentirsi parte attiva e partecipe del M5S se esso esce da una certa omissione o peggio ambiguità e dichiara il suo intento di valorizzare strutture e persone della Pubblica Amministrazione senza criminalizzazioni generaliste e regressive (ci sono tante distinzioni da fare e da valutare).
  • Pasquale 4 mesi fa
    Applicare queste regole di partecipazioni in Italia è quasi impossibile, l'italiano è un individualista e truffaldino, e questo c'e l'ha nel dna. È un soggetto che pur di migliorare la sua posizione si vende per una mangiata di fave, il lavoro non va delegato a nessuno ed i sindacati vanno totalmente cancellati dalle istituzioni. Quest'ultimi hanno solo fatto danni e venduto i lavoratori!
  • Roberto Maccione 4 mesi fa
    Il lavoratore deve avere una quota partecipativa in azienda. In modo da sentirlo proprio. Cosi si potranno eliminare molte conflittualita'.
  • Romano Giulianetti 4 mesi fa
    Le proposte che sono riportate nello scritto sono realizzabili con la formazione e gestione in fabbrica del Circolo di Controllo della Qualità (QCC) molto sviluppato in Giappone. Alcuni volontari della fabbrica di qualsiasi livello si riuniscono all'uscita dal lavoro e discutono su cosa devrebbe essere fatto per migliorare la qualità della produzione. Certamente in fabbrica deve essere creato un clima sociale favorevole a questo tipo di rapporto tra direzione e dipendenti.
  • Salvatore Rigione 4 mesi fa
    I punti di sintesi espressi come quesito sono tutti molto validi e possono, se inseriti in una riforma organica, rappresentare una vera e propria rivoluzione organizzativa e sociale degli assetti organizzativi della produzione. L'ottimo sociologo li ha naturalmente dovuti esporre in forma molto succinta e comprensibile. Il primo momento enunciato, quello della partecipazione diretta tramite possibilita' per tutti di dare pareri o di proporre ipotesi concrete di rinnovamento e' stato molto seguito in Usa e ha avuto come grande teorico e manager al tempo stesso Axelrod. La partecipazione, invece, istituzionale nel mondo produttivo privato alla gestione e ai consigli di amministrazione e' da decenni operante in Germania, la "mit bestimmung", ed e' il motorino diffuso della forte e costante ripresa dell'economia tedesca, imitata ma con piglio piu' autoritario,-come da tradizione- in Giappone. Ma in Europa specie al nord vari sono gli esempi molto positivi da considerare, si pensi alla Volvo svedese. In Italia un esempio pilota e' stato quello di Adriano Olivetti. ECCO: QUESTA E' LA GRANDE STRADA DA SEGUIRE INSIEME AL REDDITO DI CITTADINANZA E SI CONSIGLI DEL PROF. DE MASI.
  • Angelo hit Utente certificato 4 mesi fa
    Signor Delbario. Come stai? Volevo solo ringraziarvi per il prestito di 300.000 euro che io faccia. E io ringrazio Dio per avermi portato dia la forza di fidarmi di te. Grazie per tutto quello che hai fatto chi ha bisogno. Lo ha reso troppo fidarmi di te. Ci sono brava persona. Contatto email: E_mail: delbarioalexio@gmail.com
  • Ezio D'Alessandro Utente certificato 4 mesi fa
    Questa sarebbe la partecipazione dei lavoratori all'impresa? E dopo l'illustrazione di tale partecipazione gli iscritti certificati dovrebbero votare scegliendo tra la padella e la brace? Tali forme di partecipazione altro non sono che ulteriore sfruttamento del lavoratore attribuendogli in modo dissimulato mansioni di controllo della qualità organizzativa e del corretto funzionamento dell'organizzazione migliorata. L'unica vera partecipazione del lavoratore è quello al rischio d'impresa, mediante una distribuzione di speciali azioni destinate al lavoratore che così potrebbe partecipare alle assemblee e perchè no al consiglio di amministrazione. I sindacati hanno sempre escluso la partecipazione al rischio d'impresa avendo sempre preferito la contrapposizione. M5S ma qual'è l'organo politico che propone l'idea politica propria del M5S? Casaleggio&C? Un'impresa?
    • Mario Migliarese Utente certificato 4 mesi fa
      bravo al nos"troll"!!!
  • Catérine kiss Utente certificato 4 mesi fa
    Ciao Signor DelBario. Grazie mille per il prestito di euro 500.000 che mi hai fatto. Esso ha cambiato la mia vita. Attualmente guido una marca di auto Ferrari e comprare una casa e sono felice con tutta la mia famiglia. Questo signore è davvero speciale. Esso ha cambiato la mia vita. Puoi fidarti di lui dopo la revisione del mio file, ho ricevuto il bonifico bancario entro 72 h. La sua e-mail è: E_mail: delbarioalexio@gmail.com
  • Ermete Sestili Utente certificato 4 mesi fa
    In primi-s è necessario ripristinare il minimo salariale per legge!. Poi tutto il resto si può certamente migliorare, basta volerlo e poterlo fare!. Salut! P.S. Propongo anche una legge che permetta al sindacato di essere rappresentato in parlamento e nominato alla stregua di qualsiasi deputato eletto, cosi la finiamo con gli inciuci.
  • Aldo Masotti Utente certificato 4 mesi fa
    Orizzonte48 qui http://orizzonte48.blogspot.it/2017/04/grillo-come-ichino-ma-molto-piu-efficace.html#comment-form sbaglia Poiche' sono l'inventore del concetto di disintermediare (la p.a. o il sindacato poco importa) posso affermare che il concetto e' stato mal interpretato dall'estensore del post. Disintermediare non significa rendere "inutile" ma togliere le "incrostazioni" (come disse Grillo) alla funzione espressa dalla organizzazione di cui si tratta. L'informatica e' alla base del processo di "disintermediazione" , cioe' togliere la discrezionalita' ai rappresentanti che (da sempre ) viene usata (e' stata usata) per fregare i dipendenti ed anche categorie di lavoratori autonomi. Nessuna funzione viene tolta , si toglie la possibilita' di derogare alla funzione in danno del cittadino. Se i sindacati avessero la schiena dritta oggi non avrebbero problemi.
  • maria t. Utente certificato 4 mesi fa
    il problema principale del lavoro in Italia oggi è la rappresentanza dei lavoratori demandata ai sindacati che si sono dimostrati prosecuzione dei partiti. Superare questa situazione sarà assai difficile per il Movimento, ma realizzare il sindacato UNICO dei lavoratori è la soluzione fondamentale, con regole nuove e inderogabili. Vanno eliminati i distacchi sindacali, i lavoratori eleggono i loro rappresentanti che non possono durare nella carica per più di due mandati di 4 anni, dopo devono tornare sul posto del lavoro.
    • Ezio D'Alessandro Utente certificato 4 mesi fa
      Il sindacato unico. Mi sembra che ci sia già stato da qualche parte un tempo. Ah, già in Italia al tempo del fascismo: le corporazioni. Propongo un altro tipo di sindacato unico; quello che sovrintende al corretto funzionamento dell'organizzazione di lavoratori azionisti di una singola impresa, complementare a quella dell'imprenditore. Occorre abrogare delle leggi con nuove leggi che consentano l'azionariato del lavoratore ed altre che negano la compartecipazione ai brevetti dei singoli che svolgono la loro attività all'interno delle maestranze, che ne sono il crogiolo. Siete, siamo il vecchio che si è posto sulle spalle di sprovveduti nuovi uomini pronti a farsi infinocchiare da qualunque imbonitore che si presenti sul palco-Rousseau di Casaleggio&C, con sponsor il parlatore ufficiale Luigi Di Maio.
  • Mauro FERRANDO Utente certificato 4 mesi fa
    Esempio di concreto coinvolgimento dei lavoratori: Ogni volta che un’azienda ottiene un CONTRIBUTO pubblico, deve cedere allo Stato una quota proporzionale (rispetto al Valore Netto Aziendale) di proprietà: la gestione e gli utili annui di competenza di questa quota vengono affidati ai lavoratori, organizzati DEMOCRATICAMENTE su base aziendale. Si otterrebbe un maggior interesse collettivo al successo dell’impresa, un parziale freno alla delocalizzazione all’estero, una forma di garanzia di disponibilità di risorse per lo smantellamento finale eco-compatibile in caso di chiusura.
    • Mauro FERRANDO Utente certificato 4 mesi fa
      Chiaramente in questo modo i contributi andrebbero inquadrati come 'investimenti' e non 'spesa' e dunque in parte sottratti ai conteggi europei (a seguito di iniziative presso la Commissione), andrebbero così MOLTO INCREMENTATI, soprattutto in costanza dell'attuale situazione di crisi.
  • Italo Pelizzola Utente certificato 4 mesi fa
    Il problema di una rappresentanza dei lavoratori eletta dai lavoratori, non essendo collegata con un sindacato, come potrebbe far pesare le proprie decisioni se non facendo uno sciopero o altra "lotta", accettato dal governo solo se sindacalizzato?
  • Gianfranco Colombo 4 mesi fa
    Il vero problema non sono ne i lavoratori ne i sindacati che veramente tutelano i lavoratori. il vero problema sono i padroni perchè in italia gli imprenditori non esistono,i padroni italiani non interessa nulla la partecipazione dei lavoratori,loro vogliono sfruttare e avere mano libera per fare quello che vogliono con la complicità di sindacati collusi e politicizzati a partire dalle sigli cisl uil fismic e in maggior parte della cgil,solo l'opposizione in fiom e l'usb e i cobas tutelano i lavoratori, i "padroni" per tenere un clima di terrore usano tanti sistemi dal controllo tramite sindacati di parte a minacce chiamando anche la digos,la verità è che i lavoratori oltre alle vessazioni non hanno stimoli a lavorare per il clima triste del mondo del lavoro.
  • NICOLA DI VAIO Utente certificato 4 mesi fa
    In questo periodo è uso diffuso che grandi colossi che hanno a disposizione fondi per pagare i migliori avvocati, difronte a plateali proteste per violazione di accordi, utilizzano l'arma del danno d'immagine. Essendo una querela di parte, in questo modo possono anche colpire il singolo, se quest'ultimo non ha alle spalle una organizzazione che lo sostiene, come si può immaginare di fronteggiare una situazione del genere? Sono convinto che sia la partecipazione diretta che quella indiretta possono coesistere, stabilendo le regole del confronto sulla base democratica dove chi decide è la maggioranza. Pertanto una volta creata come già detto nell'altro commento un architettura normativa blindata, solo allora si potrà passare all’individuazione di strumenti che come suggerito possono anche stare insieme: a) di partecipazione diretta eleggendo un unico > composto da lavoratori che non vogliono far parte di un organizzazione vincolante, quale è il Sindacato; b) trasformare la rappresentanza da parte del Sindacato in un UNICA e RAPPRESENTATIVA ORGANIZZAZIONE. Per fare ciò si ha bisogno di una Legge sulla rappresentanza sindacale che ponga il vincolo della : >, stabilendo le regole di democrazia interna, per consentire la realizzazione e la partecipazione di linee condivise tra le diverse sensibilità.
  • NICOLA DI VAIO Utente certificato 4 mesi fa
    Prima di poter indicare quale sia il metodo giusto per poter ottenere una partecipazione diretta ad una comunità lavorativa, credo sia necessario prima capire il perché della necessità e dell’esistenza di un organismo collettivo di tutela. Il Sindacato, come organizzazione dei lavoratori, nasce originariamente come unione di più forze, senza etichette né distinzioni, al fine di poter competere in condizioni dove la Legge, quindi i Governi autorizzavano i datori di lavoro a sfruttare fino a schiavizzare il lavoratore. Cioè una parte di esseri umani aventi il possesso dello strumento per poter vivere (la moneta), era ed è ancora oggi purtroppo, autorizzato a poter infierire, ricattare, offendere, sfruttare altri esseri umani. Questo concetto è fondamentale, per poterci addentrare nell’importanza della forza collettiva, intesa come bersaglio di eventuali ritorsioni rispetto alla forza individuale. Personalmente credo che la partecipazione diretta sia possibile in una condizione di regole e divieti rigidi, infatti se vogliamo essere realisti è storicamente provato che una parte vorrà sempre cercare di sopraffare sull’altra Per cui per arrivare a costruire un mondo che non ancora esiste, è necessario capire l’elemento responsabile della necessità o meno di un tipo di partecipazione e/o di rappresentanza, cioè: l'Architettura Normativa che si vuole dare all’organizzazione del Lavoro, alla Vita Interna ai luoghi di lavoro, alle giuste Retribuzioni, al giusto Rispetto della vita, degli affetti, dello sviluppo della propria terra, ecc. Quindi se si stabilisce un impianto normativo generale (STATUTO) da inserire in Costituzione e la cui violazione preveda durissime sanzioni anche penali. Una volta fatto ciò, si può pensare a creare gli strumenti di interlocuzione sulle problematiche, sul miglioramento della vita in diversi ambienti lavorativi a se stanti e soprattutto alla TUTELA IN CASO DI VIOLAZIONI da parte del più forte, evitando querele non sostenibili dal singolo.
  • Luigi D. Utente certificato 4 mesi fa
    Assunto che il quesito riguardi esclusivamente le condizioni di lavoro dipendente, si potrebbe proporre un modello già in essere quale quello tedesco che ha dimostrato la sua validità di applicazione di socialdemocrazia più riuscita in Europa. Questo per evitare di costruire un modello in modo teorico senza adeguata "sperimentazione" sociale ed economica. Infatti in questa secondo caso ci si trova a formulare in modo non chiaro e completo domande sulle forme di partecipazione, dovendo articolare quesiti su temi complessi quali le modalità (di categoria o di azienda), le forme (rappresentanza o diretta), le materie di competenza (pianificazione e programmazione industriale, orario di lavoro, etc.).
    • francesco . Utente certificato 4 mesi fa
      Anche se la vita è più cara in Germania, ma non a Berlino, hai perfettamente ragione di guardare e copiare soprattutto dalla Germania, ma anche Olanda e Danimarca che stanno molto più avanti di noi: ad es, in Volkswagen ci sono stipendi doppi e tripli e i lavoratori sono ben presenti nella politica aziendale. Il nostro parlamento italiota dovrebbe fare lo stesso, copiare e non pensare come se i problemi nascessero da loro e invece non fossero giàben avanzati in europa in Europa: purtroppo o destra o sinistra o coalizioni l'europa anglosassone è sempre molto più avanzata di noi e sarebbe già tanto se i nostri deputatoidi Renzopolitani ed affini si limitassero a copiare! Saluti da Comikndo
  • roberta s. Utente certificato 4 mesi fa
    Buon giorno, credo che bisognerebbe integrare il programma lavoro con proposte in merito alla riduzione dell'orario a favore del lavoro di tutti. Avendo assistito all'intervento del professor De Masi credo che le sue teoria siano applicabili. Il concetto della riduzione delle ore di lavoro e del recupero del proprio tempo, dovrebbe essere portato come proposta costruttiva. Questo non significa diminuire i salari ma ottimizzare il tempo in funzione di una qualità di vita migliore. Per quello che riguarda i sindacati ritengo che ormai siano superflui. Il lavoratore deve piuttosto avere accesso gratuito e garantito dallo stato a una forma di assistenza giuridica in caso di contenzioso con la ditta. Il sindacato ora come ora nella sua struttura non ha senso di esistere. Ha completamente perso la valenza di supporto del lavoratore e questo credo sia molto grave. Il lavoratore deve essere sostenuto dallo stato. La creazione di un centro che ti assista, ma che sia una assistenza reale e che sia apolitico. Uguaglianza della prestazione per poter togliere il favoritismo che ancora permea l'ambito sindacale e lavorativo.
  • mary dg 4 mesi fa
    segue- permettere alle aziende di accantonare un microcredito per finanziare altri piccoli progetti imprenditoriali-permettere ai figli dei dipendenti di passare alcuni momenti nell'arco dell'anno al lavoro con i propri genitori per una migliore comprensione della dinamica lavorativa.permettere che ogni azienda diventi incubatore per giovani che terminano gli studi.permettere che ogni azienda finanzi studi a ragazzi che propongono un progetto attinente all'azienda.fare in modo che l'azienda presenti una rosa di scelte sulla produzione da portare a termine.chiedere ai dipendenti di strutturare un piano di autogestione dei turni orari.chiedere alle aziende di mantenere alti standard di produzione e proteggere le eccellenze produttive nell'export e sul piano fiscale.istituire per ogni azienda un gruppo di lavoro che si occupi dell'espansione digitale.assumere lavoratori propri anche in modalita'- nomadi digitali- che servono come captatori di nuove tendenze nel mondo.stipendiare in modo coerente un lavoratore in base all'esperienza, disponibilita',innovazione e integrazione aziendale, non permettendo offerte al ribasso.premiare lavoratori che per lungo tempo fanno parte della stessa azienda performante con una quota societaria.impedire il fallimento dell'azienda permettendo ai lavoratori di rilevarla.garantire il carpooling per lavoratori che possono organizzarsi in tal senso.possibilita' di un consulente per risolvere i conflitti interni all'azienda.
  • mary dg 4 mesi fa
    la mia idea: stabilire che il tetto massimo di lavoro siano 30 ore settimanali-stabilire che 5 ore settimanali debbano essere devolute per una forma di volontariato sociale gestito a livello nazionale.stabilire che dopo tot dipendenti l'azienda abbia un asilo e una mensa obbligatoria.ogni azienda deve avere sempre un angolo per la pausa pranzo-stabilire che fino a tot lavoratori un'azienda sia gestita da un titolare o gruppo dirigente integrato da un pool di dipendenti che si assumono responsabilita' progettuale e di risultati portando beneficio all'azienda e rendendola innovativa.decidere insieme che l'azienda segua un percorso etico e senza lavoratori sottopaganti in nero o delocalizzati.permettere dove possibile il telelavoro.permettere alle aziende di assumere in modo territorriale per abbattere il pendolarismo.vietare che multinazionali dislochino famiglie intere (con ricatti) per anni, in altri continenti.permettere di creare "embrioni" di societa' gia' durante il percorso scolastico.evitare l'esubero della pressione fiscale sulle imprese.Attuare il reddito di cittadinanza.Valutare quanti figli ha una famiglia per integrare un progetto a lungo termine sulla gestione del lavoro programmato in base ai talenti dei ragazzi.permettere a tutti i lavoratori che desiderano, di intraprendere un percorso di studi attinente alla'azienda per dare subito un contributo sul buon andamento della stessa.permettere una rotazione piu' flessibile dei giorni di ferie.se non necessario non istituire turni notturni che deabilitano la salute.regolamentare i turni di lavoro compatibili con un nucleo familiare che puo' presentare componenti da assistere o bimbi da gestire.permettere a tutto il gruppo di lavoro di assorbire le assenze di un collega gravemente malato.permettere a chi e' naturalmente incline alla leadership di interagire formandolo ad un corretto dialogo con i colleghi, da qui possono scaturire i rappresentanti diretti dei lavoratori.
  • Adolfo Treggiari Utente certificato 4 mesi fa
    È' importante superare il dualismo e la contrapposizione tra capitale e lavoro all'interno dell'impresa per passare ad ogni possibile forma di collaborazione finalizzata al successo dell'impresa stessa nel comune interesse delle parti in causa, fina ad arrivare alla cogestione ed alla ripartizione degli utili.
  • Aldo Masotti Utente certificato 4 mesi fa
    Ecco la prima domanda come la vorrei formulata: Volete una protezione del lavoro o del lavoratore? Notare che le due cose si escludono salvo creare ingorghi nella magistratura. Per chi non coglie la distinzione la esplicito: la difesa del lavoro e' solo collettiva e crea le premesse ed i controlli per una vita equilibrata per le aziende, i salariati , ed i lavoratori autonomi, facendo chiudere i "furbacchioni" e non premiando i delocalizzatori , ecc , ecc La difesa del lavoratore (es.: vecchio art.18 , e' rivolta invece contro la prevaricazione della parte piu' (supposta) forte , con tutto quanto ne consegue . Un esempio di normativa del primo tipo e' la legge Prodi sul recupero delle aziende in difficolta' .
  • Il Guerriero (ex il gladiatore) Utente certificato 4 mesi fa mostra
    Censurando legittime valutazioni non fate altro che evidenziare la vostra natura autoritaria e antidemocratica. VERGOGNA tessera n. 1 del M5S.
    • Max Stirner Utente certificato 4 mesi fa mostra
      aspetta. purtroppo ci sono anche coglioni in giro
    • Aldo Masotti Utente certificato 4 mesi fa mostra
      Max hanno cancellato anche il mio sotto commento in cui ti davo ragione.
    • Max Stirner Utente certificato 4 mesi fa mostra
      Non rispondi? -10 -9 -8 -7
    • Max Stirner Utente certificato 4 mesi fa mostra
      Ti ho chiesto: si autoespelle da cosa?<
  • massimo m. Utente certificato 4 mesi fa
    Le considerazioni sono molto pertinenti e interessanti, ma rischierebbero di risultare vane se lo Stato continua a essere "rappresentato" dalla partitocrazia-sbancocrazia mondiale vigente. Lo Stato attuale "si fonda sulla schiavitù del lavoro. Se il lavoro diventerà libero, lo Stato sarà perduto”. Questo Stato dunque ha pochi interessi perché il lavoro diventi libero e partecipato. Noi stiamo tentando di cambiare lo Stato: e prima o poi dovranno farci votare.
  • McArthur like Utente certificato 4 mesi fa mostra
    La vita è molto semplice se noi non cerchiamo di rendere complicato. Questo è così è rendere la vita più facile e aiuta voi di non perdere la speranza che il signor DelBARIO Alexio mette ha disposizione di coloro che possono pagare di nuovo e ha chiunque soddisfano le condizioni dei prestiti che vanno da 500 a 50.000.000 milioni di euro. Interviene anche per investimenti a breve termine, le risorse e a lungo termine al fine di aiutare a pagare i tuoi debiti. Signor DelBARIO è in relazione a una banca per facilitare e rendere sicure le transazioni. È in collaborazione con il Ministero delle finanze e dell'economia, che lo rende più affidabile. Si lascia una possibilità di dialogo tra le procedure di pagamento e tasso. Per ulteriori informazioni vi preghiamo di contattarci da E-mail: delbarioalexio@gmail.com
  • Il Guerriero (ex il gladiatore) Utente certificato 4 mesi fa mostra
    Come mai nessuno parla della violazione al codice fatto da Grillo nel caso Genova? Perchè non ne trae le giuste considerazioni e si autoespelle?
  • ARMANDO NOTARRIGO 4 mesi fa
    ASPETTIAMO DI VOTARE E VITEREMO
  • Paolo Sensi Utente certificato 4 mesi fa
    LA PROCURA VUOLE CAPIRE CHI C'E' DIETRO LA CASALEGGIO ASSOCIATI Il Capitano del Noe Giampaolo Scafarto,che nella vicenda Consip ha falsificato le intercettazioni per incastrare Tiziano Renzì, si è avvalso della facoltà di non rispondere.Orma ogni ipotesi di colpevolezza del padre dell'ex premier, è caduta,ma resta da capire chi è il mandante di questa operazione che puntava a screditare Matteo Renzì. La Campagna Diffamatoria condotta da Grillo e dai parlamentari Grillini contro Matteo Renzì si basava soprattutto sulle affermazioni si questo delinquente.Per questo la Procura di Roma,sta puntando i riflettoti sulla Casaleggio Associati.Capire chi c'è dietro Grillo e dietro questa Società fatta a scatole cinesi, che controlla un Movimento dove nessuno è responsabile è lo scopo che si prefiggono gli inquirenti
    • Mauro FERRANDO Utente certificato 4 mesi fa
      Prova a scrivere castronerie del genere (Russo e farmaci, papà Lotti che finanzia con oltre 800.000 euro papà Renzi noto fallito, affitto Renzi appartamento di Firenze ecc.) sul blog di Matteuccio tuo, poi vedi 1) se te lo lasciano pubblicato, 2) dopo quanto parte una querela 3) gli insulti che ti arrivano. SONO STUFO DI CHI AVENDO IL MARCIO DENTRO (v. solite 'fondazioni' e simili) cercano il marcio ovunque, soprattutto in casa dei più onesti e idealisti (cosa che la loro mente e il cuore di pietra non possono concepire)!
    • Paolo Sensi Utente certificato 4 mesi fa
      Sono daccordo con voi La Vicenda è molto ingarbugliata e ancora tutta da chiarire.Per questo la procura sta indagando su Grillo e sulla Casaleggio Associati Che questo Capitano sia un delinquente è fuor di discussione.Resta da capire se ha agito da solo o se lo ha fatto per conto di qualcun'altro. La Procura indaga per scoprire nel caso ci fosse, chi è il mandante.La Procura vuole arrivare a scoprire la verità. E anche noi. Vero no?
    • Luigi Bonardi Utente certificato 4 mesi fa
      Tu non stai molto bene.
    • Il Guerriero (ex il gladiatore) Utente certificato 4 mesi fa mostra
      Guarda che la vicenda cui ti riferisci non scagiona Tiziano Renzi. La vicenda non è tutta li.
    • oreste ★★★★★ °.° Utente certificato 4 mesi fa
      e povero scemo...leggi e non capisci un cazzo...anzi non leggi perchè non capisci un cazzo!
    • Corrado Allegro Utente certificato 4 mesi fa
      Mi auguro che il capitano Scafarto legga questa sua accusa gravissima e la quereli. Ha già risolto il caso?
  • Anna Nappo 4 mesi fa
    Il tuo commento: "Per quanto riguarda i sindacati e i rappresentanti, oltre che essere eletti dai lavoratori, ci vorrebbe una turnazione, cioè tutti i lavoratori a turno devono rappresentare i colleghi, insomma evitare che siano semre gli stessi che potrebbero colludersi. Chi meno preparato deve essere aiutato a crescere per poter adempiere alla sua futura carica... nessuno deve rimanere indietro."
    • Max Stirner Utente certificato 4 mesi fa
      Quello che tu proponi esiste già; si chiamano CO.BAS (Comitati di Base)
  • Paolo B. 4 mesi fa
    Non ci sono più ruoli definiti: tutti vorrebbero fare tutto ma ne sono capaci ?
  • mario d'alterio Utente certificato 4 mesi fa
    Un'idea/proposta: prevedere che un'azienda al di sopra di X dipendenti stabilisca una percentuale Y minima di "azionariato" sociale, cioè in possesso dei lavorati dell'azienda stessa.
  • Aldo Masotti Utente certificato 4 mesi fa
    Concordo con Carlo Marchiori: Categorie e concetti gia' consumati dal tempo. Non si fa politica del lavoro senza una decisione di politica economica precedentemente assestata. Una cosa e' insegnare all'universita' i concetti e le basi della propria materia , una cosa essere sul campo con tutte le interazioni fra le variabili in funzione sulla pelle del tuo bilancio. I professori sanno tutto ma non capiscono nulla. Sbagliare un'altra volta l'approccio alle leggi sul lavoro significa sotterrare le speranze dei giovani. se ho tempo dopo scrivo un esempio di alternative moderne a problemi vecchi .
  • Rosa Anna Maio 4 mesi fa
    Vorrei in merito leggere anche l'opinione di Emiliano Brancaccio.
  • Rosa 4 mesi fa
    I rappresentanti dei lavoratori, i sindacati, c'erano e ci sono tuttora. Peccato però che si identificano in sigle sindacali appartenente a un partito politico (almeno i principali). Quindi una principale causa della perdita dei diritti dei lavoratori è da attribuire proprio ai sindacati. Questi in realtà non hanno tutelato i diritti dei lavoratori ma non sono altro che la prosecuzione di un partito, portandone avanti anche la politica. Per esempio ricordo che in passato era lo stesso sindacato che appoggiava la privatizzazione dei servizi, nella pubblica amministrazione. Per ultimo è risultato anche un apparato corrotto. Recentemente si è letto che con la scusa di riunioni, in realtà si facevano crociere di lusso. Poi all'interno vige il clientelismo, continuamente si sentono casi di questo genere. Quindi deve essere rivisto l'organismo sindacato, perchè abbia veramente il ruolo di tutela del lavoratore.
  • Paolo 4 mesi fa
    Bravissimi!!!
  • Carlo Marchiori 4 mesi fa
    A me sembra che questa esposizione sia conservatrice, arretrata e fissata su schemi antiquati, ovvero la netta separazione tra la figura dell'imprenditore e la figura del lavoratore. Oggi spesso l'iniziativa e la creatività dei dipendenti è fondamentale per il successo delle aziende, soprattutto medio-piccole. Inoltre l'istruzione diffusa fa in modo che i lavoratori abbiano delle aspettative nei confronti del lavoro che vanno al di là della semplice 'prestazione' di risorse fisiche o intellettuali. Per cui il futuro a mio avviso è un'azienda in cui la separazione tra imprenditore e lavoratore sfuma e i lavoratori siano coinvolti nell'impresa a pieno titolo.
    • Michele L. Utente certificato 4 mesi fa
      Ma ndo' vivi ??!!!
  • carlo 4 mesi fa
    secondo me, e questo lo considero un punto importantissimo, basilare, per un buon rappporto azienda-lavoratore, un'azienda, quando assume qualcun9, non puo' aspettarsi che qeusto abbia un approccio "padronale" con la stessa azienda, cioe' la senta "sua". la possa considerare come il proprietario. chiaro che non puo', semplicemente perche' non e' vero. e questo i dirigenti dell'azienda lo devono capire e lod evono mettere in conto, senza se e senza ma. e' una realta' di fatto logicissima, lapalissiana e immagianre altro e' sbagliato. questo non toglie che il lavoratore debba fare del suo meglio, portare rispetto e comportarsi al meglio che puo'. ma non potra' mai avere la stessa passione, che il proprietario ha. il proprietario in quella azienda ha messo la sua vita, i suoi interewssi. il lavoratore chissa' da da dove arriv,a non ha per forza di cose gli stessi interessi e piaceri del proprietario, e se non andava a lavorare in quella azienda, casomaio non avrebbe mai avuto idea di interessarsi e lavorare attorno a certe cose. ci vuole, ripeto, naturalmente, poi , il pofeessionismo e il rispetto, che devono comunque essere reciproci. e il ripsetot che l'azienda ha verso i suoi lavoratori si manifesta anche nel fatto da non chiedergli di vivere l'azienda come il loro proprietario. non si puo' pretenderlo. creare un buon rapporto, quindi affetto reciproco, attaccamento, questo senz'altro. ma c'e' un limite naturale che non puo' non essere considerato dall'azienda.
  • sandra s. Utente certificato 4 mesi fa
    Ottimo e condivisibile, ma presuppone una direzione dell'azienda volta all'efficacia della produzione, non al profitto o alla speculazione. Il fu vescovo Mansueto Bianchi nell'omelia tenuta in un call center occupato parlò di "economia corsara" che produceva solo sfruttamento dei lavoratori. Abbiamo casi di management che manda volutamente in crisi un'azienda (es Ansaldo Breda) per poterla venderla o trasformare o raggranellare finanziamenti pubblici. Vi sono imprenditori coraggiosi, ma anche disonesti che praticano la truffa dei fallimenti "a tasche piene". Se i lavoratori non hanno più difese (contratti a termine, licenziamenti senza giusta causa, lavoro nero ecc,) la partecipazione alle scelte aziendali diventa una bella utopia.
    • carlo 4 mesi fa
      straquoto.
  • Ulrico Reali 4 mesi fa
    ITALIANI, PRENDETEVI IN MANO ! Lo scrisse Barzini 50 anni fa ! L'Italia, per salvarsi, deve essere salvata da sé stessa e dalle sue incapacità sociali ! Per salvarla il primo step necess. è una Riflessione con teste da Europei (non da Italiani) . Secondo step : eliminare dal territorio ital. tutte (dico TUTTE) la palle al piede, che sono tante, in gran parte politiche... Terzo step : esaminando i Paesi europ + a Nord, CAPIRE come si gestisce un Paese seriamente. Quarto step : definire un programma di EUROPEIZZAZIONE, che deve essere concordato senza partiti, ma con testimonia. di Europei qualificati e partecipazione delle categorie sociali (ad es. Confindustria, Confcomercio, etc...) ! Quinto step : aiuto della Commiss. Europea per l'applicazione del programma. Sesto step : mettere in funzione la Giustizia con aiuti europei (noi Italiani non sappiamo gestirla correttamente)... Settimo step : organizzare una Katarsi italiana, per divenire veramenete europei.. ! Significa, stoppare le chiacchiere, rimpiazzarle con l’azione che vola alto ! Ottavo step : divenire seri ! Molti saluti. Chiedo se un gruppo di “Pecore anarchiche” (definizione di Prezzolini per gli Italiani) sarebbe in grado di attuarlo, dopo discuss. di dettaglio ? Un sociologo europeo, dopo inchiesta 10ennale, puo’ testimoniarvi quel che in Italia non si sa : come si gestisce un Paese (e si arrestano le chiacchiere..!), come si fa le GESTIONE ECCELLENTE DELLO STATO ! Fatevi saltareaddosso la coscienza sociale ! ! ! L’alternativa è l’affondamento ! ! Ulrico
    • carlo 4 mesi fa
      toni, comunque l'italia (i suoi poitici e a cascata i cittadini che, volenti o nolenti, diventano opportunisti) qualche lezione deve prenderla dai paesi oggettivamente piu' avanti socialmente del nostro, togliendosi un po' di puzza sotto al naso e un po' di nazionalismo talebano e fuori luogo.
    • carlo 4 mesi fa
      sono d'accordo. unico neo, piu' che considerare gli italiani "pecore anarchiche" li definirei "pecore caotiche". l'anarchia non e' caos, anzi il contrario. grande autodisciplina ci vuole per essere anarchici.
    • Tony 4 mesi fa
      Confindustria.. confcommercio..?? Rappresentano i peggior carrozzoni politici & magnamagna ...altro che rappresentanti.. Da come la metti, l'Italia dovrebbe divenire una colonia del nord Europa..Non mi pare proprio che convenga fare la parte della colonia...Meglio allora chiedere di far parte di un Stato del nord Europa..pensa..tutti tedeschi di Germania!!.. Ja!!
  • Ulrico Reali 4 mesi fa
    RIPARTIRE DA ZERO ! L’Italia ha bisogno di rimboccarsi le maniche, ma tutti insieme, cercando una vera Unione/solidarietà (mai vista, ecco un problema..), per poter raggiungere benessere e prosperità, invece di aspettare fortunate congiunture esterne favorevoli. Solo se demolirete la disorganizzazione, l’irresonsabilità, l’atavica abitudine a seppellire sotto le scartoffie la realizzazione delle decisioni prese, ci sarà una speranza.... Detti fattori negativi rappresentano non solo una palla al piede della pace civile e della crescita, ma anche una minaccia alla sicurezza del Paese. Questo approccio è NECESSARIO, ma non potrà attuarsi se prima non si realizza l’Unità del popolo, non attuata per 150 anni... Tutto questo, necessario, si potrà fare ad una condizione : che organizzazioni di imprenditori, di commercianti, di cittadini onesti, prendano l’iniziativa. Non aspettatevi che lo facciano i politici ! Ulrico Reali
  • Ulrico Reali 4 mesi fa
    UNA GABBIA ITALIANA Gli Italiani del Bel Paese stanno ora in gabbia, la gabbia dell’alienazione, della futura povertà, della presa per i fondelli (indovinate da parte di chi ?). Per la degradazione sociale degli ultimi 20 anni, cui nessuno in Italia ha dato importanza (ma dall’Europa si vedeva, eh si vedeva), per via di una tradizione becera, lo scenario sociale è ora il seguente : - all’esterno della gabbia : gli altri Europei e tanti espatriati in Paesi avanzati ; - dentro una gabbia di ferro robusto sta il popolo italiano, che non ha la chiave per uscirne....! (l’educazione, le capacità sociali, l’ambizione di Progresso). Fra gli uni e gli altri non esiste comunicazione possibile (ma anche nella società italiana non ce ne è) : si tratta del vallo creato negli ultimi lustri fra la mentalità italiana (come si è ridotta) e le altre mentalità europee..... + a Nord. Quella italiana scassa e non sa costruire nel sociale... Invece la mentalità diffusa in tutta Europa del Nord si basa su : Valori Positivi, capacità di VOLARE ALTO con il pensiero, con la riflessione razionale, con programmi sociali/politici basati su : Verità, interesse pubblico, professionalità, senso dello stato (il quale deve servire i cittadini, non abusarli....). E’ l’unico modo per far funzionare una società, un’economia. Gli interessi privati nella società sono stati introdotti da un clan di malaffarist perversi ! E il popolo non ha reagito, ha accetttato.... ! Ecco il grande errorre, che fu denunziato da Barzini nel ‘65 ! ! Una way out ? Ci sarebbe, ma non all’italiana..... La chiave per aprire la gabbia solo gli Europei di Paesi socialmente validi potrebbero proporla.....,, dopo aver aiutato una Katarsi, in cui la verità sociale venga fuori ! Il titolo della Katarsi sarebbe “Europeizzazione”; Ulrico Reali
    • carlo 4 mesi fa
      sonond'accordo. e insisto a dire che uscire dalla ue e' come buttare via il bambino e tenersi l'acqua sporca. e (e "per") poi volerla sporcare di piu', dopo essersi smarcati dai vincoli europei.
  • Bo Derrick Utente certificato 4 mesi fa
    - Il quesito che troverai nella votazione della settimana prossima sarà: Quali strumenti di partecipazione dei lavoratori sui luoghi di lavoro devono essere promossi in via prioritaria? - Caro Garante delle Regole, mi permetto di dissentire su queste regole decisionali in quanto votare la scaletta dei punti del programma NON lo ritengo un metodo idoneo a Testimoniare “un programma deciso dagli iscritti” come avevi Garantito. Ti chiederei dunque di Garantire il rispetto delle Regole sancite dal Non Statuto, Garantendo che il Progetto politico del M5S “leaderless” abbia ancora la Finalità di Testimoniare la e-democracy uno vale uno, un metodo di Democrazia Diretta senza deleghe a rappresentanti, leader, capi o vertici, bensì con semplici Portavoce della volontà degli iscritti. Volontà che, come sostiene Rousseau, - non si rappresenta: o è essa stessa o è diversa, non c’è una via di mezzo.- Immaginando Tu concordi con Rousseau, Ti chiederei infine di chiarire per quale via Diretta i Portavoce possono accertare la -volontà degli iscritti- riguardo a proposte fondamentali come i punti del programma che “dovranno semplicemente attuare”, ovvero in quale spazio dove “Ognuno conta uno” viene Garantita la Testimonianza che “Sono gli iscritti a dettare la linea politica del MoVimento”. Grazie
  • oreste ★★★★★ °.° Utente certificato 4 mesi fa
    Scusate l'OT: In manette il direttore provinciale Walter Pardini: il blitz mentre il funzionario intascava una tangente. Per gli investigatori non sarebbe stata la prima volta. Perquisizioni della guardia di finanza in corso nel suo ufficio in via Fiume di F. Q. | 11 aprile 2017 Gli arrestati sono Massimo Colosimo, presidente della Sacal - che gestisce lo scalo di Lamezia - Pierluigi Mancuso, direttore generale, ed Ester Michienzi, responsabile Ufficio legale. Per i tre il gip di Lamezia Terme ha ordinato gli arresti domiciliari di Lucio Musolino | 11 aprile 2017 Nel settembre del 2016 la corte d'appello di Palermo ha confermato l'assoluzione in primo grado, dichiarando prescritte le accuse per le contestazioni precedenti al gennaio del 1994, nei confronti dell'esponente di Forza Italia. In attesa della Cassazione l'ex sottosegretario all'Interno si candida come primo cittadino nella sua città. Nelle motivazioni del processo di secondo grado i giudici spiegano che "le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia hanno confermato la piena disponibilità di D'Alì nei confronti dei massimi esponenti di Cosa nostra trapanese" di Giuseppe Pipitone | 11 aprile 2017 Dopo l’acquisto del giornale gli affari della Pessina volano, ma il quotidiano fondato da Gramsci rischia tagli durissimi e la chiusura. La trasmissione di Rai3 chiede chiarimenti all'ex premier e segretario Pd, che fa rispondere da un avvocato. Questi sarebbero i salvatori della Patria,quelli che ricevono ancora i suffragi alle elezioni! Grandi coglioni gli Italiani!
  • Tony 4 mesi fa
    Informo che esistono di già rapp. sindacali eletti...La disgrazia è che una volta "eletti" spariscono..... Quindi se si intende un nuovo tipo di" eletti" lo si specifichi meglio! Una cosa è certa non dovrebbero avere alcun privilegio tipo assenze per "motivi" sindacali..
    • sandra s. Utente certificato 4 mesi fa
      1976 il mio lavoro tra l'altro era rispondere al telefono. Un signore chiamava anche più volte al giorno cercando una collega. Dopo una quindicina di giorni, seccata, preciso che la collega gode di permessi sindacali, quindi la cerchi lì. Mi risponde: ma NOI siamo QUEL sindacato!!! Morale: ritengo giusto che vi siano permessi per chi si occupa di sindacato, politica o sicurezza sul lavoro. Ma purtroppo siamo nel bel paese delle "grida" ove chi se ne approfitta non viene mai sanzionato o magari licenziato, anzi i peggio lavativi sono quelli tutelati dai partiti.
    • oreste ★★★★★ °.° Utente certificato 4 mesi fa
      certamente eletti in modo nuovo...senza tessere e senza divisioni fra i lavoratori,ma solo uniti! Uniti in intenti e in reparti omogenei,con gli stessi problemi.
  • marcoo m. Utente certificato 4 mesi fa
    ciao sn marco, giuslavorista e segretario x roma e prov. della FLMUniti-CUB. in merito al progr "LAVORO" mi permetto di suggerire: - divieto del ricorso "strutturale" agli straordinari x grandi imprese (non occasionale); - divieto di doppie turnazioni (con pericolo x il lavoratore e terzi come nel caso di infermieri e autisti); - negli appalti (x individuare cooperative) NO prezzo piu basso e come criteri inserire sempre i curricula dei lavoratori (anche quelli x eventuali sostituzioni) ad es. sempre per gli infermieri - riduzione orario di lavoro (lavorare meno ma tutti) - forte incentivazione ricorso telelavoro (meno traffico e smog) - inserimento di "criteri meritocratici" trasparenti nei contratti al fine di evitare la discrezionalita' (che troppo spesso serve solo a premiare gli amici e nn i piu bravi); - legge sulla rappresentanza sindacale (i confederali hanno un oligopolio ma rappresentano sempre meno lavoratori). Potrei andare avanti con altri temi ed altre proposte. Spero di aver offerto nuovi spunti per la stesura del programma. Per qualsiasi cosa resto a disposizione. Marco Morosini
    • oreste ★★★★★ °.° Utente certificato 4 mesi fa
      Grazie Marco, senz'altro verranno fuori e ne discuteremo! Buona giornata!
  • Enzo C. Utente certificato 4 mesi fa
    Ottime iniziative, ma non realizzabili se in ambito Aziendale non si riconquistano quei diritti che sono andati persi( art.18). Il lavoratore soprattutto deve essere non ricattabile dall'Azienda con il mantra del licenziamento facile. Altrimenti tutto il resto diviene solo Utopia.
    • Rosa Anna 4 mesi fa
      Esatto Sai che gli importa della produttività della azienda chi vi entra con un contratto di tre mesi o tramite cooperativa Se tu ti accosti per 10 minuti a qualsiasi lavoratore ( non dipendente ) senti cosa ne pensa Comprendi che non c'è futuro Ormai è endemico il concetto di indifferenza che per alcuni raggiunge anche il sabotaggio Come quando in una rubinetteria si passano al controllo i pezzi difettosi pur di completare in fretta una spedizione e ottenere la indifferente compensa fuori busta Poi se l'azienda perde il cliente chi se ne frega
  • Rosa Anna 4 mesi fa
    Partecipare alla attività della azienda ricostruendo il tessuto di unità perso fra lavoratori e imprenditori per il bene comune E un sogno dimenticato
  • pabblo 4 mesi fa
    ot se non siete troppo schizzinosi... andate sul sito del corriere o della stampa di turin e provate a cercare la parola "report"...nel senso di " trasmissione di raitre"... a prescindere dalla veridicità o meno di quello trasmesso iersera.. iam eh... poi forse diranno qualcosa..
    • pabblo 4 mesi fa
      allora quelli di report da me non passeranno mai...
    • Rosa Anna 4 mesi fa
      Report non fa altro che inseguire l'odore dei soldi come un segugio Possono anche querelare i giornalisti Ma non potranno mai contestare l'intinerario che il denaro ha percorso
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