Mille alberi in ogni città d'Italia!

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di MoVimento 5 Stelle

"Una persona può credere alle parole ma crederà sempre agli esempi" amava ripetere Gianroberto. Con questo spirito un anno fa il M5S di Reggio Emilia e Milano, reclutando centinaia di volontari hanno iniziato a piantare alberi nelle loro città, che sono tra le più inquinate d’Europa. A Milano a mettere a dimora il ‘suo’ albero c’era anche Gianroberto (qui il video). Il sogno di città più verdi, con cittadini che ampliano parchi e realizzano boschi urbani continua. Si è allargato ad altre città con un regalo speciale per Dario. L’appuntamento per i cittadini è il 19 e 20 novembre (in caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà la settimana successiva).


TORINO – Domenica 20 novembre, primo passo dell’iniziativa “Mille Alberi Torino 2016” che iniziando dai prossimi mesi e in maniera continuata per i prossimi 5 anni prevederà la piantumazione partecipata di migliaia di nuovi alberi. Verranno interessati tutti i quartieri di Torino. In occasione della Giornata Nazionale Degli Alberi verranno messi a dimora dai cittadini i primi 200 alberi di questo progetto: si inizia con la pista ciclabile Lungo Stura Lazio, il giardino della Scuola Materna di Piazza Guala e la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, un'iniziativa quest’ultima lanciata appositamente dal direttore della struttura e che vedrà la partecipazione dei detenuti. L’iniziativa “Mille Alberi Torino 2016”, promossa dalla sindaca di Torino Chiara Appendino e l’assessora alle politiche per l’ambiente e il verde Stefania Giannuzzi, verrà presentata alla città il prossimo 16 novembre. I cittadini di Torino interessati possono aderire tramite questo evento Facebook.

REGGIO EMILIA: BOSCO DARIO FO – Dopo il successo lo scorso anno dell’iniziativa “Mille Alberi per Reggio Emilia” con la messa a dimora di 1300 alberi da parte di 273 volontari 5 stelle, il Comune di Reggio ha lanciato il progetto “Reggio Respira”, condiviso anche dal M5S , che prevede la messa a dimora partecipata di 9.000 alberi nei prossimi tre anni. Su idea del M5S, è stato lanciato il progetto del Bosco partecipato da intitolare alla memoria dell’indimenticabile Dario Fo. Sorgerà su un’area di 30.000 metri quadri ed i cittadini realizzeranno insieme il progetto mettendo a dimora nei prossimi anni migliaia di alberi . L’appuntamento quest’anno è per domenica 20 novembre alle ore 8.30 presso il parcheggio della scuola avviamento al ciclismo “Cimurri” presso il Campovolo. Verranno messi a dimora 500 alberi presso il bosco “Berlinguer” del Campovolo ed altri circa 500 nel bosco urbano “Dario Fo” e alcuni alberi nel parco della frazione di Sesso.
ADESIONI: inviate una mail millealberireggio@gmail.com
AUTOFINANZIAMENTO: L’iniziativa è autofinanziata potete fare un versamento PAY PALL a assgrillireggiani@gmail.com oppure tramite cc dell'associazione Grilli Reggiani IBAN IT14X0103012802000004325463 , causale MILLE ALBERI 2016.

CAVRIAGO (RE)- Cento alberi verranno messi a dimora dai cittadini sabato 19 novembre presso il Parco dello Sport del Comune di Cavriago. L’appuntamento è per sabato 19 novembre dalle ore 14.30 presso l’area di piantumazione. Per adesioni : cavriago5stelle@gmail.com

MILANO: Lo scorso anno, grazie all'aiuto di centinaia di volontari, abbiamo piantato 573 nuovi alberi nell’area ex Velodromo Missaglia. Gli alberi sono molto cresciuti. In occasione della festa nazionale dell'albero, M5S Milano e il Comitato Alberi per Milano organizzano una giornata di manutenzione e cura e la piantumazione di 50 nuovi alberi. Per i bambini sono previste attività ludiche e didattiche. Vi aspettiamo il 19 novembre alle 9.30 all'ex velodromo missaglia (http://www.573alberipermilano.org/dove-piantiamo.html).
PER DARE UNA MANO AL PARCO -
iban: IT74H0359901899050188531000, intestato a : Comitato Alberi PER Milano, Paypal: comitatoalberipermilano@gmail.com

MIRA: Anche il Comune 5 Stelle di Mira lancerà prossimamente il suo progetto che prevederà la creazione di un bosco con centinaia di alberi dedicato alle donne vittime di violenza e la futura messa a dimora di circa 1.000 piante, pari al numero dei nuovi nati negli ultimi 5 anni. Gli alberi potranno essere donati a tutti i neogenitori che li vorranno mettere a dimora nei loro spazi privati. L’iniziativa si svolgerà prossimamente e verranno fornite ulteriori informazioni.

Commenti

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  • franck dupuis Utente certificato 1 anno fa
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  • davilla ATIGNON Utente certificato 1 anno fa
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    • old dog 1 anno fa
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  • Maria 1 anno fa
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    • old dog 1 anno fa
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  • roberto carlos wilson Utente certificato 1 anno fa
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  • Gianfranco B. Utente certificato 1 anno fa
    Iniziativa lodevole e condivisibile. Credo che se si iniziasse a recuperare e rendere fruibili, i parchi che già abbiamo si farebbe una cosa ancor più egregia. Purtroppo vedo, con sempre maggior frequenza, stupende aree verdi in stato di totale abbandono, quando va bene, ridotte a discariche a cielo aperto o ammassi di sterpaglie o peggio territori occupati, di fatto, da clan, non meglio identificati, nazionali e non. Questo stato di cose impedisce ai cittadini di godere di un prezioso bene comune. Non sarebbe il caso d'iniziare a combiarle? Saluti Talelbano
  • FABIO B. Utente certificato 1 anno fa
    questo e' normale ed eccellente nel contempo
  • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
    Il discorso del pg di Palermo all'apertura dell'anno giudiziario di Roberto Scarpinato - Nel contesto della sua articolata relazione, il Presidente della Corte di Appello ha dedicato una attenta disamina alle complesse problematiche che riguardano il mondo carcerario. Si tratta in effetti di un tema nevralgico, giacché il carcere e più in generale le modalità con le quali vengono eseguite le pene irrogate eseguito dei processi, costituiscono una importante cartina di tornasole per comprendere come funzioni in concreto il sistema penale di un paese ed un banco di prova della sua efficienza. A questo riguardo, utili elementi di riflessione possono trarsi da un recente e documentato studio statistico condotto dal Dipartimento Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, pubblicato nella rivista Rassegna Penitenziaria e Criminologica, dal quale risulta che l'attuale composizione sociale della popolazione carceraria è per molti versi analoga a quella dell'Italia del 1860. Oggi come ieri in carcere ad espiare la pena finiscono soprattutto esponenti dei ceti popolari e coloro che occupano i gradini più bassi della piramide sociale, oltre che gli esponenti della criminalità organizzata. La quota di colletti bianchi in espiazione di pena è statisticamente irrilevante. Negli allegati grafici dello studio citato, che indicano la composizione della popolazione detenuta distinta per tipologia di reati, manca la voce "Reati contro la pubblica amministrazione" a causa dell'irrilevanza numerica del dato statistico. Quanto ai detenuti in regime di custodia cautelare, nell'audizione del Ministro della giustizia alla Camera dei deputati del 13 ottobre 2013 si segnalava che su un numero complessivo di 24.744 unità, il numero delle persone in stato di custodia cautelare per reati di corruzione alla data del mese di ottobre 2013 era di 31 unità. Continua -->
    • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
      Quando imparerete a leggere , trollettini pidiotini , forse riuscirete ad uscire dal vuoto celebrale che vi fa sentire così leggeri , nella vostra miserabile esistenza da due euro ( circa )
    • ovvietà scontate 1 anno fa
      Stai dicendo che la gente ignorante commette più reati e che comunque quando li commette è più maldestra perciò si fa beccare con le mani nel sacco con maggiore facilità. Lo sai intelligentone che non stai dicendo nulla di unovo e che al mondo sempre è successo così e non solo tra gli italioti ma dappertutto?
    • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
      http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/236-societa/53366-qimpotenza-contro-colletti-bianchi-genera-sfiduciaq.html
    • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
      e, per altro verso, nella ipercriminalizzazione dei reati tipici di soggetti appartenenti alla fasce popolari disagiate, nonché di comportamenti, come ad esempio quelli concernenti il fenomeno dell'immigrazione e delle tossicodipendenze, che affondano le radici in complesse problematiche non gestibili, all'evidenza, con lo strumento penale, ma con un ventaglio di interventi multilivello sul piano delle politiche sociali. Tra i perniciosi risultati finali di tale improduttiva politica criminale vi sono appunto stati il sovraffollamento delle carceri e il gravissimo degrado delle condizioni di vita carceraria al quale, nella perdurante inerzia di un legislatore incapace di prendere atto del fallimento delle proprie scelte, hanno dovuto porre rimedio la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia UE, prima smantellando nel tempo ampie parti dei sistemi sanzionatori vigenti perché in contrasto con i principi della Costituzione e del diritto comunitario, e poi imponendo con la nota sentenza Torreggiani della Corte EDU di porre fine, sotto la minaccia di sanzioni europee, alla situazione di degrado delle carceri per la sua palese violazione dell'art. 3 della Convenzione europea. Sotto la spada di Damocle delle sanzioni e in assenza di un progetto organico di revisione del sistema penale e carcerario, si è così ritenuto di risolvere il problema ponendo mano ad una legislazione di emergenza denominata dai media come sfolla-carceri in quanto finalizzata a ridurre in modo significativo la popolazione carceraria ampliando il numero dei casi nei quali sostituire la pena carceraria inframuraria con pene alternative. Aldilà di tale contingente ed indilazionabile esigenza pratica, secondo l'intenzione del legislatore lo scopo della implementazione delle pene alternative al carcere è quello di favorire il reinserimento sociale dei condannati. SEGUE , PER LA LETTURA COMPLETA , NEL LINK ..
    • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
      .. e la frode. Un sistema sanzionatorio non equilibrato e quasi binario, che dinanzi ad una realtà criminale interclassista produce una risposta repressiva e carceraria monoclasse, all'evidenza incapace di produrre regolazione sociale. La constatata e perdurante impotenza del sistema penale a sanzionare penalmente le molteplici e dilaganti declinazioni della criminalità dei colletti bianchi, alimenta infatti un clima collettivo di crescente sfiducia sistemica nel rispetto delle regole, con una caduta verticale della credibilità delle istituzioni e con effetti negativi a cascata su tutto il corpo sociale. operando come occulto moltiplicatore del dilagare dell'illegalità. Ciò premesso, e tenuto conto che la magistratura italiana applica la legge penale in modo equanime a tutti i cittadini in piena aderenza al dettato costituzionale, resta da chiedersi quali siano le cause che, quasi per una sorta di eterogenesi dei fini, fanno poi sì che il carcere sia riservato solo a determinate categorie sociali. A questo riguardo, la più avvertita scienza penalistica ha da tempo messo in luce come il doppio binario del regime carcerario - concretantesi, come appena accennato, in un eccesso di pena detentiva carceraria per taluni reati e in un pressoché totale deficit di sanzione effettiva per altri reati - sia in larga misura il riflesso di una politica criminale del doppio binario da lungo tempo attuata sul piano del diritto sostanziale e processuale. Un doppio binario che si è mosso per un verso nella direzione di decriminalizzare i reati dei colletti bianchi depotenziando sistematicamente la risposta repressiva con varie tecnicalità giuridiche — dalla previsione di pene edittali minime, alla loro perseguibilità a querela, alla previsione di soglie di punibilità, all'abbreviazione dei termini di prescrizione etc —..
    • antonello c. Utente certificato 1 anno fa
      Tali dati statistici appaiono in stridente contrasto con la realtà sociale che, come risulta non solo in questo distretto giudiziario, ma in tutto il paese, evidenzia invece il carattere interclassista della criminalità ed, anzi, il crescente protagonismo criminale di significativi segmenti delle classi dirigenti. Alla luce di tali dati si pongono quindi una serie di interrogativi che travalicano il tradizionale approccio ai temi dell'amministrazione della giustizia imperniato sui dati statistici e quantitativi, sul numero dei processi sopravvenuti, di quelli definiti, sui tempi di durata dei processi, sugli indici di smaltimento e di ricambio, e, quindi, sulle misure deflazionistiche e di efficientamento del sistema da approntare. La realtà del mondo carcerario costringe ad interrogarci non solo su "quanta giustizia" è stata amministrata, ma anche su "quale giustizia" viene amministrata. Si tratta, a mio parere, di un interrogativo ineludibile perché i dati evidenziati denunciano l'incoerenza del prodotto finale del sistema penale con il principio costituzionale di uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge senza distinzione di condizioni sociali e personali (secondo il dettato dell'art. 3 della Costituzione). Si tratta di un tema ineludibile perché interroga ogni singolo magistrato ed ogni singolo operatore di giustizia sul senso e sul risultato finale del proprio lavoro. Ed ancora, si tratta di un tema ineludibile anche sotto il profilo pragmatico e funzionalistico, perché pone in luce una grave deficit del sistema sanzionatorio penale come sistema di regolazione delle relazioni sociali. Le moderna scienza criminologica sottolinea infatti che un sistema giuridico può ritenersi funzionante solo se e nella misura in cui riesce a produrre una effettiva regolazione sociale, garantendo che il criterio di relazione dei rapporti interpersonali e collettivi si fondi sul rispetto delle regole di convivenza legislativamente stabilite e non sulla violenza ..
  • indemoniati 1 anno fa
    indemoniato è quell tizio perlopiù ateo che taglierebbe ogni albero che vede per fare piazzali con gettate di cemento! l'indemoniato non ama la natura vuole vedere solo cementati! l'indemoniato dice che le piante con quelle fogliolinse sporcano... ma anche la sua merda sporca ma questo lui non se l'è mai chiesto.
  • flavio guglielmetto mugion Utente certificato 1 anno fa
    Benissimo , piu' verde meno co2
  • cosimo calabrese Utente certificato 1 anno fa
    LA TERRA SECONDO GLI STUDIOSI STA MORENDO, PIANTARE ALBERI IN QUALSIASI POSTO DEL MONDO PUO' DARE SENZA ALCUN DUBBIO SOLLIEVO ALLA TERRA E AGLI ABITANTI DELLA TERRA.
  • Fasog Gi 1 anno fa
    Con i trivellatori Renzusconi & Co che giornalmente bruciano le aspettative e le speranze presenti e future di questo Paese, un po' di verde e di ossigeno in più siano un buon auspicio di cambiamento.
  • Paolo Z. Utente certificato 1 anno fa
    Bella l'iniziativa di piantare alberi. Purtroppo ci sono posti che il verde è una seccatura. Nei posti dove non abita l' Homo cittadinus, e c'è acqua, gli alberi hanno coperto i prati, i rovi impediscono il passaggio, godono fra le sterpaglie insetti come le zecche... L' Homo cittadinus, asserragliato nel suo suv, si bea che la natura non abbia contendenti nei posti distanti dalla città, dove ci sono pochi vecchi che sanno dove è il passaggio del torrente, e fra poco non ci sarà nessuno che starà attento alle piene dei torrenti, riempiti di carcasse di alberi morti. Purtroppo, la maggioranza schiacciante in questo stato, sono Homo cittadinus, che non sanno neppure il colore della terra, quando è buona o meno. Paolo TV
  • Paolo r. Utente certificato 1 anno fa
    a Padova c'è?
    • Matteo Incerti Utente certificato 1 anno fa
      No quest'anno hanno aderito e lanciato progetti Reggio Emilia, Mira, Torino, Cavriago, Milano. Può contattare il gruppo di Padova per sensibilizzare per il prossimo anno.
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