Investiamo sull'intelligenza italiana!

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Davide Casaleggio

Ieri sono intervenuto all'#InternetDay organizzato dall'AGI. Ecco il video e di seguito il mio intervento.

Oggi sono qui per parlarvi di investimenti, investimenti sull'intelligenza. Nel 2016 in Italia sono stati investiti circa 160 milioni di euro da parte di Venture Capital nelle startup. Ora questo numero in sé può dirci poco, in realtà nei prossimi 10 minuti cercheremo di capire cosa vuol dire questo numero, cosa vuol dire 160 milioni rispetto al resto d'Europa, cosa vuol dire investire 160 milioni in startup e in quali ambiti ha senso oggi investire. Alcuni di questi dati provengono da un rapporto sull'European Venture Capital, report che ha investigato e investiga tuttora gli investimenti da parte di Venture Capital. Quindi aziende private che possono essere incentivate, aiutate da parte dello Stato verso nuove società, startup che crescono e fanno emergere l'innovazione in Italia e nel resto d'Europa.

Forse conoscerete Yoox: Yoox è forse uno dei pochi esempi di startup italiana che è riuscita nel suo percorso a raccogliere alcuni investimenti privati da Venture Capital italiani ma soprattutto esteri, poi andare in Borsa, poi fondersi con un altro gruppo net-a-porter inglese e quindi diventare un colosso internazionale. Però questo è uno dei pochissimi esempi che noi abbiamo in Italia di startup di successo, che è riuscita a posizionarsi sul mercato grazie a investimenti iniziali soprattutto esteri. C'è anche un Venture Capital italiano che ha collaborato sul suo caso, poi è riuscita a ottenere i suoi 95 milioni di euro dalla ITO quotandosi in Borsa, quindi è un'avventura che è sicuramente un bel caso di successo. Abbiamo più recentemente diverse società che hanno ricevuto investimenti da parte di Venture Capital anche in Italia, per esempio ne cito una, MoneyFarm: ha recentemente cumulato circa 20 milioni di euro di finanziamento da parte dei Venture Capital ed è un'applicazione di intelligenza artificiale applicata alla gestione patrimoniale. L'anno scorso ha aperto anche a Londra, è partita da Cagliari, è una bella avventura.

Ma cosa succede alla maggior parte delle società, delle startup italiane? Raccolgono circa 500mila - 5 milioni di euro, queste sono le cifre che le startup italiane riescono a raccogliere. Forse c'è qualche altra eccezione, per esempio recentemente c'è Musement che ha raccolto circa 15 milioni di euro, però se andiamo a vedere i nostri 160 milioni di euro investiti in startup da parte di Venture Capital in Italia, poi affrontiamo gli altri Paesi europei e vediamo che sicuramente è una cifra che non sta in piedi, che non permette alle aziende italiane di competere sul mercato europeo, tantomeno quello statunitense. Se vediamo la Gran Bretagna, stiamo parlando di 3,2 miliardi di euro investiti nel 2016 -in un anno- la Francia 2,7 miliardi, ed è la nazione che ha visto il balzo più importante perché la crescita dell'anno precedente è enorme, è passata da un miliardo e mezzo a 2 miliardi e 700 con la crescita più importante di investimenti in startup in Europa. Vi ricordo: in Italia 160 milioni.

Poi abbiamo la Francia che sicuramente, come vi ho appena citato, è un esempio importante dal punto di vista sia del volume complessivo, perché sicuramente questi miliardi di euro investiti in startup sono cifre importanti, ma anche dal punto di vista della crescita. Vuol dire che stanno applicando una serie di azioni dal punto di vista del governo ma soprattutto da quello dell'infrastruttura dell'ecosistema delle startup e dei Ventures capital sulla Francia, che permette questa crescita molto importante per l'impresa nuova, l'innovazione in Francia. Vi dico giusto due dati: in Francia oggi è possibile creare impresa in quattro giorni, un giorno in meno della Gran Bretagna, 7 giorni in meno della Germania. Ora questo è un esempio di come le startup in Francia possono essere più avvantaggiate rispetto ad altri paesi d'Europa, ma soprattutto è un incentivo anche per gli investitori ad avere meno burocrazia.

Dal 2012 ad oggi ci sono state diverse azioni anche in Italia, che hanno facilitato l'attivazione di nuove startup. Il problema italiano è sicuramente la parte degli investimenti non solo pubblici ma anche privati, e questi investimenti privati devono avere un ecosistema che gli permetta di svilupparsi. Un altro dato sulla Francia che volevo citarvi: nei primi due mesi, gennaio-febbraio 2017, in Francia sono stati investiti 472 milioni di euro, che vuol dire tre volte quello che è stato investito in tutto il 2016 in Italia. E' una cifra importantissima, e non possiamo permetterci di avere questo gap in termini di investimento rispetto a un paese d'oltralpe. In Gran Bretagna, che è il Paese in cui abbiamo 3,2 miliardi di euro investiti lo scorso anno, quindi è il Paese che in Europa si è posizionato meglio dal punto di vista degli investimenti in startup, c'è una serie di attività che sono state fatte dallo Stato per incentivare e migliorare le relazioni, quindi anche in termini di servizi per le startup, che hanno permesso questi dati. Se andiamo a vedere -do un'anticipazione di uno studio che presenteremo la prossima settimana sull e-commerce in Italia, in cui faremo un focus anche sugli investimenti nell' e-commerce in Europa ma soprattutto in Italia-, le prime tre società di e-commerce più finanziate d'Europa non sono italiane. Questa forse non è una sorpresa: abbiamo Hellofresh, Blablacar e Let's Go, una tedesca, una francese, una spagnola, che hanno ricevuto oltre 300 milioni di euro ciascuna di finanziamento per far partire un'iniziativa nuova, -perché sono tutte iniziative nuove e alcune stanno entrando anche in Italia, una in particolare di queste tre- che permettono a queste società di espandersi e di prendersi ovviamente i vari mercati europei. Oltre 300 milioni di euro vuol dire circa il doppio di quello che in tutto l'anno 2016 tutte le società in Italia hanno ricevuto. Una singola società.
Quindi quello che è importante è capire: se le società italiane ricevono 500 mila euro o fino a 5 milioni di finanziamento per crescere, per potenziarsi, per investire in ricerca e sviluppo, come fanno queste a competere con altre società che dall'estero, d'oltralpe, arrivano e sono state finanziate per la loro ricerca e sviluppo 300 milioni di euro? E' impossibile.

Questa sfida è impossibile. Quindi è necessario che le società italiane possano avere accesso a finanziamenti per riuscire a crescere e investire. In ricerca e sviluppo, ma anche in presa del mercato, perché uno degli obiettivi delle società e soprattutto nell' e-commerce, come gli esempi che vi ho portato adesso sul mercato internazionale, è quello di prendere quote di mercato. Quindi fino a quando ci troveremo a competere con società che hanno le risorse per prendersi le nostre quote di mercato in Italia, le società italiane dovranno semplicemente subire l'innovazione portata dall'estero. Se andiamo a vedere tutti gli altri paesi dell'Europa, perché adesso vi ho citato la Francia la Gran Bretagna, la Germania, e anche la Spagna, in realtà noi siamo verso la fine di questa classifica. Ci supera la Finlandia che ha circa il doppio degli investimenti in startup rispetto all'Italia, ma ci supera pure il Belgio. Ora stiamo parlando di Paesi che rappresentano dal punto di vista della popolazione una regione italiana, quindi questo tipo di divario non è più accettabile, e sicuramente è necessario capire come creare un ecosistema, un'infrastruttura per le startup, per l'innovazione generale, che permetta di intercettare quello che sta per arrivare.

Prima abbiamo avuto Cingolani che ci ha parlato di innovazione e robotica, sicuramente la parte robotica è una parte dell'innovazione che sta per arrivare, l'altra parte è l'intelligenza artificiale che assieme alla robotica probabilmente porterà uno sviluppo. L'Istituto Italiano di Tecnologia è sicuramente un'eccellenza italiana dal punto di vista della ricerca, e dobbiamo riuscire a capire come investire anche in impresa e come fare in modo che l'impresa italiana possa intercettare questo trend che sta arrivando, questa nuova dimensione che Accenture così descrive: "Le tecnologie di intelligenza artificiale porteranno entro il 2035 a un raddoppio annuale della crescita economica in 12 economie sviluppate, e miglioreranno la produttività fino al 40%." Ora se noi abbiamo la capacità di investire in questa direzione come Stato, come imprese, e come ecosistema, riusciremo a essere uno di questi 12 Paesi e quindi riusciremo a intercettare questa crescita. Se non intercetteremo questo trend, non faremo parte di questi 12 Paesi e quindi non andremo a competere sull'innovazione, non andremo a competere sulla tecnologia, andremo a competere probabilmente con i salari cinesi.
Per darvi un'idea di quanto si sta investendo, già l'anno scorso 2016 sull'intelligenza artificiale in giro per l'Europa: stiamo parlando di 1,8 miliardi investiti in startup per questo tipo di tecnologia. Oggi rappresenta circa il 10% degli investimenti totali in startup e innovazione dal punto di vista dei Ventures Capital, probabilmente sarà uno dei trend più importanti nei prossimi anni e già a partire dal prossimo anno. Se andiamo a vedere quali sono i Paesi che stanno investendo di più in questo ambito, quindi dell'intelligenza artificiale, vediamo la barretta in alto -spero si veda- è la Gran Bretagna. E' più difficile trovare l'Italia, che se scorrete verso il basso vedrete che rappresenta circa l'1% degli investimenti da parte di Venture Capital in tecnologia di intelligenza artificiale. Ora noi dobbiamo riuscire a capire come portare quella barretta in alto, magari anche a superare la Gran Bretagna. Come fare per ottenere questo risultato? Sicuramente dobbiamo avere investimenti statali in questa direzione, nella direzione dell'intelligenza artificiale, nella ricerca, questo è sicuramente un un ambito molto importante, ma anche in impresa. Stimolare le università a sviluppare dei progetti legati all'intelligenza artificiale, investire nelle infrastrutture, proprio questo mese in Francia a Parigi è stato aperto il più grande campus delle startup al mondo, la Station F, con investimenti anche da parte di Facebook. Perché non possiamo essere in grado di aprire noi il più grande campus delle startup al mondo? Perché noi non possiamo aprire il più grande centro di ricerca legato all'intelligenza artificiale, compreso il coinvolgimento delle imprese in questo senso? Questa è sicuramente la direzione che dobbiamo prendere nei prossimi mesi, nelle prossime settimane.

Oggi vi ho parlato di intelligenza artificiale, sicuramente volevo lasciarvi anche con un pensiero legato all'intelligenza partecipata. Oggi in Italia noi abbiamo un esempio di un primato italiano, un unicum al mondo dal punto di vista dello sviluppo di un'attività, che ha permesso a persone di mettersi assieme e creare un'intelligenza collettiva. Rousseau infatti ha permesso diverse attività che non erano mai state fatte al mondo online da parte di un movimento politico, per esempio la scelta dei candidati online nel Parlamento europeo ma anche in quello italiano. Nel Parlamento europeo abbiamo avuto circa 80mila persone che potevano candidarsi, 5000 persone che si sono candidate, 80 persone circa che sono finite nelle liste, e oggi abbiamo 15 parlamentari europei. Semplicemente da una selezione online in cui c'è stata una partecipazione collettiva. Stiamo in realtà creando il programma online anche in queste settimane, con un coinvolgimento attivo delle decine di migliaia di iscritti che ogni volta partecipano alla costruzione di questo programma. Abbiamo le leggi presentate in Parlamento, ma anche a livello regionale ed europeo, che vengono discusse online con tutti gli iscritti prima di essere depositate. Abbiamo Lex Iscritti che permette ai cittadini di presentare le proprie proposte, oggi ne abbiamo raggiunte circa 800 di cui 14 sono già state presentate in Parlamento perché votate da parte di tutti gli altri iscritti. Volevo lasciarvi con un ultimo messaggio: che sia intelligenza artificiale o intelligenza collettiva, sicuramente dobbiamo iniziare a investire nell' intelligenza italiana, e dobbiamo creare l'infrastruttura per permettere a Venture Capital, Stato o chiunque di poter investire e sviluppare nell'intelligenza italiana. Vi ringrazio.

Commenti

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  • Giovanni M. Utente certificato 8 mesi fa
    IO SONO 5S IL TRENO DELLA TECNOLOGIA Già negli anni 70 del secolo scorso, l'ITALIA ha perso il PRIMO TRENO della TECNOLOGIA. Ma, non certo FEDERICO FAGGIN, che in quegli anni si trasferì nella SILICON VALLEY. Padre del MICROPROCESSORE, del TOUCHPAD e del TOUCH SCREEN. Un GENIO. Ed il GENIO non fugge, ma cerca. Cerca, come fece FAGGIN, un "CAMPO fertile" per "coltivare" i propri "frutti". PS: ITALIA, OGGI ? Abbiamo un MINISTRO DEL LAVORO esperto di COOP, ma non di CHIP. E di CAMPETTI di CALCIO, vicino alla FERROVIA, mentre il TRENO passa, fischiando ciuf, ciuf. O meglio: Ciao, ciao. PS: Caro ministro, una START UP non è il FISCHIO iniziale di una PARTITELLA. E' il FISCHIO del TRENO che passa...
    • Giovanni M. Utente certificato 8 mesi fa
      Intervista : https://www.youtube.com/watch?v=ILdusMCFsCU
    • Giovanni M. Utente certificato 8 mesi fa
      Scusaste, dimenticavo. OGGI, FAGGIN FATTURA 2 MILIARDI DI DOLLARI ANNUI !
  • Mr Banca 8 mesi fa
    Investire sulle start up significa investire sui giovani, sul futuro. Ben vengano più fondi e più supporto, anche logistico, ma non si faccia l'errore di alimentare con soldi pubblici altri incubatori "inutili", perché sono stati solo speculazioni in puro stile Cassa del mezzogiorno.
  • rolaznde danderas Utente certificato 8 mesi fa
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  • sico rita Utente certificato 8 mesi fa
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  • Dupa12 daniel Utente certificato 8 mesi fa
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  • Shahab Shirakbari Utente certificato 8 mesi fa
    LA TRISTE FESTA DEL LAVORO la prima volta è stato festeggiato nell’Illinois (USA) nel 1867: nonostante l’entrata in vigore di una legge che stabiliva la giornata lavorativa di otto ore, molti imprenditori non volevano rispettarla: Per le vie di Chicago sfilarono 10 mila operai, il più grande corteo mai visto fino ad allora. In Italia nel 1947 la festa del lavoro e dei lavoratori è diventata ufficialmente festa nazionale. In Italia la disoccupazione dei giovani risale al 40,1%, I disoccupati raggiungono quota 3.103.000 con un aumento di 9.000 unità su novembre e di 144.000 unità su dicembre 2015. I SINDACATI FESTEGGIANO IL LAVORO CHE NON C'E'...
  • marco antomio Utente certificato 8 mesi fa
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  • Oronzo Barberio Utente certificato 8 mesi fa
    Intelligenza degli italiani? Questa è grande, pensavo che in Italia fosse un prodotto ormai esaurito da tempo, insieme al semplice buon senso. Tiro un grande respiro di sollievo, e spero proprio di riuscire a vederla ........
  • valentina ramirez Utente certificato 8 mesi fa
    Cari fratelli e sorelle ! Il nuovo e reale per voi. Questa volta abbiamo una persona che può aiutare una persona che smette di fumare povertà. Non hai a sostenere in banche e volete creare la vostra azienda o la società, o di lavoro, Dio me il tuo modo di ms. ANISSA KHERALLAH , una donna completa di bontà e di saggezza che dà finanziariamente i figli, con l'aiuto di qualsiasi persona onesta e saggia. No ti sbagli la maggior parte dell'indirizzo, c è questo indirizzo unico che può salvare :developpement.aide@gmail.com . PS : La soluzione ai tuoi problemi è questa signora che non ha mai cessato di aiutare le persone in tutti i continenti.
  • Dupa12 daniel Utente certificato 8 mesi fa
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  • andrea lanconelli 8 mesi fa
    Le start-up in Italia sono il nostro fiore all'occhiello nel panorama del digitale italiano. Il governo dovrebbe investire più soldi nell'inventiva sempre più acclamata dei giovani in Italia, riguardo le innovazioni tecnologiche. Diamo la possibilità ai giovani di crescere in un ambiente più tecnologico creando dei fondi in materia di Internet service
  • andrea lanconelli 8 mesi fa
    E' importante investire nelle start-up Italiane e creare un economia digitale e sostenere il lavoro in Italia. Ci dovrebbe essere la possibilità di dare più spazio alle innovazioni tecnologiche che possano aiutare il prossimo e creare lavoro per i giovani disoccupati.
  • Carlo Marchiori 8 mesi fa
    Non possiamo semplicemente chiamarle nuove imprese? Non fa abbastanza tendenza? A me questa anglofilia del lessico sembra il sintomo che qui da noi si cerca di scimmiottare la mentalità imprenditoriale invece di capirla e applicarla.
  • Aldo Masotti Utente certificato 8 mesi fa
    Non e' un problema di soldi e'un problema di pescecani. 20 anni fa feci una startup software con un fondo belga . Aveva investito in altre 16 iniziative in italia. Avevo completato il terzo bilancio che mi hanno praticamente regalato le loro quote e sono fuggiti dall'Italia. Ero rimasto l'unico che non li aveva fregati . Oggi e' il contrario , quando parlo di fare cose nuove ai giovani la prima cosa che ti chiedono e' quale e' lo stipendio , se cerchi investitori ti chiedono di impegnarti a livelli inaccettabili. Qui la startup che fa l'app poi fa crak: non vi sono realta' dimensionali di mercato per raggiungere nei tempi necessari al venture capital le dimensioni di massa critica che sono richieste per una collocazione del capitale con rientro positivo del venture capital stesso. Esempio vero: 10 giorni fa ho proposto un'app per trovare i luoghi negli ospedali (o uffici pubblici in generale), la competenza non e' della ASL (pubblico ) ma di ogni singolo ospedale che non e' interessato ad avere una ditta che (gratis) li mette dei BEACON nei corridoi in quanto non sanno cosa sono e non vuole esserne responsabile.
  • ANNA PONISIO Utente certificato 8 mesi fa
    Grazie,Davide.....tu parli di Futuro .....gli altri sono rimasti al Medioevo!!!!!
  • Amessandra Gadioli 8 mesi fa
    Un grande centro start-up/tecnologico recuperando l'area ex Expo a Milano. Altro che finanziamenti x Tav, Tap, Brebemi, trivelle e oscenità simili.
  • Shahab Shirakbari Utente certificato 8 mesi fa
    LA FINE DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E LA SOCIETÀ MUTATA; La industriale attorno al 1851 ha profondamente modificato il modo di vivere e il mondo stesso, che ha portato ad un ritmo vertiginoso di sviluppo, ha creato nuovi stratificazione sociale è la base della moderna società, fino a ieri!. Con il crollo del muro di Berlino 1989 è cominciato un nuovo percorso che tende a disgregare le classe sociali come erano strutturati in questi ultimi 150 anni, la massa di lavoratori, precari, immigranti, offerta di prezzo di mano d'opera a basso costo e la globalizzazione della povertà. E' cambiato il rapporto tra lavoro e tecnologia, quest'ultimo non genera più il lavoro ma crea disoccupazione e la precarietà, invecchiamento della società Europea pochi lavorano tanti da sostenere, è cambiato la composizione demografica nel mondo... LA NUOVA RIVOLUZIONE DELLA SOCIETÀ MUTATA...
  • mario di genova 8 mesi fa
    questo governo pd è intelligente in quanto raggiunge i propri obiettivi creando problemi perfetti da cui trarne enormi propri vantaggi e colla scusa del buonismo & assistenzialismo ci stanno impoverendo & sterminando legalmente. le poche mosse, veramente efficaci, per cambiare la tendenza che il popolo ha sono un'improbabile marcia popolare su roma ma visto il popolo che siamo non la faremo mai o le votazioni, modo molto semplice per terminare i disastri e ripartire.
  • silvia meco Utente certificato 8 mesi fa
    Penso che non sia intelligente copiare e mettersi in competizione con gli altri Paesi SOLO in questi ambiti economici, punterei anche e soprattutto su ciò che a noi italiani riesce meglio fare (o forse riusciva visto che vengono demoliti fin dal primo ciclo scolastico) e cioè arte, cultura e bellezza. N
  • Mauro FERRANDO Utente certificato 8 mesi fa
    E anche qui potrebbe entrare in gioco il Reddito di Cittadinanza: una volta finanziato e approvato, si potrebbe strutturare un iter controllato, di anticipazione di 24 mesi di RdC (18.720 euro) per finanziare avvio di imprese, contro dichiarazione di rinuncia a richiedere detto Reddito per i successivi 24 mesi. In caso di unione su un medesimo progetto di più soggetti beneficiari, l'importo totale potrebbe essere sufficiente, senza necessità di indebitamento.
  • Lorenzo P. Utente certificato 8 mesi fa
    Chi ha coraggio di provare ad essere imprenditore merita sostegno dallo Stato, sono gli imprenditori che creano posti di lavoro, visto che non si è e non penso che si voglia uno Stato sovietico in cui tutto era in mano allo Stato. Da un lato si deve cercare di ridurre la tassazione sul lavoro e su chi decide di investire sull'impresa, dall'altro è ora che i dipendenti possano partecipare attivamente alla gestione del management di un'azienda, devono sedere anche loro nei CDA e dire la loro opinione, senza dover decidere a cose fatte e senza più margini di discussione. Ovvio che per fare tutto questo serva molta intelligenza e direi anche pazienza perchè è un processo che richiede tempo, non si cambia una mentalità in un secondo.
  • Domenico . Utente certificato 8 mesi fa
    Se pensiamo di salvare l’Italia con le start up, stiamo freschi. E se pensiamo di farlo con l’intelligenza artificiale finanziata con fondi pubblici, stiamo ancora più freschi. Basta guardare i senescenti CNR, ENEA, INFN, ecc. e le centinaia di milioni spesi dalla varie Regioni Italiane su micro-interventi a pioggia per sostenere la ricerca nelle PMI, per capire che bisogna inventarsi nuovi e diversi meccanismi di intervento per agevolare lo sviluppo. Maccanismi che debbono essere inquadrati in politiche industriali coraggiose ed in violente semplificazione del quadro normativo. E per questo sarebbe sufficiente copiare nazioni con classi dirigenti meno inette delle nostre. Politiche industriali che non possono essere fatte a colpi di voto on line da parte dei soliti 10 -15 mila votanti che, presumibilmente stanno tutto il giorno davanti al PC e che, altrettanto presumibilmente, non hanno alcuna conoscenza di che cosa voglia dire una politica industriale. Né uno o due articoli di qualche esperto o portavoce sono in grado di far superare loro questo gap.
  • Massimo scotti 8 mesi fa
    Caro Casaleggio Jr., lei mi sembra una persona intelligente e a modo che dice cose in gran parte condivisibili quindi la inviterei a leggersi quello che è stato scritto in questa pagina e poi se vuole ancora investire e soprattutto se ha trovato l'intelligenza italiana in un turpiloquio esasperato e pieno di odio,investa pure. Mi sembra che suo padre,persona sicuramente itelligente e lungimirante si esprimesse in modo un po diverso e "umano".
  • mario x. Utente certificato 8 mesi fa
    con l'IVA al 25% e oltre e con tutte le altre tasse e balzelli che gravano sulle aziende chi è che investe in questo paese , ma ve ne rendete conto o no ? l'IVA al 25 % sarà il colpo di grazia per TUTTI , come mai NESSUNO NE PARLA CHIARAMENTE ? start up ? , chi può farebbe bene a levare le tende, neppure in grecia sono arrivati a tanto p.s. è vero che altri paesi hanno l'iva al 25% ma NON hanno tutto il resto di tasse e balzelli come in ITALIA , con le tasse al 15/20% puoi mettere anche l'iva al 27% ma non con tasse dappertutto al 60/70% come fai a competere ? , neppure gli africani vengono ad investire in italia... voglio vedere con che allegria andrete a festeggiare il 31-12-2017 pensateci e SVEGLIATEVI
  • mario di genova 8 mesi fa
    intelligenza degl'italiani o quella del pd ?
  • Paolo B. 8 mesi fa
    Intelligenza. Bel termine, non appartenenza, non colore, non affiliazione, non iscrizione ad un partito o movimento politico che sia. Intelligenza come potenzialità di analisi e di proposta di soluzioni adeguate: pratiche o teoriche che siano. Perché la mia bella intelligenza non se la fila nessuno ? e quando era stupidità mi amavano in tanti, in specie se in comunità piccole o grandi dal bar con biliardo alle associazioni. Rivendico il diritto all'intelligenza ed al premio per l'intelligenza di aver saputo e saper discernere tra l'essere e l'appartenere. L'intelligenza di saper amare chi merita.
  • Giovanni Giuffra Traverso Utente certificato 8 mesi fa
    Start up start up start up... oh, gente, vogliamo cominciare a parlare italiano?
  • Adolfo Treggiari Utente certificato 8 mesi fa
    Gira e rigira si ritorna sempre al grande problema dell'Italia, il contesto normativo-burocratico-giudiziario. Finché' non ci sarà' un governo in grado di sbloccare il Paese continueremo ad arrancare dietro Paesi certo non migliori di noi per capitale umano e risorse potenziali.
  • Alex 8 mesi fa
    Startup...occorre distinguere da vere nuove imprese e imprese bolla da idee innovative e idee da nuova carta o applicazioni per il cesso... negli USA l investimento in STU è diminuito del 37% nel 2016 pur mantenendosi mostruosamente all apice nel Mondo. I riflessi di molte stu legate ad internet stanno ancora minando la credibilità di ritorni economici o meglio di ritorni sociali nel medio lungo termine complice anche o soprattutto della globalizzazione finanziaria e fiscale! Il ritorno per lo Stato che investe in stu è paritetico al ritorno per la costruzione di nuovi alloggi popolari col risultato che vediamo tutti i gironi. La differenza? Gli alloggi restano le stu divenute pmi magari quotate in borsa...vanno in paradisi fiscali Prima di investire bisogna regolamentare poi vigilare assiduamente.
    • Alex 8 mesi fa
      http://economistsview.typepad.com/economistsview/2010/06/keynes-and-social-democracy.html
    • id &as Utente certificato 8 mesi fa
      distinguiamo... https://qz.com/660835/you-dont-need-to-be-in-california-to-build-a-lucrative-startup/ https://www.ft.com/content/6497a4b2-5899-11e6-8d05-4eaa66292c32
  • Rosa 8 mesi fa
    Davide Casaleggio ha messo in evidenza come i partiti tradizionali, i politici di mestiere italiani, hanno ridotto la nostra Italia. A causa della nostra burocrazia, della mancanza di una banca pubblica, del caos della nostra giustizia, della mancanza di libertà della comunicazione, gli investitori non investono in Italia. Ha parlato del successo di Rousseau, della forza che è riuscito a raggruppare, di intelligenza italiana che potrebbe permettere all'Italia di prendere un ultimo treno. Noi abbiamo tanti buoni economisti, anche pentastellati, allora perchè non si cerca di raccogliere capitali, dai piccoli risparmiatori, per fare investimenti in una qualche start up italiana, affidabile? I piccoli risparmiatori italiani utilizzavano i libretti postali, erano sicuri e potevano rendere qualcosa. Ora questo non è più possibile, addirittura vogliono privatizzare cassa depositi e prestiti. Se ci mettiamo tutti insieme, con un sistema sicuro,Rousseau potrebbe diventare uno strumento anche per piccoli investitori?
  • Nando Meliconi (in arte "l'americano") Utente certificato 8 mesi fa
    INVESTIAMO SULL'INTELIGENZA ITALIANA. D'accordo, investiamo sull'intelligenza e facciamolo anche sui prodotti. Rappresentiamo l'eccellenza mondiale in un sacco di cose, l'e-commerce dovrebbe aiutarci a venderle in tutto il mondo, non a creare aziende che vendono e basta, pensiamo alle produzioni insieme alle vendite. Guardiamo all'e-commerce all'italiana, eccellenze italiane prodotte solo e esclusivamente in italia da vendere a tutto il mondo. Siamo i re della contraffazione, solo che non capiamo che i primi prodotti a essere contraffati sono quelli italiani! Creiamo una rete che venda solo e esclusivamente prodotti italiani, riapriamo le nostre aziende, chi vuole le eccellenze nostrane le deve comprare da noi, no la "mogzarella" tedeca o i vini in bustina. Sono tanti anni che mi occupo di calzature, un fiore all'occhiello per l'Italia, la scarpa "è" Made in Italy, solo che noi le facciamo fare fuori, o peggio, le compriamo dagli altri. Non voglio entrare in merito all'etichettatura, ma voglio fare presente che le nostre aziende chiudono, le nostre maestranze vanno a spasso e noi ci riempiamo la bocca col made in italy! Ecco, investiamo sull'inteligenza italiana e sui prodotti 100% italiani! Poi c'è sempre il progetto Civic Company: Mano d'opera a volontà, aziende dismesse da rilanciare, gente che potrebbe investirci. Abbiamo tutto, solo che aprono cinesi, egiziani, indiani e chiunque "non" sia italiano! GLI INVESTIMENTI DELLO STATO ITALIANO VENGONO ELARGITI A CHI RICOMPENSA GLI ELARGITORI! Arrivederci e grazie. Nando da Roma.
NOTE: Considerando lo scopo del sito, saranno in linea di principio accettati tutti i commenti, tramite quelli che violano palesemente le REGOLE.
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