I telefonini e la nostra salute. Ecco quello che non ci dicono

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Claudio Poggi [1]

A tutti noi è capitato, sfogliando il libretto di istruzioni di un telefonino, di imbatterci in una frase che dice più o meno questo: “... il SAR (Specific Absorption Rate) relativo all'uso di questo apparecchio è inferiore alle linee guida adottate per assicurare la sicurezza degli utilizzatori...” . Tutto a posto dunque, possiamo stare tranquilli? Assolutamente no.

IL SAR, che in italiano significa Tasso di Assorbimento Specifico
, è una quantità molto in voga nei paesi anglosassoni e tra i costruttori di telefonini e DOVREBBE rappresentare quanta radiazione elettromagnetica viene assorbita da un corpo durante l'uso di un telefonino, costituendo quindi un indice della sua pericolosità.

A parte il fatto che è paradossale basare la nostra sicurezza su una misura difficilmente riconducibile al Sistema Internazionale delle unità di misura (cfr. [2]), e che è assolutamente assodato (vd. ad es. [3]) che il SAR è una misura altamente aleatoria, dato che varia in funzione dell'età del soggetto (ad es. perché un adolescente è più idratato di una persona anziana), della costituzione (ad es. altezza, dimensioni), e di altre condizioni (ad es. se vengono indossati o no gli occhiali), rimane l' INSORMONTABILE PROBLEMA che il SAR nasce per misurare quanta sia l'energia assorbita dal corpo umano, e quindi in ultima analisi è legato al concetto di “effetto termico”, mentre è da tempo nota [4] l'esistenza di EFFETTI BIOLOGICI a BASSO LIVELLO e cioè a livelli di Campo Elettromagnetico inferiori a quelli “termici”.

Questo cosa c'entra questo con la sentenza, dello scorso 11 aprile con la quale il Giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea riconoscendo il nesso causale tra Campo Elettromagnetico e tumore, condanna l' INAIL al risarcimento del danno subito da un dipendente Telecom a seguito dell'uso intensivo del telefonino?

C'entra eccome: non dubito affatto che tutti i telefonini usati dallo sfortunato protagonista della vicenda abbiano avuto un SAR rientrante nelle linee guida proposte da ICNIRP (che, ricordiamoci, non è un ente pubblico, ma di fatto un organismo privato, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo può comportare – cfr.: lo statuto ICNIRP [5]), e riprese in sede europea da CENELEC e dal Consiglio dell U.E. con la Raccomandazione 1999/519/CE [6].
La verità è che ICNIRP, per sua stessa ammissione, regolamenta solo quello che si conosce, ma purtroppo non si conoscono i meccanismi di azione del Campo Elettromagnetico a BASSO LIVELLO, e quindi la domanda è : “come si può regolare qualcosa che non si conosce?”. Non lo si regola, appunto (vd. [6] e [7]). Alla faccia del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, sia pure nella versione “europea”, che è parecchio edulcorata ed attenta a contemperare le esigenze della salute e quelle industriali [8]...
Se riesco a capire che l'applicazione del Principio di Precauzione esula dalle competenze e dalle finalità di ICNIRP, mi risulta assolutamente incomprensibile perché tale principio non sia applicato dagli organismi europei.
Dunque, il SAR non serve a nulla, tranne, probabilmemente, a permettere di scrivere la frasetta tranquillizzante che ho citato all'inizio.

Come se ne esce?

Occorre considerare le cose in altro modo, un po' meno prono alle esigenze dell'industria. In casa nostra, in Italia, ne abbiamo un esempio, anzi, probabilmente abbiamo l' ESEMPIO migliore al mondo di come la questione dei Campi Elettromagnetici si possa affrontare...

L' APPROCCIO PROTEZIONISTICO ITALIANO
Spesso si sente argomentare che “i limiti italiani -i noti 6V/m per intenderci- sono molto più restrittivi di quelli della maggioranza degli altri stati”. Quello che sembra sfuggire ai più è che non solo i limiti sono diversi, ma soprattutto lo è il quadro scientifico in cui detti limiti si inseriscono [9].

La questione principale è che mentre gli EFFETTI TERMICI sono ben conosciuti, e quindi è agevole trovarne i limiti protezionistici di esposizione, ad oggi rimane sconosciuto il meccanismo di azione biologica del Campo Elettromagnetico a BASSO LIVELLO.

Come abbiamo visto sopra, un approccio protezionistico basato su SAR non solo risente del vizio originale di essere in ultima analisi legato all'energia e quindi agli effetti termici, ma è anche di applicazione piuttosto aleatoria.
Ciò nonostante, la Raccomandazione 1999/519/CE del 12 luglio 1999 ("Raccomandazione del Consiglio relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 GHz") riprende integralmente le linee guida dell’ICNIRP, che si basano esattamente su valutazioni del SAR: ma questo è come dire che si prendono in considerazione solo gli effetti termici.

L'approccio protezionistico italiano rovescia il paradigma: non si limita più l'esposizione a partire dalla considerazione dell'energia assorbita dai tessuti, ma SI LIMITA LA SORGENTE.
La linea seguita dal nostro paese non è particolarmente bizzarra, dato che nel mondo non siamo i soli ad adottare questo approccio: altre nazioni lo condividono con noi, ad es. la Svizzera e la Cina (la prima con limiti minori, la seconda con limiti maggiori di quelli italiani ma inferiori ai “livelli di riferimento” della Raccomandazione Europea).

Inoltre il “modello italiano” non è soltanto ragionevole, ma è anche quello PIU' APPLICATO tutte le volte che un inquinante minaccia la salute umana: ad es. nell'alimentazione viene limitata la quantità di sorgenti potenzialmente tossiche NEI PRODOTTI, e non QUANTO di un certo inquinante il nostro corpo possa assorbire.

A partire dal 2012 questo pregevole ed innovativo (per il settore) impianto normativo ha subito ripetuti attacchi, per es.:
- con l' art.14 della L.179 del 18/10/2012 , che ha imposto una sorta di media sulle 24 ore delle misure relative al valore di attenzione (e prevedendo anche la misurazione a 1,5 m. sul piano di calpestio ha in qualche modo reintrodotto il concetto di SAR);
- con il Decreto del Ministero Ambiente (MATTM) del 5/10/2016 riguardante il fattore di attenuazione (fino a 6 dB) del Campo Elettromagnetico da parte di pareti e dei solai, che in caso di pareti senza finestre porta ad un RADDOPPIO del limite, e lascia una imbarazzante possibilità ai gestori di autocertificare comunque una attenuazione anche in presenza di aperture; NONOSTANTE questo, tale decreto è stato definito dal Ministro Galletti “... un altro passo avanti verso la definizione di parametri definiti sull’esposizione ai Campi Elettromagnetici, a tutela della salute dei cittadini “.

INFINE, UNA PROPOSTA
Deve essere ben chiaro che l'impianto normativo dell' Approccio Protezionistico Italiano di cui ho parlato si riferisce alle stazioni radio base (SRB) , alle “antenne”, per intenderci, ma penso che questo modo di considerare la questione potrebbe essere esteso con relativamente poca spesa anche al mondo dei terminali portatili .

In sostanza l'Opinione Pubblica (se sta succedendo, a torto o ragione per l' Olio di Palma, perché non dovrebbe succedere per i Campi Elettromagnetici ?) potrebbe spingere l'industria a progettare reti di telefonia mobile che richiedano un livello minimo di campo inferiore ai circa -110 dBm attuali, e contemporaneamente a progettare terminali (cioè telefonini) parimenti capaci di operare a livelli più bassi. Da progettista sono convinto che con una spesa accettabile, diciamo di pochi punti percentuali sul prezzo del telefonino, i limiti di funzionamento siano facilmente migliorabili di 5-6 dB : questo potrebbe portare ad una sensibile diminuzione della potenza emessa.
E se non vi convince questo, pensate a quanto durerebbero di più le batterie...

Certo, occorre lungimiranza, intelligenza (nel senso latino di “legere intus”, leggere dentro le cose), e soprattutto occorre un alto grado di consapevolezza da parte dell'Opinione Pubblica...

Ma penso si possa fare.

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[1] Claudio Poggi è laureato in Ingegneria Elettronica al Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica dell' Università di Genova, e si occupa da oltre 30 anni della progettazione di apparecchiature elettroniche, spesso elettromedicali, e delle problematiche inerenti l'uso dei Campi Elettromagnetici. www.claudiopoggi.it

[2] Il SI (Sistema Internazionale delle unità di misura) in Italia è il sistema legale di misura da adoperarsi obbligatoriamente in forza del D.P.R del 12 agosto 1982, n. 802 , attuazione della direttiva (CEE) n. 80/181 relativa alle unità di misura (in GU n.302 del 3-11-1982) . Il SAR è espresso con la relazione SAR=dW/dm ma la massa (espressa come m=densità*volume) non è derivabile perchè nei modelli del corpo umano è una grandezza discontinua! Una considerazione simile è valida se la definizione di SAR anzichè con differenziale è espressa con integrale di volume.

[3] Y-Y. Han, O.P.Gandhi,A.deSalles,R.B.Herberman and D.L.Davis, " Comparative assessment of models of electromagnetic absorption of the head for children and adults indicates the need for policy changes", L. Giuliani and M. Soffritti eds., “NON-THERMAL EFFECTS AND MECHANISMS OF INTERACTION BETWEEN ELECTROMAGNETIC FIELDS AND LIVING MATTER”: an ICEMS Monograph, Eur. J. Of Oncology-Library, vol.5,pp.301-318,2010. Published, 10/2010. www.icems.eu.

[4] ad es.: il Report “Bioinitiative 2012” in http://www.bioinitiative.org., oppure vd. ancora: “NON-THERMAL EFFECTS AND MECHANISMS OF INTERACTION BETWEEN ELECTROMAGNETIC FIELDS AND LIVING MATTER ” in http://www.icems.eu/papers.htm,

[5] http://www.icnirp.org/en/about-icnirp/aim-status-history/index.html

[6] U.E., Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE, Gazzetta ufficiale n. L 199 del 30/07/1999 pag. 0059 – 0070.

[7] da “ICNIRP GUIDELINES FOR LIMITING EXPOSURE TO TIME; VARYING ELECTRIC , MAGNETIC AND ELECTROMAGNETIC FIELDS ( UP TO 300 GHZ )” ,www.icnirp.org/cms/upload/publications/ICNIRPemfgdl.pdf
“ ...in the case of potential long-term effects of exposure, such as an increased risk of cancer, ICNIRP concluded that available data are insufficient to provide a basis for setting exposure restrictions, although epidemiological research has provided suggestive, but unconvincing, evidence of an association between possible carcinogenic effects and exposure at levels of 50/60 Hz magnetic flux densities substantially lower than those recommended in these guidelines... ”

questo è grossomodo l'approccio al problema per 50/60Hz, ma anche per le radiofrequenze non cambia molto:

“...Basic restrictions and reference levels Restrictions on the effects of exposure are based on established health effects and are termed basic restrictions.”

Cioè si regolamenta quello che è già noto; quanto al il resto, come gli effetti a lungo termine, è prima necessario che questi vengano riconosciuti, e quindi che siano accaduti... con buona pace del Principio di Precauzione [8].

[8] estratto da il Principio di Precauzione in versione “europea”: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=URISERV:l32042&from=IT
“principi generali ... l'esame dei vantaggi e degli oneri risultanti dall'azione o dall'assenza di azione ...”
“L'onere della prova: nella maggior parte dei casi, i consumatori europei e le associazioni che li rappresentano devono dimostrare il pericolo associato a un processo o a un prodotto messo sul mercato, eccezione fatta per i medicinali, i pesticidi o gli adittivi alimentari....”
[9] L'innovativa cornice scientifica relativa alla “limitazione della sorgente” fu per la prima volta presentata dal Dott. Livio Giuliani al XXX Congresso Nazionale dell'AIRM (Assoc. It. di Radioprotezione Medica), Cavalese, nel Febbraio 1998 e poi inserita nella "Proposta Aggiuntiva dell'Ispesl" al "Documento Congiunto Ispesl-ISS sulle Problematiche della Esposizione delle Lavoratrici e dei Lavoratori e della Popolazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici di frequenza compresa tra 0Hz e 300 GHz", pubblicata su Fogli d’Informazione ISPESL 1997, S(4).


Commenti

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  • Paolo Della Monaca 8 mesi fa
    Ma davvero i senatori M5S Castaldi, Girotto e Petrocelli hanno inserito un emendamento nel Ddl Concorrenza che rende ora possibili le chiamate dai call center senza il consenso degli utenti? http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2017/05/03/news/la-beffa-del-senato-niente-piu-limiti-alle-telefonate-commerciali-moleste-1.15283158?ref=fbfti Spero sia una bufala, non ho parole.
  • Domenico . Utente certificato 8 mesi fa
    Si può ragionare su tutto, ma non sul "Principio di Precauzione". Questo principio è una delle piò grandi idiozie che siano state mai inventate. Esso dice: non so se una cosa fa male, ma, nel dubbio, evito di farla o la proibisco. Secondo questo principio ogni progresso storico dell'umanità avrebbe dovuto essere bloccato. Io, per me stesso applico il "principio di precauzione" nel seguente modo: "non so se il lavoro fa male, ma, nel dubbio, io lo evito".
    • guido ligazzolo Utente certificato 8 mesi fa
      evidentemente la riflessione che soggiace al principio di precauzione non è alla tua portate,pazienza ci può stare, ma per piacere lascia perdere le battute portate ad esempio, sono penose!
  • Dupa12 daniel Utente certificato 8 mesi fa
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  • massimiliano zafaro 8 mesi fa
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  • rolaznde danderas Utente certificato 8 mesi fa
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  • Gaetano Di Leonforte Utente certificato 8 mesi fa
    Cari Sigori Dottori o non. Cercate Corrado Malanga (il più grande scienziato mai esistito e contemporaneo) Che parla di questi problemi. Allora Capirete tutto, ma non solo, imparerete la verità sulla vita umana. Non ringraziatemi.
  • Salvatore 8 mesi fa
    Oggi, nonostante sia ormai accertato che un’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici produca danni sia alla natura sia all’uomo, NESSUNO INDAGA sul perché non vi sia alcun impegno sociale volto a rendere un po' meno invisibile tale fenomeno. A quanti sarà caduto accidentalmente il proprio cellulare? Oggi, dopo un urto subito dal nostro amato cellulare, chi può dirci che l’emissione elettromagnetica sia ancora entro la norma? Chi dà garanzia che il ripetitore nei pressi di casa nostra, durante una pioggia torrenziale, non vada in sofferenza e non “pompi” campo e.m. oltre il limite di legge o di salute?  Tutti i giorni siamo invasi da campi elettromagnetici ma magari l’evento che potrebbe causare un danno rilevante alla nostra salute avviene in un frangente di tempo o in una circostanza che mai nessuno ci comunicherà: per esempio durante l’installazione di un nuovo ripetitore, quando il tecnico per errore o per motivi operativi porti l’emissione e.m. del ponte-ripetitore oltre soglia. E se casa nostra fosse sulla traiettoria di una dorsale wireless? E in passato ci fossero stati casi drammatici di malattie gravi?     DOVREMMO DIRE AI NOSTRI AMMINISTRATORI DI DARCI GLI STRUMENTI PER CONOSCERE IL LIVELLO DI CAMPO ELETTROMAGNETICO CHE SUBIAMO NELLA QUOTIDIANITÀ’. Solo così, in caso di danni alla nostra salute (speriamo mai), potremmo confrontarci con altri che condividono la nostra stessa sorte e capire insieme eventuali coincidenze.
  • marco antomio Utente certificato 8 mesi fa
    acheCiao signore/signora, Sto cercando il prestito di denaro per diversi mesi che ho avuto debiti e bollette da pagare. Pensavo che fosse finita per me. Ma per fortuna ho visto la testimonianza fatta da molte persone su Mm Josina gomez, che è come ho contattato mio mutuante per pagare i miei debiti e il mio progetto. e signora Josina mio concesse un prestito di 60,000 euro sul mio conto, posso assicurarvi che tutti questi carta suo governarlo mio aiuto per pagare fuori il mio contatto di debito la e sarebbe la verità Se avete bisogno di finanziamenti; prendere in prestito denaro o qualsiasi progetto ti rendi cont questo vi aiuterà a raggiungere e sostenere finanziariamente sua e-mail prestitobancario2017@gmail.com
  • Carlo Marchiori 8 mesi fa
    Cosa vorrebbe dire "non si conosce il meccanismo di azione del Campo Elettromagnetico a BASSO LIVELLO"? Mi sembrano le solite paure dovute sostanzialmente ad ignoranza. Poi mi fa sorridere l'uso delle maiuscole per tentare di incrementare l'autorevolezza e coprire l'incompetenza.
  • valentina ramirez Utente certificato 8 mesi fa
    Cari fratelli e sorelle ! Il nuovo e reale per voi. Questa volta abbiamo una persona che può aiutare una persona che smette di fumare povertà. Non hai a sostenere in banche e volete creare la vostra azienda o la società, o di lavoro, Dio me il tuo modo di ms. ANISSA KHERALLAH , una donna completa di bontà e di saggezza che dà finanziariamente i figli, con l'aiuto di qualsiasi persona onesta e saggia. No ti sbagli la maggior parte dell'indirizzo, c è questo indirizzo unico che può salvare :developpement.aide@gmail.com . PS : La soluzione ai tuoi problemi è questa signora che non ha mai cessato di aiutare le persone in tutti i continenti.
  • Dupa12 daniel Utente certificato 8 mesi fa
    Grazie per avermi permesso la pubblicazione di estendere i servizi di aiuto di questo formidabile signora romana Chouinard, che mi ha dato un prestito di 35.000€. Assicurarsi che il contatto se avete bisogno di un prestito o un finanziamento tra individuo grave. Questa signora Romaine Chouinard detto concedere questo prestito al 2% l'anno e due colleghi hanno ricevuti esso hanno questa signora Romaine Chouinard senza alcun problema. È possibile contattarlo Ecco la sua email: chouinardromaine@hotmail.com
  • Giovanni Casillo 8 mesi fa
    Buongiorno, Sono un medico del lavoro, dal 2011 studio il problema e, con i miei strumenti e autofinanziandomi, ho cercato di trovare una soluzione al problema dei CEM-RF emessi dai telefoni cellulari. Innanzitutto riconosco al cellulare di essere una cosa positiva che ha portato immensi vantaggi sociali, un po' come hanno fatto il fuoco e l'elettricità. Il fuoco ustiona e incendia, l'elettricità folgora.. il cellulare aumenta il rischio di tumori e dermatiti e gli auricolari aumentano il rischio di ipoacusia e otiti. Vengo al dunque: da sempre la discussione tecnico-scientifica-giuridica si concentra sul l'intensità alla sorgente e ritengo che questo approccio sia solo parzialmente corretto. Bisogna parlare di RAPPORTO INTENSITÀ CEM ALLA SORGENTE/DISTANZA TELEFONO-TESTA. I concetti sono complessi ma prendendo l'esempio del fuoco: "possiamo abbassare la fiamma del fornello ma ci ustioneremo lo stesso se ci mettiamo sopra la mano". Cosa fare del fornello da cucina se non educare le persone a stare quantomeno alla minima distanza di sicurezza? Ho inventato, mettendoci tutta la scienza e coscienza possibile che un medico deve avere, il Distanziofono. Un oggetto che aiuta le persone a mantenere quantomeno il 20% in più della distanza di sicurezza telefono/testa suggerita dai produttori. Termino suggerendo umilmente, da semplice operatore di prevenzione: "va bene abbassare la fiamma del fornello" ossia agire sull'intensità dei CEM-RF alla sorgente, ma se non educhiamo le persone a "non mettereci le mani sopra" ossia a non "incollare" il cellulare alla faccia, non faremo una seria prevenzione. Il Distanziofono è un dispositivo a cui mi dedico con amore e dignità. Grazie per avermi permesso di esprimere, oggi primo maggio, ciò che con anni di impegno, io e una mia amica, abbiamo prodotto lavorando sodo, con passione, credendo nel ruolo dell'educazione prima di tutto. Buon primo maggio! Segnalo l'articolo "don't be a monkeycaller" sul sito www.distanziofono.it
  • angelo 8 mesi fa
    In italia esiste una normativa (piuttosto permissiva) che stabilisce il limite di 6v/m l'intensità di campo per le emissioni di radiazioni non ionizzanti. Alcune regioni (emilia romagna per esempio) stabiliscono valori più restrittivi. Comunque in ogni nazione esiste una normativa simile, questo perché studi hanno stabilito una correlazione tra vari tipi di tumori e le onde elettromagnetiche. Premetto che non sono un medico ma solo un ingegnere in telecomunicazioni, però penso che le cellule dialoghino tra di loro mediante segnali elettrici , per cui una interferenza potrebbe far fornire informazioni sbagliate (i veri dottori non mi insultino .. grazie). un dato di fatto però è certo: nelle vicinanze degli elettrodotti ad alta tensione e vicino alle antenne di radio vaticana, la percentuale di leucemie infantili è molto superiore alla media nazionale. Riguardo ai telefonini posso dire che (e questo è il mio campo di lavoro) le antenne integrate nel telefono non hanno un adattamento di impedenza perfetto e quindi si traduce in onde stazionarie e quindi emissioni di radiofrequenza nelle immediate vicinanze, inoltre l'attenuazione delle onde radio ha una formula che inizia con 20+... viole dire che nel primo metro si ha una attenuazione in potenza di 100 volte e, appiccicati al telefono , si hanno intensità di campo di anche 20 v/m, specialmente quando di è distanti dalla cellula ripetitrice. infatti i telefono riducono la potenza in misura della distanza dal ripetitore. anche quelli che si ritengono furbi usando le cuffiette non sono esenti da questi problemi in quanto i cavi non hanno delle induttanze di filtri rf e convogliando allegramente le onde radio nel cervello vuoto del chiaccherone
  • Luca Pistolesi 8 mesi fa
    Non ho capito due cose: cosa serebbe questo "BASSO LIVELLO" e come si possa specificare una quantita' di energia alla sorgente se non si conoscono gli effetti a "BASSO LIVELLO". E' piu onesto dire che non si hanno prove della pericolosita' di queste onde e si e' fissato un limite grossolano basandosi sull'aumento di temperatura del corspo umano esposto alle onde.
  • preparatevi 8 mesi fa
    la salute di quelli che si mangiano il fegato per via delle pratiche scorrete degli operatori telefonici.... servizi attivati da 5 euro settimana a chi manco ha navigato.... e multipli cosicché gente si ritrova spariti centinaia di euri così per niente oppure la cacata del credito negativo sulle schede prepagate.... oppure quella cacata di numero per iscriversi nel registro di quelli che non vogliono essere disturbati ma che ti disturbano comunque alla faccia del numero inutile e del database inutile..... sarebbe meglio come una volta che se rompi troppo denuncia penale! molto meglio le leggi degli anni 70 che i rompicoglioni almeno li punivano .... ora li incoraggiano! lo dice la bibbia sul vecchio testamento .... con regnanti di merda .... popolo nella merda..... con regnanti virtuosi ... popolo prospero e felice.... si tratta della legge di causa effetto .... una legge che non può essere elusa perciò preparatevi al peggio! un bel mondo fatto del 50% che soffrono di autismo con quel altro 50% che si prende cura di loro... e nessuno che lavora e produce...... altrimenti che facciamo .... eutanasia punturina e li ammazziamo tutti quelli autistici?
  • Claudio . Utente certificato 8 mesi fa
    ecco un esempio di informazione intelligente utile a incentivare la presa di coscienza dei consumatori e la conseguente richiesta di innovazione tecnologica a servizio della salute dei consumatori
  • Monica.vi 8 mesi fa
    Pochi anni fa ho subito un intervento per una neoplasia al cervello. Mi sono chiesta se la causa potesse essere anche l'uso del cel. Ancora devo continuare con cicli di fisioterapie. Io ricordo che dopo l'intervento era impossibile tenere il cellulare anche per un minuto all'orecchio. E' una mia esperienza ma quanto male avevo alla testa. Dopo questa esperienza uso esclusivamente il vivavoce e telefonate solo per pochi minuti e davvero limitate. Saluti a tutti e buona domenica.
    • grazia barbera 8 mesi fa
      grazie per la tua testimonianza.
    • Mimmo D. Utente certificato 8 mesi fa
      Mio zio è morto di tumore al cervello nel 1964 e stava sempre nella natura. Era contadino. Saranno state le radiazioni dallo spazio.
  • Giorgio Merisi 8 mesi fa
    Ho letto con molto interesse e, dopo aver approfondito la questione, due cose mi lasciano perplesso: 1) l'unico effetto osservato in modo coerente dei campi elettromagnetici dei cellulari è, appunto, quello termico, 2) gli studi epidemiologici non mostrano una correlazione tra forme di tumore e l'uso del cellulare. Alla luce di prove così deboli (per non dire nulle), non è eccessivo il livello di prevenzione suggerito? Se si vuole ridurre la radiazione potenzialmente assorbita dal cervello, non è più semplice incentivare e promuovere l'uso degli auricolari? Riporto le fonti che ho consultato, oltre a quelle presenti nel post, per chi volesse approfondire: https://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/radiation/cell-phones-fact-sheet http://ec.europa.eu/health/scientific_committees/emerging/docs/scenihr_o_041.pdf
  • flavio guglielmetto mugion Utente certificato 8 mesi fa
    ogni giorno una novita' , senza dire che esistono filtri adatti ad ogni apparecchio. Dovete informare la gente con notizie preventive.
  • Giulio Bornacin 8 mesi fa
    Come avviene lo scambio di energia tra onde elettromagnetiche e atomi, molecole, cellule od altri composti biologici e non biologici? L'interazione può avvenire solamente ad alcune condizioni: semplificando la frequenza della radiazione elettromagnatica deve essere proporzionale all'energia di eccitazione degli elettroni porando l'atomo o la molecola ad uno stato eccitato che può in alcuni casi rompere un legame chimico. Determinate radiazioni elettromagnetiche possono quindi rompere dei legami come può avvenire nel DNA od in altre importanti molecole biologiche determinando mutazioni e quindi possibili patologie. Il punto però è : tutte le radiazioni elettromagnetiche possono interagire con atomi e molecole? La risposta è, con le conoscenze chimiche, fisiche e biologiche attuali, no. Solo alcune frquenze di radiazione elettromagnetica hanno questa possibilità. La radiazione elettromagnetica ha frequenze, e quindi energie, diversissime. Si va dagli UV, si passa per gli infrarossi fino alle onde radio. La frequenza delle onde radio è bassissima, al contrario la lunghezza d'onda è grandissima. Sono radiazioni a bassissima energia, ma cosa più importante, non interagiscono con atomi, molecole e molecole biologiche. I cellulari sono ormai utilizzati da miliardi di persone e non ci sono evidenze scientifiche di loro controindicazioni. Semplicemente perchè la banda di frequenze utilizzte non interagisce con le molecole biologiche. E' sconcertante che si facciano campagne su questi temi e non si informi invece la gente sugli effetti, in questo caso davvero dannosi, della semplice esposizione al sole. La radiazione solare è formata, per una parte del suo spettro, da radiazioni nocive. Molto nocive che interagioscono in alcuni casi con le forze di legame del DNA ed altre molecole biologiche creando rischi concreti di mutazione. Invece di parlare di cellulari sarebbe più utile consigliare l'uso di creme solari. Questo si salverebbe molte vite.
    • Roberto Benedetti 8 mesi fa
      Su 7 commenti (compreso l'autore del testo) non avrei mai pensato di trovare un po di raziocinio! Poffarbacco, le leggi di probabilità stanno andando in malora, non sarà che possa aver ragione l'autore del post? secoli di ricerca in un immondezzaio!
  • Salvatore 8 mesi fa
    Completamente d'accordo con ogni postulato esposto nell'articolo. Aggiungerei anche un'altra questione, ovvero la misurabilita' e la possibilità di conoscere l'effettivo campo elettromagnetico a cui si è sottoposti nella quotidianità. La forza di chi ottiene grandi benefici dall'uso sconsiderato di tale fenomeno fisico è relata alla caratteristica di "invisibilitá" dell'elettromagnetismo( forma d'inquinamento che non si vede, non si tocca e non si sente). Occorrerebbe investire nel proporre alle persone, alla società, strumenti di misura più raggiungibili (per esempio iniziando con il sostituire gli orologi pubblici sulle strade, sulle facciate delle chiese, con misuratori di campo comprensibili a tutti). Ognuno di noi dovrebbe sapere se e quando il suo corpo è investito da un campo elettromagnetico abnorme ancor prima di saperlo dal medico quando gli viene diagnosticato un male del quale non saprà mai l'origine.
  • Albert Consuli Utente certificato 8 mesi fa
    Nell'incertezza il principio di precauzione è dovuto. Il tuo suggerimento di diminuire il livello di campo sotto i -110dbm mi sembra molto ragionevole. Sarebbe il caso di elaborare una proposta di legge in merito.
  • mscalo 8 mesi fa
    il Grasso fa male, preferisco lo Zuccaro
    • andrea a44 Utente certificato 8 mesi fa
      LO ZUCCARO E BUONO IL GRASSO NO.
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