No al Pirogassificatore di Borgofranco

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Il comune Borgofranco di Ivrea, un'area prevalentemente agricola del Piemonte, è stato vittima per 80 anni dei residui pericolosi prodotti dalla lavorazione dell'alluminio e ora si vuole costruire un pirogassificatore per bruciare rifiuti. Non ce n'è alcun bisogno e di fronte alle denunce dei cittadini su possibili danni alla salute si risponde che "prima si sperimenta, poi si vedrà". I cittadini sono usati come cavie.

Intervista a Fabrizio ed Elisa di Dora Baltea in MoVimento

Fabrizio: Ciao, amici del Blog di Beppe Grillo, io sono Fabrizio..
Elisa: E io sono Elisa Di Dora Baltea in Movimento, siamo qui per l’ennesimo caso di pirogassificazione.
Fabrizio: Siamo qui nell’area industriale di Borgofranco, dove per 80 anni Alcan prima e Novelis poi hanno prodotto alluminio. Questo è il sito scelto dalla provincia per la sperimentazione che Comimet porterà avanti sul pirogassificatore che appunto brucerà rifiuti della filiera industriale.
Elisa: Di che tipo di rifiuti parliamo?
Fabrizio: Parliamo di rifiuti speciali, della filiera industriale, quindi parliamo di Pollina, di Pulper, che è il residuo delle cartiere e anche di tutta un’altra serie di rifiuti per pericolosi industriali.
Elisa: Perché qui a Borgofranco e non altrove?
Fabrizio: Elisa la questione è molto semplice, in questo sito da 80 anni si è prodotto alluminio e quindi in questo sito prima Alcan, che è una multinazionale canadese dell’alluminio, fino circa agli anni 2000, ha lavorato e la prodotto alluminio, dopodiché ha ceduto la sua attività a un’altra società, sempre multinazionale, perché sempre tra loro si fanno le cose, una multinazionale canadese che si chiama Novelis. Novelis ha lavorato in questa zona più o meno fino a verso il 2006, anno in cui ha chiuso la attività…
Elisa: E che cosa facevano?
Fabrizio: Ecco, la cosa interessante è che questa attività di produzione alluminino piano piano si è trasformata anche in qualche cosa d’altro, in pratica questi signori hanno visto che dai rifiuti potevano ricavarci soldi, hanno avviato un impianto che si chiama Decoater, in cui bruciavano delle balle che non sono le eco balle, ma è un’altra cosa peggiore, che sono del packaging, quindi diciamo delle plastica con un filo di alluminio, quindi per anni qui c’è già stato un pirogassificatore attivo e ha bruciato e sparso in giro nell’ambiente residui di questa combustione e quindi residui pericolosi.
Elisa: Qui in zona ci sono già stati casi evidenti, delle incidenze di questi gas? Al livello di salute più che altro.
Fabrizio: Sì Elisa, guarda, in tutto il territorio, in tutta questa zona sono numerosi i casi in cui la gente si ammala, a causa anche di queste… emissioni. Questo Decoater è stato in funzione fino a circa un anno e mezzo fa, anche perché la Novelis ha ceduto la attività a un gruppo della zona che si chiama Dora Baltea Investimenti, il quale ha provveduto anche a lasciare ancora aperto questo impianto per continuare a smaltire le scorie saline, che sono questi residui di produzione alluminio, e quindi diciamo che questo impianto ha continuato a emettere le sue emissioni, ma è anche interessante capire perché in questa area è particolarmente vocata per questi impianti.
Elisa: Non sarebbe meglio dire basta?
Fabrizio: Sarebbe auspicabile dire basta, sarebbe interessante che non solo noi cittadini ci attivassimo per dire basta a queste cose, ma che si mobilitasse di più tutta la comunità, quindi intendiamo anche i sindaci, anche i comuni e anche tutti i cittadini che oggi magari sono silenti e aspettano che qualcuno si muova.
Elisa: Chi è interessato a questo progetto? E soprattutto da quanto tempo è che si sta muovendo e noi non lo sappiamo?
Fabrizio: Allora il diretto interessato adesso di questo impianto è la Comimet, una società di Avigliana, e è una società di carpenteria pesante, quindi che non ha competenze specifiche in impianti di questo tipo, ma soprattutto è una azienda che ha già un suo sito produttivo e quindi difficilmente verrà qui a costruire impianti di questo genere, ma li farà a casa sua magari. Dietro a questa vicenda c’è la provincia che ha già dato la autorizzazione per la sperimentazione e in realtà le prime domande, questa società Comimet, le ha fatte nel 2011. Ha presentato un primo impianto, che era molto più grande rispetto a questo, e è stato stoppato inizialmente dalla provincia, perché si sono accorti che in questo sito c’è già una autorizzazione per bruciare rifiuti e non potevano averne due. E quindi la Comimet, insieme… adesso l’altro interessato è anche il comune di Borgofranco, perché il comune di Borgofranco ha accettato questa sperimentazione, partecipando alla Conferenza dei servizi che ha dato il via a questa operazione. Diciamo che anche gli altri amministratori della zona hanno fino a ora avuto un atteggiamento molto ambiguo, perché c’è chi lo sa anche lui da circa due anni, e non ha mai detto niente a nessuno, adesso gli altri amministratori che lo sanno hanno avuto un primo confronto con noi e hanno fatto una delibera che diciamo non è pienamente rispondente, secondo noi, a quello che noi ci aspettiamo da una Amministrazione comunale pubblica, perché si limitano a chiedere dati all’Arpa del monitoraggio, di che cosa succederà, diciamo che noi avremmo auspicato che loro avessero detto un no deciso a questo tipo di impianti.
Elisa: E perché hanno detto sì?
Fabrizio: Hanno detto sì perché probabilmente hanno paura a esporsi direttamente con quelli che adesso stanno portando avanti la questione.
Il problema dei sindaci, probabilmente, è il problema del consenso, loro hanno bisogno di consenso e quindi di non esporsi troppo nel cose.
Elisa: Ma il consenso pubblico?
Fabrizio: Brava, loro hanno bisogno del consenso dei cittadini e quindi se noi riusciamo a movimentare i cittadini avremo dei nuovi sindaci.
Elisa: I cittadini come hanno reagito a tutto questo?
Fabrizio: Allora diciamo noi di Dora Baltea in Movimento abbiamo iniziato circa due mesi fa, a marzo, quando abbiamo saputo della autorizzazione alla Commimet per avviare la sperimentazione e abbiamo organizzato una prima biciclettata, la adesione è stata buona, i cittadini hanno iniziato diciamo a capire e sapere che cosa stava accadendo in questa zona. Di fatti la biciclettata ha toccato tutti i comuni della zona, noi ci siamo fermati ogni comune a fare volantinaggio per fare informazione, questo secondo me è stato importante, un primo segno di informazione sul territorio di che cosa stava accadendo. Dopodiché insieme a altri cittadini e al gruppo Lega Ambiente che opera in zona abbiamo deciso di avviare un comitato, il comitato secondo noi è importante, perché potrebbe essere un mezzo forte di pressione su chi in questo momento sta portando avanti questa vicenda e nel comitato secondo noi dovremmo esserci cittadini, come siamo noi, amministratori e dei tecnici, perché noi dovremmo essere in qualche modo anche supportati da tecnici in questa vicenda.
Elisa: Ci sono già stati incontri a Borgofranco, uno venerdì 5 luglio, dove un esperto in medicina molecolare ha dato un suo tracciato tecnico sull’influsso dei fumi, sull’ambiente, sul territorio, sulla natura e sulla salute, chiaramente, che ha illuminato i presenti. C’è stata una grande affluenza, è stata una serata molto costruttiva perché abbiamo trovato cittadinanza, amministratori e tecnici a confronto, su temi davvero particolari. Varrà la pena di riproporre serate di questo tipo, per informare la gente, soprattutto coloro che sono ignari di quanto accade.
Fabrizio: Sì, un elemento secondo me anche particolare durante la serata che è emerso è stato quello del lavoro. Purtroppo anche questo impianto è visto come strumento di ricatto per promettere lavoro. Noi vogliamo dire no a questi ricatti, anche perché non è questo il lavoro che meritiamo di avere e che dobbiamo avere in questa zona, quindi è un ricatto questo che respingiamo direttamente al mittente.
Elisa: Ci troviamo a Settimo Vittone, giusto? E da qui, da questo bel panorama notiamo l’area in toto, nella sua complessità, dove ci sono delle zone abbandonate e zone invece in uso. Fabrizio, la sperimentazione dove si terrà?
Fabrizio: Per adesso verrà avviata non capannone dentro l’area della Alcan, quello che è da notare subito è che affianco a questa area c’è già un impianto che lavora le noccioline e quindi è già un impianto industriale, ma di industria alimentare, quindi bisognerà anche quello verificare se la provincia quando ha dato autorizzazione lo sapeva.
Poi da notare è che è una area anche abitata e quindi ci sono case molto vicine e anche questi saranno i primi che si prenderanno in toto le emissioni dell’impianto.
Elisa: Emissioni di che cosa?
Fabrizio: La tipologia di rifiuti industriali autorizzata è la pollina, che sono le deiezioni dei polli, poi bruceranno scarti di lavorazione delle cartiere, plastiche, legno intriso con oli e vernici varie, ma quello che è più importante capire Elisa è che questa area non è che risolva la filiera industriale della nostra zona, perché ormai la nostra zona è completamente svuotata di industrie, quindi saranno rifiuti industriali che proverranno da altri posti.
Elisa: Ma il progetto si limita alla sperimentazione, quindi è un piccolo apparecchio o c’è dell’altro?
Fabrizio: No, ovviamente c’è molto dell’altro! Perché la sperimentazione attuale è stata in qualche modo forzata dalla provincia, perché un impianto grosso per ora non poteva essere autorizzato, ma ovviamente dietro a questo piccolo impianto di sperimentazione ci sarà un impianto molto molto più grosso. E noi vogliamo dire no da subito già alla sperimentazione, perché questo tipo di impianti, cioè bruciare materia è da dementi, diciamolo chiaramente. Ma soprattutto diremo no con una forza maggiore all’impianto quello grosso, quello vero, che dovranno fare. Questa area industriale dell’Alcan di Borgofranco è al livello di dimensioni alla delle più grandi della provincia di Torino.
Elisa: Quindi le potenzialità di ampliamento sono grandi.
Fabrizio: Le potenzialità sono grandi e i cittadini come noi si chiedono perché questa area industriale debba essere lasciata per esperimenti di questo tipo.
Elisa: Perché nel paese dove ci sono i Balmetti e c’è la montagna che respira dobbiamo mettere qualche cosa d’altro?
Fabrizio: Mah, noi vogliamo mettere qualche cosa d’altro, perché il nostro territorio, come potete vedere, è un territorio prettamente turistico, che si presta al turismo e è sempre stato un territorio agricolo, la vocazione del territorio nostra è questa, Borgofranco come hai detto è il paese della montagna che respira, perché ci sono appunto questi Balmetti, queste cantine, dove c’è questo flusso di aria costante che mantiene una temperatura ideale per la conservazione, famoso in tutto il mondo, unico, è famoso e unico in tutto il mondo. Oltre a questo dove siamo oggi a Settimo Vittone, è famosa per gli ulivi, ci sono ulivi secolari in questa zona, 4 chilometri più avanti c’è Carema, dove è famoso un Doc, c’è un nebbiolo, che è un vino particolarmente pregiato della nostra zona, è uno dei Doc del Piemonte.
Elisa: Tutto questo potrebbe influire su questa nostra economia?
Fabrizio: La viticultura che si fa in questa zona è una viticoltura che definiamo eroica, perché ovvio ci sono tutti i balmetti, tutti questi terrazzamenti coltivati a vite, e questo impianto sicuramente non farà una bella pubblicità a tutto il nostro territorio.
Elisa: Cosa possiamo dire ai cittadini che chiaramente con ragione dicono fino a ieri qualche cosa bruciava.
Fabrizio: Questi cittadini hanno ragione, fino a ieri questo impianto ha bruciato rifiuti e sparso emissioni ovunque, ma gli stessi cittadini sanno anche che in questo nostro territorio c’è anche l’autostrada, che anche questo è un veicolo di emissioni per tutta la zona, noi dobbiamo dire a questi cittadini che è ora di iniziare a cambiare marcia, noi vogliamo migliorare il nostro territorio, non dobbiamo mettere un impianto in più e quindi peggiorare la situazione, dobbiamo iniziare a volerlo migliorare, dobbiamo iniziare a volere bene al nostro territorio!
Elisa: Vi invitiamo a seguirci su facebook, su Dora Baltea in MoVimento, dove troverete tutti i link delle nostre serate e tutte le promozioni che faremo in futuro,su questo argomento e altri.
Fabrizio: Ciao amici del blog.
Elisa: Ciao.

Commenti

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  • Il pelvio 4 anni fa mostra
    Ma in un pirogassificatore non si bruciano direttamente i rifiuti se non erro. Dai rifiuti si produce gas "pulito" che poi viene bruciato in un motore..in tal modo si separano a monte della combustione diretta sostanze nocive..ora non voglio dire che dobbiam costruire pirogassificatori dapperttutto ma è la tecnologia che avanza, si cerca di "convertire" rifiuti che altrimenti dove li dobbiamo spedire?sulla luna?
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