La propaganda UE ci costa miliardi di euro all'anno

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da Vocidallestero - BreitBart riporta i risultati di uno studio di Business for Britain, che rivela come l’UE spenda annualmente miliardi di euro di soldi pubblici per attività propagandistiche di auto-promozione, in certi casi rivolte perfino ai bambini. Questo è inammissibile, particolarmente in un momento in cui si chiede agli Stati membri di stringere il bilancio. I britannici, dal canto loro, sono specialmente preoccupati che Bruxelles possa fare propaganda inopportuna in vista del loro referendum sulla permanenza in UE.

di Donna Rachel Edmunds, 11 agosto 2015

"Secondo una recente ricerca, lo scorso anno Bruxelles ha speso più di mezzo miliardo di sterline [oltre 650 milioni di euro, NdT] direttamente per la promozione dell’UE, tramite spese di pubblicità e comunicazione. Inoltre, altri 3,1 miliardi di sterline [oltre 4 miliardi di euro, NdT] sono stati inclusi in un budget che prevede un fondo per le spese promozionali. Si tratta di un notevole rialzo rispetto all’ultimo dato di questo tipo, che indicava che nel 2008 la cifra era di 1,9 miliardi [circa 2,5 miliardi di euro, NdT].

Il dato, rivelato da Business for Britain in un recente report, include anche 100.000 sterline [oltre 130.000 euro, NdT] per fumetti e libri per bambini rivolti a promuovere l’UE anche tra i più piccoli, il che porterebbe ad accuse di “propaganda” e “indottrinamento“.

Il gruppo di lavoro è arrivato a questo numero passando meticolosamente in rassegna il bilancio UE del 2014 riga per riga. Nel farlo, hanno trovato che € 664.099.133 erano stati spesi in ciò che veniva definita “spesa primaria”, da cui i fondi venivano usati direttamente per l’auto-promozione.

Altri € 2.097.541.229 erano stati assegnati a spese secondarie, da utilizzari sia per attività promozionali che per altri elementi, e altri € 1.116.520.243 erano stati assegnati a un fondo che “potrebbe” essere usato per “auto-promozione“.

Di questi soldi, quasi 443 milioni di euro sarebbero arrivati dal Regno Unito, tramite i contributi per il bilancio UE.

Un portavoce di Business for Britain ha sottolineato che il denaro utilizzato per pagare fumetti e cartoni animati per bambini provenivano da un altro budget che non era incluso nella categoria “primaria”. “Ciò dimostra che attività di vera e propria ‘propaganda’ UE possono essere effettivamente finanziate anche tramite bilanci classificati come ‘secondari’ e ‘terziari’“, ha commentato.

Il materiale per bambini, disponibile in 23 lingue diverse, spiega ai più piccoli i motivi per i quali l’UE dovrebbe essere sostenuta e supportata. Secondo il Times, in un fascicolo c’è un ragazzino che dice ai suoi compagni: “Mio padre dice che l’Europa è uno spreco di soldi“. Ed è subito corretto dalla insegnante, che lo informa che l’UE spende i suoi 101 miliardi di euro di bilancio “in modo molto oculato“. L’insegnante poi aggiunge che solo l’uno percento viene perso in truffe, mentre il 94 percento viene speso direttamente per migliorare la vita dei cittadini.

Il vice capogruppo dell’UKIP, Paul Nuttal, ha chiesto che il fumetto venga bandito. “La Legge sull’Istruzione del 1996 chiarisce che il perseguimento o la promozione di opinioni politiche di parte sono severamente vietati nelle scuole“, ha detto. “I bambini dovrebbero essere liberi di studiare senza venire indottrinati“.

Ha aggiunto che è ridicolo affermare che il bilancio dell’UE viene speso bene, dicendo “Non si capisce proprio perché i conti dell’UE non siano stati cancellati per ben 19 anni“.

La Commissione Europea però ha difeso il fumetto e il resto del materiale promozionale, dicendo di avere il dovere di informare i cittadini sulle proprie politiche. Una portavoce della Commissione ha aggiunto che le accuse di propaganda sono “ridicole“.
Eppure in altri contesti la stessa Commissione è sembrata ammettere che i propri materiali promozionali vadano in effetti oltre la semplice comunicazione di fatti neutrali. Nella sua strategia comunicativa, la Commissione dichiara di ritenere che “la neutra informazione fattuale è, ovviamente, necessaria, ma da sola non è sufficiente“.

Ad ogni modo, la promozione delle politiche dell’UE è un obiettivo che la Commissione prende evidentemente molto sul serio. Nel 2014 la Direzione Generale per la Comunicazione della Commissione Europea (DG COMM) ha ricevuto 246 milioni di euro per il proprio bilancio, che le ha permesso di impiegare un totale di 1.029 persone. Con una tale cifra, ha di fatto un bilancio superiore a quello dello staff della Direzione Generale per il Bilancio, o della Direzione Generale per il Commercio dell’UE.
Un portavoce di Business for Britain ha detto: “Gli impegni di spesa descritti in questo report rivelano come la dimensione delle spese dell’UE per questo ambito sia vertiginosamente cresciuta rispetto a quando l’organizzazione ha iniziato, a metà degli anni ’90, a mettere a bilancio spese per le campagne di ‘informazione’.

“Questi risultati sollevano quesiti sul ruolo che l’UE può giocare nell’influenzare gli elettori in vista dell’ormai vicino referendum sulla permanenza della Gran Bretagna in UE.

“Dato che negli ultimi anni l’UE sta espandendo in modo così ampio le voci di spesa per l’auto-promozione, è fondamentale che nel disegno di legge per il referendum sull’UE si includano opportune garanzie di sorveglianza per assicurarsi che gli elettori non subiscano influenze indebite durante la campagna per il referendum. Le organizzazioni che vogliono intervenire nel dibattito devono essere trasparenti nel dichiarare se hanno ricevuto un qualche finanziamento da parte dell’UE“.

Matthew Elliott, amministratore delegato di Business for Britain, ha detto: “Dato che il contribuente britannico sta versando sempre più soldi nel bilancio UE, è folle che Bruxelles butti via i nostri sudati guadagni in attività di propaganda per la promozione del progetto europeo.

“Indottrinare i bambini nelle classi scolastiche e finanziare le organizzazioni non-governative amiche dell’UE significa fare un uso completamente inopportuno dei soldi del contribuente, in un momento in cui si stanno tagliando i bilancio all’interno degli Stati membri.

“Quando il Parlamento discuterà il disegno di legge sul referendum per la permanenza nell’UE, questo autunno, è fondamentale che i parlamentari impediscano all’UE di spendere enormi somme per fare il lavaggio del cervello agli elettori al fine di influenzare il risultato“."

Commenti

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  • raffaele 2 anni fa
    Sondaggi in tempo reale sempre meglio per il m5s http://www.sondaggivir.blogspot.it
  • piero 2 anni fa
    ESCLUSIVO!!!!!!!!!!!!! INTENZIONI DI VOTO IN TEMPO REALE METODO V.I.R. VOTING INTENTION REALTIME SONDAGGI IN TEMPO REALE AGGIORNATI OGNI ORA http://www.quaeram.blogspot.it/2015/09/sondaggi-in-tempo-reale-metodo-vir.html
  • Zampano . Utente certificato 2 anni fa
    L'UNICO MODO PER SALVARSI, E' USCIRE DALL'UE, CIOE' SPEZZARE IL LEGAME CHE UNISCE POLITICI (CRIMINALI) ITALIANI ED EUROPEI. FINTANTO CHE I NOSTRI POLITICI POTRANNO USARE LA NOTA FRASE ''CE LO CHIEDE L'EUROPA'', FARANNO DI NOI CARNE DA MACELLO. NON DIAMOGLI QUESTA POSSIBILITA' E RIPRENDIAMOCI SOVRANITA' MONETARIA, NAZIONALE, LEGISLATIVA ETC. FUORI DALL'EURO!
  • alma gemme 2 anni fa
    Contro i veleni, risultato di una cattiva politica, non ci sarà nulla da fare, finchè non si cambierà politica. Questa è l'opinione generale dei cittadini consapevoli nel mondo. I buoni politici dovranno agire in questo senso se vorranno ritenersi non responsabili delle mattanze da avvelenamenti e aggressioni ambientali.
  • Morelli 2 anni fa
    Per i 650 milioni di euro spesi in pubblicità per la eu oltre alla ragione della spesa sarebbe opportuno sapere anche come le somme sono state spese
  • Renzo B. Utente certificato 2 anni fa
    Bisogna rivedere tutto, questa Europa così non va bene per niente.
    • Zampano . Utente certificato 2 anni fa
      "Fuori dall'euro" è la soluzione migliore.
  • FABRIZIO P. Utente certificato 2 anni fa
    ...che strano ..chi l avrebbe mai pensato ...vediamo cosa ci passa "l informazione nazionale"
  • Alessandro P. Utente certificato 2 anni fa
    Oltre ai miliardi di euro ufficialmente rendicontati e ai soldi pubblici regalati dall'europa ad associazioni ed enti pro europa ci sono anche tutte le spese nazionali in tale senso. La televisione NON è gratis e tutto lo spazio preso parlando sempre favorevolmente dell'europa è a carico del cittadino. Parlare sempre bene dell'europa evitando accuratamente di citare il furto di sovranità anche monetaria nonché gli sprechi e ruberie equivale a pubblicità il cui prezzo di mercato si può quantificare in almeno decine di milioni di euro annuali solo per i 3 canali rai; provate voi a chiedere di parlar bene della vostra azienda e vedrete il conto che vi portano! UNO SPOT PRO EUROPA MASCHERATO DA NOTIZIA IN UN TELEGIORNALE O COME OPINIONE IN UN TALK SHOW VALE DECINE DI MIGLIAIA DI EURO (e rasenta la pubblicità occulta) Quando ci dicono che l'europa bacchetta l'italia fanno sempre sembrare che noi siamo delle merde mentre quei cialtroni sono professoroni in cattedra: anche questa è pubblicità! Mettono sempre noi in cattiva luce per esaltare l'europa e mai danno le notizie al contrario cioè di un'europa che ha torto e noi ragione! E lo fanno sempre. Io non sento mai critiche puntate sui veri problemi -gli eletti in europa non sono legislatori (non scrivono le leggi ma hanno solo il diritto di veto e le commissioni scrivono sotto dettatura di lobbisti) -la costituzione italiana NON prevede cessioni di sovranità -le bellissime e osannate multe inflitte all'Italia le pagano sempre quelli che hanno subito i soprusi (i cittadini cornuti e mazziati) e mai i colpevoli che le hanno causate -l'euro è un costrutti pro globalizzazione creato per le multinazionali che toglie la sovranità monetaria agli stati democratici creando delocalizzazioni e disoccupazione. N:B: NON C'È DEMOCRAZIA SENZA CORRETTA INFORMAZIONE.
  • alvise fossa 2 anni fa
    INCREDIBILE CI AFNNO SPECARE SOLDI IN PROPAGANDA E POI PRETENDONO L'AUSTERITY DA TUTTI NOI
  • Renato O. Utente certificato 2 anni fa
    Tutti abbiamo nella memoria la propaganda martellante imposta dalla Rai, a colpi di spot arroganti, che ordinavano: “di Europa si DEVE parlare!”. E si deve parlare solo bene, senza contraddittorio, per esaltare le magnifiche sorti del potere europeo, con il solito ritornello finale, accompagnato dalla musichetta dell’inno alla gioia. Il tutto: “per informare, NON PER INFLUNZARE”. Questa precisazione è davvero di un tocco di comicità involontaria: “excusatio non petita, accusatio manifesta!”. La volontà di manipolare l’opinione pubblica è imbarazzante, la negazione spudorata non convince nessuno. Proviamo a confrontare cosa successe, quando questi messaggi propagandistici travestiti da comunicazione istituzionale furono fatti a livello nazionale, e non sovranazionale. Ricorderete tutti le reazioni indignate, sia di partiti di sinistra quando al governo era la destra, sia viceversa in anni più recenti da parte dei partiti di destra: un coro di “no agli spot del governo”, denunce pubbliche di atti gravi e allarmanti, ribellione contro la prepotenza dei padroni mediatici, esposti al garante per le telecomunicazioni, diffide formali alla Rai, ecc., ecc. Se invece la stessa cosa viene fatta a livello sovranazionale, nessun partito osa aprire bocca. Il potere europeo non ha opposizione. Ancora una volta, l’unica è eccezione è il M5S, che ha il coraggio di pubblicare questo post. Che dire: M5S, grazie di esistere!
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