La nuova etichettatura energetica 5 Stelle approda in Europa!

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Dario Tamburrano

Dopo vent'anni di onorato servizio, le etichette che indicano l'efficienza energetica di prodotti come frigo e lavatrici passano alla versione 2.0 e aggiungono alla loro funzione tradizionale quella di essere una sorta di ponte verso un universo digitale che contiene informazioni impossibili da stipare in un pezzetto di carta. Le etichette relative all'efficienza energetica e l'ecodesign, ossia all'introduzione progressiva di criteri più severi di produzione, consentono un risparmio energetico stimato dalla Commissione europea in 175 Mtep all'anno (si tratta di 175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) entro il 2020: all'incirca la quantità di energia consumata in un anno dall'Italia. Il regolamento produrrà risparmi aggiuntivi pari a 17 Mtep annui, che rappresentano il consumo (annuale) complessivo dei tre Paesi baltici: Estonia, Lituania e Lettonia.

Questo regolamento porta all'interno delle normative europee alcuni concetti relativi all'efficienza energetica delle apparecchiature elettriche intelligenti e della loro potenziale interazione dinamica con le reti elettriche. Queste nozioni le andavo apprendendo dieci anni fa quando esercitavo la professione odontoiatrica e per pura passione divulgativa traducevo in italiano saggi di sostenibilità ambientale.

Mai avrei potuto immaginare di trovarmi qui un giorno a rappresentare milioni di cittadini ed avere l'onore di traslare all'interno della legislazione europea quelle che erano all'epoca alcune proposte sperimentali di Lester Brown e di altri. Le "smart appliances" sono le apparecchiature - ad esempio le lavastoviglie e le lavatrici - programmabili dall'utente affinché entrino in funzione nei momenti in cui l'energia elettrica è disponibile in quantità più abbondante e costa meno.

L'impiego diffuso delle "smart appliances" sarà in grado non solo di far risparmiare denaro agli utilizzatori, ma fornirà un contributo non indifferente al bilanciamento di un sistema elettrico alimentato da fonti rinnovabili in misura sempre più crescente. Immaginate un cittadino produttore di energia eolica o fotovoltaica, alcune apparecchiature nella sua casa potranno entrare in funzione e svolgere la loro funzione quando l'autoproduzione sarà più abbondante.

Immaginate il vecchio antiquato scaldabagno elettrico che di sua natura non è particolarmente efficiente in termini puramente termodinamici. Ma se lo scaldabagno scalderà l'acqua quando l'energia elettrica sarà più economica e più abbondante, il calore accumulato sarà una forma di storage energetico a basso costo. Gli apparecchi intelligenti segnano un nuovo traguardo nell'efficienza energetica, non solo di tipo quantitativo, ma anche di tipo qualitativo, non solo di quanta energia si consuma, ma di quando essa viene utilizzata.

Ecco perché sono emozionato, perché dietro questo testo vi è un piccolo pezzo di utopia che si va trasformando in realtà per 500 milioni di cittadini. La dimostrazione che si può credere in un'idea per quanto possa sembrare lontana, e pezzo dopo pezzo, con la costanza e la determinazione, arrivare a realizzarla. Questo regolamento per la prima volta da infatti ai produttori la possibilità di indicare sull'etichetta la capacità di un'apparecchiatura di essere energy smart.

Questa piccola cosa permette al nuovo regolamento sull'etichettatura di essere al passo con i tempi e di entrare a pieno titolo all'interno del nuovo modello energetico dinamico, decentrato e rinnovabile che vogliamo perseguire con l'Unione dell'energia. Un'Unione dell'energia che ha tra gli obiettivi dichiarati anche quello di avere il cittadino al suo centro.

Ebbene, insieme alle nuove etichette nascerà un database in open data cui sarà possibile collegarsi direttamente attraverso un telefonino ed un QR code, un link o simili presente sull'etichetta e potrà fornire agli acquirenti nelle 24 lingue dell'Unione non solo una serie di informazioni impossibili da stipare su un pezzo di carta, ma consentirà anche di sviluppare applicazioni per smartphone che permetteranno a cittadini e imprese di fare confronti immediati fra i diversi modelli e di scegliere quello che offre il miglior risultato tra l'investimento iniziale e il risparmio nel tempo rispetto non ad una media generica ma in rapporto alle abitudini personali di utilizzo.

Ho elencato due cose per le quali mi sono battuto e delle quali sono orgoglioso, molte altre ce ne sarebbero. Ma se devo essere intellettualmente onesto come è mia abitudine, sento anche il dovere di condividere con voi un cruccio. All'inizio di questo processo legislativo feci infatti una promessa, che mi sarei fatto guidare da tre parole chiave: smart, paperless e trust. Senza dubbio siamo di fronte a un regolamento smart e nel quale l'impiego e l'importanza del supporto cartaceo viene ridotta in favore di un più fruttuoso utilizzo delle tecnologie digitali, di documenti e database online.

Vero è che questo regolamento indubbiamente rafforza le autorità nazionali di sorveglianza del mercato. Ma avremmo voluto di più. Avremmo voluto che fosse previsto un indennizzo da parte dei fabbricanti nel caso si venga a scoprire che le prestazioni energetiche di un prodotto sono inferiori a quelle dichiarate. Il Parlamento lo voleva compattamente, ma purtroppo abbiamo trovato davanti un muro. Il muro del Consiglio, che lo ha impedito. Ha impedito che i cittadini europei avessero lo stesso diritto del quale hanno ad esempio potuto godere i cittadini statunitensi frodati dalla Volkswagen.

Abbiamo ottenuto dalla Commissione Europea un impegno scritto, allegato a questo regolamento, a studiare le possibilità per cancellare questa assurdo vuoto legislativo che riteniamo sia un vero scandalo. Sono certo che i cittadini europei si aspettino che venga posta fine a questa assurdità. Quanto prima sia possibile.

Commenti

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  • ambroise arlie Utente certificato 6 mesi fa mostra
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  • Aldo B. 6 mesi fa
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  • Mario M. Utente certificato 6 mesi fa
    Complimenti per gli spunti innovativi del M5S. Io nel mio piccolo, in questi tempi di penuria idrica, volevo dire la mia: in Italia, come nel resto delle nazioni più ricche, vi sono migliaia di piscine che funzionano tutto l'anno con l'uso di milioni di m3 d'acqua, ma non sarebbe più conveniente creare una rete idrica che portasse acqua di mare? visto che per nuotare non serve che sia potabile..e si risparmierebbe una quantità enorme di acqua potabile, scusate la mia banalità, immagino i costi enormi da affrontare, ma l'acqua sta diventando l'emergenza primaria per la vita dell'uomo.
  • Rolla.lorenzo 6 mesi fa
    Peccato che la realtà sia un'altra... e sia sottaciuta dai principali mezzi di informazione: nessuno parla dell'aggravio dei costi fissi annuali che incide pesantemente su queste tipologie di utenti: - single e pensionati con bassi consumi elettrici - proprietari di seconde case con consumi solo stagionali - studenti in affitto non residenti Si pensi che il costo fisso aggiuntivo di 135 Euro per oneri di sistema per i contratti non residenti porta a spendere in totale ben 287 Euro annui di costi fissi anche con consumi elettrici pari a zero! Colui che ha sempre fatto del risparmio energetico una priorità, ispirato da valori di natura ecologica e/o economica vedrà paradossalmente resi vani i propri sforzi da questa riforma. Invece chi non ha mai avuto attenzione per l'ambiente, sprecando l'elettricità con consumi annui di migliaia di kWh, verrà premiato e incentivato a continuare questo comportamento vizioso con bollette in proporzione più leggere. Spiace dirlo, ma il consumatore attento all'ambiente è messo all'angolo da questa riforma...
    • Dario T. Utente certificato 6 mesi fa
      Questo regolamento UE non riguarda la riforma della bolletta elettrica. La questione del mercato elettrico verrà affrontata con la riforma della Direttiva UE del Mercato Elettrico e il Regolamento UE del mercato elettrico questi mesi in discussione. Non è vero che nessuno ne parla http://www.dariotamburrano.it/bolletta-elettrica-rinnovabili-ue-canete/
  • Roberto Maccione Utente certificato 6 mesi fa
    Ok targhetta energetica. Suggerirei etichette sulla qualita' dei materiali e su quelle costruttive.
    • Dario T. Utente certificato 6 mesi fa
      Ottima osservazione, affronteremo le due cose nel corso della attuale legislatura nell'ambito della revisione della Direttiva Ecodesign
  • marcello l. Utente certificato 6 mesi fa
    Bella la tecnologia, ma se è incomprensibile, difficile da usare, costosa, quindi non alla portata di tutti, serve solo a complicare la vita senza risolvere alcun problema. Credo che si debbano promuovere tutte quelle iniziative che portino all'autosufficienza energetica domestica, meglio se anche idrica, con mezzi più o memo tecnologici purché autonomi. Liberi da bollette e relativi interessi. Non sopporto quando vedo campi sprecati ricoperti fa pannelli fotov e poi vedo intere zone industriali prive di alcun pannello sui tetti dei capannoni. Oltre alla tecnologia serve il buonsenso.
  • Alberto Ragazzi Utente certificato 6 mesi fa
    quando i costi sono bassi non va bene, cala il pil
  • Tommaso B 6 mesi fa
    Complimenti. Sono queste le cose che ci rendono orgogliosi del M5S.
  • Andrea P. Utente certificato 6 mesi fa
    Perche utilizzare smart, paperless e trust e poi tradurle per spiegare cosa si vuol dire?
    • old dog 6 mesi fa
      forse xchè ci sono persone che non sanno l'inglese come x esempio il sottoscritto saluti
  • Silvia Pagano 6 mesi fa
    Evviva!
  • old dog 6 mesi fa
    M***** Energy Smart sempre avanti, i cialtroni della politica guardano ai loro interessi il MoVimento è al servizio dei cittadini saluti ai monelli del blog ▌│█║▌║▌║ σℓ∂ ∂σg ║▌║▌║█│▌
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