Lotta alla povertà, crescita demografica e lavoro: tre fronti per l'Europa del futuro

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

l'intervento di Luigi Di Maio all'evento organizzato da eunews "How can we govern Europe"

Inizio ringraziando Lorenzo Robustelli, direttore eunews, e Giacomo Robustelli, amministratore delegato eunews. Vorrei anche ringraziare il Comune di Roma che ospita l'evento. Ringrazio anche tutti voi che siete qui. Grazie.

Prima di tutto vorrei ribadire un concetto importante: io e il movimento politico che rappresento in questa sede crediamo che l'Europa abbia un futuro davanti a sé. Crediamo fortemente che lo abbia anche perchè noi, sia come movimento politico sia più in generale come italiani, vogliamo contribuire a scriverlo. Siamo convinti anche che per garantire un futuro prospero all'Europa si debba necessariamente ascoltare e dare più poteri direttamente ai cittadini e in ogni caso alle istituzioni che li rappresentano.

Per parlare del futuro dell'Europa vorrei partire da quella che secondo gli studi sarà l'Europa del futuro. Proiettando le attuali tendenze demografiche nel futuro avremo nei decenni a venire un'Europa più vecchia. Secondo uno studio nel 2081 ci saranno solo 7 milioni di cittadini europei in più, senza tenere in conto le immigrazioni. Secondo lo stesso studio, in Italia si passerebbe da 60 milioni e rotti di abitanti a circa 53 milioni. Il rapporto annuale della Divisione Popolazione delle Nazioni Unite, diffuso in giugno, sostiene che nel 2050 il grande "perdente" sarà l’Europa, con tassi negativi superiori al 15% in paesi dell’Est quali la Bulgaria, la Croazia, la Polonia o la Romania. Germania e Spagna perderanno circa 10 milioni di abitanti. L’Italia, da qui al 2050, perderà circa 4,5 milioni di abitanti (passando dagli attuali 59,5 milioni a 54 milioni), per scendere sotto la soglia dei 48 milioni di abitanti nel 2100. Sostanzialmente in linea con il dato che vi citavo prima.

Non possiamo permetterci di non provare a invertire questa tendenza. E questo è un problema che riguarda, come abbiamo visto, noi italiani molto da vicino. Basti dire che Genova è la città più anziana d'Europa e che nella top ten delle più anziane troviamo anche Firenze e Bologna. Cosa causa questo fenomeno e come possiamo agire? A mio avviso una generale sfiducia e un problema che attanaglia sempre più giovani: la povertà. Nell'ambito di una ricerca della Caritas Europa, condotto in 17 Paesi, è stato coniato un nuovo termine: “Sinkies” (Single income, no kids), ossia le giovani coppie formate da “working-poor”, che pur lavorando in due a malapena portano a casa l’equivalente di un singolo stipendio e perciò non possono permettersi di mantenere dei figli. La stessa ricerca dice che tre giovani su 10 in Europa vivono in condizioni di povertà o a rischio povertà. Tutti questi dati sono allarmanti e questo è il punto da cui partire: ossia bisogna garantire un futuro al futuro dell'Europa, che sono proprio i giovani e le giovani coppie che oggi sono in difficoltà. Sappiamo anche tutti benissimo cosa vogliono dire questi numeri in termini di costi di sostentamento della previdenza sociale.

Al di là dei trattati, su cui tutti concordiamo che debbano essere rivisti e su cui ogni popolo europeo ha il diritto a dire la sua, lo sforzo comune deve essere indirizzato su tre fronti:
- lotta senza quartiere alla povertà, prendendo anche in considerazione l'idea di un reddito di cittadinanza europeo.
- politiche di sostegno alle famiglie: chi fa figli sa che sarà aiutato. La Francia è il paese più prolifico d’Europa: 2,1 figli per donna. Applichiamo questo modello a livello europeo.
- il lavoro e la formazione devono essere proiettati nel futuro. Il lavoro nel giro di pochi anni cambierà. Molti lavori si trasformeranno in professioni creative: investiamo nella formazione dei giovani al lavoro del futuro e reinseriamo gli over 50 formandoli per questo nuovo tipo di lavoro.

Questi sono i problemi più urgenti di tutti i popoli europei
, ogni nazione può affrontarli per conto suo e qualcuno andrà meglio e qualcuno andrà peggio. Ma se li affrontiamo insieme come Europa, sono sicuro che ne usciremo vincitori tutti e saremo pronti ad affrontare le sfide del futuro.

Per ottenere gli obiettivi prefissati è necessario attuare delle modifiche anche nel sistema decisionale dell'Unione al fine di renderlo funzionale. Proponiamo una revisione della governance che vada nella direzione di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali:
- più poteri alle istituzioni maggiormente rappresentative dei cittadini, primo il Parlamento europeo con un conseguente ridimensionamento del ruolo del Consiglio,
- imporre la procedura legislativa ordinaria come unico metodo decisionale per le decisioni riguardanti le politiche più impattanti sui cittadini, evitando di ricorrere al metodo intergovernativo,
- maggiore capacità decisionale dell’UE nelle politiche sociali (fiscalità, occupazione, livelli retributivi minimi),
- maggior coordinamento decisionale con la dimensione locale,
- più strumenti di democrazia diretta e partecipativa e promozione dello strumento referendario anche consultivo e senza quorum, anche con voto elettronico,
- trasparenza del processo decisionale in tutte le istituzioni, in primis il Consiglio e per i portatori di interessi in ciascuna delle istituzioni.

Mettendo in primo piano gli interessi di 500 milioni di cittadini e dando a loro stessi la possibilità di decidere e incidere sulle decisioni possiamo garantire all'Europa un futuro prospero, in grado di competere al massimo livello. E' quello che vogliamo ed è la direzione nella quale opereremo.

Sappiamo che questa riforma della governance europea può essere raggiunta solo con il dialogo e questo sarà anche il nostro atteggiamento: dialogheremo con tutti i Paesi dell’Unione europea per creare una governance più efficace e democratica. Ma allo stesso tempo tuteleremo gli interessi del nostro Paese, avendo sempre bene a mente che siamo tra i Paesi fondatori dell’unione europea, la seconda forza manifatturiera d’Europa e uno dei principali contribuenti netti.

Commenti

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  • ANNA TUZZOLINO Utente certificato 1 mese fa
    ANCHE QUI C'È MOLTO DA DIRE. .PER ANNI HANNO DICHIARATO CHE ERAVAMO TROPPI NEL MONDO NON C'ERA CIBO PER TUTTI. .E VIA CON LA PILLOLA. .SI SONO MANGIATI I SOLDI CHE LA GENTE HA PAGATO PER LE PENSIONI. ADESSO SONO PREOCCUPATI PERCHÉ SE MANCANO I GIOVANI NON ARRIVANO TASSE? MA NELLO STESSO TEMPO I GIOVANI SONO COSTRETTI AD ANDARE ALL'ESTERO PER LAVORARE. .QUINDI? CHI FA QUESTI CALCOLI SI FACCIA VEDERE PRIMA DA UNO PSICHIATRA
  • Antonio Marra 1 mese fa
    "Per una costruzione efficiente ed efficace dell'Europa non basta rivedere i trattati ma bisogna ripartire dalla base che è la Costituzione, così com'è sempre avvenuto per quanto riguarda gli Stati ed analogamente a ciò che si è verificato per gli USA. Bisogna quindi procedere all'elezione diretta da parte dei cittadini degli Stati che sono d'accordo su questo. Le ammucchiate informi di Stati fatte sulla base di frettolosi (e "interessati") accordi non portano a nulla di buono, come la storia recente ha ampiamente dimostrato, in particolare (ma non solo) per quanto riguarda il fenomeno migratorio."
  • Antonio Marra 1 mese fa
    Per una costruzione efficiente ed efficace dell'Europa non basta rivedere i trattati ma bisogna ripartire dalla base che è la Costituzione, così com'è sempre avvenuto per quanto riguarda gli Stati ed analogamente a ciò che si è verificato per gli USA. Bisogna quindi procedere all'elezione diretta da parte dei cittadini degli Stati che sono d'accordo su questo. Le ammucchiate informi di Stati fatte sulla base di frettolosi (e "interessati") accordi non portano a nulla di buono, come la storia recente ha ampiamente dimostrato, in particolare (ma non solo) per quanto riguarda il fenomeno migratorio.
  • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
    Notizia Ansa. "Brexit. 'C'è l'accordo'. May: 'Stessi diritti per cittadini Ue e Gb'" Ecco, adesso possiamo fare lo stesso. Fuori dall'euro e dall'UE!!!!
  • Mauro FERRANDO Utente certificato 1 mese fa
    Due pensieri: 1) la natalità è umanamente una bellissima cosa, ma economicamente è da valutare in funzione del contesto e del modello di sviluppo in vigore. Persino in una economia agro-pastorale la famiglia numerosa è utile in presenza di risorse naturali in eccesso, controindicata in caso di raggiungimento del pieno sfruttamento. 2) L'Europa è come una risorsa nucleare: secondo come viene gestita può fornire energia e benessere a tante famiglie oppure radere al suolo intere nazioni creando infinite sofferenze: in questo momento sta prevalendo un esito del secondo tipo, e sarà molto lungo e difficile invertirne il percorso.
    • Lorenzo Accornero 1 mese fa
      Alcune correzioni:come se ogni condomini "rinunciasse" alla proprietà privata.* Se non ci si sta attenti questo T9 fa scrivere di tutto:)
    • Lorenzo Accornero 1 mese fa
      Analisi impeccabile. Sull'Europa aggiungo che potrà essere una risorsa solo per noi perché le nazioni esistono,tranne per noi italiani. Ci chiedono la rinuncia di sovranità. Ma immaginiamo che l'Europa sia un condominio. Ecco,la rinuncia di sovranità sarebbe come se ogni condomini cominciasse alla proprietà privata. Finirebbe che le decisioni le prenderebbe qualcun altro al posto nostro.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      L'UE è un inutile apparato costituito da criminali. Meglio realizzare l'Italexit.
  • gennaro a. Utente certificato 1 mese fa
    se si consegnerà il paese agli stessi che ci hanno portato alla povertà, nel futuro sarà peggio di adesso. nel governo delle cosidette sinistre, diversi elementi si stanno ritirando perchè lo sanno che perderanno, se gli altri di questi partiti sfasciati delle cosidette sinistre vogliono il bene del paese devono fare un gesto d'amore per il paese, devono ritirarsi e non disperdere i voti dando la possibilità ai NANI di vincere e farci ridere addosso. spero che queste persone che negli ultimi anni hanno fallito non prenderanno esempio da Eugenio Scalfari che vuole i NANI al governo dei prossimi anni.
  • Lorenzo Accornero 1 mese fa
    Qualcuno vorrebbe creare gli stati uniti d'Europa.Non capisco cosa s'intende. Una confederazione di nazioni sovrane. Oppure una rinuncia totale della sovranità creare per creare un mostro chiamato USE? Se è la seconda opzione,non sono d'accordo.A parte che Francia e Germania non rinuncerebbero mai alle loro nazioni.Si fa fatica a tenere unita l'Italia,figuriamoci una neo nazione europea.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      L'Italia è unita, checchè ne dicano i secessionisti. Sono i politici che non lo sono e dibattono su tutto, mandando il Paese in rovina. E' come se su una barca a remi ci fossero tanti capitani e nessun rematore...
  • Carlo D. Utente certificato 1 mese fa
    Sottolinerei e, sopratutto, specificherei MEGLIO come tutelare gli interessi nazionali. Non vedo come restando nell'euro.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      Bravo Carlo, concordo in toto. Fuori dall'euro e dall'UE!!!!
  • marco grasso 1 mese fa
    La signora Gruber animatrice di successo in quella che è una ottima trasmissione, Otto e mezzo, per la presenza spessissimo anche di riconosciute intelligenze nazionali. Questa professione non è facile ed è molto difficile essere sempre al massimo. Anche la Signora Lilli cade a volte nell'errore che fanno, specialmente i bravi presentatori, nella forzata ricerca della "notizia", questa deve avvenire da sola e sopratutto è molto elegante che non si urli: "questa è una notizia". Ed è molto delicato che della "notizia" eventualmente ne parlino i giornali il giorno dopo. Mi riferisco all'insistenza con cui si rivolgeva alla rappresentante dei 5 stelle con la ostinata domanda ma lei voterebbe a favore o contro l' U.E. La domanda era inattesa ma si esigeva immediata la risposta perché il tempo stava per scadere! Anche questa grave scorrettezza usare ad arte una premura fortemente costruita. E' chiaro che nessuna persona di buon senso possa rispondere un no secco, specialmente coloro che hanno visto chiaramente che l'U.E. è stata gestita da furbi che hanno saputo trarre immensi vantaggi a danno di Paesi rappresentati da politici fortemente incapaci arrivando a considerare il Parlamento Europeo come un pensionato per politici col vizio di "contare". Comunque l'adesione all'U.E. non va respinta ma sicuramente ridisegnata! Se la signora dei 5 stelle fosse stata distratta e avesse risposto "si" la nostra Lilli avrebbe creato la "notizia" ma affiancata da una infelice brutta figura.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      Concordo con Beppe A., l'UE è un associazione a delinquere e solo imbecilli, complici criminali e creduloni possono vedere l'UE come un qualcosa di positivo...
    • Beppe A. Utente certificato 1 mese fa
      un'€uropa ridisegnata non la vedrete nemmeno nemmeno nelle peggiori allucinazioni da eroina. Chi ve lo dice vi sta prendendo in giro
  • Adolfo Treggiari Utente certificato 1 mese fa
    Finalmente siamo sulla buona strada per governare l'Italia è contribuire al futuro dell'Europa. Avanti così!
  • massimo m. Utente certificato 1 mese fa
    Ottimo Post Luigi. C'è tutto. Forza!! Noi ci proviamo Noi non molliamo.
  • Aberto O. Utente certificato 1 mese fa
    Peccato che Di Maio abbia iniziato il suo discorso con ben due bugie (in puro stile democristiano, tra l'altro). Esattamente nel momento in cui ha detto: "Io e il movimento politico che rappresento in questa sede crediamo che l'Europa abbia un futuro davanti a sé". Questa frase contiene un paio di bugie abbastanza grosse, di cui una implicita ed un'altra esplicita. Quest'ultima riguarda il fatto che il M5S creda nel futuro dell'Europa, intesa ovviamente come Unione Europea. Non è vero, moltissimi di coloro che votano il M5S non crede affatto in ciò, e considera l'Unione Europea un progetto di natura oligarchica contro i popoli e la democrazia. Seconda bugia, questa implicita, il fatto di identificare l'Europa con l'Unione Europea. Vi sono molti paesi che pur non facendo parte dell'Unione Europea sono collocati geograficamente in Europa, quindi in nessun modo è possibile identificare l'Europa con l'Unione Europea. Farlo, significa mistificare la realtà e compiere un'operazione intellettualmente scorretta.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      Caro Aberto credo nella buona fede e nelle migliori intenzioni del nostro rappresentante a cinque stelle, però devo ammettere che il tuo discorso non fa una piega. Se si chiedesse agli elettori del movimento cosa ne pensano dell'attuale UE e della moneta unica, sono certo che risponderebbero con volgarità di ogni tipo. La maggior parte dei cittadini italiani non vede di buon occhio la moneta truffa e la casta europea.
  • Freedom 1 mese fa
    Ascoltate bene cosa dice https://youtu.be/fHZzkT1ci1U
  • Michele B. Utente certificato 1 mese fa
    Dobbiamo fare un piano per gestire la riduzione della popolazione, non per aumentarla anche se di poco. Anche se implementiamo metodi per il risparmio energetico, stiamo comunque super-sfruttando il pianeta. Dobbiamo dare l'esempio a tutti i paesi di come gestire la transizione verso il dimezzamento della popolazione mondiale.
  • mzee.carlo 1 mese fa
    andiamoci piano con lo sviluppo demografico, la densità degli abitanti in Europa è la più elevata del globo.
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      In Europa? Può darsi, ma non in Italia. In Italia non c'e' natalità, quindi il problema da noi è inverso.
  • Andrea Zanella Utente certificato 1 mese fa
    Non sono d'accordo, bisogna calare il numero dinati, non aumentarlo! Meno persone più risorse!
    • Zampano . Utente certificato 1 mese fa
      Sono daccordo con Beppe A. Qui ci si dimentica che l'Italia ha bassa natalità: se questa riduzione dei nati vuol farla la Francia o il Belgio o altro Paese, nulla da dire. Ma non ditemi che in Italia ci sono "troppi nati", perchè io vivo qua e so bene qual'è la realtà della mia terra. Inoltre delle esigenze dell'UE non me ne frega un cazzo...
    • Beppe A. Utente certificato 1 mese fa
      soprattutto piu' risorse (non nazionali) a basso costo secondo i dettami liberisti adottati dalla peudosinistra. Chiedere cosa vogliono le famiglie italiane no?
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