#FlopsAct

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

Eravamo stati facili profeti. Nel 2015 c'è stata una bolla occupazionale, una sorta di doping causato dagli sgravi contributivi previsti nell’ambito del Jobs Act per le assunzioni pseudo-stabili (con le tutele crescenti non esiste più il vecchio tempo indeterminato). E il M5S aveva avvisato che ridurre gli stessi sgravi al 40% per l'anno 2016 avrebbe comportato un fragoroso calo occupazionale, in assenza di misure reali a favore della domanda aggregata.
Oggi Inps certifica che nel primo trimestre di quest'anno il saldo tra attivazioni e cessazioni per i contratti a tutele crescenti è stato di sole 51.087 unità, 173.842 in meno del primo trimestre 2015, ovvero, il 77% in meno rispetto all'anno scorso. Un vero e proprio tracollo.
Ormai è chiaro a tutti che il Jobs Act è una riforma fallita che si è limitata a ridurre diritti ed a creare posti di lavoro artificialmente senza far ripartire la domanda interna e senza dare alle imprese alcuna prospettiva certa di investimento. Ridurre le tasse sul lavoro, in sé, è naturalmente positivo. Ma non serve a nulla se non rappresenta una prospettiva stabile e se non si accompagna a un rilancio strutturale dell’economia che dia coraggio di investire alle imprese e di spendere ai cittadini.
Gli sgravi del Jobs act sono solo una mancetta elettorale. Siamo di fronte a un #FlopsAct.

Commenti

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  • Marco Borgna 1 anno fa mostra
    Caro Beppe, vorrei precisare riguardo al mio commento precedente che ogni riferimento a ministri era ovviamente solo polemico e in nessun modo offensivo. Il mercato Oil & gas è in crisi da ormai qualche anno, indipendentemente dalle recenti vicende apprese sui giornali.
  • Marco Borgna 1 anno fa mostra
    Caro Beppe, il titolare dell'azienda in cui lavoravo, pur operando del settore dell'ingegneria impiantistica Oil & Gas, non era amico di una ministra. Nemmeno conoscente. La società come puoi immaginare a causa del crollo delle commesse SAIPEM ha chiuso i battenti lasciando a casa 35 persone. A casa, senza stipendio, senza TFR, senza aver pagato le ultime buste paga. Abbiamo avuto 3 mesi di cassa integrazione in deroga e la mobilità non ci spetta perchè siamo nel terziario. Ora siamo tutti in NASPI e aspettiamo ancora i soldi della cassa integrazione in deroga perchè il ministero non eroga alla regione lazio quanto stanziato e deliberato. Inps ovviamente non paga e siamo in attesa che il titolare porti i libri in tribunale per poter iniziare la pratica di recupero crediti attraverso il Fondo di Garanzia. Io, a 62 anni e 40 anni di contributi già versati, sono in attesa di subire "un percorso di riqualificazione" che mi permetta di reintrare nel mondo del lavoro. Alè!
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