L'omertà di Floris su Enasarco

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di M5S Camera

Quando i giornalisti tv si dimenticano di fare il loro mestiere e si trasformano in cicisbei da salotto, tocca al M5S fare un po’ di chiarezza e sana informazione. Perché ieri sera Giovanni Floris, in uno degli ormai brevissimi servizi di "Di Martedì", ha steso un velo di educata omertà sui nomi illustri che hanno beneficiato delle dismissioni di immobili di Enasarco, la cassa previdenziale degli agenti di commercio?

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Sappiamo da tempo che c’è di mezzo tutto un giro, il solito giro, di "amici degli amici", tra sindacalisti, magistrati, docenti universitari. E persino qualche giornalista Rai che Floris di certo conosce bene. Poi c’è la stessa dirigenza Enasarco e Uiltucs, la federazione Uil del settore commercio, che ha ampiamente attinto, a prezzi di favore, dal patrimonio immobiliare sia del sindacato stesso che del malmesso ente previdenziale cui tocca raccogliere i contributi e pagare le pensioni agli agenti di commercio.
La redazione di La7 aveva alcuni dei valori di acquisto delle case, conosceva nomi e cognomi. Perché Floris ha voluto che si riportassero le cifre, anche in rapporto al mercato, senza però citare nessuno se non “dirigenti sindacali, giornalisti, politici e loro familiari” in generale?

Di Martedì sapeva che il segretario nazionale Uiltucs e presidente dell’Ebit, l’Ente Bilaterale Nazionale dell’Industria Turistica, Emilio Fargnoli, ha acquistato in via Berto un attico da 120mq più un terrazzo da addirittura 150 mq per una cifra intorno ai 400mila euro, quando in quella zona, a due passi dalla tenuta di Tor Marancia, gli immobili vanno in media a 3.300-3.500 a metro quadro e il suo vale una cifra vicina ai 600 mila euro.
Di Martedì sapeva che il potente Brunetto Boco, presidente della Fondazione Enasarco da quasi dieci anni e segretario generale Uiltucs da quasi 20, ha comprato da Enasarco a prezzi d’occasione 7 vani e mezzo più garage nella lussuosa via Bosio, a due passi da Villa Torlonia, e addirittura 11,5 vani con due garage a Milano, in zona San Siro.

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Ci sono poi altri dirigenti del vertice Uiltucs che hanno fatto shopping al supermarket delle occasionissime immobiliari romane di Enasarco. La cassa previdenziale sostiene di applicare il 30% di sconto a tutti gli inquilini titolari di prelazione d’acquisto, omettendo però che la vera differenza la fa la valutazione iniziale. Così abbiamo i soliti noti che si pappano le case a due soldi, mentre le famiglie “normali”, gli “amici di nessuno”, magari a basso reddito, devono pagare un prezzo salato per case sopravvalutate e spesso fatiscenti, abitazioni che cadono letteralmente a pezzi anche perché Enasarco risparmia sulla manutenzione.

Senza il contributo rinveniente dalla gestione del patrimonio immobiliare e dalla sua dismissione, il risultato economico del bilancio della Fondazione sarebbe negativo”, scrive il nostro portavoce Sergio Puglia nella sua relazione sui conti dell’ente, documento che presto la Commissione di Vigilanza sulle casse pensionistiche dovrà vagliare e votare.
Qualche agente di commercio, ieri sera, via twitter ha chiesto a Di Martedì perché non avesse fatto i nomi di quei dirigenti che oggi si godono immobili signorili a prezzi di saldo. I lavoratori avrebbero diritto di sapere cosa accade ai contributi che versano in Enasarco, ma per Floris, evidentemente, non è così.
Da tempo il M5S, e in particolare la portavoce Roberta Lombardi, chiedono, senza mai aver avuto risposta ufficiale, il commissariamento di un ente che proprio dal 1 al 14 aprile vedrà tutti gli iscritti votare online per il primo round del rinnovo degli organi direttivi.
La “svendopoli” immobiliare in salsa Enasarco è molto più ampia di quanto si potesse raccontare in questo post. Sono tanti i vip e notabili di cui molti sanno e nessuno parla. Se qualcuno avverte ancora la missione del mestiere del giornalista, può semplicemente bussare alla nostra porta. Noi ci siamo. Ovviamente non ci rivolgiamo più a Giovanni Floris, che ha deciso di fare un altro lavoro.

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