Passaparola - Non è un Paese per onesti - PM Nino Di Matteo

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.
Non è un Paese per onesti
(12:30)
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In un Paese in cui lo Stato processa se stesso, in cui il presidente della Repubblica finisce intercettato con un indagato e schiaccia una procura contro la “sua” Corte Costituzionale, chi porta avanti un’inchiesta per l’accertamento della verità viene isolato, minacciato, processato dai suoi stessi colleghi e poi, ovviamente, si fa di tutto per togliergli quelle carte di mano.

Nino Di Matteo, pm di Palermo sotto scorta, non può più vivere come una persona libera. Sacrificio a cui non si contrappongono riconoscimenti istituzionali o l’appoggio delle più alte sfere dello Stato. Tutt’altro. Ma va bene così.

“I momenti di perplessità e di scoramento sono tanti e non appartengono soltanto al passato” dice Di Matteo, ma sono superati dall’ “entusiasmo per il lavoro che faccio, che era quello che desideravo fare quando ho iniziato i miei studi di giurisprudenza, e che è obiettivamente entusiasmante, là dove proceda per l’accertamento della verità”. È questa passione che “fa prevalere in me, così come nei miei colleghi, la forza di andare avanti nonostante tutto, nonostante la consapevolezza che questa inchiesta, che questo tipo di lavoro, certamente non paghi ai fini della carriera, ai fini del quieto vivere, ai fini dell’aspirazione a nomine per uffici direttivi o altri incarichi importanti. Non ha importanza, noi facciamo i magistrati, abbiamo giurato sulla Costituzione e la cosa più bella ed entusiasmante che ci possa capitare è quella di avere la consapevolezza di cercare con tutti i nostri limiti di fare il nostro lavoro senza condizionamenti, paure, tentennamenti”.

L’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, indirettamente, è arrivata fino al Quirinale con quelle telefonate fra Napolitano e l’ex senatore Mancino che dovevano essere distrutte a ogni costo e che nei cittadini hanno lasciato un enorme dubbio. “Abbiamo fino dall’inizio rilevato e anche esternato che quelle intercettazioni non erano penalmente rilevanti” spiega Di Matteo, orgoglioso di come sui giornali non sia uscita neanche una parola. Eppure non è la prima volta che la voce del Capo dello Stato viene incisa su un nastro dagli investigatori. È già accaduto, a Milano e a Firenze, con Scalfaro e con lo stesso Napolitano. Quelle intercettazioni, invece, “erano state trascritte dalla polizia giudiziaria, cosa che non è avvenuta in questo caso, depositate agli atti del processo, cosa che non è avvenuta in questo caso, e finirono sulle pagine dei giornali, cosa che non è avvenuta in questo caso. Ebbene, per gli altri casi non fu sollevato il conflitto di attribuzioni, in questo caso è stato sollevato. Questo è il dato di fatto” aggiunge Di Matteo, che in verità fra Quirinale, CSM e Riina non sa da chi doversi guardare prima.

Dopo l’intervento senza precedenti del Presidente della Repubblica che ha portato il caso fino alla Consulta per difendere la sua “inviolabilità”, ci si sono messi anche i suoi colleghi: lo hanno sottoposto a un procedimento disciplinare che, secondo lo stesso pg della Cassazione che ha sostenuto l’accusa, non aveva ragion d’essere (tanto è vero che oggi è stato prosciolto, ndr). E accanto allo Stato, fra Quirinale e Csm (a capo di entrambi Giorgio Napolitano), non poteva mancare la mafia, con la voce più pesante, autorevole e terrorizzante: quella di Totò Riina. L’ha giurata a quel magistrato con la schiena dritta che va avanti nonostante i molteplici attacchi. “Tecnicamente, perdonerete la precisione pignola, non sono delle minacce – spiega Di Matteo - perché fino a prova del contrario Riina non sapeva di essere ascoltato e quindi non sapeva che il minacciato, tra virgolette in questo caso io, lo stesse ascoltando, e allora non sono delle minacce, ma sono più che altro esternazioni, auspici, per non dire ordini di morte nei miei confronti”. Riina ha condanne per secoli e secoli di carcere sulle spalle, come possa temere un processo in più o uno in meno non è dato sapere. Ma “c’è un motivo, contingente, legato alla paura, al timore che Riina certamente ha sulla possibile emersione di suoi rapporti esterni nel periodo delle stragi. Però – prosegue Di Matteo - credo che ci sia anche un aspetto di natura più generale da considerare, e cioè il Riina evidentemente auspica un ritorno a una strategia di violenta contrapposizione allo Stato che invece da quando si è verificata la cessazione delle stragi del ’93 Cosa Nostra ha abbandonato”. Insomma, una questione di DNA e “Riina è convinto che -anche al fine di negoziare i propri, non soltanto propri, personali, ma i rapporti della mafia con l’organizzazione statuale- le bombe, gli omicidi eccellenti siano sempre il viatico migliore”.

Con un fuoco incrociato del genere non poteva mancare qualcun altro per provare a scippare quel processo e quell’inchiesta a Di Matteo. A provarci è un altro pezzo di Stato seduto sul banco degli imputati: gli ex Ros Subranni, Mori e De Donno che, preoccupati dei riflessi di ordine pubblico dopo le terribili minacce di Riina, hanno chiesto che il processo si spostasse in altra sede. Ricominciando da zero. E la procedura, questa volta, è stata fulminea, tanto che il 18 aprile la Cassazione emetterà il verdetto. “È un fatto assolutamente importante e grave, mi stupisce, ma forse non troppo, considerata la disattenzione generale per il problema, per la vicenda della trattativa, constatare come gli organi di stampa non ne abbiano sostanzialmente dato notizia, se non nella prima battuta, nella prima fase, senza appunto chiedersi ciò che deriverebbe non soltanto dallo spostamento del processo, ma da un accoglimento che sancirebbe un principio devastante, e cioè che la violenza o la minaccia di un imputato nei confronti dei magistrati che hanno istruito il processo e che rappresentano la accusa nel processo può fare spostare il processo dalla sede naturale. Cioè sostanzialmente nel caso di accoglimento si determinerebbe anche un precedente molto pericoloso, devastante per il futuro, per cui la violenza nei confronti dei magistrati che celebrano il processo potrebbe indurre a violare il principio costituzionale del giudice naturale”.

Tutto ciò non può non portare alla considerazione che, evidentemente, questi giudici abbiano toccato qualcosa che ha fatto saltare i nervi a tutti i livelli – sia nello Stato che nella criminalità organizzata – senza, magari, neanche accorgersene. “Certe volte questa stessa domanda me la pongo anche io – dice Di Matteo - ce la poniamo con i nostri colleghi, e obiettivamente non so risponderle. Qualche volta abbiamo avuto la sensazione in esito a determinate reazioni che ci sono state al progredire delle nostre indagini anche di avere potuto, senza averne piena consapevolezza, sfiorare delle verità forse troppo scomode”.

Di Matteo ha una sua idea dell’evoluzione del rapporto fra criminalità e politica, e il brodo di coltura nel quale si sviluppano è quello della corruzione: “È proprio attraverso quelle condotte, di corruzione, di abuso di ufficio, di turbativa d’asta, condotte commesse da pubblici ufficiali o da soggetti che collaborano con i pubblici ufficiali, che le mafie riescono a penetrare il potere”. Perché in questo Paese si prende sempre la scorciatoia di scaricare tutto addosso ai magistrati, di regolare tutto col diritto penale, mentre altri sarebbero i principi da far valere “fare valere responsabilità di tipo diverso, di tipo politico, di tipo deontologico, di tipo disciplinare”.

E dopo un viaggio attraverso un incubo, il magistrato dalla schiena dritta qualche sogno lo continua a coltivare. Primo quello di riconquistare una propria libertà personale. Ma anche “quello di contribuire, anche un minimo, senza enfatizzare mai né il mio ruolo, il mio lavoro, il nostro lavoro, a cercare di fare vivere i miei figli, i nostri giovani, in un paese diverso, dove non ci siano la libertà e la democrazia condizionate e fortemente limitate dalla illegalità, dalla corruzione, dalle mafie. Questo è il mio sogno, ma anche la mia speranza” chiude Di Matteo che auspica anche un futuro diverso per la magistratura italiana. “Il sogno di una magistratura che per prima coltivi al suo interno l’autonomia e l’indipendenza, non soltanto difendendosi dagli attacchi esterni, ma anche dagli attacchi interni, cioè dalla tentazione di mutuare dalla politica le peggiori logiche, per esempio quelle per cui l’autogoverno della magistratura è determinato dalle logiche delle correnti. Una magistratura che all’interno di ciascun magistrato recuperi l’essenza fondamentale della consapevolezza di dovere rispondere soltanto alla legge e di non perseguire mai il risultato più opportuno, ma quello più conforme alla legge, alla giustizia e verità”. Nicola Biondo, Andrea Cottone

Il Csm ha prosciolto il magistrato in istruttoria,accogliendo la richiesta del Pg della Cassazione. Ansa del 2 Aprile 2014

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Commenti

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  • Contarefinoatre Rosso Utente certificato 3 anni fa
    Dott. Di Matteo, lasci che Le dica che per me è un onore leggere il Suo commento in questo BLOG. Mi lasci esprimere che Lei è uno dei pochi motivi che mi fa sentire ancora onorato di essere Italiano. Grazie per tutto il Suo onesto e coraggioso lavoro fin qui svolto. Non so se ne vale la pena rischiare la vita e, sinceramente, non so se lo farei al suo posto, per questa repubblica e poteri forti, sempre più distanti dal popolo onesto. Ma gli eroi sono gli ultimi a tirarsi indietro e Lei, dott. Di Matteo, fa onore a uomini come Falcone e Borsellino. Non saprei proprio cosa consigliarLe, posso solo dirLe che ha tanti italiani al Suo fianco. Con Stima. Francesco PS: grazie per questo post
    • mario la torre Utente certificato 3 anni fa
      AVREI SCRITTO ESATTAMENTE LE STESSE COSE;GRAZIE PER QUESTE PAROLE CHE CI FANNO SPERARE E CONTINUARE A VIVERE ANCHE E SOPRATUTTO PER I NOSTRI FIGLI E GRAZIE ANCHE AL BLOG DI GRILLO CHE DA E FA FA SENTIRE LA VOCE A TANTE PERSONE CHE CONSERVANO ANCORA LA PROPRIA DIGNITA'. GRAZIE VAI AVANTI NINO,CHE DIO TI ASSISTA.
    • leggerezza dell'essere Utente certificato 3 anni fa
      Francesco, condivido e quoto :)
  • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
    il M5S sta con Di Matteo!!!
  • Danila R. Utente certificato 3 anni fa
    L'Italia dei misteri, dei depistaggi, delle stragi impunite. Anni a cercare di far luce sulle trattative stato-mafia ma tutto deve essere insabbiato. Falcone e Borsellino non solo furono isolati, vennero denigrati e sbeffeggiati, prima di essere uccisi. Con Nino Di Matteo si sta scrivendo un'altra vergognosa pagina, nel silenzio assordante delle istituzioni e dei media.
    • Danila R. Utente certificato 3 anni fa
      Ciao stella, chi tace è complice, per questo sono molto contenta che il blog abbia dato spazio a questa intervista a Di Matteo
    • Monica R. Utente certificato 3 anni fa
      E' quel silenzio assordante la cosa più terribile, l'omertà che distingue chi vive queste realtà. La mafia usa la paura come arma di sottomissione e controllo, e la sa usare bene. Ciao Stella :)
  • ENZO D. Utente certificato 3 anni fa
    è un ONORE oltre che un PIACERE, avere il DOTT. DI MATTEO ospite sul NOSTRO BLOG ... GRAZIE, a nome di TUTTI gli ITALIANI ONESTI...
  • ChiaraLuce C. Utente certificato 3 anni fa
    OT Pagliacciate Italo-Americane Renzi a Obama:'grazie per sostegno su Marò,ci contiamo.Premier, trattenuti illegalmente in India. Domani nuova udienza'Ansa 27 marzo, 22:46 Cosa è successo poi in India nell'udienza del 28 marzo? New Dehi- La Corte suprema indiana ha ammesso il ricorso dei due marò ed ha sospeso il processo a loro carico presso il tribunale speciale. La prossima udienza si terrà fra 4 settimane.ll governo italiano chiede "con forza"l'immediato ritorno dei due militari in Patria.(Ansa) Ah,la potenza della parola di Obama! Finalmente liberi? Eh, NO, perché.. ..il 31 marzo sappiamo che il tribunale di Nuova Delhi ha rinviato l'udienza al 31 luglio, cioè dopo le consultazioni elettorali in India. Le teste dei nostri Marò saranno nel terreno di scontro della campagna elettorale delle opposizioni contro il partito di Sonia Gandhi. Chandy,il Governatore dello Stato indiano del Kerala ha chiesto al Primo Ministro del suo governo di non liberare i due marò italiani «anche se intervengono le Nazioni Unite». (faccio presente che Chandy è del Partito del Congresso, lo stesso di Sonia Gandhi) Inoltre,il candidato premier del Bjp Narendra Modi,il più quotato alla Elezioni ha chiesto alla leader italo-indiana: «Perché i due militari italiani accusati di avere ucciso due pescatori non sono in carcere?».Praticamente l'ha accusata di partigianeria.(da lettera43.it) I Marò sono diventati un caso 'politico' pur essendo innocenti.Far intervenire Obama è stato controproducente. India, Cina,Brasile, Russia, Venezuela,hanno stretto un patto di ferro contro le sanzioni inflitte a Putin. Renzi se non fosse quell'inetto piglianculo che è, avrebbe dovuto chiedere l'intervento della diplomazia cinese. Anche se i nostri media non lo fanno presente, circa metà del mondo non è disposta a calarsi le braghe di fronte agli States. Su Renzino, a chi telefoni adesso? Ad Obama, alla Merkel, a Ban Ki Moon? Ma gli F35 a che servono? Li lucidiamo e basta? Solidarietà ai Marò.
  • Nando Meliconi (in arte "l'americano") Utente certificato 3 anni fa
    DAL "BANCHETTO" DEL BLOG DI GRILLO(così so attivista pure io). PASSAPAROLA - NON È UN PAESE PER ONESTI - PM NINO DI MATTEO Grazie dott. Di Matteo, sante parole le sue, lo Stato non deve avere paura, nè "evitare" di processare se stesso quando necessario, anzi, lo Stato deve dare il "buon esempio", quello che manca alla nostra classe politica. C'è una frase ascoltata in un film che m'ha fatto pensare, e devo dire che Paolo Ferraro(altro emarginato) ha ragione, dentro molti film ci sono verità importanti. la frase è questa: "Lo Stato non applica la giustizia, applica la legge". Il concetto è chiaro, se uno si muove a norma di legge può fare anche cose non giuste, e quindi il concetto di Giustizia fa a farsi friggere! Ovviamente la magistratura deve muoversi nell'ambito delle leggi esistenti, comprese quelli non chiarissime e quelle in continuo cambiamento che danno modo di essere "interpretate". La Legge è uguale per tutti, per lo Stato di più! Io applicherei pene doppie per chi ha prestato giuramento allo Stato, se un reato è da 4 anni, te ne prendi 8, perchè ha giurato, altrimenti che si giura a fare? Alla fine il dott. Di Matteo lo dice chiaro, gli attacchi interni sono i peggiori, quelli che la minano e la destabilizzano da dentro, i peggiori appunto. Come è vero che non possiamo avere, nè dobbiamo volere, una magistratura al centro della vita dello Stato, non va bene. https://www.youtube.com/watch?v=ZHcOAJeQxj0 "Guai a quel popolo che, fa dei suoi giudici eroi e si affida a chi confonde giudizio e giustizia e si fida" Arrivederci e grazie. Nando dal Banchetto del Blog.
  • Paolo Rivera Utente certificato 3 anni fa
    .......... "L'onestà deve tornare di moda" ..........
  • Patty Ghera Utente certificato 3 anni fa
    L'Italia non è un paese normale, perchè la mafia è fra le istituzioni, figuriamoci se viene combattuta sul serio. L'Italia non è un paese normale, perchè hanno sempre comandato affaristi dai tempi dell'Unità d'Italia. L'Italia non è un paese normale, perchè in Parlamento ci sono più indagati che persone per bene. L'Italia non è un paese normale, perchè i rappresentanti eletti dai cittadini antepongono il proprio interesse a quello del paese. L'Italia non è un paese normale, perchè la meritocrazia in tutti i gangli dell'amministrazione pubblica, è un optional. L'Italia non è un paese normale, perchè ogni qualvolta un uomo onesto ha tentato di fare pulizia, è stato ucciso. L'Italia non è un paese normale, perchè i giovani sono costretti a emigrare per uno stipendio. L'Italia non è un paese normale, perchè ci sono pensionati che muoiono di fame e politici in pensione che se la spassano con i nostri soldi. Come scrisse Giuseppe Prezzolini in tempi non sospetti: "L'Italia finisce" e "L'italiano inutile".
    • Franz M. Utente certificato 3 anni fa
      Di stampo mafioso, e la mafia inizia dalla corruzione, come dice Di Matteo. Il problema degli italiani e che sono compromessi, direttamente ed indirettamente com questa merda di mostri. Ci vorrebbe la corte marziale per tutti i traditori del popolo onesto, mesi e mesi di processi....
    • Lady Dodi 3 anni fa
      Brava!
  • Paolo B. Utente certificato 3 anni fa
    CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO,CASALEGGIO, ***** Eposmail
  • luca a. Utente certificato 3 anni fa
    QUANTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO MANCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA?!??!?!?!??!?!?!?!?!?!?
  • Lady Dodi 3 anni fa
    Caro Di Matteo. Anch'io sto con lei.
  • Lady Dodi 3 anni fa
    Pare sia dalla Cassa Depositi e Prestiti che prendono i soldi per far delocalizzare le nostre Ditte. Pardon per "internazionalizzarle". Di Matteo, resti con noi! Oltre che di persone oneste, abbiamo bisogno di gente con la testa a posto!
  • Lady Dodi 3 anni fa
    Non solo Dio, Ale, ma anche il 5 Stelle deve proteggere Di Matteo! E' nostro dovere.
  • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
    renzi dichiara che son state trovate le risorse...e perchè si erano perse??? quindi dimezzamento stipendi parlamentari?? quindi limite massimo delle pensioni a 5000 euro?? quindi niente aerei da guerra?? quindi vera abolizione delle province?? quindi restituiti i rimborsi pubblici illegali ai partiti?? quindi ecc ecc.... o questo essere sta ancora scherzando con noi perchè gli piace fare il fighetta miserabile??scherza scherza che poi vediamo come va a finire dopo le europee.
    • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
      ciao ale!!:)
    • Alessandro B. Utente certificato 3 anni fa
      Buonasera Luca, già preso il caffettino notturno? Ho pochissimi vizi ma al caffè non saprei rinunciare ;)
    • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
      ciao gianni!!
    • GIANNI PARLANTE Utente certificato 3 anni fa
      come, anche tante altre cose .... ok, è ironia, l'ho capito
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