No agli F35 per risparmiare 53 miliardi di euro

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

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"Chi si ricorda di "Antelope Cobbler"?* Se ne parlò a iosa negli anni '70, quando tutti si chiedevano chi fosse il misterioso uomo politico italiano implicato in un giro internazionale di tangenti, per l'acquisto di aerei da guerra Hercules da una compagnia americana.
La compagnia era la Lockheed, oggi Lockheed Martin. La stessa che oggi costruisce e ci vende gli F35. "Oggi" si fa per dire. Il progetto, dapprima previsto per il 2011, è stato spostato al 2018. L'F-35 fa acqua da tutte le parti, come ha certificato uno studio dello stesso Pentagono che sta seriamente mettendo in dubbio l'acquisto dei caccia bombardieri da parte degli USA. Il Giappone ha già rinunciato. D'altronde, chi vorrebbe consegnare la sicurezza nazionale ad apparecchi di scarsa manovrabilità, che non riescono a decollare o a manovrare per il troppo freddo, il troppo caldo o il troppo vento? Il Pentagono ha già contato ben 13 difetti di costruzione.
Noi ne abbiamo trovato un 14mo: costano un occhio. Nel 2026 saremo fieri possessori di 90 (o 131?) aerei malfunzionanti per un ammontare di 53 miliardi manutenzione inclusa. Mentre per scuole e cultura non si trovano 8 miliardi.
Gli F35 sono in realtà una mera operazione di marketing: il primo cacciabombardiere multinazionale a disposizione di chi se lo accatta. Senza comprare ovviamente né l'avionica, che resta secretata, né i ricambi. Unica convenienza: la ricaduta occupazionale sui mercati interni degli acquirenti, che possono personalizzarlo. Un piccolo conto dimostra però che costeranno, per ciascuno dei 2000 addetti italiani, ben 900 mila euro: chissà cosa ne pensano i lavoratori, che riceveranno solo le briciole.
Oggi il MoVimento 5 Stelle chiederà in aula, alla Camera, lo stop del progetto. Chiederà che i "colleghi" del PD ricordino le promesse elettorali, quando ai cittadini sbandieravano "no agli F35" per raccattare voti. Chiederà che i fondi vengano spostati sul reddito di cittadinanza, o sul sostegno alle piccole imprese. Ci auguriamo che vengano ascoltati, e soprattutto che non debba ripartire in Italia una nuova caccia all'antilope. Le premesse ci sarebbero tutte, perché come nel non troppo lontano 1976 abbiamo di nuovo un governo "delle larghe intese" (allora si trattava di DC+PCI), e come ha dichiarato candidamente lo stesso Berlusconi "le tangenti sono commissioni che si devono pagare". Dopo quasi quarant'anni, esiste di nuovo un "caso Lockheed"? Esistono altri aerei militari in odor di tangente? Quando il sole sorgerà domattina, sarà meglio che l'antilope cominci a correre." M5S Camera

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