Se il voto di Orietta Berti fa paura

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

articolo tratto da Vanityfair

La cantante fa endorsement per Di Maio. Il Pd presenta un esposto all'Agcom. «Non ritiro niente di quello che ho detto. Se il mio voto fa paura, siamo messi male». E ricorda gli spettacoli con Grillo.

«Non ritiro niente di quello che ho detto. E’ stata una puntata così divertente».
Per alcuni avrebbe violato la par condicio.
«Ma siamo in democrazia oppure no? Potrò dire quello che penso su una persona?».
Vogliono addirittura toglierla da Che tempo che fa.
«Se il voto di una persona fa così paura, forse non siamo messi così bene…».

Tra l’apparente ingenuo e il genuinamente bonario, tra il finto indolente e l’ironico verissimo, Orietta Berti si mostra sorpresa dalla situazione che la vede protagonista e che ha sconvolto la campagna elettorale per le Politiche del 4 marzo: una situazione grave in apparenza e seria ben poco.

Riassunto. Venerdì 12 gennaio la cantante 72enne, autrice tra gli altri successi di Fin che la barca va, è stata ospite della trasmissione di Radio1 Rai Un giorno da pecora. Nel corso di un’intervista dai toni leggeri e ironici, alla domanda su chi avrebbe votato ha risposto sicura: «Il Movimento 5 Stelle del mio amico Grillo. Di Maio mi piace, è un bel ragazzo, secondo me è bravo».

Apriti cielo. Il caso finisce addirittura all’Autorità garante per le Comunicazioni, alla quale il deputato del Pd Sergio Boccadutri, presenta un esposto. «Abbiamo un personaggio dello spettacolo che esprime pubblicamente la propria preferenza politica, senza alcun bilanciamento», protesta l’onorevole, componente della Commissione di Vigilanza Rai. «L’Agcom valuti se non siamo di fronte ad una chiara violazione della legge. E sarebbe opportuno anche valutare se Orietta Berti, dopo il suo coming out, possa continuare a ricoprire il ruolo di ospite fisso nella seconda parte della trasmissione di Fabio Fazio».

In difesa della cantante interviene Di Maio stesso («Quello del Pd è un atto di censura») e migliaia di utenti in Rete. Lei, col tono della nonna che tutti quanti sentiamo ancora di avere, fa quello che fanno tutte le persone intelligenti quando la situazione si fa pesante: la alleggerisce. «Ho visto questo Boccadutri, e mi sembra anche un bel ragazzo. Mi pare anche intelligente».
Che cosa gli vorrebbe dire?
«Mah… di non preoccuparsi. E magari di farsi con me un bicchiere di Lambrusco con due tortellini».
Per ora, l’onorevole si preoccupa se lei, dopo il «coming out» debba continuare a essere ospite di Che tempo che fa.
«Ma se uno non può neanche esprimere il giudizio su un’altra persona, siamo messi male».
Come mai le piace il Movimento 5 Stelle?
«Perché non prendono finanziamenti dallo Stato, perché si sono dimezzati lo stipendio, perché hanno il limite di due legislature e perché sbattono fuori chi fa qualche marachella. Poi le dico una cosa».
Dica.
«Io non ho mica una tessera di partito e non sono mai stata candidata. Il mio giudizio era più sulla persona».
Luigi Di Maio, il candidato premier.
«Un bravo ragazzo, bello, intelligente».
Poco inesperto, fanno notare i maligni.
«Poco inesperto nel rubare, quindi…».
Attaccato da molti per alcuni errori coi congiuntivi.
«E beh, l’importante è che non faccia errori con le riforme…».
Quando l’ha visto?
«Dietro le quinte di Che tempo che fa. Ci siamo fatti una bella foto insieme. E c’era anche quello del Grande Fratello, che conoscevo dai tempi di Buona Domenica».
Rocco Casalino, attuale capo ufficio stampa del Senato del Movimento 5 Stelle.
«Già, persona molto intelligente. Lo ricordavo più eccentrico nel vestire. Adesso veste più classico».
Lei ha detto che il voto per il Movimento è una promessa fatta a Grillo. Lo conosce bene?
«Oh, dagli anni 70. Facevamo gli spettacoli insieme, a Chianciano, a Montecatini. Teatri strapieni».
Le piaceva?
«Era una persona perbene, educata, dalla battuta pronta. Un piacere lavorare con lui».
Come lavoravate?
«Io facevo il primo tempo con le mie canzoni, lui il secondo con i suoi monologhi. Da dietro le quinte, in attesa di salire, mi gridava: ‘Dai! Taglia che tocca a me!’. Un burlone».
Ma lei l’ha mai votato?
«No, ma io non ho votato quasi mai. Ho viaggiato tanto per il mondo. I giorni delle votazioni ero sempre fuori dall’Italia».
Da che famiglia viene?
«Vengo da un paesino dell’Emilia, la mia famiglia era tutta comunista. Ma era un comunismo alla Don Camillo e Peppone. Alla fine, ci s’aiutava tutti».
Le hanno mai fatto qualche proposta politica?
«Mai. Credo di essere la cantante che ha partecipato a più Feste dell’Unità della storia italiana. Ma non sono mai stata aiutata politicamente. L’unico aiuto me l’ha dato il pubblico».
Pubblico che ora la sta «difendendo». Ridirebbe tutto?
«Certo, non vorrei mai sacrificare la mia ironia».
Proposito condivisibile.
«Se pensi troppo prima di parlare, l’ironia ti saluta. E io non voglio pensare troppo, mi piace preservare il mio istinto naturale».

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