Il fratello di Alfano: interrogazione senza risposta

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In questi giorni, nell'inchiesta denominata "Labirinto", che vede coinvolti come indagati anche il deputato di Ncd Marotta e l'ex sottosegretario Pizza, spunta anche il nome Alessandro Antonio Alfano, ovvero il fratello di Angelino Alfano, ministro dell'Interno. Ma come spunta il nome del fratello del ministro? Gli organi di stampa riportano questa intercettazione:

Pizza: "Angelino lo considero una persona perbene un amico... se gli posso dare una mano... mi ha chiamato il fratello per farmi gli auguri...tu devi sapere che lui come massimo (di stipendio, ndr) poteva avere 170.000 euro... no... io gli ho fatto avere 160.000. Tant'è che Sarmi stesso glie l'ha detto ad Angelino: io ho tolto 10.000 euro d'accordo con Lino (il soprannome di Pizza, ndr), per poi evitare. Adesso va dicendo che la colpa è la mia, che l'ho fottuto perché non gli ho fatto dare i 170.000 euro... cioé gliel'ho pure spiegato... poi te li facciamo recuperare...sai come si dice ogni volta... stai attento... però il motivo che non arriviamo a 170 è per evitare che poi dice cazzo te danno fino all'ultima lira. Diecimila euro magari te li recuperi diversamente"

Tedesco: "Ma di chi parlava?"

Pizza: "Hai la mia parola d'onore che questo (Alessandro Alfano, il fratello del ministro, ndr) va dicendo in giro che io l'ho fottuto. Perciò io ho paura... dico... cazzo te faccio avere un lavoro... aoh... m'avve a fare u monumento... mo a minchia la colpa mia che quistu dice che (incomprensibile) 10.000 euro in più... che è stata una scelta politica come tu sai"

Ma facciamo un passo indietro, nel 2013 quando Andrea Colletti presenta un'interrogazione proprio sul posto di lavoro ottenuto dal fratello di Angelino Alfano, ecco il testo:

Mercoledì 18 settembre 2013, seduta n. 79

Al Ministro dell'economia e delle finanze. -- Per sapere - premesso che:
nell'anno 2009, Alessandro Antonio Alfano ha conseguito la laurea in economia e finanze;
già nel 2008, però, ancora privo di titolo, è stato docente del laboratorio di «Principi e strumenti di marketing» presso la facoltà di comunicazione dell'università di Roma «La Sapienza»;
nel 2010 al dottor Alfano è stata contestata la veridicità di alcuni punti del curriculum vitae presentato per partecipare al concorso - poi vinto - per un posto di segretario generale della camera di commercio di Trapani;
in quell'occasione, le forze dell'ordine sequestrarono la documentazione relativa al concorso. Il dottor Alfano lasciò il posto di segretario generale dopo circa un anno per presunte cause «di forza maggiore»;
ad agosto 2013, la vicenda è stata anche oggetto di un'interrogazione parlamentare, tuttora rimasta inevasa, presentata dal deputato del gruppo Sinistra Ecologia e Libertà, Erasmo Palazzotto;
all'inizio di settembre 2013, Alessandro Alfano è stato nominato, senza concorso, dirigente di «Postecom» società di servizi internet del gruppo Poste Italiane partecipato al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, e avrà diritto ad uno stipendio annuo di oltre centomila euro -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della nomina del dottor Alessandro Alfano a dirigente di Postecom ed intenda accertare se tale nomina sia avvenuta in seguito ad una scrupolosa valutazione del curriculum vitae del candidato e/o all'esito di una comparazione tra diversi profili professionali idonei a ricoprire quell'incarico dirigenziale;
se risulti al Ministro interrogato, nell'ottica di contenimento delle spese delle società a parziale e totale partecipazione pubblica, assolutamente necessaria tale nomina e quali siano le motivazioni che hanno portato il management di Postecom a tale irrinunciabile scelta;
se sia nelle intenzioni del Ministro, in caso di illegittima nomina, inviare un dettagliato esposto alla competente Corte dei Conti e se si intendano, eventualmente, prendere provvedimenti verso i dirigenti della società Postecom. (5-01035)

Come sempre il Movimento Cinque Stelle ha visto con grande anticipo un grave scandalo che oggi viene scoperto. Un'inchiesta che vede annidarsi la corruzione nel cuore della politica e del parlamento.
Ad oggi nessuno ha ancora risposto all'interrogazione che abbiamo presentato.

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