#ProgrammaImmigrazione: il ricollocamento dei richiedenti asilo

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.


L'Italia non è il campo profughi d'Europa. Il nostro Paese è diventato una trappola per tutti i migranti che cercano di raggiungere i parenti sparsi per l’Europa: sbarcano in Italia e nel nostro Paese restano. I partiti non sono più credibili e la risposta europea ci penalizza: egoismo, mancanza di solidarietà, ricollocamenti che non decollano. Dobbiamo pretendere rispetto! Ancora una volta questa Europa si dimostra debole perché non riesce a far rispettare le proprie decisioni e, ancora una volta, il governo italiano si dimostra inconsistente perché non riesce a farsi valere in Europa. Il MoVimento 5 Stelle propone da sempre il superamento del regolamento di Dublino, firmato dal governo Lega-Berlusconi, che significa non caricare il primo Paese di approdo delle responsabilità legate all'accoglienza. Se un migrante ha dei parenti in Austria o Germania e lì vuole ricominciare una vita perché deve essere intrappolato in Italia? Inoltre, il meccanismo di redistribuzione dei migranti deve essere obbligatorio e permanente. Ci deve essere una equa corresponsabilità in casi di massicci flussi migratori. La gestione dei flussi, l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri in base a parametri oggettivi e quantificabili, come popolazione, PIL e tasso di disoccupazione. Il meccanismo deve tenere conto inoltre dei bisogni, della situazione familiare, delle competenze dei richiedenti asilo e di tutti gli elementi che agevolino l’inclusione sociale, in modo da evitare movimenti secondari tra i diversi Stati europei. Il MoVimento 5 Stelle chiede se siete a favore dell’introduzione di un meccanismo automatico ed obbligatorio di distribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati Membri. Questo meccanismo deve prevedere sanzioni per i Paesi che non rispettano gli accordi.

di Maurizio Veglio, avvocato e membro dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.

La redistribuzione o relocation è un meccanismo che è stato introdotto dalla Commissione europea nel 2015, all’interno dell’Agenda europea sulla migrazione. Questa agenda è un manifesto politico che rivela, in realtà, la debolezza dell’Unione Europea nella risposta a un fenomeno storico che non è certamente inedito. È vero che il fenomeno migratorio è arrivato a numeri non conosciuti in precedenza ma, rispetto alla portata, alla stabilità economica e al livello di benessere dell’Unione Europea che ospita circa 500 milioni di abitanti, non sembrava in grado di poterne mettere in discussione la stabilità e la tenuta. Ciò nonostante, l’Unione Europea ha risposto con una posizione di chiusura, con una politica difensiva e contenitiva, finalizzata, in primo luogo, a prevenire il movimento delle persone.

Questo tipo di politica, che io definirei “politica di imbuto” o di “ostacoli crescenti”, ha l’obiettivo molto chiaro di impedire il movimento delle persone in primo luogo attraverso il finanziamento dei regimi dei Paesi di provenienza o di transito. Questo anche a costo di sovvenzionare autorità che sono antidemocratiche come nel caso della Turchia, Stati implosi com’è il caso della Libia, vere e proprie dittature com’è il caso del Sudan, o Paesi che non sono nel pieno controllo delle autorità statali come l’Afghanistan. In secondo luogo, si è nuovamente sottolineata la centralità del regolamento Dublino, un regolamento comunitario che ha l’obiettivo di costringere le persone che arrivano in Europa per chiedere asilo politico nel primo Paese d’ingresso (sostanzialmente in Italia e in Grecia) impedendo alle persone di scegliere e di individuare il Paese di destinazione. In terzo luogo, per alleviare il numero crescente in carico a Italia e Grecia, la Commissione europea prevede questo meccanismo di redistribuzione, per adesso in chiave non obbligatoria. Questo è uno dei motivi per il quale questo sistema non ha funzionato, peraltro stiamo parlando di numeri estremamente limitati, si parla di circa 120 o 160 mila persone. La relocation non ha funzionato per una serie di motivi, ma di fatto, anche qualora avesse funzionato nella sua piena portata, non avrebbe spostato i termini del problema.

Ritengo che l’Unione Europea sia tenuta a una serie di obblighi positivi. Primo fra tutti, quello di tutelare la vita delle persone. Per fare ciò è evidente che bisogna impedire di costringere le persone a esporsi al rischio di compiere il viaggio verso il territorio dell’Unione Europea, non solo attraversando il Mare Mediterraneo, ma anche il deserto che è un luogo dove avvengono eventi atroci e tragici. Sarebbe importante evitare il transito attraverso la Libia che, come dicevo prima, è un Paese, di fatto, imploso, che non esiste perché alla mercé di bande armate e di gruppi che non rispondono a una Istituzione centrale. Questo è possibile, ed è possibile attraverso una politica seria di reinsediamento o attraverso il rilascio di visti o di apertura di canali umanitari direttamente nei Paesi di origine o Paesi di transito. Paesi evidentemente coinvolti in situazioni di conflitti civili o di gravi e ripetute violazioni dei diritti fondamentali.

In secondo luogo è opportuna, per non dire necessaria, una revisione del regolamento Dublino, cioè della regola per cui il singolo Stato di frontiera è tenuto a farsi carico della domanda di protezione internazionale presentata dal migrante. È necessario un salto di qualità che comporti la presa in carico dell’Unione Europea in quanto tale, non del singolo Paese ma dell’Istituzione complessiva. Una situazione che deve confermarsi politicamente capace di rispondere a un fenomeno importante e storico attraverso una politica seria e ragionevole, ispirata ai criteri di razionalità e non di emotività. Anche perché, in questo senso vanno gli indicatori demografici ed economici di molti Paesi che fanno parte dell’Unione. Questo quindi imporrebbe, da un lato, la possibilità di entrare regolarmente e senza pericoli per i richiedenti asilo e dall’altra di redistribuire equamente fra i vari Stati l’onere, non solo dell’accoglienza ma soprattutto la restituzione della dignità personale ai richiedenti.

Bisogna uscire, in qualche modo, da questo cerchio segregante che confina le persone entro l’alveo degli oggetti: oggetti di accoglienza, oggetti di salvataggio, oggetti di derisione, oggetti di pietà. Bisogna riportare le persone a una dimensione di soggettività e di titolarità dei diritti. Il richiedente asilo è, prima di tutto, un soggetto di diritti: all’accoglienza, alla protezione, alla tutela della sua vita e, in questo senso, la mutazione di questo ruolo dev’essere portata in primo luogo attraverso il riconoscimento della volontà delle persone di poter scegliere il Paese di destinazione del proprio percorso migratorio. Non bisogna dimenticare, inoltre, che la grande maggioranza delle persone è costretta e decide di rimanere nei Paesi immediatamente confinanti con il proprio Paese d’origine sia per condizioni economiche, sia per scelta, perché la finalità di molte persone è evidentemente quella di poter rientrare nel Paese d’origine appena le condizioni lo permettono.

Da ultimo, la risposta è sempre condizionata alla strutturazione di un sistema di accoglienza adeguato in Italia. Lo SPRAR, sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati, è un sistema che, dal punto di vista qualitativo, sembra offrire garanzie d’adeguatezza e di qualità, ma che dal punto di vista numerico è gravemente insufficiente ad accogliere il numero di persone che sono attualmente nella fase della richiesta di protezione internazionale. In Italia, 3/4 dei richiedenti asilo sono accolti in strutture straordinarie, temporanee, che molto spesso non sono in grado di offrire servizi degni di questo nome. È quindi importante che lo SPRAR sia adeguatamente ampliato, rinforzato, e possa realmente fornire lo strumento per un percorso d’integrazione, che possa avere l’obiettivo di fornire da un lato un riconoscimento di diritti nei confronti del richiedente asilo e dall’altro anche un buon ritorno in termini di restituzione nei confronti della comunità nazionale.

Commenti

NOTE: Alcuni commenti possono essere erroneamente contrassegnati come rimossi, perché la paginazione nel blog tarda ad arrivare (normalmente è assente fino il giorno dopo della pubblicazione del post)
  • alexandri alexia Utente certificato 6 mesi fa mostra
    Ciao miei fratelli in Cristo, voi che siete stati truffa. Grazie alla struttura della signora Josina posso ottenere un prestito di euro 70.000 in 72h con un tasso record del 2% il che è difficile raggiungere la creazione di imprese e progetti di costruzione di casa e debito, si prega contatto questa e-mail si sarebbe su di esso. in primo luogo non ascolta non a altro oggi sono felice Contact:antonioguillardo@gmail.com
  • Lora Lera 6 mesi fa mostra
    Causa censura ripeto Avvocato Veglio, se nel M5S “sono gli iscritti a dettare la linea politica” da iscritta suggerirei una linea politica che affronti alla radice i problemi, come il problema dei migranti. Ovvero il problema generato dai prepotenti “padroni del mondo”. Obiettivo: - ognuno conta uno e non ha padroni in casa propria - Riguardo a chi decide la linea politica, faccio presente l’Obiettivo statutario del M5S: “Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.” Infatti, per il M5S: -“leader” è una parola del passato, una parola sporca; leader di che cosa? Vuol dire che tu attribuisci ad altri l’intelligenza e la capacità decisionale, allora non sei neanche più uno schiavo, sei un oggetto –. Quindi, noi del M5S “leaderless”: - siamo cittadini punto e basta! Un Movimento senza capi né padroni, dove “Ognuno vale uno”- Perciò: “se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci.” In conclusione: “La democrazia diretta o si realizza..” attivando una Trasparente Piattaforma, “uno spazio dove veramente ognuno conta uno” “ ..oppure a casa ci deve andare chi ha provato (?) a fare la rivoluzione senza riuscirci. In mezzo non c’è niente, mettetevelo bene in testa.” https://youtu.be/lr3bU7K1XmA
  • Lora Lera 6 mesi fa mostra
    Avv. Veglio, se nel M5S “sono gli iscritti a dettare la linea politica” da iscritta suggerirei una linea politica che affronti alla radice i problemi, come il problema dei migranti. Ovvero il problema generato dai prepotenti “padroni del mondo”. Obiettivo: - ognuno conta uno e non ha padroni in casa propria - Riguardo a chi decide la linea politica, faccio presente l’Obiettivo statutario del M5S: “Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.” Infatti, per il M5S: - “leader” è una parola del passato, una parola sporca; leader di che cosa? Vuol dire che tu attribuisci ad altri l’intelligenza e la capacità decisionale, allora non sei neanche più uno schiavo, sei un oggetto –. Quindi, noi del M5S “leaderless”: - siamo cittadini punto e basta! Un Movimento senza capi né padroni, dove “Ognuno vale uno” - Perciò: “se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci.” In conclusione: “La democrazia diretta o si realizza...” attivando una Trasparente Piattaforma, “uno spazio dove veramente ognuno conta uno” “...oppure a casa ci deve andare chi ha provato (?) a fare la rivoluzione senza riuscirci. In mezzo non c’è niente, mettetevelo bene in testa.” https://youtu.be/lr3bU7K1XmA
  • Oronzo Barberio Utente certificato 6 mesi fa
    Prova di inserimento
    • mandrake 6 mesi fa mostra
      INSERISCILO BELLO GROSSO NEL DI DIETRO A MAX STIRNER. HA UN ANDRONE NON INDIFFERENTE! BUAAAH AH AH AH AH
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    NELLE VILLE DI GRILLO QUANTI NECRI GLI COLLOCHIAMO? E IN CASA VIVARELLI, CON FIGLIA A LONDRA E MARITO DEFUNTO, QUANTI CE NE STANNO?
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    I CUGINIMIERDA SEMPRE IN PRIMISSIMO PIANO L’onore di Roma svenduto dalla politica per un pugno di voti Gigantesche calunnie, indignazioni roboanti, danni letali. La mafia non c’era ma è servita a tutti, dal Pd ai Cinquestelle Ieri i giudici hanno stabilito che Roma è stata vittima di una calunnia entusiastica, colossale e globale da parte di spensierati calunniatori che hanno fatto a gara a chi calunniava meglio per due spicci di guadagno.
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    IN CASA BOLDRINI, QUANTI NEGRONI LE COLLOCHIAMO?
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    MA COSA VOLETE RICOLLOCARE! SE FOSSI UNO CHE CONTA IN AFRICA, FAREI DI TUTTO PER MANDARNE MILIONI SU MILIONI PER SENTIRE UN BEL "BOOOOOM" DELL'EUROPA! BUAAAH AH AH AH AH AH
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    L'IMMIGRAZIONE VA RESPINTA E IL MELONE O I POMODORI CI DEVONO ARRIVARE SULLA TAVOLA FACENDO LAVORARE A 3 EURO L'ORA QUELLI DEL PD E I GRILLOIDI!
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    METTETE IN CONTO CHE NON CI LIBERIAMO DALL'INVASIONE MUSULMANA NEMMENO SE METTIAMO AL GOVERNO I CIGINI STRETTI DEL PD, I GRILLOIDI!
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    +++++++++++++++++++++++++ comunque, a parte il fatto che facebook fa mercato dei nostri dati, a me va anche bene che le vie di trasmissione del Movimento siano tante viviana vivarelli, bologna CON COMMENTI DI QUESTO GENERE, FATTI DA QUESTA "GENTE", SIETE SICURI AVENDO DATO I VOSTRI DATI A TROTALEGGIO?
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    ++++++++++++++++++ GLI ASCOLTI DI GIGGINOCANADER A BERSAGLIO MOBILE NON HANNO BATTUTO QUELLI DELLA PUNTATA CHE HA VISTO COME PROTAGONISTA IL "BOLLITO" DI RIENZI. PER CASO ORESTINO O LUCAXXO DA RHO SI SONO DIMENTICATI DI AVVERTIRE I 9 MILIONI DI ELETTORI GRILLOIDI CHE GIGGINOCANADER OCANDIDATOINPECTORE SAREBBE STATO SU LAPEPPE INTERVISTATO (PAROLA GROSSA VERO CADALINO?) DA MENTANA? BUAAAAH AH AH AH AH AH CI SONO SEMPRE MENO FESSI DA FOTTERE, VERO STIRNER?
  • mandrake 6 mesi fa mostra
    A QUALE VACCINAZIONE SONO STATO SOTTOPOSTO DA BAMBINO PER NON DIVENTARE UN FESSACCHIOTTO GRILLOIDE O SINISTRATO?
NOTE: Considerando lo scopo del sito, saranno in linea di principio accettati tutti i commenti, tramite quelli che violano palesemente le REGOLE.
comments powered by Disqus