5 giorni a 5 stelle: 200mila firme per uscire dall'Euro

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"Questa settimana abbiamo tagliato un grande traguardo: quello della prima tappa verso il referendum sulla permanenza nell’euro. 200.000 firme, raccolte tra cittadini di tutto il Paese, sono state consegnate al Presidente del Senato Piero Grasso. Vito Crimi, faldoni alla mano, ci spiega i motivi di questa importante azione. Alla Camera, invece, Luigi Di Maio chiede conto al governo di un provvedimento che permette alle coop, -colmo della sfacciataggine in questo momento- di non essere più sottoposte ad alcun controllo ispettivo o di verifica. E sapete cosa risponde il sottosegretario? Che purtroppo è tutto vero! In plenaria a Strasburgo si parla di TTIP. Tiziana Beghin (EU) non la manda a dire al Parlamento intero, rimproverando tutti i deputati di pensare solo ai propri interessi continuando a rimandare la discussione di un accordo internazionale importante come il TTIP. Oltre all’euro, continuiamo la nostra battaglia sul Reddito di Cittadinanza. Nunzia Catalfo e Sara Paglini, dal Senato, ci trasmettono il loro entusiasmo per le ultime novità: durante le ultime audizioni in Commissione, il Presidente INPS Tito Boeri e l’ISTAT hanno confermato l’importanza della nostra proposta e la correttezza delle nostre stime di spesa. Al Senato si è discusso anche il provvedimento sugli omicidi stradali. Ascoltiamo la dichiarazione di voto favorevole del M5S, dal portavoce in Senato Enrico Cappelletti.
Tornando a Strasburgo, il nostro portavoce Dario Tamburrano (EU) riassume senza mezzi termini a tutta l’aula lastrategia energetica europea: tempo perso, soldi buttati, atteggiamento schizofrenico e irresponsabile verso ambiente e risorse. E’ ora di investire verso un modello rinnovabile, una delle nostre 5 stelle. Alla Camera continuiamo ad occuparci di pensioni. Questa settimana abbiamo presentato i nostri emendamenti all’assurdo decreto Bonus, che Renzi pretende di propinare al Paese in barba alla Consulta. Per finire, a Roma, mentre i tentacoli della piovra avvolgono la Capitale, il sindaco Marino se ne resta imperterrito attaccato alla poltrona. I nostri portavoce, insieme a tanti attivisti, sono andati personalmente a fargli presente che è ora di andarsene. Il 9 giugno è stata la giornata di #occupycampidoglio, ma il 15 giugno toccherà proprio a#marinodimettiti! Non mancate, vi aspettiamo alle 17,30 in Campidoglio!"
M5s Parlamento

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