Strage di cozze nei mari italiani: usiamo i fondi europei per superare l'emergenza

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

Mai più. La strage di cozze e ostriche che ha colpito in particolare la Puglia (ma anche allevamenti in Molise, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) nel mese di Agosto non si deve ripetere. I danni per gli operatori del settore sono ingenti, circa 25\30 mila tonnellate di mitili andati perduti e circa 7 milioni di euro di perdite per il settore pugliese. Il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle chiede l'attivazione delle misure idroambientali previste dal Fondo europeo per gli Affari marittimi. Il governo e le Regioni guidate dai partiti invece che stanno facendo?

Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione europea chiedendo se le Istituzioni italiane abbiano presentato una richiesta di indennizzo per i mitilicoltori che hanno subito danni, se le misure previste dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca siano state attivate e se ci sia la possibilità di finanziare i lavori per ripulire i fondali dai molluschi morti.

IN PUGLIA LA SITUAZIONE PEGGIORE
Questo è il terzo episodio in pochi anni che colpisce il tarantino. Il primo avvenuto nel 2012, il secondo, a dir poco disastroso, nel 2015. Serve un monitoraggio costante delle acque con adozione di sistemi di allarme e un piano per lo spostamento del prodotto in altre aree. La grande ondata di caldo delle settimane scorse genera, infatti, un surriscaldamento delle acque che provoca la morte dei molluschi in allevamento. Le elevate temperature diminuiscono la solubilità dell'ossigeno atmosferico in acqua, lo scarso ricambio delle stesse e il regime dei venti creano condizioni di scarsa ossigenazione per i molluschi che muoiono soffocati. Lo stato di calamità che si è creato sta diventando troppo spesso ricorrente.

Questa nuova strage è indirettamente collegata agli eventi che sconvolsero l'intero settore nel 2011 quando, a seguito dei rilevamenti effettuati su molluschi prelevati nel Primo Seno del Mar piccolo, si trovarono tracce di sostanze inquinanti. È indispensabile trovare soluzioni efficaci che permettano ai lavoratori di allevare e di garantire un prodotto di qualità. Serve inoltre la bonifica del Primo Seno che ne permetterebbe di nuovo il pieno utilizzo. Purtroppo, però, a quattro anni dalla nomina del commissario straordinario per le bonifiche, questa opzione non è mai stata contemplata. I cittadini non meritano di vivere in un Paese che conta i danni senza risolvere mai i problemi.

Commenti

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  • harry haller Utente certificato 4 mesi fa
    ..l'importante, è che nun se estinguano... Pulire le cozze lavandole accuratamente sotto acqua corrente. Raschiare la superficie esterna della conchiglia per rimuovere eventuali incrostazioni, staccare il bisso strattonandolo con la lama di un coltello. Metterle in una capace pentola assieme ad una manciata di foglie di prezzemolo sciacquate, l'aglio spellato, una macinata di pepe e un filo d'olio. Porre sul fuoco a fiamma vivace, coprire e attendere che le cozze si aprano. Generalmente occorrono 5 minuti. Mescolare di tanto in tanto. Distribuire le cozze nei piatti e servire con spicchietti di limone.
    • Zampano . Utente certificato 4 mesi fa
      E se tra le cozze trovate la fornero buttatela via, è guasta...
  • pericle seneca () Utente certificato 4 mesi fa
    Cara D'amato non si possono allevare cozze in situazioni ambientali come quelle del mar piccolo ! Va bene che la cozza filtra tutto il sudicio che passa ma se il sudicio è troppo e manca l'ossigenazione il mollusco muore. E in Italia molti allevamenti sono in situazioni simili !
  • maurizio p. Utente certificato 4 mesi fa
    LEMMETTI UN'ALTRA SVOLTA DI LIVORNO Dai Socialisti Italiani al PCI al Pd svolte e trasformismi si sono ripetuti senza pudore. Questa volta c'è voluto un livornese per ricordarvi di che pasta siete fatti. W M5S
  • Henrique Ruscitti (dexteritalia) Utente certificato 4 mesi fa
    Nella Trilha! Bravo!
  • Enrico Marcarlo 4 mesi fa
    dico la mia: ne hanno messe troppe di cozze e le allevano male, pure le vongole che chiamano 'veraci' non hanno sapore! ci si tolga dagli stupidi obblighi europei e si torni a pescare le nostre vongole piccole, certo ci si deve limitare alla quantità giusta che non le estingua. Basta con le stupide importazioni di alimenti schifosi dall'estero! e basta allevare schifezze estere spacciandole per italiane!
  • Lorenzo Accornero 4 mesi fa
    Il Sen.Razzi non è minimamente preoccupato della questione.Risponde solo: e che me ne frega a me della strage di cozze.Sarebbe grave se fosse una strage delle bone!
  • Zampano . Utente certificato 4 mesi fa
    ...usiamo i "fondi europei" per l'emergenza??? Cara Rosa D'Amato del gruppo Efdd, chiamiamo le cose con il loro vero nome. Quelli non sono fondi europei, sono fondi italiani, cioè miliardi che l'Italia versa periodicamente all'UE per rimanere nel suo carrozzone germanocentrico di massoni, banchieri, lobbisti, burocrati ladri e farsi spennare come un pollo. Pertanto, quel pizzo che noi paghiamo e che in parte ci torna indietro con l'autorizzazione dell'UE e che ci invita a usarlo (bontà loro!), sono soldi nostri, soldi italiani, non dell'Europa!!! Se abbandonassimo subito questo carrozzone di ladri europei, di soldi ce ne entrerebbero molti, ma molti di più. Fuori dall'euro e dall'UE!!!!
  • Clesippo Geganio 4 mesi fa
    trivellazioni e molto altro stanno compromettendo l'ecosistema naturale del piccolo Mare Adriatico. I vari governi sinistroidi e destroidi si inginocchiano per baciare i piedi delle multinazionali dei disastri, a fronte di miseri posti di lavoro pagati una miseria queste industrie succhiano via tutta la ricchezza locale lasciando miseria e devastazione ambientale e, sociale. Il modello di sviluppo economico proposto dalla politica di SX & DX è di stampo ottocentesco, appartiene ad una cultura industriale priva di ogni cognizione etica e morale, fondata sulla depauperazione di ogni risorsa materiale trasformabile in denaro, da giocare in borsa o accumulare in paradisi fiscali.
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