I premi Nobel contro l'#euro

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Joseph Stiglitz (premio Nobel per l’economia nel 2001)
"Questa crisi è artificiale e ha quattro lettere: euro".

Paul Krugman (premio Nobel per l’economia nel 2008)
"Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica"
"...una volta abbandonate le valute nazionali avete perso molta flessibilità. Non è facile rimediare alla perdita di margini di manovra"
"la creazione dell'euro è stato un errore terribile che ha portato a un punto di non ritorno
".

VIDEO Stiglitz contro il TTIP

James Mirrless (premio Nobel per l’economia nel 1996)
…dico che non dovreste stare nell'euro, ma uscirne adesso…finché l'Italia resterà nell'euro non potrà espandere la massa di moneta in circolazione o svalutare”.

Amartya Sen (premio Nobel per l’economia nel 1998)
L'euro è stato un'idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l'Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame. Le tensioni che si sono create sono l'ultima cosa di cui ha bisogno l'Europa”
“Quando tra i diversi Paesi hai differenziali di crescita e di produttività, servono aggiustamenti dei tassi di cambio. Non potendo farli, si è dovuto seguire la via degli aggiustamenti nell’economia, cioè più disoccupazione, la rottura dei sindacati, il taglio dei servizi sociali. Costi molto pesanti che spingono verso un declino progressivo”
“La Germania ha sicuramente beneficiato della moneta unica. Oggi abbiamo un euro-marco sottovalutato e un euro-dracma sopravvaluta

Christopher Pissarides (premio Nobel per l’economia nel 2010)
La situazione attuale non è sostenibile ancora per molto. E' necessario abolire l'Euro per creare quella fiducia che i Paesi membri una volta avevano l'uno nell'altro”.
“L’Unione Monetaria ha creato una generazione persa di giovani disoccupati e dovrebbe essere dissolta

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