Le province devono essere sopprese

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.
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Una reale soppressione delle province consentirebbe un risparmio di quasi 2 miliardi di euro l’anno. Le province sono l’ennesimo livello territoriale della macchina amministrativa dello Stato (dalle municipalità ai comuni, dalle province alle città metropolitane, dalle regioni allo Stato). La loro esistenza aumenta la burocrazia, poiché introduce ulteriori livelli decisionali. Rappresentano un "poltronificio" utile a piazzare politici, parenti e amici ammanicati, nonché a provvedere alle loro nomine in aziende partecipate ed altre controllate. Il M5S ne ha sempre invocato l’abolizione. Sia nei propositi che nei fatti, non presentando alcuna candidatura alle elezioni provinciali sostenute sino ad oggi. In Parlamento ne abbiamo proposto l'abolizione, proposta boicottata da tutti i partiti, nessuno escluso. Una poltrona non si nega a nessuno, si capisce. non solo non le hanno soppresse, ma sono riusciti perfino a peggiorarle. le province esistono ancora oggi e sono peggio di prima: i cittadini sono stati derubati anche di quella possibilità, seppur minima, di poter scegliere i propri consiglieri provinciali tramite elezione diretta. A nominarli saranno invece i sindaci e i consiglieri comunali di tutti i comuni della provincia, chiamati a votare fra loro stessi: casta che elegge casta! Non solo con la stessa legge Del Rio sono aumentati i consiglieri comunali di 29.096 unità e gli assessori di 5.036 unità, alla faccia della riduzione dei costi e dei minori oneri. Il M5S continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non cediamo e non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o, addirittura, da eventuali vittorie in alcune elezioni provinciali. La COERENZA è una virtù che sopravvive solo nelle fila del Movimento 5 Stelle.

Commenti

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  • Vittorio Bertola Utente certificato 3 anni fa mostra
    Una riflessione comunque ci vorrebbe, perché diventa difficile spiegare a uno di Cuneo o di Asti come mai nella sua provincia rifiutiamo con sdegno di partecipare alle elezioni, però a Torino presentiamo la lista per la città metropolitana (e badate che io sono favorevole a presentare tale lista). Se la motivazione è "non partecipiamo perché vogliamo abolirle", allora vuol dire che presentando le liste nelle città metropolitane non siamo più per la loro abolizione? Bisogna elaborare una posizione un po' più coerente su tutto il tema della riforma degli enti locali, condivisa tra centro e territorio. Vittorio Bertola Movimento 5 Stelle, Torino
  • giuseppe raffaele Piemonte Utente certificato 3 anni fa mostra
    refuso nel titolo...staff
  • Giuseppe Nobile Utente certificato 3 anni fa mostra
    Non ho mai condiviso questa scelta. Gli organi di governo provinciale sono quelli più vicini al cittadino, dopo le amministrazioni comunali. Non dimentichiamo che le provincie sono una istituzione presente storicamente da sempre nella nostra Costituzione, e ad esse sono affidati importanti compiti di servizio territoriale (ad esempio, la manutenzione delle strade "provinciali"). L'organizzazione invece più lontana dal cittadino sono le Regioni. A parte trasporti e sanità, tra l'altro gestiti in maniera pessima (gestiti infatti è un eufemismo), la loro funzione è praticamente nulla, ma ci costano davvero l'iradiddio, senza fornire alcun servizio reale. Grave errore è stato quello di introdurle in maniera scriteriata attraverso la riforma del titolo V della Costituzione. Da lì è nato il bagno di sangue in termini di sprechi e di disservizi, oltre a non capire mai di chi è il rimpallo di responsabilità tra i vari organi dello Stato. Io sarei invece per l'abolizione dei consigli regionali. Ritengo infatti che le Provincie abbiano tutt'oggi una funzione utile di coordinamento e di gestione di territori vasti ed omogenei che le Regioni non sono in grado di svolgere. Sarebbe utile avviare una discussione in merito in seno al M5s, per avere una visione comune almeno su questo argomento, che non sia calata dall'alto a prescindere, senza alcuna discussione.
  • giovanni 3 anni fa mostra
    Negli ultimi 20 anni sono nate province inutili, che hanno contribuito a spezzettare il territorio con il solo risultato di controllare e gestire ancora più da vicino seggi e nomine da affidare ad amici di amici. Lodi, Monza Brianza, Verbania, Forlì Cesena, Rimini, Prato, Barletta Andria Trani, Crotone, in Sardegna con paesi come Tortolì e Lanuesi e il Medio Campidano che hanno popolazioni esigue. Ora, bisognerebbe chiedere ai residenti di queste zone se sono contenti o meno di questo cambiamento, se stavano meglio prima o oggi.
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