I negozi rifiuti zero: la rivoluzione che serve all'Italia

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

L'economia circolare è già presente in moltissime realtà. Bisogna solo diffonderla il più possibile.dal sito Plaid zebra - traduzione a cura di MoVimento 5 Stelle Europa

Dimenticate Whole Foods. I tedeschi hanno creato un negozio tenendo ben presenti le esigenze dei clienti eco-consapevoli. O almeno a Berlino, dove è stato aperto il più recente punto vendita Original Unverpackt. Qui non troverete sacchetti di carta o plastica, o nessun genere di sacchetto nella fattispecie. Questo nuovo negozio di alimentari non genera rifiuti consentendo ai clienti di acquistare esattamente le quantità di cui hanno bisogno, riducendo i rifiuti nelle loro case. Original Unverpackt non vende prodotti di marchi famosi; offre invece per lo più prodotti organici. Original Unverpackt rifornisce i propri scaffali attraverso un sistema di contenitori pallettizzabili con un assortimento di frutta, verdura e cereali. Anche lo shampoo e il latte sono erogati da contenitori riempibili, secondo Salon.
Le due fondatrici Sara Wolf e Milena Glimbovski volevano creare "l'impossibile": attraverso il crowdfunding hanno sostenuto il progetto di questo negozio e hanno deciso di sfidare la tradizionale idea di "fare la spesa". La mission del negozio è quella di smettere di creare rifiuti connessi al packaging degli alimenti, vendendo alimenti in modo sostenibile (16 milioni di tonnellate l'anno nella sola Germania). Tre studi condotti nel 2013 hanno rivelato che ogni anno vengono accumulati 12 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, con un costo totale di 19 miliardi di sterline l'anno. Questa cifra non significa solo il riempimento delle discariche, ma è anche sinonimo di 20 milioni di tonnellate annue di emissioni di gas serra della nazione-
Lo stesso studio rivela che il 75% di questi rifiuti potrebbe essere facilmente evitato attraverso un'infrastruttura più efficiente. In termini di prezzi, alcuni dei prodotti offerti presso Original Unverpackt sono più costosi, principalmente perché organici, ma i prezzi di altri articoli sono simili, se non addirittura inferiori, a quelli dei supermercati standard. Il concetto "riempi il tuo contenitore" consente ai clienti di risparmiare denaro evitando loro una spesa eccessiva per gli alimenti: essi possono portare i loro contenitori, quali vaschette e sacchetti riciclati, venduti anche presso il negozio, e pagare in base al peso dei prodotti. Sebbene molti ritengano che tale modello di supermercato sostenibile difficilmente potrà raggiungere il nord America in tempi brevi, la consapevolezza e la richiesta di alternative low-waste sono destinate ad accelerare il processo.

Commenti

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  • MARIO MORSELLI SANTORO 8 mesi fa
    Stiamo asfissiando i nostri mari, mangiamo pesci "sintetici", il governo ha l'obbligo di emanare leggi per ridurre il consumo di plastica, le alternative non mancano occorre solo la volontà politica di cominciare. Mettiamo più bottiglie in vetro e usiamo più carta al posto dei sacchetti di plastica, o le vecchie sportine di stoffa portate da casa e riusate centinaia di volte senza inquinare.
  • guido ligazzolo Utente certificato 8 mesi fa
    certamente l'abbattimento della produzione di rifiuti si raggiunge solamente nella non produzione degli stessi ab originem
  • Chouinard Romaine Utente certificato 8 mesi fa
    Grazie a questa signora Chouinard Romaine Ho ricevuto un prestito di 35.000€ con 2% di interesse senza protocollo con l'aiuto di Madame Roman Chouinard che mio concesso anche questo prestito e due colleghi. Così se siete mai in bisogno di un prestito urgente di indirizzo di email e si otterrà il vostro prestito in breve delaie, perché se ho poi rivivere ancora una volta me è a causa sua. Ecco il suo email: chouinardromaine@hotmail.com
    • emilio calvelli 8 mesi fa
      Che cosa aspettate a recensire questo messaggio,cioè a verificare se trattasi di falsità o cosa seria? Mi rivolgo ai responsabili del Blog.
  • Aldo B. 8 mesi fa
    Io ricordo che vicino ad Agordo molti anni fa quando esisteva ancora la lira, c'era uno che si era inventato il distributore in strada per soli vini sfusi. Funzionava anche a self-service! Ti fermavi con la macchina in questo distributore che trovavi lungo la strada e c'erano tre pompe , uguali come erogazione a quelle della benzina ma: una era per il vino rosso sfuso, la seconda per il vino bianco sfuso e la terza per vino rosè sfuso. Le tre pompe, per essere più idonee al servizio, erano ricoperte tutte in listelli di legno che davano l'idea di una finta botte dalla quale spinare il vino. Prendevi le tue taniche e mettendo i soldi nel self-service sceglievi la pompa di vino dove compariva il prezzo a litro e i liri erogati e ti riempivi le taniche. Era una cosa anche simpatica da vedere e c'era anche la fila al distributore anche perché il gestore, molto simpatico, ti serviva vestito con abito tipico da montanaro con cappello piumato e scarponi e con una musica di sottofondo con canti e cori di montagna...poi un bel giorno non si è visto più e non si è capito bene il motivo. Forse era troppo avanti per quegli anni!
  • rolaznde danderas Utente certificato 8 mesi fa
    Ciao da prestito di due anni, la banca Crédit Mutuel è brio di fare di buona cosa nel nostro paese l'Italia. questa banca è brio di fare di prestito ha tutto i nostri cittadini che sono nella necessità di prestito. Allora io presi di condividervi questo messaggio, la questa azione di questa banca non è riconosciuta il nostro stato. Allora se avete realmente bisogno di prestito, vi chiedo di contattarli su questa mail poiché, hanno già fanno di prestito ha molta persona ed anche. Ecco la mail: creditmutuelbanquetransfertrap@gmail.com
  • Simona Spadotto 8 mesi fa
    Un argomento che mi appassiona da anni insieme al settore della distribuzione automatica, entrambi settori in costante crescita per motivi diversi. In Italia esistono già ecco un articolo che ne parla su non sprecare http://www.nonsprecare.it/negozi-spina-italia-senza-imballaggi-dove-trovarli
  • Gianfranco B. Utente certificato 8 mesi fa
    Solo vietando il confezionamento delle acque minerali in PET (plastica), obbligando le sociatà al confezionamento in vetro, con i vuoti a rendere. Solo con l'acqua minerale in vetro eviteremo 8 MILIARDI di pezzi l'anno di bottiglie in plastica e relativi tappi. Una cifra colossale. La stessa cosa potrebbe essere applicata, gradualmente, a tutti i prodotti confezionati in plastica o altro materiale non riciclabile al 100%. Pensate soltanto al latte, detergenti in genere e alla quantità di prodotti che potrebbero essere confezionati in altro modo ma che per motivi, essenzialmente, di riduzione dei costi di trasporto e di stoccaggio, vengono confezionati in plastica, anche quando non sarebbe strettamente necessario. Convertire gradualmente produzioni e confezionamento, eliminerebbe dall'ambiente qualche DECINA DI MILIARDI di pezzi in plastica ogni anno, con evidenti benefici complessivi. Inoltre, per effetto indotto, si ridurrebbe il trasporto, su gomma, delle acque minerali comerciali, inducendole a distribuire si territori molto più ristretti. Talelbano
  • Ivo sanna Utente certificato 8 mesi fa
    Bisogna x legge, costringere la grande distribuzione ha dotarsi di machinari che leggono i vuoti a rendere,con emissione di scontrino. Puoi così ricomprare le bevande,o quello che ti serve.In molti paesi europei ciò è già possibile,ogni Comune dovrebbe dare il consenso alla licenza solo con queste clausole!Si abbaterebero così il 50% del volume di Plastica e vetro che oggi vanno in discariche!Il riciclaggio non deve essere un obbligo assoluto !
  • Franco Della Rosa 8 mesi fa
    SINO AGLI ANNI '60 ERA COSI !!! NON HANNO INVENTATO NIENTE !!!
  • serafino ugolino 8 mesi fa
    uno stato che conta i rifiuti sui metri quadri di calpestabile di cui non sa fare manco i conti su quello che è o non è capestabile mi pare che ci sia poco da aggiungere. secondo la normalità delle cose i rifiuti si contano a persona forfettariamente oppure a peso e a pericolosità cioè tutto fuorché i metri quadri di calpestabile.
  • Carmelo Nicolosi 8 mesi fa
    Dare un incentivo al consumatore per il riciclaggio della differenziata aiuterebbe ad aumentare il riuso della materia prima,ed eviterebbe quello scempio che si vede lungo le strade !
  • Paolo Z. Utente certificato 8 mesi fa
    Avere frutta, verdura, carne, caldo, fresco, senza fare cose in contrasto con la natura, costa immensamente. L'alternativa è vivere come i contadini del 1800, ma quella non è una vita; quella era sofferenza inumana; la vita media era 40 anni, peggio dell'Afghanistan. Adesso soffriamo meno. Ho 35/40 piante da frutto; dalle susine alle mele. Tutte non naturali , perchè la mela naturalmente fruttifica su alberi alti minimo 8 metri, anche i ciliegi sono alti, e tutti i frutti, o gli ortaggi sono naturalmente piccoli, la pianta/albero è stato selezionato/modificato per massimizzare la resa, tant'è che i campi hanno bisogno di concime, dall'azoto al fosforo. Allora devi dare da mangiare alle piante/cereali/alberi per nutrire gli esseri umani o gli animali. Da allevamento o da compagnia. Quando vedo che un negozio, una catena d'alimentatari, una fonte d'energia, riesce a farci mangiare, stare al fresco/caldo, “naturalmente”, so che semplicemente non è possibile. Se mi dicono che il DANNO è LIMITATO, è già meglio, o che non è possibile estenderlo a tutto il pianeta, con i consumi di un tedesco, italiano, medio. Paolo TV
  • emanuele morresi Utente certificato 8 mesi fa
    A Corridonia in provincia di Macerata nel 2013 abbiamo aperto un negozio con pasta cereali vino e detersivi sfusi, in più gran parte dei prodotti vengono dall'indotto marchigiano! Purtoppo qualche sacchetto lo usiamo, nonostante tutto il risparmio di plastica e carta è stato impressionante.
  • Cecile Boufier 8 mesi fa
    In Francia pure si muovono verso un tentativo di vita senza rifiuti. Esistono già negozi "en vrac" ovvero dove alimenti e prodotti sono tutti proposti senza scatole o buste e soprattutto senza marche. Un giornalista (Donatien Lemaitre) ha scritto un blog su France TV e creato un film che segue il suo percorso durante 6 mesi per ridurre al minimo i rifiuto del suo nucleo familiare e trovare ogni possibilità di riciclare i propri oggetti. (Ma vie zéro dechets). Si può fare anche se oggi purtroppo non è semplice.
  • Maurizio De Tomasi Utente certificato 8 mesi fa
    " Nicht Alles, Sondern Viel "
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