#Impeachment a Napolitano

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>>> Stasera Giulia Sarti e Luigi Di Maio, portavoce del M5S alla Camera, parteciperanno alla puntata di Servizio Pubblico sulla Trattativa Stato Mafia

Questa mattina, 30 gennaio 2014, il MoVimento 5 Stelle ha presentato la:
DENUNCIA PER LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CONCERNENTE IL REATO DI ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, nell'esercizio delle sue funzioni, ha violato - sotto il profilo oggettivo e soggettivo, e con modalità formali ed informali - i valori, i principi e le supreme norme della Costituzione repubblicana. Il compimento e l'omissione di atti e di fatti idonei ad impedire e a turbare l'attività degli organi costituzionali, imputabili ed ascrivibili all'operato del Presidente della Repubblica in carica, ha determinato una modifica sostanziale della forma di stato e di governo della Repubblica italiana, delineata nella Carta costituzionale vigente. Si rilevano segnatamente, a seguire, i principali atti e fatti volti a configurare il reato di attentato alla Costituzione, di cui all'articolo 90 Cost.

1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d'urgenza
La nostra Carta costituzionale disegna una forma di governo parlamentare che si sostanzia in un saldo rapporto tra Camere rappresentative e Governo. La prevaricazione governativa assoluta, caratterizzata da decretazione d'urgenza, fiducie parlamentari e maxiememendamenti configura, piuttosto, un ordinamento altro e diverso che non conosce più il principio supremo della separazione dei poteri. Il predominio legislativo da parte del Governo, attraverso decreti legge, promulgati dal Presidente della Repubblica, viola palesemente sia gli articoli 70 e 77 della Costituzione, sia le norme di primaria rilevanza ordinamentale (quale la Legge n. 400 del 1988), sia numerose sentenze della Corte costituzionale (tra tutte: sentenza n. 29 del 1995, n. 22 del 2012 e n. 220 del 2013). Ma al di là del pur impressionante aspetto quantitativo che, comunque, sotto il profilo del rapporto costituzionale tra Parlamento e Governo assume fortissima rilevanza, è necessario rimarcare, parallelamente, una preoccupante espansione della loro portata, insita nei contenuti normativi e, soprattutto, nella loro eterogeneità.
Aspetto ulteriormente grave è la reiterazione, attraverso decreto- legge, di norme contenute in altro decreto-legge, non convertito in legge. La promulgazione, da parte del Presidente della Repubblica, di simili provvedimenti è risultata in palese contrasto con la nota sentenza della Corte costituzionale n. 360 del 1996, che ha rilevato come «il decreto- legge reiterato - per il fatto di riprodurre (nel suo complesso o in singole disposizioni), il contenuto di un decreto-legge non convertito, senza introdurre variazioni sostanziali - lede la previsione costituzionale sotto più profili».
La forma di governo parlamentare, alla luce dell'attività normativa del Governo, pienamente avallata dalla connessa promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, si è sostanzialmente trasformata in «presidenziale» o «direttoriale», in cui il ruolo costituzionale del Parlamento è annientato in nome dell'attività normativa derivante dal combinato Governo-Presidenza della Repubblica.

2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale
Il Presidente della Repubblica ha formalmente e informalmente incalzato e sollecitato il Parlamento all'approvazione di un disegno di legge costituzionale volto a configurare una procedura straordinaria e derogatoria del Testo fondamentale, sia sotto il profilo procedimentale che sotto quello degli organi deputati a modificare la Costituzione repubblicana.
In particolare, il disegno di legge costituzionale governativo presentato alle Camere il 10 giugno 2013, sulla base dell'autorizzazione da parte del Capo dello Stato, istituiva una procedura di revisione costituzionale in esplicita antitesi sia rispetto all'art. 138 Cost., sia rispetto all'art. 72, quarto comma, della Costituzione che dispone: «La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale».
Il Capo dello Stato ha, dunque, promosso l'approvazione di una legge costituzionale derogatoria, tra le altre, della norma di chiusura della Costituzione - ovvero l'art. 138 Cost. - minando uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale: la sua rigidità. Egli ha tentato di trasformare la nostra Carta in una Costituzione di tipo flessibile. Flessibilità che, transitivamente, si sarebbe potuta ritenere espandibile, direttamente ed indirettamente, alla Prima Parte della Costituzione repubblicana, in cui sono sanciti i principi fondamentali della convivenza civile del nostro ordinamento democratico.
Il Presidente della Repubblica ha, inoltre, in data 24 ottobre 2013, nel corso dell'esame parlamentare riferito alla riforma della legge elettorale, impropriamente convocato alcuni soggetti, umiliando istituzionalmente il luogo naturalmente deputato alla formazione delle leggi. Si tratta, segnatamente, del Ministro per le Riforme Costituzionali, del Ministro per i Rapporti con il Parlamento e Coordinamento delle Attività di Governo, dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari "Partito Democratico", "Popolo della Libertà" e "Scelta Civica per l'Italia" del Senato della Repubblica, e del Presidente della Commissione Permanente Affari Costituzionali del Senato.

3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale
Il Presidente della Repubblica, recita l’articolo 74 della Costituzione, prima di promulgare un progetto approvato dalle due Camere, può rinviarlo al mittente, chiedendo una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale costituisce una funzione di controllo preventivo, posto a garanzia della complessiva coerenza del sistema costituzionale.
Spiccano, con evidenza, alcuni mancati e doverosi interventi di rinvio presidenziale, connessi a norme viziate da incostituzionalità manifesta.
Possono, in particolare, evidenziarsi sia con riferimento alla legge n. 124 del 2008 (c.d. «Lodo Alfano»), sia con riguardo alla legge n. 51 del 2010 (c.d. «Legittimo impedimento»). Nel primo caso, le violazioni di carattere costituzionale commesse ad opera della Presidenza della Repubblica sono risultate duplici, stante sia l'autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge governativo, sia la sua relativa promulgazione; norma, questa, dichiarata integralmente incostituzionale dalla Consulta con sentenza n. 262 del 2009. Nel secondo caso, la legge promulgata è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 23 del 2011 ed integralmente abrogata con referendum popolare del giugno 2011.

4. Seconda elezione del Presidente della Repubblica
Ai sensi dell'articolo 85, primo comma, della Costituzione «Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni». É, dunque, evidente che il testo costituzionale non contempla la possibilità dello svolgimento del doppio mandato da parte del Capo dello Stato.
A tal riguardo, il Presidente Ciampi ebbe a dichiarare che: «Il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato».
In definitiva, anche in occasione della sua rielezione, il Presidente della Repubblica - accettando il nuovo e doppio incarico - ha violato la forma e la sostanza del testo costituzionale, connesso ai suoi principi fondamentali.

5. Improprio esercizio del potere di grazia
L'articolo 87 della Costituzione assegna al Presidente della Repubblica la possibilità di concedere la grazia e di commutare le pene. La Corte costituzionale ha sancito, a tal riguardo, con sentenza n. 200 del 2006, che tale istituto trova supporto costituzionale esclusivamente al fine di «mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio per eccezionali ragioni umanitarie».
Viceversa, in data 21 dicembre 2012, il Capo dello Stato ha firmato il decreto con cui è stata concessa al direttore del quotidiano "Il Giornale", dott. Sallusti, la commutazione della pena detentiva ancora da espiare nella corrispondente pena pecuniaria. A sostegno di tale provvedimento presidenziale, il Quirinale ha «valutato che la volontà politica bipartisan espressa in disegni di legge e sostenuta dal governo, non si è ancora tradotta in norme legislative».
Analogamente, il Presidente della Repubblica, in data 5 aprile 2013 ha concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d'Appello di Milano del 15 dicembre 2010. La Presidenza della Repubblica ha reso noto che, nel caso concreto, «l'esercizio del potere di clemenza ha così ovviato a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico».
Con nota del 13 agosto 2013, inoltre, il Presidente della Repubblica ha impropriamente indicato le modalità dell'esercizio del potere di grazia, con riferimento alla condanna definitiva del dottor Berlusconi, a seguito di sentenza penale irrevocabile relativa a gravissimi reati.
Dunque, anche con riguardo agli istituti di clemenza, il potere nelle mani del Capo dello Stato ha subito una palese distorsione, ai fini risolutivi di controversie relative alla politica estera ed interna del Paese.

6. Rapporto con la magistratura: Processo Stato - mafia
Anche nell'ambito dei rapporti con l'ordine giudiziario i comportamenti commissivi del Presidente della Repubblica si sono contraddistinti per manifeste violazioni di principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, con riferimento all'autonomia e all'indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale. La Presidenza della Repubblica, attraverso il suo Segretario generale, in data 4 aprile 2012, ha inviato al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione una lettera nella quale si chiedevano chiarimenti sulla configurabilità penale della condotta di taluni esponenti politici coinvolti nell’indagine concernente la trattativa Stato-mafia e, addirittura, segnalando l’opportunità di raggiungere una visione giuridicamente univoca tra le procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta. Inoltre, il Presidente della Repubblica ha sollevato Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Tale iniziativa presidenziale, fortemente stigmatizzata anche da un presidente emerito della Corte costituzionale, ha mostrato un grave atteggiamento intimidatorio nei confronti della magistratura, oltretutto nell'ambito di un delicatissimo procedimento penale concernente la presunta trattativa tra le istituzioni statali e la criminalità organizzata. Sempre con riferimento al suddetto procedimento penale, il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente della Corte di Assise di Palermo una missiva, al fine di sottrarsi alla prova testimoniale. In particolare egli ha auspicato che la Corte potesse valutare «nel corso del dibattimento a norma dell'art. 495, comma 4, c.p.p. il reale contributo che le mie dichiarazioni, sulle circostanze in relazione alle quali è stata ammessa la testimonianza, potrebbero effettivamente arrecare all'accertamento processuale in corso».

Il Presidente della Repubblica in carica non sta svolgendo, dunque, il suo mandato, in armonia con i compiti e le funzioni assegnatigli dalla Costituzione e rinvenibili nei suoi supremi principi. Gli atti e i fatti summenzionati svelano la commissione di comportamenti sanzionabili, di natura dolosa, attraverso cui il Capo dello Stato ha non solo abusato dei suoi poteri e violato i suoi doveri ma, nei fatti, ha radicalmente alterato il sistema costituzionale repubblicano.
Pertanto, ai sensi della Legge 5 giugno 1989, n. 219, è quanto mai opportuna la presente denuncia, volta alla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per il reato di attentato alla Costituzione.

MoVimento 5 Stelle, Camera e Senato

Commenti

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  • Andrea M. Utente certificato 3 anni fa mostra
    A seguire: 1) Marcia su Roma 2) Presa delle Radio e delle Televisioni 3) Presa del Comando delle Forze Armate 4) Istituzione dei Tribunali Speciali 5) Coprifuoco dalle 20 alle 7 6) Liste di proscrizione per i non Pentastellati 7) Istituzione del "Movimento Unico" 8) Dichiarazione di guerra alla Merkel e a Barroso Poi basta perchè a giugno ci sono gli esami di maturità...
    • harry haller Utente certificato 3 anni fa mostra
      Quando il fuoco ti arriverà davvero al culo, allora capirai che non è un gioco da ragazzi....
  • giovanni contardi 3 anni fa mostra
    Italiani con la memoria corta: un ventennio di fascismo,uno di berlusconismo e ora uno di grillismo? Bisogna rivolgersi all’ONU!Altro che impeachment! “Ho rifatto l’ esperimento in rete molto interessante come roll di me stesso. Ho “intervistato” ,provocandoli nei social network in questo ultimo scorcio del 2013 numerosi fans ed elettori del movimento cinquestelle.Ho dialogato con decine di “grillini” su argomenti i più vari ed ho ricevuto risposte e repliche tra le più disparate con l’unico comune denominatore dell’aggressività, dell’insulto gratuiti e dell’abissale analfabetismo (a volte con laurea….) La caratteristica più evidente è stata l’impressione di trovarsi non tanto difronte ad un movimento di idee coerenti e condivise ma piuttosto a degli individualismi di generica e istintiva protesta, con molta ignoranza in mezzo e un unico denominatore comune: un miliardario padrone come nelle migliori storie politiche sudamericane o dell’est europa. C’è chi esprime idee che corrisponderebbero ad una visione della vita sicuramente “da destra” chi “da sinistra” e chi da “uomo qualunque”, chi da affiliato a scientology o alle sette sataniche! Trasversale è solo il sottolineare un generico sentimento pseudoecologico, moralizzatore, antitasse, anti Europa e contro i partiti tradizionali, lo stato (non sapendo che siamo tutti noi) e la pubblica amministrazione e i suoi,spesso onesti e indispensabili servitori. Si trovano accanto grillini dipendenti (pochi) che ce l’hanno con gli imprenditori e i commercianti, grillini imprenditori (spesso falliti solo perché incapaci, impreparati o evasori) che ce l’hanno con chi ha il posto fisso ,grillini precari che ce l’hanno con tutti e così via.. Davvero ci si può fidare di una massa così indistinta di bottegai ( come quella famigerata del Manzoni) e di fatto senza una vera idea politica guida ed una reale concezione della concezione della vita sociale? 30 milioni di onesti pensionati e dipendenti sono sulla riva del fiume...
    • Mario S. Utente certificato 3 anni fa mostra
      Probabilmente siamo messi talmente male che siamo tutti sulla stessa barca, imprenditori, operai, precari.E il movimento lo ha capito e cerca di dare risposte concrete, giacchè molte delle cause di questo pantano partono proprio dalla politica, dai trattati europei, dalle banche e non certo dall'inettitudine presunta dei singoli.(finchè sono pochi può essere vero, lo è sempre stato.Quando iniziano ad essere la maggioranza allora però non si può più dire che sono solo brontoloni e incapaci, perchè forse c'è qualcosa di più...)
  • Pietro D'amato 3 anni fa mostra
    Impeachment Napolitano?! Ma siamo impazziti? Napolitano ha garantito al paese la governabilità, il bene più prezioso per un paese allo sfascio come l'Italia. L'unico suo torto avere a che fare con gente come lei Grillo che ci ha ingannati e delusi, rifiutandosi prima di governare con Bersani, irriso poverino per aver cercato di coinvolgerla, ed ora anche di trattare sulle riforme. Non si lamenti se ora le riforme le fanno gli altri, in primis Renzi!!!!! I voti che ha avuto, lei li ha usati per salire sui tetti del parlamento, per insultare tutti, per trasformare il Parlamento in una bolgia indecorosa e indegna . Lei si è sempre tirato indietro su tutta la linea, la democrazia l'ha tradita lei, perché non ha consentito ai suoi elettori di partecipare alle cose di stato attraverso gli eletti. Ma lei è contento di avere gente come Sorial che offende Napolitano e con lui tutti gli italiani che lo stimano!!! Boia?! Ma si rende conto di chi ha mandato in parlamento? Stia tranquillo che almeno per quanto mi riguarda, lei ha chiuso! Io volevo il cambiamento non gli insulti fini a sè stessi, la mediocrità ed il nulla politico. La gente non mangia con il suo splendido e stupido isolamento. Lo capisce o no? Cordiali saluti Pietro
    • Giorgio Cigolotti Utente certificato 3 anni fa mostra
      Stai parlando di uno che ha coperto i camorristi che avvelenavano il paese in cui, purtroppo, anche tu vivi. VERGOGNATI.
  • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
    ricordo stasera da sant'oro la nostra Sarti!!e domani alle invasioni barbariche Di Battista!!!!!!
    • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
      ahahah ciao giorgio!!!è già scomparso!!
    • Luca M. Utente certificato 3 anni fa
      ahahah ahahah davide rosicaaaaaaaa che son contento!!vi mandiamo a casa a partire da te!!spero ti dispiaccia tantissimooooooo vederci in tv!!!ahahahah guarda a cosa sei ridotto a scrivere????
    • Giorgio Cigolotti Utente certificato 3 anni fa
      aahahah "tolk". trollino, vai a studiare.
    • DAVIDE G. Utente certificato 3 anni fa mostra
      ma come?..grillo non diceva che non bisognava mai andare ai tolk show????!!!!!... la sua coerenza in questo caso la messa da parte!!! vero?
  • Ettore Ciccotti 3 anni fa mostra
    Ma l'impeachment serve a distrarre l'attenzione del decreto Bankitalia? Forse che qualcuno è andato davvero a informarsi e ha capito che nessun regalo viene fatto alle banche? Il M5S è in malafede e cavalca la disinformazione.
  • Maria farina 3 anni fa mostra
    E chi voteresti la prossima volta caro massimo tori? Ti dovresti vergognare! E' un atto doveroso nei confronti di chi nn tutela la democrazia anche se il suo lavoro sarebbe proprio quello di esserne garante. È il primo passo : prima lui e poi tutti gli altri. Forza ragazzi !!!!!
  • massimo tori Utente certificato 3 anni fa mostra
    ho notato che ci sono le avvertenze, certo non si puo dire che vengano rispettate 2 in particolare linguaggio offensivo e publicita nella prima ho appena letto napolitano fai schifo e x la seconda mi piacerebbe sapere l incasso di tutta la publicita attorno al blog in che tasche va?
    • al nair gfr Utente certificato 3 anni fa mostra
      PUBLICITA'?????? ahahahah!!!!!!!! ma almeno impara a scrivere.......
    • Maria farina 3 anni fa mostra
      Sei un venduto!!!!!!! Chi ti paga Renzi o Berlusconi ? E anche x colpa di quelli come te che stiamo a questo punto. Vergogna e vai a lavorare
  • massimo tori Utente certificato 3 anni fa mostra
    ma non sentite il bisogno di fare qualcosa di piu che ste pagliacciate certo a voi da deputati e senatori il pane sotto i denti non manca anzi ora ve ne avanzera ma a chi come me vi ha votato ma un risultato concreto non lo ha ancora visto viene difficile rivotarvi, un consiglio camminate con le vostre gambe e smettetela di fare le marionette del gatto e la volpe grillo e casalecchio andate a vedere dove vive la moglie di grillo , se non lo sapete ve lo dico io in un paradiso fiscale ed è pure la vicina di briatore ,io speravo nel vostro movimento ma mi sa che poi siete uguali a tutti.
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