Facciamo votare le persone fuori sede. Di' la tua su Rousseau

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Giovanni Endrizzi, MoVimento 5 Stelle Senato

Il M5S propone un disegno di legge che mira ad includere nella democrazia tantissime persone. 300 mila studenti fuori sede, lavoratori e persone in cure che sono lontane dalla propria Regione, che ad ogni tornata elettorale hanno difficoltà ad esercitare il proprio diritto di voto. Lo Stato attualmente offre loro dei rimborsi sul costo del viaggio che coprono al massimo 60/70% dei costi. Viaggi che molti di loro rinunciano a fare anche per mancanza di tempo. La soluzione per il M5S è quella di consentire ai cittadini che si trovano fuori regioni o ai loro familiari conviventi di votare nel luogo dove si trovano, facendo semplicemente una richiesta al Comune di residenza. Questa è una misura efficiente ed efficace e peraltro adottata in tanti paesi stranieri. Una misura che consente sia allo Stato che ai cittadini di risparmiare. E' una proposta per contrastare l'astensionismo, per rendere partecipe il cittadino alle tornate elettorali e renderlo pienamente parte della propria comunità. Partecipa anche tu al miglioramento e alla discussione della legge.

Commenti

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  • nadia i. Utente certificato 1 anno fa
    Finalmente arriva questa proposta. Ho sempre pensato che fosse incredibile nel 2016 non poter votare al di fuori del proprio comune di residenza, e una profonda ingiustizia non poter esercitare un diritto così fondamentale. Faccio l'attrice, in 22 anni mi è capitato spesso (a me e ai miei colleghi) di essere fuori sede per spettacolo, all'interno delle stessa regione o in altre regioni d'Italia. Impossibile logisticamente pensare di rientrare a votare, non hanno mai coinciso orari di voli e/o treni. Chi non viaggia in treno ma in auto, poi, non ha rimborso. E, in ogni caso, il 60% della spesa non mi sembra equivalga ad un rimborso. Anche nei casi in cui conosco i miei impegni di lavoro con un anticipo di 2/3 mesi, non posso comunque trovare il modo di votare. E a quanto mi risulta in Italia non esiste il referendum propositivo, altrimenti avrei costituito un comitato apposito (ci ho seriamente pensato). Credo che siano moltissimi gli italiani che nei decenni non hanno potuto votare per motivi analoghi, e penso che le difficoltà organizzative e di correttezza del voto, in piena era telematica, possano essere superate.
  • Marcella Massidda 1 anno fa
    Ottima idea!
  • Antonio R. Utente certificato 1 anno fa
    Sono assolutamente d'accordo con questa proposta. Quando ero studente universitario facevo le corse per ritornare nel mio comune di residenza per votare. A mio avviso questo diritto dovrebbe essere garantito almeno per le elezioni europee, politiche (Camera e Senato) e Referendum.
  • Luca G. Utente certificato 1 anno fa
    La cosa deve essere più semplice possibile, chiunque deve poter votare dove vuole, previa richiesta tempestiva al comune scelto.
  • Giulia 1 anno fa
    Io sono fuori sede (estero) e sono purtroppo molto più informata ora di quando ero in Italia. Chi è all'estero da anni e ci resterà per molto tempo è probabilmente registrato all'Aire. Ci sono molti giovani in giro per il mondo per studio o lavoro che vi restano degli anni (1, 2 o 3 se per dottorati ad esempio) che dovrebbero avere il diritto di votare. I rimborsi offerti dalla stato attualmente coprono solo i treni di Trenitalia. Io per tornare in Italia ho 16 ore di viaggio in treno, di cui solo tre con Trenitalia.
  • Antonio Romano Sannia 1 anno fa
    Il fatto di votare nel proprio comune di residenza è un mezzo per favorire l'astensionismo. Oggi la mobilità è diffusissima e lo sarà sempre di più. Chi per lavoro, studio, salute, vacanza e altri svariati motivi si trova a centinaia di km dal proprio comune, non può votare. Con la tecnologia della quale disponiamo, un cittadino dovrebbe poter votare ovunque si trovi nel territorio nazionale senza difficoltà, e magari anche via mail con una pec. Dovremmo recarci nel primo seggio disponibile ed esercitare il nostro diritto senza difficoltà. Se si vuole il modo lo si trova. Per il voto all'estero non mi esprimo; credo che il meccanismo sia più complesso.
    • umberto argento 1 anno fa
      Farei votare i fuori sede che è giusto che si avvalgono di questo diritto. Ma farei votare i residenti all’estero che sono meglio informati di come si governa il paese.
  • Daniela Simkova 1 anno fa
    Io semplificherei o meglio dire faciliterei la possibilità di esprimere il voto al meglio, saltando il comune e sarei per la presentazione diretta nel seggio appartenete al domicilio del cittadino. Le burocrazie devono essere cancellate!
    • Davide C. Utente certificato 1 anno fa
      Mi sembra che la Proposta di Giovanni Endrizzi sia proprio x chi vicino il proprio Domincilio non possa votare. I comuni servono x il voto cartaceo altrimenti si rischiano voti multipli della stessa persona
  • davide di noia Utente certificato 1 anno fa
    La proposta è attuale e matura per essere realizzata, visto la continua mobilità delle persone nel Paese. Il flusso di lavoro, semplificando,(l'analisi è stata fatta in 1 ora ) potrebbe vedere diversi step. Se si aggiungono nuove variabili bisogna prevedere altre soluzioni. a) Distinguere le persone fuori sede (all'estero, non gli AIRE ) con quelle fuori residenza ( in Italia). b) Su queste ultime io abiliterei solo le persone che si trovano fino a e oltre i 200 km dal proprio comune di residenza. c) come gestire lo spostamento fisico dell'elettore e i sui dati. d) come gestire il flusso dati tra i vari comuni ( da studiare bene ). Comincerei con quelli residenti in Italia: Bisognerebbe concentrare tutti i fuori residenza nelle città capoluogo più importanti, di ogni regione, escludendo i piccoli comuni. Quindi una o più persone possono spostarsi tranquillamente ad una distanza massima di 50 chilometri. Per accedere al voto si potrebbe scaricare, dal sito del ministero, dopo essersi registrati solo con codice fiscale e carta di identità, un modulo che ognuno stampa per conto proprio dove scrive dove intende votare ( compatibilmente alla sua locazione e quelle disponibili nella regione ). Questo modulo, in duplice copia, dovrebbe avere un codice a barre identificativo e un codice progressivo. Una copia deve essere spedita dall'elettore via e-mail ( oppure a brevi manu ) al comune dove intende votare. Un ufficio apposito del comune protocolla l'email con una comunicazione dell'avvenuto ricevimento. La seconda copia deve essere consegnata al seggio dello stesso comune per la convalida. Tutto questo massimo 5 gg. prima delle elezioni.Il flusso dati tra i comuni dovrebbe prevedere un server principale dove vengono concentrate tutte le richieste nazionali che poi 3 gg. prima delle elezioni blocca ogni richiesta e spedisce i file necessari ai comuni di provincia interessati che provvederanno solo ad aggiornare il data base degli ... segue..
    • davide di noia Utente certificato 1 anno fa
      ... segue ad aggiornare il data base degli elettori/ci con un flag che indica che il suo voto nella città di residenza è considerato bloccato. Se l'elettore si sposta nel proprio comune di residenza, durante i tre giorni finali, prima delle elezioni, con la seconda copia del modulo scaricato, non vidimato nel'atto di voto nel comune fuori residenza, automaticamente lo abilita al voto nel comune di residenza che trasmette al server la cancellazione di questo elettore dal suo data base. Il tutto prevede una fase di controllo e soprattutto un responsabile informatico per comune che conferma che il lavoro ha esito ok in ogni sua parte. E' indispensabile una legenda operativa semplice e chiara oltre ad una congruenza di dati da elaborare nei vari sistemi informatici. Il discorso cambia completamente se l'elettore fuori sede compra a 2 euro presso il comune una carta magnetica, tipo postpay, con la quale può accedere al voto nel comune prescelto. Anche lo sviluppo informatico diventa diverso.
  • Davide Cestonaro 1 anno fa
    Gent, io estenderei questa proposta a tutti. Chi sa di non essere a casa si reca presso il proprio comune e dichiara in quale comune intende Votare tipo entro 15/10 giorni prima del voto. Questo a permettere i comuni le registrazioni. Ma visto le date che vengono scelte è chiaro che non vi è nessuna intenzione di facilitare i cittadini a votare.
  • sauro v. Utente certificato 1 anno fa
    Fuori sede,in Italia, sono daccordo. Fuori sede all'estero sono contrarissimo. I motivi sono due : 1° Molti italiani all'estero da tempo,non sanno quasi nulla di come funziona (in verità anche molti italiani in Italia) 2° I brogli sono garantiti
  • Nicola Longo 1 anno fa
    Sono assolutamente d'accordi in merito alla proposta
  • ut atletico 1 anno fa
    NON MOLLATE, è la strada buona, a loro fa comodo l'astensionismo
  • paolo scalafiotti 1 anno fa
    sono d'accordo e inserirei questo argomento nel contesto più ampio di voto telematico per tutti quelli che non vogliono o possono muoversi da casa , si può facilmente trovare un modo sicuro per votare in modo economico per la comunità e comodo per gli elettori
  • pietro denisi 1 anno fa
    Proposta sensata e intelligente. Strumento di democrazia matura. Vediamo il selfista e twittaro se riesce a comprenderla in positivo.
  • giuseppe centrone 1 anno fa
    E la segretezza del voto? Pensate poi a quello che è successo in Austria. Io, residente in Francia, sono contrario a qualsiasi forma di voto per corrispondenza. SI POTREBBERO ORGANIZZARE SEGGI ELETTORALI NELLE SEDI CONSOLARI PER TUTTI, anhe per noi che votiamo per corrispondenza, altrimenti dovremmo esplicitamente rinunciare all'IPOCRISIA DEL VOTO SEGRETO.
  • Mikele 1 anno fa
    Da studente fuori sede quale ero, per molti anni mi era successo quello che avete scriveto. Nonostante i rimborsi, muoversi per andare a votare non è mai stata una buona idea. Sono anni che avevo pensato a una cosa del genere, quindi fa un gran piacere sapere che ci pensiate. Mi auguro non rimanga solo una buona idea. In bocca al lupo!
  • Nando Meliconi (in arte "l'americano") Utente certificato 1 anno fa
    VOTI FUORI SEDE. Si potrebbe iniziare con una Pec Comunale, una volta certificati si può votare come avviene sul nostro Portale. Oppure, sempre con una Pec, si potrebbe scaricare un'autorizzazione certicata con la quale andare presso il seggio più vicino. Basterebbe che le autorizzazioni arrivassero ai presidenti di seggio in tempo utile per essere messe in lista. Se la Pec, che lo Stato ci impone per altre comunicazioni, funzionasse anche per altri motivi, non sarebbe mica sbagliato. Arrivederci e grazie. Nando da Roma.
  • marco 1 anno fa
    benissimo finalmente io son sardo lavoro fuori dalla sardegna quindi visto i costi proibitivi non sempre son riuscito a votare quindi posso dire FINALMENTE GRAZIE M5S
  • Tonino 1963 Utente certificato 1 anno fa
    Sono completamente d'accordo. Nel 2016, con gli strumenti informatici di cui disponiamo, far viaggiare le persone anziché le loro idee mi sembra assurdo
  • Francesco Lancellotti 1 anno fa
    Mi sembra un'idea ottima sia perché consentirebbe il diritto di voto a chi per problemi vari non riesce a tornare nei luoghi di residenza e sia perché permetterebbe a tutti gli altri di poter votare senza dover spendere denaro per i trasferimenti magari utilizzando anche mezzi propri. Inoltre l'utilizzo di un sistema informatizzato certificato ridurrebbe anche la possibilità di potenziali brogli di voto o quanto meno la diminuzione dovuta all'interpretazione di tutti i voti ritenuti dubbi e sui quali ad ogni spoglio si creano discussioni e ritardi nei lavori.
  • undefined 1 anno fa
    Proposta di semplice buonsenso, realizzabilissima con le tecnologie oggi disponibili.
  • ettore carlino 1 anno fa
    Salve a tutti, il vedere cosa succede in Parlamento è davvero straordinario...complimenti a tutti da Toronto Canada.
  • Stefano GUGLIELMO 1 anno fa
    Basterebbe un terminale x seggio collegato ad un server centrale x far votare qualsiasi elettore ovunquee sso si trovi ed in qualunque seggio. Quando una persona al presenta al seggio il sistema opererá con un 'lock esclusivo' bloccando la sua scheda su tutti gli altri seggi in modo da prevenire qualsiasi manipolazione. Una volta espletato il voto il codice scheda/persona verrebbe marcata come "giá votato". Risparmio in carta,carburanti,velocizzazione delle operazioni di voto e conoscenza istantanea della % dei votanti. Difficile?..si in questo paese!!
    • Giuseppe De Salvo 1 anno fa
      Questa è la proposta più sensata, ma per come stanno oggi le cose fare questo salto di qualità è ancora un sogno. Il cartaceo ha ancora una grossa presenza sul territorio italiano, e questo complica tutte le proposte fatte. Ogni Comune riceve un certo numero di schede da essere votate con un congruo aumento in percentuale del 10% circa.Le liste per i seggi vengono vidimate max 15 gg prima del voto. Chi vota fuori dal proprio Comune per ragioni di salute o simili viene autorizzato con Nulla Osta. Questi votanti devono essere comunicati in tempi utili tanto all'Ufficio elettorale comunale quanto al seggio, per le annotazioni che evitano un doppio voto. Insomma con un chip collegato ad un server che identifica cittadino e Comune i seggi potrebbero esere delocalizzati in qualunque Comune con la certezza di identificare i fattori essenziali "Cittadino e Comune di appartenenza". Ma sarebbe necessario creare un linguaggio unico e protetto in SQL o superiore che consenta di indentificare in maniera univoca l'espressione del voto e la sua validità. Insomma ci sarebbe da studiare le fragilità del sistema ma la cosa non è impossibile, anzi eviterebbe tanti di quegli sprechi che potrebbe diventare un ufficio permanente, in grado di costituire la vera democrazia e permettere al popolo di votare ogni giorno, facendo fuori molte poltroncine che in realtà non servono a nessuno se non a chi ci sta seduto sopra. Carta in meno statistiche immediate risultati immediati, meno personale addetto, meno revisioni burocratiche da fare, insomma una rivoluzione in positivo da molti punti vista. Giuseppe De Salvo
  • FABRIZIO P. Utente certificato 1 anno fa
    si sono d accordo ..l importante sono le regole e sopratutto i controlli
  • Riberto 1 anno fa
    Sono un residente all'estero iscritto all'AIRE del comune di Torino. Per le politiche noi votiamo via carta al consilato. In quest'ultime votazioni comunali mi avrebbe potuto far piacere votare ma non è stato possibile. Mi è arrivata la lettera del comune, tra l'altro due giorni dopo le elezioni :), dove mi concedeva lo sconto sul viaggio in treno considerate che sono in Brasile... spreco di danaro publico visto che queste lettere sono inviate in tutto il mondo ai cittadini che giammai andranno nei propri comuni a votare.. Altra clausola alla legge che metterei sarebbe che il cittadino con diritto al voto dovrebbe aver vissuto per lo meno 10 anni nel comune di residenza. Considerate che ci sono persone con il passaporto italiano (discendenti) che non parlano neanche italiano e non hanno le giuste informazioni politiche per poter dare un voto cosciente in Italia.... Votano secondo una formazione politica del paese di nascita e di residenza. Le informazioni spesso all'estero arrivano dagli organi di informazione giornali e TG locali distorte e tendenziose secondo il "Regime" locale ..
  • franco cultreri 1 anno fa
    SONO SEMPRE GLI INNOCENTI A PAGARE IL PREZZO PIU' ALTO.........E CHI CI GOVERNA FINGE SENTIMENTI DI CORDOGLIO E PREPARA LA GUERRA......DOVE ALTRI INNOCENTI MORIRANNO PER UNA CAUSA CHE NON CI APPARTIENE. INTANTO I NOSTRI POLITICI SONO AL SICURO ......PROTETTI.......AI MASSIMI LIVELLI, MANDIAMOCI LORO IN PRIMA LINEA........SICURAMENTE TROVEREMO QUALCUNO CHE POSSA SOSTITUIRLI. VOGLIO SOLO AGGIUNGERE CHE I POLITICI PEGGIORI ......NON SONO QUELLI CHE RUBANO .......LO FANNO PER IL DENARO .......RISCHIANO DI SPUTTANARSI.......SICURAMENTE NON RISCHIANO LA PRIGIONE........MA TUTTI QUEI POLITICI CHE DICONO DI NON RUBARE CHE CON IL LORO COMPORTAMENTO IGNAVO SONO I VERI RESPONSABILI DEL DEGRADO POLITICO IN QUESTO PAESE...........DIMETTETEVI E LIBERATE L'ITALIA. UN APPELLO AL MOVIMENTO........AIUTO
  • massimo gigante 1 anno fa
    sono stato un lavoratore stagionale per decenni..e per dcenni non ho mai potuto votare perche' le elezioni si sono sempre svolte a giugno o in periodi di lavoro..l'avrei fatto volentieri ma nessun datore di lavoro mi avrebbe concesso piu di una giornata libera per esercitare il mio diritto. Come me migliaia di lavoraori,gli stessi,gli stagionali che vengono utilizzati dal governo di turno per dire che e' aumentata l'occupazione o calata la disoccupazione..questi dati sono sempre forniti nei primi mesi di ogni anno nuovo quando iniziano le "stagioni".. non e' mai convenuto a nessun governo dare la possibilita di far votare tutti gli italiani nelle sedi dove si trovano..i primi a guadagnare dall'astensionismo alle votazioni sono sempre stati i principali partiti di governo.. speriamo si faccia sta legge..
  • Adolfo Treggiari Utente certificato 1 anno fa
    E' una legge assurda e antistorica quella che costringe gli elettori fuori sede a viaggiare per raggiungere il loro seggio. La soluzione proposta e' ragionevole. Se si avanzassero difficolta' riguardanti eventuali squilibri nella composizione del corpo elettorale dei singoli Comuni basterebbe consentire il voto per posta ( non dico e-mail) come accade in altri Paesi, esempio recente l'Austria.
  • Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 1 anno fa
    O.T.: nessuno capirà? "NESSUNA INTELLIGENCE ITALIANA. In Bangladesh non c'è un centro dell'intelligence italiana. Uno 007 è partito soltanto la mattina del 2 luglio per Dacca. Mentre da Roma i rapporti erano tenuti direttamente dai vertici del governo, sul posto le forze bengalesi si sono rapportate solo con l'ambasciatore. Stati Uniti e Gran Bretagna avevano invece i propri agenti nella capitale asiatica. E loro, a quanto sembra, avrebbero cercato un'interlocuzione con i bengalesi, fornendo disponibilità ad aiutare nell'intervento contro il commando dell'Isis. Ma sembra che anche le offerte inglesi e americane siano state rispedite al mittente: «Sul nostro territorio interveniamo noi», è stato il tenore della risposta bengalese". http://www.lettera43.it/politica/italia-bangladesh- tensione-sul-blitz-di-dacca_43675252065.htm
  • Alessandro P. Utente certificato 1 anno fa
    voto fuori sede per vedere i brogli stile Inghilterra oltre a quelli che già abbiamo? se si fa bisogna portare personalmente la richiesta anche nel comune di residenza e pubblicare le liste dei votanti altrimenti il rischio di abusi è una certezza. Molto più interessante l'eventuale votazione via internet con sistemi di firma cieca per garantire l'anonimato senza possibilità di brogli elettronici (anche se rimane possibile vendere il voto). voto cittadini all'estero sì ma solo se non hanno doppia cittadinanza; Prima l'Italia.
    • cannamela giuseppe 1 anno fa
      se si vuole si puo fare non c'è nulla di male , ma io pensavo ad eliminare i brogli che gia ci sono , ad esempio quando vado a votare mi danno una scheda è li la gente vota fa la foto alla scheda la invia perche deve dimostrare a qualcuno di avergli dato il voto ,, io nella cabina devo trovare un mazzo di schede, che poi ne consegnerò solo una cosi togliamo la possibilità di controllo del voto a quelli che se li comprano
  • Roberto 1 anno fa
    Credo che recuperare il voto degli Italiani che si trovano nell'impossibilità di votare nel seggio assegnato, significhi se non altro dare piena attuazione alla democrazia e accentuare l'importanza di votare anche per quelli che si sono disaffezionati allo strumento utile ad eleggere le cariche politiche pubbliche. Più salgono i votanti e più i governi saranno rappresentanti del volere democratico. Quindi io penso che questi cittadini potrebbero rivolgersi ad esempio ad una prefettura locale e dopo l'avvenuto riconoscimento dell'avente diritto al voto, far giungere ad una sede elettorale preposta in Italia, il suo voto certificato attraverso un apposito sistema telematico efficace e semplice.
  • walter esposito Utente certificato 1 anno fa
    E'semplicemente una proposta di buon senso, che come al solito, non è venuta in mente ai professionisti della politica bensì, ai dilettanti della politica.
  • bruno sandrini 1 anno fa
    Giusto, necessario e doveroso far votare i ns.concittadini all'estero. E se questo comporta anche un risparmio per la cosa pubblica e ancor più, un grande vantaggio sia economico che di tempo per il cittadino, attuarlo al più presto.
  • Annalisa 1 anno fa
    Mi sembra un'ottima idea. Ho un figlio adolescente che sta respirando aria a cinque stelle qui in casa. Un giorno non troppo lontano potrebbe emigrare,chissà, quindi sono assolutamente d'accordo.
  • Maurizio Cella 1 anno fa
    Ciao, vivo da 7 mesi in Australia, sabato ci sono state le elezioni federali. Io e mia moglie, che doveva votare, ci trovavamo a 30 KM da casa nostra, ma nessun problema, basta andare nel primo seggio elettorale che si trova, compilare un modulo e si vota. Perchè da noi non è possibile? Da notare che il comune di Trieste mi ha mandato una cartolina per avere il rimborso sul treno per le elezioni comunali..la vedo dura in treno dall'Australia!Eppure mi sono iscritto come AIRE, ma evidentemente nessuno ha controllato dove risiedo attualmente??
  • Domenico Pasquariello 1 anno fa
    Benissimo! Questa proposta di legge deve essere allargata a tutti i cittadini residenti all'estero. L'italianità deve poter contare dappertutto!
  • luciano casi 1 anno fa
    Non cerchiamo sempre le difficolta' dova non sono. La cosa del voto e' molto semplice e senza costi per i Cittadini. SI VOTA VIA WEB, con una semplice password. Chi non puo' farlo nel web la fa nelle ricevitorie autorizzate, come tutti i giochi, come si paga le bollette etc..., chi non vuole farlo nelle ricevitorie lo fa nei comendi della forza pubblica, Carabinieri, Finanza, Polizia, Forestale. Dove anche i Corpi di polizia VANNO eliminati e fatti convergere in un unico Corpo di Forze Armate CON LE VARIE SPECIALIZZAZIONI. La cosa IMPORTANTE e' che I CITTADINI PARTECIPINO DIRETTAMENTE A TUTTE LE DECISIONI IMPORTANTI che verranno tutelate e poste in essere dai Rappresentanti che saranno eletti nelle varie Amministrazioni.
    • luciano c. Utente certificato 1 anno fa
      La sovranita' di uno stato appartiene ai Cittadini e da essi devono essere prese le decisioni di cambiamento. Il voto va semplificato, come vanno semplificato tutte le procedure dei pagamenti, di ogni tipo, compresa la fatidica dichiarazione dei redditi, che non deve essere un peso e un costo per i Cittadini ma un dovere espletato dalle varie amministrazioni. Il Cittadino non deve spendere per pagare, questo e' assurdo.
  • bruno Devecchi 1 anno fa
    Si discute per restare nel guado e non passare oltre Se la tessera sanitaria venisse sostituita da un indirizzo di posta certificata . Si potrebbe passare alla democrazia diretta fornendo al cittadino le informazioni su cui decidere. Eliminando la delega non sarebbe più possibile comprarsi rappresentanti . E al governo avremmo gli esecutori della volontà popolare , e i creatori delle immagini del mondo futuro
  • Attilio Disario R dam Utente certificato 1 anno fa
    Leggo contrari a far votare noi all'estero. Signori miei non siamo emigrati per il piacere di farlo e conserviamo le radici grazie a un passaporto e al sentirci Italiani e forse lo sentiamo piu' di chi ci vive, comunque a parte questo tutti noi all'estero in un modo o in un altro paghiamo tasse in Italia o rimesse fatte con cui l'Italia e' cresciuta negli anni paese in cui abbiamo parenti amici familiari. Penso che la maggior parte degli emigrati come me abbia una casa costruita con sacrifici in Italia dei risparmi depositati alle poste, casa su cui paghiamo interamente tasi abbonamento e varie prebende , casa che ci siamo fatti con gli a in cui pensare di poter trascorrere gli anni della pensione . pensione che riceveremmo da una nazione straniera e voi vorreste privarci della possibilita' di scegliere da chi sara' amministrato il comune la nazione in cui andro'a risiedere. Essendo iscritti all'Aire e mantenendo la nazionalita' Italiana non possiamo partecipare al voto politico del paese in cui risediamo. La mia partecipazione al blog all'inizio, al movimento appena nato, a finanziare tutte le campagne che ne sono seguite ad arrivare fino a piazza S.Giovanni a partecipare alle europarlamentarie non sono state dettate da interesse personale e non penso di essere il solo anzi come me all'estero sognano e lottano per un'Italia migliore piu' giusta e leggere sul blog che si ventila la possibilita' di toglierci anche il voto e' a dir poco disdicevole. Buonadomenica.
  • Enzo Scalia 1 anno fa
    Dico volentieri la mia. Il 5 e 19 scorsi ero a Palermo, la mia città di origine, per un lavoro. Ma sono residente a Roma e da mesi non aspettavo altro che votare Virginia. Volevo venire a Roma in andata e ritorno giornalieri le Domeniche. E velocemente, senza trattenermi. Ero pure a corto di quattrini. Lo Stato cosa propone? Ti paga la percentuale di un treno costosissimo e faticosissimo (per la Sicilia), la Freccia. Andando bene, di tasca mia avrei sborsato, per le due votazioni, 150 euro almeno. Con altre 200 a carico dello Stato. Ma con un volo low cost lo Stato avrebbe pagato per tutte e due le votazioni anche 50 euro. Ed io zero.Lo Stato non è aggiornato sui costi dei trasporti. Ed ho rinunciato a votare Virginia. Che per fortuna ha vinto lo stesso.
  • Rossella Maria Stornaiuolo Utente certificato 1 anno fa
    Mi sembra un'ottima proposta...forse la richiesta di esercitare il proprio diritto di voto presso altro comune di residenza si potrebbe presentare direttamente presso il Comune in cui ci si trova per ragioni di studio e/o di lavoro.... esibendo anche il contratto o il libretto universitario.... sarà poi quest'ultima PA a mettrersi in contatto con il Comune di residenza ed a rilasciare il provvedimento autorizzatorio
  • raffaela piccolo Utente certificato 1 anno fa
    infatti l'ho fatto presente anche a Alessandro Di Battista diverse volte..mia figlia cervello in fuga in Australia ,come una colonia di italiani ivi residenti,se potessero,voterebbero in massa il movimento...tra l'altro lei è della generazione dei "vaffa day" e ha votato l'ultima volta che è stata qui il movimento. Dall'estero c'è una visione più distaccata delle cose e gli eventi si colgono nella loro complessità. Inoltre c'è più libertà d'informazione, e da lì vedono quel che sta accadendo in Italia come in Europa. MI spiegava che lei e altri residenti italiani in Australia, a differenza dei francesi o altri amici che hanno potuto votare poichè sono temporaneamente residenti fuori , per la legge italaina non hanno diritto di voto ...perchè questa disuguaglianza?? Siamo europei solo quando devono imporci prodotti che uccidono i nostri prodotti, leggi che favoriscono la finanza internazionale, sanzioni alla Russia o altre scelleratezze?? Facciamo una legge uguale per tutti i cittadini europei con le stesse modalità , come misuriamo le vongole e banane,con uguali parametri .
    • Attilio Disario R dam Utente certificato 1 anno fa
      Verisssimo se vuoi capire cosa succede davvero in Italia devi leggere quotidiani esteri. Auguri per la figliola che possa rientrare presto in Italia.
  • elisabetta ferrari 1 anno fa
    sarebbe giusto, ma il problema è la regolamentazione.
  • Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 1 anno fa
    O.T. @ Giuseppe Mancini - ore 11:56, la tiritera a cui ti riferisci non è del tutto vera perchè non coinvolge la fiom ma coinvolge cisl, uil, cgil nazionali camusso compresa (infatti solo Landini ha sostenuto la bandiera!). La vittoria di fiom in fiat è dovuta solo ad un fatto di leadership nel mondo metalmeccanici, infatti il contratto in fiat prosegue come imposto da referendum di cisl & uil. La costituzione sul posto di lavoro (cosidetto Statuto dei Lavoratori) si è costituito quando ancora dovevi probabilmente nascere; non è merito dei corrotti sindacati attuali! Mi vien da pensare che ti stai illudendo di sostenere solamente un'organizzazione che è malapena l'ombra di sè stessa! Buona giornata.
  • Antonella segatori Utente certificato 1 anno fa
    Sono pienamente d'accordo. Tutti gli italiani hanno diritto a votare. Dovunque si trovino x qualsiasi motivo: lavoro studio o vacanza.
  • Giuseppe Todaro 1 anno fa
    Secondo il mio modesto parere sarebbe sufficiente avere dietro la tessera elettorale e votare nel comune dove ci si trova al momento. Per evitare il doppio voto il comune dove si è votato comunica i nominativi a quello di residenza con eventuali sanzioni amministrative ( perché l'unico deterrente che funziona e' toccare italiano nella tasca) in caso di falso.
  • undefined 1 anno fa
    I nostri cari ragazzi emigrati non saranno degli astensionisti voteranno per aiutare persone per bene come voi 5 stelle Domenico Gaudioso
  • Enzo Rotini Utente certificato 1 anno fa
    Facciamo votare chi volete, ma se alla prova dei fatti (Roma docet!), siamo anche peggio della peggio dc, per formare una giunta che sarebbe dovuta nascere prima delle elezioni, la mia disistima sta mettendo le radici. Al diavolo, i De vita, i Frongia, i Marra, le Lombardi, le Taverne. Giunta subito, guardate Chiara a Torino che determinazione! Se siamo peggio del pd per la spartizione del potere, siamo alla frutta. Proposta: un solo eletto a vicesindaco, scelto col bussolotto e tutti esterni nella giunta. Poi, abbiamo interpellato Gratteri e Davigo, sia mai che siano disponibili ad aiutare la città eterna? Auguri, ma non mi state piacendo!
  • Alessandro D. Utente certificato 1 anno fa
    Tutti i cittadini italiani che hanno il diritto di votare devono essere messi in condizione di farlo nel modo migliore, per loro, per lo stato, per la democrazia. Proposta lodevole, bravo Endrizzi.
  • Giuseppe Luca Mancini 1 anno fa
    Sono d'accordo con il facilitare il voto a chi si trova fuori regione. In disaccordo per far votare fuori dallo stato italiano perché non vivono la nostra situazione e non sono lucidi nel giudizio. Ultima ma non meno importante e vorrei far capire a determinate persone che io ho sempre votato m5s ma sono operaio e iscritto alla Fiom e mi dispiace sentire questa tiritera del sindacato che divora le aziende perché non è del tutto vero. Faccio parte del direttivo della Fiom da più di 6 anni è ho assistito ed ho scioperato e manifestato per anni a favore dei diritti della mia classe di appartenenza per un salario adeguato al mondo in cui viviamo per la sicurezza nei posti di lavoro e la possibilità di tutti di lavorare perché non tutti si ricordano che la costituzione sul posto di lavoro lo ha portato il mio sindacato che se era per i grandi e piccoli industriali stavamo ancora lavorando 14 ore al giorno per un tozzo di pane.....vedi Marchionne per intenderci. Buona giornata
    • Attilio Disario R dam Utente certificato 1 anno fa
      Scusa Giuseppe ma riguardo a quello che succede in Italia con l´informazione che avete penso che ne sappiamo piu´ noi di voi. Saluti.
    • Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 1 anno fa
      = @ Giuseppe Mancini, la tiritera a cui ti riferisci non è del tutto vera perchè non coinvolge la fiom ma coinvolge cisl, uil, cgil nazionali camusso compresa (infatti solo Landini ha sostenuto la bandiera!). La vittoria di fiom in fiat (ora FCA Italy) è dovuta solo ad una questione di leadership di fiom nel mondo metalmeccanici, infatti il contratto in FCA Italy prosegue come imposto da referendum di cisl & uil. La costituzione sul posto di lavoro (cosidetto Statuto dei Lavoratori) si è costituito quando ancora dovevi probabilmente nascere; non è merito dei corrotti sindacati attuali! Mi vien da pensare che ti stai illudendo di sostenere solamente un'organizzazione che è malapena l'ombra di sè stessa! Buona giornata.
  • nazzareno scheggia Utente certificato 1 anno fa
    Giusto sacrosanto diritto che la persona voti quale sia l' urna che importa
  • Luigi Laezza 1 anno fa
    Giustissina la proposta, magari informatizzando la comunicazione . Fra lavoratori, pendolari settimanali, militari, vacanzieri, ospedalizzati, domiciliati temporanei, detenuti, ogni paese/città perde migliaia di voti ad ogni tornata elettorale. Giusta proposta e migliorabile.
  • gabriele.minuz 1 anno fa
    Ok basta che paghino le tasse in italia
  • Arianna C. Utente certificato 1 anno fa
    Contraria, che ne sanno i transfughi di come si vive in Italia ? Che diritto hanno di votare se non ci abitano? Sarebbe un voto falsato
    • Attilio Disario R dam Utente certificato 1 anno fa
      Proprio perche´ lo sanno sono scappati.
    • Antonino Rapisarda 1 anno fa
      Scusa, si parla di italiani, residenti in italia, momentaneamente non residenti dove possono votare. Per quelli all'estero esistegià la possibiltà di votare, anche se non hanno mai messo piede in italia, basta la cittadinanza. Cosa che io trovo sbagliatissima. Rapisarda antonino
  • brunelio occhioni 1 anno fa
    Visti i brogli in austria e i SICURI brogli in italia nal 2013, qiando solo grazie ai voti per posta, la coalizione do monti supero' per un soffio la barriera del 10%, e il PD supero' il 5 stelle, io direi di vietare i voto all' estero, ANCHE PERCHE' LA PERCEZIONE DELLE VERE CONDIZOONI IN PATRIA OGGETTIVAMENYE FALSATA E FACILMENTE MANIPOLABILE !!! Essere democratici va bene, MA FESSI NO !!!
  • GILIOLA CAMPANA 1 anno fa
    Assolutamente daccordo
  • Guido Beretta 1 anno fa
    Purtroppo non e' cosi' semplice, in quanto le Ambasciate dovrebbero a tutti gli effetti costituire un "seggio elettorale" seguendo la rigida procedura vigente in Italia. In alternativa si vota per posta ma, ad esempio in Indonesia dove io risiedo da 20 anni, il sistema postale non e' ritenuto affidabile, quindi non e' possibile il voto per posta come invece avviene a Singapore. E siamo ancora molto lontani dal voto telematico, in quanto attualmente non potrebbe garantire l'anonimato del votante (il voto e' segreto, ma se devi controllare la veridicita' del mio indirizzo mail, alla fine sai per chi ho votato ....). L'unico sistema sarebbe quello di dare accesso con un codice ad una "cabina elettorale virtuale", con relativa "scheda virtuale" e conteggio dei voti.
  • Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 1 anno fa
    Consiglio O.T.: Non dovremmo più andare in giro per il mondo ad insegnare con la forza una "civiltà" che appartiene solo a noi schiavi del nazimperialismo industriale occidentale. SE NON LO CAPIRETE CON LE BUONE VI COSTRINGERANNO A CAPIRLO CON LE CATTIVE!
  • Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 1 anno fa
    Off Topic ----- ALLORA MI DEVO DARE UN PIZZICOTTO! ----- Sì, magari anche due! Perchè vedo il mondo alla rovescia! Quanto vengono pagati i ragazzi bengalesi che lavorano per le cosidette imprese italiane all'estero? Perchè non si indaga sul fatto che probabilmente chi ha "disturbato" la cena a questi "imprenditori" viene pagato il famoso dollaro al giorno per mangiare, lavarsi, sopravvivere? Non ci si chiede che, forse, queste fiorenti imprese italiane sono in Bangladesh per non affrontare un costo del lavoro troppo "attaccato" ai diritti dei lavoratori conquistati dopo giuste rivendicazioni in Italia? Forse certe imprese italiane sono incoraggiate a fuggire all'estero da sindacati più impegnati a divorarle da dentro che per un equo dialogo tra titolari e maestranze. Forse la cosidetta espansione commerciale potrebbe essere chiamata vera e propria "Aggressione Commerciale"! "Aggressione Commerciale" di un mondo capitalista tutto concentrato a non guardar più in faccia a nessuno. pur di continuare ad espandersi in un paese tra i più poveri al mondo; un paese tra i più poveri al mondo dove cultura e civiltà non hanno mai avuto niente a che fare con la tumultuosa invadente tecnologia del mondo occidentale! Ecco... di questo desidero ci si chieda un parere anzichè assistere ad un presidente del consiglio e un presidente della repubblica rinchiusi in un egoistico piagnisteo tanto di moda ai tempi della legge fornero. Mattarella definisce "oscurantismo" gli attentati isis ma come si possono definire i continui bombardamenti della "democrazia imperialista" e "l'esportazione industriale" senza anima ne giustizia che sfrutta senza pietà maestranze senza speranza? Ecco... su questo io chiederei d'indagare.
    • FABRIZIO P. Utente certificato 1 anno fa
      condivido ..ma se lo fai politicamente come minimo ti etichettano come sciacallo fino a fine anno per non dire ...colluso ..e anche peggio ....
  • Paolo . Utente certificato 1 anno fa
    quelli che pagano le tasse in Italia devono essere messi in condizione di partecipare ovunque si trovino ma trovo giusto anche togliere il voto a chi é cittadino che risiede all estero e non paga tasse in italia. situazioni come quella del 2006 sono avvilenti. visto che possono essere decisivi i voti di questi soggetti occorre che almeno contribuiscano, troppo comodo condizionare e poi non vivere sulla propria pelle gli effetti delle scelte fatte
  • mario 1 anno fa
    Ma certamente subito mi trovavo con un familiare ricoverato abbiamo preteso di votare x il sindaco di Roma...Ma c era scarsa informazione ovviamente subito una legge x garantire il voto a tanta gente che x svariati motivi nn può votare.un mio amico si trovava a Milano dalla compagna uguale nn ha votato..ASSURDO.
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