Bombe italiane ai sauditi, portiamo le carte in procura

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di MoVimento 5 Stelle

Ne discute da mesi la Rete, ne parla la TV, lo hanno accennato persino i giornalisti: che l’Italia venda bombe ed armi all’Arabia Saudita è ormai un sospetto più che fondato. Bombe ed armi usate poi sull’inerme popolo yemenita, in una guerra taciuta dai tanti pacifisti a corrente alternata.

C’è ad esempio un’inchiesta de Le Iene che mostra una bomba inesplosa, ritrovata in Yemen, i cui codici identificativi corrispondono alla fabbrica RWM Italia Srl; i servizi della trasmissione hanno denunciato il transito presso l’aeroporto di Bologna di aerei militari britannici ma con la dicitura Royal Saudi Air Force.

Naturalmente abbiamo chiesto conto ai ministri di questi eventi gravissimi. La Pinotti ci ha risposto di non essere al corrente della situazione (ci chiediamo in che ignare mani sia la Difesa nazionale); il Ministro degli Esteri Gentiloni, invece, è stato almeno sincero: ha ammesso con la massima nonchalance che sì, l’Italia esporta armi in Arabia Saudita.

Se lui non ci trova nulla di strano, male fa: l’Italia starebbe infatti violando la legge n.185 del 1990, che vieta l’esportazione e il transito di armi verso quegli Stati coinvolti in guerre che non rispettano le convenzioni internazionali in materia di diritti umani.

Al M5S non piace chi viola la legge, ma soprattutto non piace chi fa guerre e viola diritti umani. Per questo stamattina abbiamo preso le carte in nostro possesso, con numerose testimonianze sul campo e inchieste giornalistiche, e le abbiamo consegnate alla Procura di Roma. E’ ora che la magistratura, e auspicabilmente anche il tribunale dei Ministri, prendano in mano la questione, visto che il Governo continua a fare finta di niente e ad avallare traffici di bombe.

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