L'intervento di Virginia Raggi per il #Women4Climate

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

di Virginia Raggi

Oggi sarei dovuta intervenire a New York alla Conferenza Women4Climate per rappresentare Roma nell’ambito del C40, la rete internazionale dei sindaci impegnati a realizzare politiche e programmi di sostenibilità ambientale. Come sapete il maltempo ha bloccato i collegamenti aerei ma ci tenevo a ringraziare gli organizzatori e lasciare un messaggio: Roma vuole diventare una città leader a livello mondiale sui temi dello sviluppo inclusivo e dell’ambiente.

Ringrazio gli organizzatori e tutti i partecipanti perché eventi come questi rappresentano un’opportunità di confronto e rafforzano la consapevolezza che le nostre generazioni hanno un ruolo attivo per la salvaguardia del nostro pianeta. Politiche sbagliate e cieche, che poco hanno a che fare con la capacità di agire per il bene comune, non devono trovare più spazio nella nostra società. Ma soprattutto vogliamo dire che è possibile pianificare un modello di sviluppo economico e sociale che coinvolga tutti, a tutte le latitudini e in tutti i continenti.

Sempre più donne sono alla guida delle città, mentre soltanto qualche decennio fa questo era inimmaginabile: significa che un cambiamento è già in atto. Un cambiamento che però va indirizzato bene. Diffido di chi predica la superiorità di un genere sull’altro – quale che sia il genere – e credo fermamente nel contributo che ogni persona, con la propria visione, può dare al benessere della collettività. Ecco, come donna, ritengo che noi amministratrici presenti qui oggi siamo chiamate a contribuire con la nostra visione attenta alla resilienza e alla capacità di assicurare lunghi periodi di pace e serenità puntando su lavoro collaborativo, saggia gestione e tenacia. Le nostre generazioni hanno necessità di sognare un futuro migliore, fuggire il pessimismo di cui da anni è intrisa parte della nostra cultura. Per questo abbiamo al nostro servizio la tecnologia, la scienza. Mai come in questo periodo storico l’uomo ha avuto a propria disposizione così tanti strumenti per migliorare la propria esistenza. E dobbiamo farlo evitando di chiuderci nell’egoismo. Egoismo anche nei confronti delle future generazioni che da noi attendono le fondamenta sulle quali costruiranno la loro società. E che siano fondamenta solide e sane!

E’ quello che stiamo facendo a Roma. Tra gli obiettivi che ci siamo posti - una vera e propria rivoluzione ambientale della Capitale d’Italia – abbiamo deciso di inserire il Paesc ovvero il Piano di azione per l'energia sostenibile e per il clima. Stiamo predisponendo azioni sulla mobilità sostenibile e sull'efficienza energetica, sulla riforestazione e sui rifiuti che vogliamo chiamare “materiali post consumo” per un cambio di paradigma culturale, per un futuro sostenibile della nostra città e per dare opportunità di lavoro alle giovani generazioni. L’ambientalismo non deve diventare un “hobby per ricchi”, ma una opportunità di crescita. Questo messaggio dobbiamo diffonderlo nelle “periferie” del pianeta che, purtroppo, spesso noi stessi abbiamo contribuito a creare.

Il ruolo delle città è fondamentale ed indispensabile! Come donne che amministrano siamo molto impegnate a scegliere strade più sostenibili per governare il futuro. Le donne sono abituate a prendersi cura delle proprie famiglie e sanno che tutto ha valore. Per questo creeremo centri per il riuso, fabbriche per il riciclo, orti urbani e food forestry in città.
Solo se le città raggiungeranno questi obiettivi concreti di riduzione – e Roma vuole impegnarsi in questo - gli Stati potranno vincere la sfida. Dobbiamo ridiscutere e ridisegnare le nostre città a partire dalla mobilità, dalla riduzione dei rifiuti (ancora prima della differenziazione) rivedendo anche la progettazione degli oggetti, cominciando dalle materie prime e degli imballaggi; la ricerca scientifica ci propone oggi dei materiali innovativi e da fonti rinnovabili. Non possiamo continuare a dipendere dalle fonti fossili!

Le donne sindache – ma anche tanti nostri colleghi maschi - sono le prime ad essere impegnate nel favorire questo cambio di opinione pubblica. La politica dei Governi nazionali senza un quadro forte di governance sovranazionale, è continuamente tentata di rinviare le scelte, pur ritenute necessarie, per soddisfare gli interessi economici e sociali dello sviluppo. A Roma abbiamo deciso di fare delle scelte ora e subito con la redazione del Paesc, del Piano per la Gestione Sostenibile dei Materiali Post Consumo, del Piano del verde in città e quello per la Mobilità Sostenibile.
Oggi il clima cambia in modo preoccupante, accelerato e riscontrabile anche da parte dell’uomo comune. A livello scientifico vi sono le prove dell’incidenza sicura della attività umana in varie forme, in primo luogo per le emissioni eccessive di gas ad effetto serra (ma non solo). La questione che rimane sottesa è che il mutamento climatico incide unitariamente sulla biosfera in tutte le sue componenti, compresa quella umana.
Non è un caso che la società civile chieda maggiormente di partecipare, di essere informata. Le persone esigono di essere protette e di poter collaborare perché le sorti del clima sono legate alla loro vita.

Il testo in inglese

Dear colleagues,
Today I should have been in New York to take part at the C40 Women for Climate Conference. I’m really sorry but due to bad weather conditions our flight was cancelled.
Anyway Rome wants to be with you and give its contribution to this important day. I wish to thank you, because events such as these provide us with an opportunity to debate matters and strengthen awareness that our generations play an active role in safeguarding our planet. We are here to state that mistaken and short-sighted policies, which have little in common with an ability to act for the common good, must no longer be tolerated. We are here above all to say that it is possible to plan an economic and social development model that involves everyone, at all latitudes and on all continents.

More and more women are leading cities, something that was unthinkable only a few decades ago. This means that change is already underway. It is, however, change that must be correctly used. I mistrust those who preach the superiority of one gender over another – whatever that gender may be – and I firmly believe in the contribution that each individual, with his or her own vision, can provide to the wellbeing of the community. As a woman, I believe that we administrators, present here today, are called upon to make a contribution with our vision, so attentive to resilience and the capability to ensure long periods of peace and serenity by relying on cooperative work, wise management and tenacity. Our generations need to dream of a better future, to escape the pessimism that part of our culture has been imbued with for years. To achieve this we have technology and science at our service. Never before as in this historical period has humankind had so many instruments available for improving lives. And we must do this avoiding all forms of selfishness. Selfishness also regarding future generations that expect us to provide the foundations upon which they will build their own society. May these foundations be solid and strong!

That is what we are trying to achieve in Rome. Among the many objectives we have set ourselves – a real environmental revolution in Italy’s capital – we have decided to list the Plan for Sustainable Energy and the Climate as one of the first points on the political agenda, hence the PAESC plan (SECAP plan). We are developing plans to improve sustainable mobility and energy efficiency, reforestation and waste management, which we want to call “post-consumer waste” so as to change the cultural paradigm, to ensure a sustainable future for our cities and create job opportunities for the younger generations. Environmentalism must not become a “hobby for the rich”, but an opportunity for growth. This is a message we must spread to the “suburbs” of our planet, to the creation of which we ourselves sadly often contribute.

The role played by cities is fundamental and indispensable! As women who manage, we are greatly committed to choosing the most sustainable paths for governing the future. Women are used to managing their homes and they are aware that everything has a value. For this very reason we will create reutilization centres, recycling factories, urban vegetable gardens and food forestry in cities.

Nations will only win this challenge if cities achieve these reduction objectives – and Rome wishes to be committed to this. We need to review and redesign our cities starting with mobility, waste reduction (even more than differentiation) also reviewing how objects are designed, starting with raw materials and packaging. Nowadays, scientific research presents us with innovative materials that also come from renewable sources. We cannot continue to rely on fossil sources!

Women mayors – but also many of our male colleagues – are the first to be committed to encouraging a change in public opinion. Without a strong framework of supranational governance, the policies of national governments are continuously tempted to postpone such albeit necessary choices in order to satisfy the economic and social interests of development. In Rome we have decided to make those choices now and are immediately drafting the PAESC (SECAP plan), the Plan for the Sustainable Management of Post-Consumer Waste, the Plan for a Green City and one for Sustainable Mobility.

The June 1992 Rio de Janeiro Convention clearly sets out a number of principles. They include the protection of future generations, equity, shared responsibilities, prevention, precaution, the priority duties and initiatives of developed countries, particular consideration for the needs of socio-economic development in developing countries and the need for support from industrialised countries. This is a very important international framework instrument, open to integration in the form of protocols or other similar agreements having legal standing.

The Paris Agreement was recently signed and consists of an introduction and 29 articles. It was signed by all United Nations member states, hence 194 countries, plus the European Union. This is certainly of political and juridical importance because it emphasises its universal nature as the voice of the international community as a whole.

The Agreement’s implementation is planned for 2020, but although it has been approved, the preliminary document allows its early implementation by governments wishing to apply it. At the moment, the Paris Agreement has yet to be fully implemented with reference to the French government’s excellent intentions and efforts.

Pope Francis, who has often referred to environmental issues also in his Encyclical entitled Laudato Si, said that, “the efforts to bring world leaders together at COP21, in the search for new ways to confront climate change and to protect the Earth, our common home.” This is also an effort needed to achieve the objectives of Sustainable Development (Addis Ababa and the 2030 UN Agenda).

At an ethical and religious level this is fully embraceable, but unfortunately one must accept the juridical and political reality of governments. One can speak of partial results achieved, but we still have a long way to go. It is necessary to be realistic. Nowadays climate is changing in a worrying, accelerated manner that can also be observed by ordinary people. At a scientific level, there is evidence of the certain effects of human activities in various forms, primarily due to emissions of greenhouse gasses (not only). The question that remains implied is that climate change as a whole affects the biosphere in all its elements, including the human one.

It is not a coincidence that civil society is demanding greater participation and information. People ask to be protected and to cooperate because the climate’s destiny is linked to their own lives.

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