Il #ProgettoUniversità del MoVimento 5 Stelle

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.

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"Abbiamo deciso di cominciare un percorso per collegare le parole università e futuro.
Siamo partiti dalla fotografia dello stato attuale delle nostre Università, raccogliendo i dati a partire dalla riforma del 3+2, nata con l'obiettivo di aumentare il numero di laureati italiani.
Un obiettivo non raggiunto.
Infatti a 9 anni dall'introduzione della riforma solo il 50% degli iscritti ha concluso positivamente il percorso di laurea. Un risultato fallimentare, come testimonia anche la distanza che abbiamo ancora con il resto dei paesi europei.
Se l'obiettivo fissato dal programma Horizon è il 40% di laureati tra i 30 e i 34 anni da raggiungere entro il 2020... ebbene la media OCSE è del 37%, quella italiana di appena il 22%. Siamo in terribile ritardo.
Questo dato è certamente correlato al fatto che laurea in Italia non è sinonimo di lavoro.
Solo col crescere dell'età le statistiche dell'occupazione premiano chi ha un titolo accademico rispetto a chi ha un diploma.
L'iscrizione all'università è sempre stata un lusso che non tutte le famiglie italiane possono permettersi.
I finanziamenti per gli atenei italiani sono costantemente tagliati dai governi e, di conseguenza, i costi dell'istruzione universitaria gravano quasi completamente sulle famiglie.
Nel sostegno allo studio infatti siamo fanalino di coda non solo in Europa, ma tra tutti i Paesi del mediterraneo visto che lo Stato garantisce una borsa di studio solo al 15% degli studenti. E se nel 2008 il nostro Paese destinava a questa voce di spesa 9 milioni di euro, nel 2013 questa cifra irrisoria si è ridotta ulteriormente del 18%.
Complessivamente solo l'1% del nostro PIL è destinato ad università e ricerca, si pensi che per raggiungere la media dei paesi europei bisognerebbe investire tra i 30 e i 40 miliardi in più all'anno!
C'è poi una grossa carenza di personale che il consiglio universitario nazionale ha calcolato in circa 14.000 docenti e 9.000 ricercatori. Manca all'appello circa il 30% di professori ordinari e il 17% di professori associati, -25% rispetto alla media dell'Unione Europea.
Il motivo è presto spiegato: mancano i fondi pubblici, c'è il blocco del turn over (non c'è ricambio), ma anche l'età avanzata del pensionamento.
Pensate che per ogni professore ordinario che va in pensione si sbloccano risorse per assumere ad esempio 2 nuovi ricercatori o per l'avanzamento di carriera di 4 ricercatori o di 2 professori associati.
Ecco, questo è lo scenario, la fotografia di un disastro, che però non ci scoraggia.
L'Università italiana ha bisogno di nuove idee, di nuova linfa.
Siamo motivati a risollevare l'università e vogliamo farlo ripartendo dal diritto allo studio, fissando un tetto massimo alle tasse di ogni ateneo, abbassandole alle famiglie con redditi medio-bassi e fissando una no-tax area per quelle che sono al di sotto della soglia di povertà.
Abbiamo proposto una legge che i partiti hanno insabbiato. Per cui pensiamo sia importante che il supporto arrivi direttamente dagli interessati. Da voi.
Scaricate, firmate e diffondete la petizione e usate la nostra email per richieste o aggiornamenti.
Porteremo le firme al ministro Giannini per fargli capire quanto sia importante un accesso equo agli studi.
Dobbiamo poi ridare valore alla ricerca aumentando gli investimenti nelle nuove tecnologie. Ampliando l'uso degli strumenti telematici possiamo incrementare la qualità dell'istruzione universitaria.
Non ci possiamo più permettere di laureare sulla base di modelli vecchi sperando che da quelli nascano miracolosamente modelli innovativi.
Un'altra risorsa su cui vogliamo puntare sono gli incubatori universitari che nascono per trasformare le idee nelle pratiche che migliorano la vita dei cittadini. Le imprese che portano innovazione dovranno trovare un nido nelle Università per trovare poi sbocco nella società Questo è un passaggio chiave per fare entrare l'Università all'interno del tessuto economico e sociale del nostro Paese. Per evitare che i nostri migliori studenti per mettere in pratica le loro idee debbano fuggire all'estero.
Cominceremo vistando questi incubatori del
SUD ITALIA E ISOLE
Città della Scienza – Napoli, Consorzio ARCA a Palermo, Technest a Cosenza.
CENTRO ITALIA
The Hive ad Ancona, IUF - Incubatore Universitario Fiorentino a Firenze, Scuola Superiore Sant'Anna a Pisa.
NORD ITALIA
I3P - Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino a Torino, Polihub - Incubatore del Politecnico di Milano a Milano, Trentino Sviluppo S.p.A. a Rovereto (TN)
Ogni volta che immaginiamo il futuro, quei nuovi modelli di energie rinnovabili, di rifiuti zero, di una economia basata sulla felicità e non più sul profitto, è nelle università che si cercano le strade praticabili, sono quelli i luoghi da cui partire per arrivare al futuro che abbiamo pensato. La nostra ambizione è quella di volere portare nelle nostre vite, soluzioni virtuose, già sperimentate, che funzionano, ma che il vecchio sistema, quello delle clientele e delle lobby, ha sempre ostacolato per favorire i loro interessi.
Per fare questo abbiamo bisogno di voi. Degli studenti, dei docenti, dei ricercatori. Non abbiamo bisogno solo di finanziamenti ma di idee e di persone motivate: cominciamo insieme questo percorso." Carlo Sibilia, portavoce M5S Camera

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Commenti

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  • Antonio Del Pozzo 2 anni fa
    Purtroppo il tema università in Italia è poco seguito, non si comprende che è strategico; grazie quindi per averlo avviato. Le riforme necessarie non sono semplici, anche perché si innestano su un sistema in gran parte malato. La massima urgenza è quella del superamento del modello 3 + 2: dovremmo copiare il modello americano con diplomi universitari di 2 anni o lauree di 4 anni, introducendo anche un periodo di necessaria formazione sul campo. Gli incubatori in questo senso possono essere uno dei possibili sbocchi della formazione del 'fare'. C'è poi il problema dell'assoluta carenza di risorse, che dovrebbe essere superato con più azioni (accorpamento degli atenei, separazione contabile delle facoltà di medicina, assegnazione di un ricavo standard per studente iscritto ponderato per la qualità degli studi, digitalizzazione dei corsi). Indispensabile, in questo momento, non fare pagare le tasse agli studenti. Andrebbe anche superato lo stato giuridico del tempo pieno o definito per i professori, consentendo loro di fare consulenza controllati da un organismo nazionale. Ancora si dovrebbe favorire la mobilità dei docenti. Spero che negli Atenei si organizzino incontri per discutere di questi argomenti, giungendo ad una proposta di riforma dell'università; da professore vi parteciperò volentieri. Un saluto a Beppe ...
  • Stefano Succi Utente certificato 2 anni fa
    Sarei favorevole a corsi di diploma online da tre anni, non ad una università da 5. Inoltre bisogna assolutamente abolire il 3+2, non è assolutamente adeguato in Italia nell'attuale stato delle cose.
  • http://www.doctorseo.net website Utente certificato 2 anni fa
    - Ti faresti costruire casa in zona sismica da un ingegnere che ha frequentato online?
  • Marco Antoniotti 2 anni fa
    In generale l'intervento ha una parte iniziale di analisi condivisibile (cose note: basta farsi un giro su www.roars.it), ma, a partire da "L'Università italiana ha bisogno di nuove idee, di nuova linfa" in poi non mi sembra che ci sia un filo conduttore ben pensato e coerente. Il limite alle tasse studentesche è ragionevole solo in presenza di un aumento dei finanziamenti ordinari (e NON premiali) agli atenei. Il richiamo agli "incubatori" è un po' velleitario dato che i problemi principali stanno "altrove". E ricordiamoci che le tecnologie informatiche (di cui qualcosa ne so) non è che siano particolarmente necessarie od incisive nello studio della filologia Ugro-Finnica; a meno che non si voglia dire che la suddetta materia non ha dignità "universitaria". I problemi del sistema universitario e di ricerca sono al momento i seguenti. 1 - la mancanza di fondi 2 - la mancanza di fondi 3 - la mancanza di fondi 4 - dimenticavo, la mancanza di fondi 5 - l'impianto burocratico-accentratore della legge 240/2010 6 - l'ANVUR 7 - la pessima regolamentazione delle carriere. 8 - la mancanza di fondi 9 - la mancanza di fondi. 10 - la mancanza di un'Agenzia Nazionale per la Scienza, le Lettere e le Arti a cui affidare i programmi di finanziamento 11 - il personale MIUR 12 - la mancanza di fondi Se proprio non vogliamo parlare di finanziamenti (e di come recuperarli dalla fiscalità generale con aliquote massime a livello eisenhoweriano) le prime cose da fare sarebbero i punti 10 e 6 (l'ANVUR ed il suo compare INVALSI vanno ridimensionati e demansionati pesantemente). Poi si attacca la 240/2010 seriamente, ribaltandone l'impostazione profonda passando per il punto 11. A presto Marco Antoniotti
  • Piero 2 anni fa
    Fa impressione Beppe Grillosentire parlare di ricerca scientifica. Proprio lui che è contrario agli OGM (e quindi alla ricerca scientifica in biologia molecolare, dal momento che essi sono spesso indispensabili per molti esperimenti in questa scienza), agli animali da laboratorio (purtroppo ancora necessari per molti esperimenti medici), al nucleare e a un pò tutto. Proprio lui che ha supportato ciarlatani che odiano il metodo scientifico come quelli del metodo Di Bella. Ecco uno come Beppe Grillo dovrebbe chiedere scusa ai ricercatori e all'università, altro che storie...
  • Johari Gregorio 2 anni fa
    Carli Sicilia, lodevole l'iniziativa, occorre perfezionare la proposta ed allinearci o addirittura migliorare le Best practice consolidate all'estero. Alcune proposte che hanno il focus sugli studenti/dottori 1) Meritocrazia Agevolare il merito per incoraggiare gli studenti all eccellenza. In Polonia chi ha media voti sopra una certa ragionevole soglia(media del 27 per indirizzi scientifici e del 28 per gli umanistici ad esempio), è esente 100% dalle tasse su base annuale e fino al conseguimento del dottorato. Si perde il beneficio se non si rispetta il limite. 2) Coinvolgimento delle aziende e turni serali. Nel Brasile del sud (Santa Catarina) lá maggior parte degli studenti la mattina svolge stage presso azienda (dalle 7:30 alle 14:30) ed hanno le lezioni il pomeriggio anche fino alle 23:00. I professori fanno turni di lezione la mattina e le stesse lezioni la sera: l università è in funzione degli studenti e non viceversa. Inoltre in molti corsi di studio vengono svolti diversi stage. Ad esempio chi studia ingegneria dei materiali nella ultimo triennio (6 semestri) in parallelo agli studi e come parte fondamentale del percorso di studi svolge ogni semestre uno stage in aziende specifiche ad esempio 1 semestre presso azienda di produzione materiali plastici, 1 semestre per materiali ceramici 1 semestre per acciai, etc. In pratica alla fine Dell università si hanno non semplici conoscenze (sapere) ma competenze (sapere e sapere fare). 3)Rafforzare la cooperazione con aziende locali e straniere per la ricerca e lo sviluppo coinvolgendo gli studenti. 4) sburocratizzare le procedure di iscrizione e l accesso alle borse tra tutti gli atenei italiani ed europei, dando veramente pari opportunità ai cittadini comunitari ed attraendo talenti. Proposte di buon senso e di ampie vedute. Colmiamo il gap tra competenze richieste nel lavoro e quelle sviluppate nella università
    • Marco Antoniotti 2 anni fa
      L'abuso del termine "meritocrazia" e "la mistica delle aziende" non portano molto lontano. Non è che la Filologia Ugro-Finnica sia molto spendibile in stage et similia. Marco Antoniotti
  • manuela pasini 2 anni fa
    La mia esperienza universitaria risale agli anni in cui si cominciava a sperimentare il 3+2. Io ero iscritta col vecchio ordinamento, per cui avevo l'obbligo dei corsi annuali, e non semestrali (il doppio del programma da avere perfettamente presente in testa il giorno dell'esame per intenderci). Berlusconi diceva in TV che stava portando una grande novità: lauree riconosciute a livello Europeo (NB gli iscritti con la formula 3+2 non avevano ore di preparazione in più né materie "specializzanti" in più). Quelli come me erano vecchi e disincentivati al massimo nel continuare: ci proponevano in continuazione il cambio di corso di studi e eliminavano a poco a poco i corsi di studi del mio ordinamento; non facevi in tempo a seguire un corso che dopo pochi mesi il corso era chiuso e a valutarti non era più il tuo docente ma uno sconosciuto. A un certo punto mi è arrivata una lettera a casa da parte della facoltà che mi invitava a terminare gli studi entro una data stabilita, o trasferirmi presso un'altra sede (in Sardegna era l'unica presente; fate voi!). Sono arrivata a dare gli esami del 5° anno con ottimi risultati senza riuscire a conseguire il titolo. Diversi docenti, alla mia richiesta di essere valutata allo stesso modo degli studenti del nuovo ordinamento mi hanno risposto che questo voleva dire per loro avere più lavoro da fare (il doppio delle valutazioni da programmare) e me l'hanno negato. Dopo qualche tempo Berlusconi ha cominciato a dirci che eravamo BAMBOCCIONI che vivono alle spalle dei genitori e che non eravamo specializzati in niente, mentre in Europa venivano richieste competenze specifiche.
  • Arcangelo M. Utente certificato 2 anni fa
    Aggiungo un'idea: in Australia, le tasse universitarie sono diverse se sei australiano (o del Commonwealth) o se sei straniero: http://www.topuniversities.com/student-info/student-finance/how-much-does-it-cost-study-australia Ad esempio, un Australiano pag da 0 a 6000$, uno straniero dai 15000 ai 33000$. E` giusto: gli Australiani pagano gia` con le loro tasse (sul reddito, ecc) l'Universita`, quindi quando iscrivono i loro figli all'Universita` avranno uno sconto considerevole. Gli stranieri, se vogliono studiare in Australia, devono pagare il costo totale dell'insegnamento universitario. In Italia, invece, tutti pagano gli stessi soldi. Se un Australiano viene in Italia, paga come un Italiano. Se un Italiano va a studiare in Australia, paga molto di piu` di un Australiano. Credo che dovremmo anche noi attuare una politica piu` giusta in questo senso.
    • Marco Antoniotti 2 anni fa
      Il problema è che sono molti di più gli italiani che vanno a studiare in Australia (o in UK, o negli USA dove le cose funzionano uguale per per scuole pubbliche; negli USA un residente del Nebraska paga le tasse universitarie "out of state" se si iscrive alla U Texas di Austin) di quanti australiani o inglesi che vengono a studiare in Italia. E qui vogliamo metter loro ulteriori bastoni tra le ruote? Marco Antoniotti
    • harry haller Utente certificato 2 anni fa
      Right.
  • Arcangelo M. Utente certificato 2 anni fa
    Da docente universitario, io credo che questa legge non aiuti a risolvere i problemi. Io sono d'accordissimo a diminuire le tasse per gli studenti, ma questo si risolve dicendo "la tassazione massima per uno studente e` di TOT euro all'anno". Invece adesso (e anche questa legge non interviene sul problema) si dice che i soldi che arrivano in totale dalle tasse di tutti gli studenti non devono essere piu` di TOT in percentuale dai soldi che l'Universita` riceve dallo Stato. Questo significa che se l'Universita` diminuisce le tasse, si iscrivono piu` studenti (e` gia` successo), quindi i soldi ricevuti in totale dalle tasse degli studenti aumentano e rischi di sforare e dover restituire dei soldi! Nell'Universita` dove lavoro io si e` dovuto fare un bonifico di 1 euro ad ogni studente, pagando 1 euro di spese bancarie per ogni studente! E` uno spreco assurdo! Fra l'altro, succede tutti gli anni che lo Stato dice alle Universita` quanti soldi da` loro solo DOPO che le iscrizioni sono chiuse, quindi le universita` non possono sapere se sforeranno o no: se lo Stato diminuisce il suo contributo, allora io devo fare un bonifico di 1 euro ad ogni studente? Soluzione: cambiare la legge. Stabiliamo un tetto massimo per le tasse di ogni studente e non per la totalita` degli studenti.
  • antonello c. Utente certificato 2 anni fa
    non ho capito .. ma non si discute più usando il SO ? le proposte e i progetti arrivano dopo quale condivisione con la base ? Le proposte degli iscritti arrivano nelle Istituzioni ? Se parte un'istanza dal territorio elaborata dai cittadini attivi viene recepita oppure c'è un metodo di selezione ad eletto ? Vabbè .. Nel caso vuoi aggiornarci , caro Sibilia , così possiamo diffondere sul territorio notizie e info su quale METODO si sta adottando per la PARTECIPAZIONE nel nostro M5s . Saluti
  • alvise fossa 2 anni fa
    AVANTI COSI' 5 STELLE,AVANTI COSI'
  • Spiare Conversazioni Whatsapp Utente certificato 2 anni fa
    mancavano ( allora? ) nel m5s Pericle Aristide Temistocle Cimone Tucidide Nicia Alcibiade Cleone
  • pompilio g. Utente certificato 2 anni fa
    Il problema di trovare il bandolo della matassa dell'Università è che convivono al suo realtà differenti. Ad esempio la realtà di chi ci lavora è diversa da quella di chi ne usufruisce. Inoltre si mette nello stesso calderone, come se avessero le stesse caratteristiche, facoltà, o corsi di laurea a essere piu specifici, che soprattutto rispetto alla ricerca hanno "nobiltà" estremamente differente. Il mio punto di vista da ex-studente mai laureato è che la componente della ricerca e quella della docenza debbano essere sì in contatto ma comunque realtà distinte. Attualmente un lavoratore dell'università ha massima considerazione della ricerca e minima della docenza (perche la prima porta soldi, onore e carriera). La docenza viene relegata come una scocciatura necessaria. E' chiaro che l'innovazione è determinante nell'università, ma in definitiva gli insegniamenti (con molte diversificazioni a seconda dei corsi di studio) si basano per la stragrande maggioranza su cio che non puo essere considerato innovazione. Un docente secondo me dovrebbe essere un professionista della docenza, che utilizza le innovazioni in campo di dattico (da questo punto di vista siamo rimasti ai graffiti rupestri, senza esagerare) e abbia rapporti con la ricerca e obblighi di aggiornamento. Ricerca e docenza però due realtà indipendenti
  • b&b castellammare del golfo con piscina Utente certificato 2 anni fa
    28 Apr 2015, 09:00 | Scrivi | Commenti (27) | Ascolta Invia il tuo video | Invia ad un amico | Stampa | Twitter Gallery <span class="socialPostBottomBar" style="display: inline-block; margin: 5px 0px; height: 22px; width: 510px;" lazy-href="http://www.beppegrillo.it/2015/04/il_progettouniversita_del_movimento_5_stelle.html" lazy-title="Il #ProgettoUniversità del M
  • Alessandro Fossatelli 2 anni fa
    L'iniziativa é lodevole, credo che tutti debbano avere pari opportunità nell'accesso alla formazione, nello specifico a quella universitaria. Penso a tanti giovani che sono costretti a lasciare la loro famiglia ed i loro affetti per studiare nelle città nelle quali sono presenti le università. Questo é un problema di equità: non capisco perché non si trovino le forme necessarie a garantire l'università on-line a tutti. Ritengo sia un compito dello Stato garantire a tutti di poter studiare a "casa propria" evitando che tante persone siano costrette a spendere soldi per studiare in un posto diverso e vivere in 3 / 4 in una stessa casa, al di fuori del proprio contesto familiare. Peraltro la formazione "on-line" (con strumenti ormai assolutamente affidabili) garantirebbe un maggiore attenzione nella predisposizione dei contenuti da parte dei docenti (slide, speach, etc.), innalzando a mio parere la qualità delle lezioni. Resterebbe l'esame in loco ovviamente, ma su un anno spostarsi 6 / 8 volte é ben diverso dal trasferirsi completamente. Perché quindi non pretendere che le facoltà pubbliche offrano anche questa modalità di erogazione della formazione lasciando scegliere ai singoli?.
    • Alessandro Fossatelli 2 anni fa
      Buongiorno Dario, la mia opinione e' che non esistano solo medici ed ingegneri, ci sono anche tante altre facoltà che possono a mio parere essere frequentate on-line. Per lo scambio tra studenti oggi, lo vediamo in molti settori, i forum on-line sono molto utilizzati quale strumento di scambio delle idee. Anche i temi che lei solleva sulle domande al docente possono (e lo sono) essere gestite senza problemi. Ovviamente x alcune facoltà / materie la frequenza in loco potrebbe essere fondamentale, ma il mio punto di vista vuole tutelare chi e' "costretto" a migrare in quanto lo Stato no gli garantisce equità. Insomma credo che sia una opzione alternativa e non sostituiva percorribile. Rispetto alla mia risposta alle sue domande, che però credo poco aggiunga al dibattito, credo che se il medico si fosse laureato in una facoltà pubblica on-line non avrei pregiudizi. Ma spero di non averne bisogno sia questo laureato on-line che in via tradizionale :-). Cordiali saluti.
    • Dario Genovese Utente certificato 2 anni fa
      Resta il fatto che l'università rimane 'anomala'. Non c'è il giusto confronto tra studenti, la possibilità di chiedere un dubbio a fine lezione al professore.... insomma l'università non la VIVI, la frequenti e basta con l'unico fine di ottenere un pezzo di carta. E un grosso problema è che sta diventando così anche l'università 'classica'. Il problema principale è che ci sono troppi studenti. Comunque, ti rifaccio le domande, a cui non hai risposto: - Ti faresti operare da un chirurgo che ha fatto una università online? - Ti faresti costruire casa in zona sismica da un ingegnere che ha frequentato online? Se la risposta è no, chiediti il perchè. Sarei favorevole a corsi di diploma online da tre anni, non ad una università da 5. Inoltre bisogna assolutamente abolire il 3+2, non è assolutamente adeguato in Italia nell'attuale stato delle cose.
    • Alessandro Fossatelli 2 anni fa
      Credo che si faccia confusione sulla università on-line: le lezioni sono in diretta così come i ricevimenti/approfondimenti con il docente. Non si studia su slide ...
    • Dario Genovese Utente certificato 2 anni fa
      Ti faresti operare da un chirurgo che ha fatto un corso online? Ti faresti costruire una casa in zona sismica da un ingegnere online? Secondo te alla Microsoft i programmatori hanno studiato sulle slide? L'università dovrebbe essere una cosa seria. Te lo dice un docente che ha visto, negli ultimi anni, degradare la qualità dell'insegnamento offerto, a partire dall'imposizione del 3+2. L'università non è un secondo liceo o un posto dove parcheggiarsi in attesa di iniziare a cercare lavoro. E' un percorso da fare con passione e cercando anche di metterci del proprio: i corsi, anche di buoni professori, non bastano. In Italia ci sono troppi laureati (nel senso che l'offerta è superiore alla domanda) e di qualità bassa. Quei pochi che riusciamo a formare bene li spediamo a calci fuori dall'Italia. La qualità dell'insegnamento non si misura al kilo. Meglio meno laureati ma più preparati.
  • ivo 2 anni fa
    secondo me il problema non è fare studiare più persone ma FAR STUDIARE LE COSE GIUSTE. che senso hanno alcuni atenei al giorno d'oggi? che senso hanno alcune facoltà? nessun senso se non firmarsi "dottore" e svolgendo un lavoro che richiede una formazione di terza media. mancano 19.000 docenti? per cosa? sfornare qualche altro migliaio di laureati in scienze politiche? il discorso educazione, stando a tutti i dati anche a livello globale, è grave in quanto quello che una volta era il tanto ambito "college graduate" che permetteva di ottenere un lavoro al di sopra della media, oggi è carta straccia. qualcuno deve RIFORMARE il sistema di educazione in base al mondo che cambia alla velocità della luce ed in funzione di quello che saranno i lavori nei prossimi 30-40 anni. quando inizio a leggere un post che parla che "mancano risorse", "mancano soldi", "mancano docenti", chiudo. è come mangiare la minestra che in nonno ha avanzato e che è rimasta ad imputridire per 50 anni. aria fritta quindi.
    • Michele 2 anni fa
      Condivido. Sono (per fortuna) un lavoratore e alcuni anni fa mi sono iscritto nuovamente alla mia (ex) Università, mosso da una innata voglia di raggiungere un nuovo traguardo e cercando di conseguire la laurea magistrale in ingegneria. Non ce l'ho fatta, anche per colpa mia, ma quello che mi ha demotivato è stata la totale inutilità degli argomenti che avrei dovuto studiare. Non stupidi; molti corsi sono trattati in modo generale, argomenti vecchi e non in linea con le tecnologie attuali, non c'è una volontà all'innovazione sulle materie da studiare, per questo ho preferito specializzarmi svolgendo il mio lavoro che "perdendo tempo" sui libri, e compensando all'occasione, vedendo lezioni specifiche di università straniere on line (programma nptel). Allo studente non è lasciato il tempo di approfondire, ma viene solamente spronato al superamento dell'esame, quindi a prepararsi agli argomenti base, che senso ha tutto ciò? boh...sta di fatto che anch'io della vecchia minestra mi sono rotto le scatole...
  • pabblo 2 anni fa
    ot le dichiarazioni complete su bersani ... http://www.primocanale.it/network/beppe-grillo-intervista-primocanale/intervista.php?id=70241
  • Marcello C. 2 anni fa
    piu' materie specifiche, ripristino dei 5 anni, e percorso specialistico sul campo direttamente nel corso degli anni universitari
  • edoardo Laporta Utente certificato 2 anni fa
    Frenare l'esodo di laureati
  • Luca M. Utente certificato 2 anni fa
    iniziata e presiede Di Maio!! http://webtv.camera.it/home
  • Luca M. Utente certificato 2 anni fa
    Buongiorno blog e qui caffè a 5 stelle!!
  • pabblo 2 anni fa
    ot ""Grillo: “Bersani mi chiese 12-13 senatori per governare. Ci saremmo rovinati”" peut etre... ma pierluigi non mi sembra avesse buone carte in mano... mancavano ( allora? ) nel m5s Pericle Aristide Temistocle Cimone Tucidide Nicia Alcibiade Cleone :) ma come si dice?.. acqua passata non macina più :)
    • pabblo 2 anni fa
      :) garcia? mah credo che sia gia sulla strada per il moncenisio :) ciao cacia'!
    • Er Caciara er mejo paraculo de Trestevere Utente certificato 2 anni fa
      chi è che avrebbe giocato in porta? allenatore ovvmnt garcia.......
  • Rosa Anna 2 anni fa
    Le università devono imporre una ricerca volta a ritrovare la qualità della vita è la sua ragione d'essere Politecnici: devono orientare gli studi sulle nuove fonti di energia pulita, rivoluzionando la tecnica Facoltà di Economia, devono morigerare i sistemi finanziari riconducendoli alle necessità umane Facoltà di medicina, devono rivendicare la vecchia linea di fede riferentesi al giuramento di Ippocatre Facoltà di lettere, devono rivoluzionare la lingua tornando alla poesia e mantenendola pura da inglesismi Chi li vuole usare studi la lingua di Bristol Facoltà di filosofia, sappia essere più modesta guardando oltre l'orizzonte occidentale del Partenone ricerchi tutte le verità senza riconoscerne per vera nessuna Facoltà di matematica, la purezza dei numeri non sia arida diventi umile non assoggetti l'essere umano a se stessa Le facoltà di biologia e farmacia, non trasformino l'uomo ad un esperimento Le facoltà di scienze, siano tempi di conoscenza Serve dell'umanità non prevaricatrici Facoltà di giurisprudenza, siano oneste e promulgatrici di diritti universali Le università devono tornare a servizio della cultura È essere raggiungibili da chiunque voglia frequentarle come quando erano state create. Lo stato democratico deve assumersi il compito che non vi siano disparità di opportunità fra cittadini.
  • bannato ribannato Utente certificato 2 anni fa
    Seee...e come no...stanno distruggendo la scuola pubblica e volete che si ricredano sulla bontà delle proposte del Movimento. Fate bene a farlo,ma è come dare il fieno agli asini! Se ne devono andare a casa ed alcuni in galera,anzi molti in galera! Dimenticavo buongiorno blog e ai cattivoni. Oreste ★★★★★ °.°
    • antonello c. Utente certificato 2 anni fa
      ciao Oreste ! Noi ci si prova a combattere e farci sentire .. Senza dimenticare il senso del progetto che tutti stiamo condividendo da cittadini in MoVimento ! ;)
    • harry haller Utente certificato 2 anni fa
      Grazzie pè er "cattivone"......
  • kfgkgfkf 2 anni fa
    L'idea del sindaco Pd: "Accogliete i profughi nelle vostre famiglie" VI RISULTA CHE PIDDIOTI E PIDDIOTI TRAVESTITI DA 5 STELLE ABBIANO GIA' APERTO LE PORTE DELLE PROPRIE ABITAZIONI? LA VILLA DI MARINA DI BIBBONA E' GIA' A DISPOSIZIONE DEI POVERI IMMIGRATI?
    • bannato ribannato Utente certificato 2 anni fa
      ma va a cagare!
  • Paolo M5S Utente certificato 2 anni fa
    Grandi ragazzi, siete i migliori.
  • Luca 2 anni fa
    In Italian NON ci sono troppi laureati (dati OCSE) http://lumiebarlumi.blogspot.it/2014/10/in-italia-non-ci-sono-troppi-laureati.html
  • pabblo! 2 anni fa
    ot? sulla legge elettorale... ""Nella minoranza Pd, per esempio, esce allo scoperto Anna Giacobbe, cuperliana: “Voterò a favore della riforma elettorale nel prossimo passaggio alla Camera, non per obbedienza, non per pura disciplina, ma per l’idea che ho di partito e di come si pratica l’appartenenza: la democrazia non è solo il principio di maggioranza, ma è anche quello”."" mi ricorda qualcosa ... norimberga... ""Tutti gli accusati si trincerarono dietro la stessa scusa: avevano ubbidito a degli ordini, e colui che impartiva gli ordini era Hitler."" historia magistra vitae? non per i piddini et similia evidentemente :)
    • pabblo 2 anni fa
      eggià... se ne fregano degli italici... i piccioli so' piccioli :)
    • harry haller Utente certificato 2 anni fa
      “Voterò a favore della riforma elettorale nel prossimo passaggio alla Camera, non per obbedienza, non per pura disciplina, ma per il terrore che ho di perdere la poltrona : la democrazia non è solo il principio di maggioranza, sono anche 15-20.000 euri”.""
    • pabblo 2 anni fa
      lo so ho esagerato a paragonare il nostro piccolo duce a hitler...vabbè scusa adolf! :)
  • pabblo 2 anni fa
    sibilia dice: ""Porteremo le firme al ministro Giannini per fargli capire quanto sia importante un accesso equo agli studi."" beata ingenuità.. ps un buondì ai peones :)
  • rossella le donne 2 anni fa
    Buongiorno, ma non sarebbe piu' pratico e veloce caricare la petizione su Change.org. Grazie mille
  • M.P. 2 anni fa
    Come sempre il M5S è uno spiraglio di speranza per il nostro FUTURO!!!
  • Rosa Anna 2 anni fa
    La cosa più atroce che stiamo imponendo ai nostri figli è IL DUBBIO in cui li abbandoneremo Una pressoché universale mancanza di certezze nelle più elementari attività di vita Come concepire un figlio, in che modo, quando? Cibarsi con che cosa: alimenti provenienti da dove? Bio o non bio con quali garanzie ? Curarsi per una malattia: mi devo fidare o non posso farlo ? Istruzione gli stabili crollano e gli insegnanti assunti a contratto, sono o non motivati Se vado in banca cosa mi propinano o rapinano Se vado in chiesa chi è che mi viene incontro Se vado in un ufficio comunale chi mi rispetta Se vado al bar ......chi mi saluta o mi sputa L'individualismo ha scatenato il dubbio o il dubbio scatena l'individualismo Pover uomo tutto da rifare daccapo nemmeno le stelle saprebbe leggere Quali stermini stanno programmando? Visto che siamo in vena di ricordi di stermini avvenuti L'Australia non ha chiesto scusa ai nativi che sterminava fino agli anni 70 del secolo scorso e forse non sono ancora finiti E che accade ora ai boscimani perché c'è interesse economico alle loro terre Conserviamo bene questi gruppi di persone come saggi Per delle sopravvivenze estreme sono molto bravi non si sa mai potrebbero servire Eppure basterebbe semplificare, tornare al bene comune non vorrei che lezioni universitarie servano le loro
  • giovanni . Utente certificato 2 anni fa
    IL M5S e LA TV Seguo le varie presenze in Tv dei 5 stelle e Vi devo dire che sono molto soddisfatto. i vari deputati fanno esattamente quello che devono fare, cioè parlare calmi non farsi trascinare nel fervore delle discussioni, mantenere sempre un atteggiamento dialogante ma esporre con precisione le proprie ragioni. Il pubblico adulto, quello che non ci segue, non vuole le grida, le violenze verbali e apprezza la serietà e la gentilezza. Forza m5s che le persone cominciano ad apprezzarci:
  • Rosa Anna 2 anni fa
    In eredità ai giovani lasceremo solamente DUBBI
  • Mirko V. Utente certificato 2 anni fa
    Bravo Sibilia buongiorno 1? Fruttarooooo dormi?
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