L'#AcquaNonSiVende: combatteremo con ogni mezzo

Articolo estratto dal blog di Beppe Grillo, consulta il contenuti originale.


Dieci anni e 27 milioni di sì. Con la forza di un’attesa lunghissima e di un risultato referendario inequivocabile, finalmente arriva in porto la legge popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua. Un titolo che già da solo rende l’idea dei contenuti di questa legge.
Una legge popolare, scritta dai cittadini portata avanti dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua fin dal 2007 ed arrivata in discussione in questa legislatura con la costituzione di un intergruppo di parlamentari chiamato Acqua bene comune.
Lasciava ben sperare che tutti avessero compreso l’importanza di questa legge che prevede che l’acqua e la sua gestione siano pubbliche.
Significa che nessuno può fare profitto, arricchirsi e guadagnare sulla gestione di un diritto umano fondamentale come hanno deciso 27 milioni di italiani con il referendum.
Ed è quello che c’è scritto nella legge che porta come prima firma la nostra portavoce Federica Daga.
Oggi la situazione è ben diversa: la gestione dei servizi idrici è in moltissime città e regioni in mano a grandi multinazionali ed Spa, che, come dice la parola stessa sono società per azioni, che sulla nostra acqua e sulle nostre bollette ci guadagnano.
C’è chi dice: il pubblico non è riuscito a governare i servizi idrici. Non sanno che in mano ai privati gli investimenti sono calati del 19%. Guardate le vostre bollette dell’acqua: sono per caso diminuite nel tempo? Tutt’altro, vero? E il PD propone persino di aumentarle!
La legge in discussione in queste settimane porterebbe ad una svolta radicale rispetto alle politiche governative ispirate alla privatizzazione. Una legge dai cittadini e per i cittadini, spinta da un gruppo di parlamentari all’apparenza trasversale. Solo che dentro c’è anche il Pd. Dopo mesi di silenzio assordante e continui rinvii della discussione un bel giorno in Commissione Ambiente il deputato del Pd Borghi ha presentato un emendamento che CANCELLA l’articolo principale della legge, l’articolo 6. Che prevede che l’acqua sia pubblica, che la gestione dell’acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche. Insomma il Pd strappa il cuore a una legge che a parole promuove. È la solita politica delle due facce: quella per i tg e quella vera. Noi combatteremo con ogni mezzo e per difendere il nostro sacrosanto diritto all’acqua bene comune. Domani c’è il voto definitivo in commissione e poi tra due settimane la discussione in aula alla Camera. Seguiteci, fate sentire la vostra pressione per la nostra acqua pubblica e contro quelle potentissime società per azioni che ci stanno assetando usando le bollette come bancomat. Il Pd sta con loro. Il M5S sta con i cittadini.

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